Chi ha perso con la vittoria di Trump

2 dicembre 2016

Con l’elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America il mondialismo (globalism in lingua inglese, da cui il sinonimo italiano globalismo) ha perso.

Questa verità sembra non essere ben compresa, o perlomeno si fa finta di non comprenderla.

Ma c’è poco da fare: il mondialismo, l’ennesima versione della prescrizione millenarista di eliminare lo Stato (prescrizione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento), è stato sconfitto.

Avrebbe vinto se fosse stata eletta Hillary Clinton, la quale, senza alcun dubbio, avrebbe scatenato la potenza militare e nucleare degli Stati Uniti d’America contro la Russia, il campione degli Stati nazionalisti.

Anche a costo di distruggere tutto il genere umano.

L’aggressione globalista alla Russia condotta da Obama, il Premio Nobel per la pace (a riprova che il globalismo usa la neolingua di George Orwell: “la guerra è pace”), con il casus belli del’Ucraina, non ha prodotto il risultato sperato: il crollo del popolo russo, con conseguente destituzione di Putin e instaurazione di un governo fantoccio globalista.

Vale a dire, mutatis mutandis, un analogo russo del governo Renzi.

È stato invece il popolo statunitense a crollare: esso ha detto no all’elezione di Hillary Clinton, molto più aggressiva e guerrafondaia di Obama, una sorta di Darth Vader del mondialismo, e ha eletto invece Donald Trump, il campione del nazionalismo statunitense (“Americanism, not globalism, will be our credo.”).

Ha perso anche l’Unione Europea, questo aborto del mondialismo, che necessariamente non potrà durare ancora per molto.

E ha perso infine Papa Bergoglio, il papa millenarista e apocalittico che tragicamente e irresponsabilmente s’illude di essere ritornato al Cristianesimo delle origini, quello che fece crollare l’Impero romano d’Occidente, sprofondando l’Europa occidentale nel Medio Evo (l’intenzione sarebbe quella di eliminare lo Stato usando questa volta i mussulmani al posto dei barbari che non ci sono più).

Egli in pratica ha scomunicato Trump, con la falsa motivazione che chi costruisce muri, vale a dire chi è dalla parte dello Stato (uno Stato per essere tale ha bisogno di confini), non può essere cristiano:

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/18/papa-francesco-rifondazione-ue_n_9264748.html

Che differenza abissale con il Patriarca Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il capo della Chiesa Ortodossa Russa, evidentemente cristiano anche lui, che ha definito “Vladimir Putin «un miracolo di Dio»”:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-02-11/chi-e-kirill-controverso-patriarca-tutte-russie-194650.shtml?uuid=ACk0VbSC

e che ha “benedetto” Donald Trump :

https://it.sputniknews.com/mondo/201611193653787-Russia-USA-terrorismo-fondamentalismo-Islam/

Questa è la via: il Cristianesimo occidentale deve smettere di essere una religione apocalittica, deve diventare come il Cristianesimo ortodosso.

Del resto Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema e nel 1522 dichiarò di non ritenere l’Apocalisse di Giovanni un libro canonico.

Proprio quell’Apocalisse di Giovanni da cui è tratta la bandiera dell’Unione Europea, ossia “12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu”:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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Per una visione storica del mondialismo

28 novembre 2016

In un vecchio post avevo scritto che molti non riescono ad accettare la verità e a questo proposito avevo citato Jack Nicholson, che in Codice d’onore (A Few Good Men) ruggisce: «Tu non puoi reggere la verità!» («You can’t handle the truth!»).

È dura accettare la verità quando l’accettazione di essa ci porterebbe a biasimare un’istituzione o un’idea a cui teniamo molto, che ci è indispensabile per vivere.

Così chi è di religione cristiana di regola vive acriticamente il Cristianesimo.

E non riesce ad accettare l’evidenza dei fatti, che è la seguente: da circa duemila anni assistiamo alle alterne vicende del conflitto tra Papato e Stato (il Medio Evo fu una di esse), conflitto che a volte si acquieta e a volte divampa, assumendo nel tempo nomi diversi, p.e. il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, ben noto agli italiani, dato che a scuola essi studiano le opere di Dante Alighieri.

E con la Riforma protestante le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate: infatti il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Perché il problema non è banalmente lo scontro tra due poteri, quello dello Stato e quello del Papato: si tratta invece della volontà cristiana di eliminare lo Stato, volontà che si trova chiaramente espressa nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (il Regno di Cristo, nonostante il nome, non è uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, dato che il Messia cristiano, a differenza di quello ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina).

Peggio ancora, con John Locke, come ho mostrato più volte, la prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato, che è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, assunse forma filosofica, mascherando così la sua vera natura, la sua vera origine, che è religiosa:

«È evidente, infatti, che se l’uomo fosse un essere naturalmente buono e mansueto, come lo descrive Locke, non avrebbe bisogno di alcuna istituzione politica che lo protegga, cioè non avrebbe bisogno dello Stato, le cui due funzioni essenziali sono appunto quelle di proteggere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la giustizia).

Anzi, lo Stato stravolgerebbe e incattivirebbe la natura buona e mansueta dell’uomo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Il mondialismo non è niente altro che l’ultima versione della prescrizione millenaristica di eliminare lo Stato.

E Papa Bergoglio non è affatto un corpo estraneo alla Chiesa, è proprio la Chiesa, o meglio è la Chiesa delle origini:

«…It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Certo, in alcuni particolari Papa Bergoglio si differenzia dai mondialisti, ma lo scopo è sempre quello di eliminare lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Molti non riescono ad accettare l’evidenza dei fatti, come ho mostrato sopra, e quindi, a proposito del mondialismo, si mettono a farneticare di ebrei, di massoneria, di satanisti, di rettiliani, e così via, in un crescendo rossiniano di scemenze, delle quali purtroppo internet è piena.

N.B.: per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, la storia, grazie a Costantino il Grande e al cesaropapismo, prese un’altra direzione, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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Sul mondialismo i fatti mi danno clamorosamente ragione

23 novembre 2016

Non si può essere contemporaneamente contro il mondialismo e contro il sionismo.

Infatti il sionismo è un nazionalismo (il nazionalismo dello Stato d’Israele) e in quanto tale è nemico naturale del mondialismo per definizione.

Ciò risulta incomprensibile per l’arcaica mentalità della destra italiana, la quale non riesce proprio a criticare gli errori del fascismo e di Benito Mussolini.

Come ho già scritto nel 2013:

«Non resta quindi che la destra. Ma la destra italiana è una destra antica, irrazionale e soprattutto incapace di criticarsi e di correggersi. È una destra, infatti, ancora prigioniera del mito di Mussolini.

Eppure trattasi di un leader politico che commise due enormi, immensi, imperdonabili errori:

1) allearsi con Hitler e il nazismo. Per esempio le leggi razziali fasciste, che furono emanate nel 1938, sono una delle nefaste conseguenze dell’alleanza con Hitler. Infatti l’Asse Roma Berlino risale al 1936. L’alleanza con Hitler non era inevitabile, come taluni pensano: altri, come Francisco Franco in Spagna, restarono neutrali.

2) vendere lo Stato italiano per un piatto di lenticchie, ossia vendere il Risorgimento. Di che cosa sto parlando? Dei Patti Lateranensi e della creazione dal nulla dello Stato della Città del Vaticano (1929).»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/13/la-nuova-destra-deve-liberarsi-di-quella-vecchia/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/05/il-tradizionalismo-non-si-addice-allitalia/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/22/scacco-matto-siriano/

Come ho scritto recentemente:

«Bisogna mettere da parte questa destra.

Bisogna crearne un’altra.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/21/perche-la-destra-italiana-e-in-consonanza-con-lislam/

È ben noto che Vladimir Putin, Marine Le Pen (a differenza del padre) e Donald Trump non sono affatto antisemiti.

Addirittura Ivanka Trump, la figlia prediletta del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, si è convertita all’Ebraismo e ha sposato Jared Kushner, che è di religione ebraica.

Vediamo cosa dice Wikipedia in inglese su quest’ultimo:

«Kushner is the son of American real estate developer Charles Kushner and is married to Ivanka Trump, the daughter of President-elect of the United States Donald Trump. He was among the senior advisors of Trump’s presidential campaign, and described as the architect of Trump’s digital media campaign.[2][3]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Jared_Kushner

Chi ancora farnetica sull’origine ebraica del mondialismo non ha capito nulla di quest’infame ideologia antistato.

Il mondialismo non vuole affatto creare uno Stato mondiale unico, vuole invece cancellare lo Stato dalla faccia della terra, e ciò fa capire chiaramente, a chi usa la Ragione, che tale ideologia non può assolutamente essere di origine ebraica, ossia veterotestamentaria, ma bensì di origine cristiana, ossia neotestamentaria.

Tutte le ideologie antistato sono esempi di millenarismo e il millenarismo, contrariamente all’opinione comune, è un fenomeno solo e unicamente cristiano, non è niente altro che la dottrina contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento), non è niente altro che la prescrizione cristiana di eliminare lo Stato (romano).

Ho analizzato a fondo la questione qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Certamente esistono ebrei che sono contrari allo Stato, ma ciò non c’entra nulla con l’Ebraismo, non c’entra nulla con la loro religione, solo e unicamente il Cristianesimo è contro lo Stato, l’Ebraismo e l’Islam sono assolutamente e incondizionatamente per lo Stato, come già scrissi nel mio primo saggio: Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo.

Quegli ebrei che sono contro lo Stato sono tali non a causa della loro religione, ma bensì a causa della Diaspora, come ho spiegato più e più volte, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/26/il-conflitto-interno-ebraico/

I fatti mi danno clamorosamente ragione, per esempio Netanyahu ha eccellenti rapporti con Putin:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/30/analisi-miserevoli-iv/

E Donald Trump, come è ben noto, ha promesso di far riconoscere agli Stati Uniti d’America che Gerusalemme è la capitale dello Stato d’Israele:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Trump-pronto-a-riconoscere-Gerusalemme-capitale-Israele-presidenziali-usa-2016-Attesa-per-dibattito-con-Clinton-19f696d1-9f48-47be-a2e9-38dcf2346802.html

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Il mondialismo è un delirio culturale

18 novembre 2016

L’Occidente soffre, ha sempre sofferto, di una malattia cronica con andamento a poussées, cioè un andamento in cui si alternano fasi di riacutizzazione e di remissione.

Questa malattia cronica, di cui solo l’Occidente soffre, consiste nell’odio verso lo Stato, odio che è un portato del Cristianesimo, come ho più e più volte spiegato.

È una malattia perché lo Stato è una necessità razionale, è un universale culturale (esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri).

Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Purtroppo nella cultura occidentale si è creato il mito dell’inutilità, anzi della dannosità dello Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/05/16/ce-voluto-un-po/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.

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Vorrei ricordare che…

16 novembre 2016

Vorrei ricordare che il 23 febbraio 2015 avevo scritto:

«Questi sono i risultati del sogno mondialista: povertà e guerra.

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/il-mondialismo-e-un-crimine-contro-lumanita/

È del 31 ottobre 2016 il famoso discorso di Peter Thiel in favore di Donald Trump:

http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

In tale discorso Peter Thiel parla proprio della povertà e della guerra come ragioni per votare Donald Trump.

È vero che egli non nomina i termini “globalism” (mondialismo in inglese), “New World Order” e neanche “globalization”, ma Trump stesso ha detto:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony. I am skeptical of international unions that tie us up and bring America down, and will never enter America into any agreement that reduces our ability to control our own affairs.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-foreign-policy-speech

E infine vorrei ricordare che il 7 marzo 2016 avevo scritto:

«Il mondialismo durerà meno del comunismo, una delle altre ideologie antistato, il quale è durato settantaquattro anni: dalla rivoluzione russa del 1917 al dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il motivo è semplice da capire: il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana, non solo rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro (a differenza del mondialismo), e quindi rimanda sine die i tremendi danni correlati a quest’eliminazione (p.e. l’immigrazione islamica incontrollata), ma oltre a ciò utilizza la via dell’anticapitalismo, invece di quella dell’ultracapitalismo utilizzata dal mondialismo.

Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato…

In altre parole il mondialismo, come ideologia antistato, è molto più virulento e devastante del comunismo e provoca quindi reazioni contrarie molto più rapide e intense.

Non solo da parte dei popoli nei quali il mondialismo non ha attecchito (praticamente tutti tranne quelli occidentali), ma anche da parte di coloro che Arnold J. Toynbee chiamerebbe “proletariato interno”.

Al momento presente, infatti, i proletariati interni dei popoli storicamente più volitivi e determinati dell’Occidente si stanno vistosamente ribellando al mondialismo che li affligge (vedi Marine Le Pen, Donald Trump, ecc. ecc.) e lo possono facilmente fare perché nella cultura occidentale vige la democrazia: al popolo viene data periodicamente la possibilità di scegliere chi lo governerà per un determinato lasso di tempo. E questa possibilità di scelta non può essere tolta impunemente, perché ciò legittimerebbe una rivoluzione violenta.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

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Troppa scienza economica rende ciechi

14 novembre 2016

Rimango stupefatto alle seguenti parole dell’economista Alberto Bagnai, pronunciate dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane 2016:

«Il mondo della finanza ha bisogno di una moneta forte, questo succedeva al tempo di Churchill in Inghilterra e succede al tempo di Obama negli Stati Uniti, il mondo dell’industria ha bisogno di una moneta un po’ più debole. La vittoria di Trump viene vista come la vittoria dei diseredati, dell’antiglobalizzazione, o dei razzisti, o della Russia: queste sono tutte scemenze. Trump è un pezzo di establishment, è il pezzo di establishment al quale fa più comodo un dollaro un po’ più debole. Punto.»

http://www.youtube.com/watch?v=pf5o7s5uFfc

Quindi, secondo Bagnai, non c’entra nulla l’argomento “Nationalism vs. Globalism” di cui ha scritto Robert W. Merry nel suo articolo intitolato appunto Trump vs. Hillary Is Nationalism vs. Globalism, 2016 e pubblicato da The National Interest (4 maggio 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

E, sempre secondo Bagnai, non c’entrano nulla la povertà e la guerra, come ha detto invece Peter Thiel nel suo famoso discorso in favore di Donald Trump al National Press Club (31 ottobre 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

No, si tratta solo e semplicemente di un bisticcio tra capitalisti: tra i capitalisti del mondo della finanza e i capitalisti del mondo dell’industria.

Certo, come no.

Troppa scienza economica rende ciechi.

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La storia giudicherà duramente quest’élite globalista

11 novembre 2016

«”L’impensabile è accaduto, e occorre ora farsene una ragione…”
Lo scrive il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un intervento pubblicato sulla Stampa in cui descrive la vittoria di Donald Trump come reazione di chi si sente escluso.»

http://www.huffingtonpost.it/2016/11/10/donald-trump-presidente-napolitano-prodi-letta_n_12892380.html

L’élite globalista afferma dunque che la ribellione del popolo alla povertà e alla guerra (povertà e guerra evidenziate anche da Peter Thiel, vedi post precedente) fosse impensabile.

Insomma, è praticamente un oltraggio.

Come si permette il popolo di ribellarsi?

Viva in povertà e crepi in guerra come gli è stato ordinato.

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Le contraddizioni della Silicon Valley

10 novembre 2016

La Silicon Valley si è totalmente schierata dalla parte di Hillary Clinton e del globalismo, tranne pochissime eccezioni, p.e. Peter Thiel, il cofondatore di PayPal.

Ecco cosa dice Peter Thiel:

«IT IS NOT A LACK OF JUDGMENT THAT LEADS AMERICANS TO VOTE FOR TRUMP, WE ARE VOTING FOR TRUMP BECAUSE WE JUDGE THE LEADERSHIP OF OUR COUNTRY TO HAVE FAILED.»

http://www.zerohedge.com/news/2016-10-31/what-trump-represents-not-crazy-and-not-going-away-peter-thiel-full-transcript

Eppure è stata proprio la Silicon Valley a creare internet e a cambiare di conseguenza il mondo, rendendolo molto più democratico.

Senza internet, Donald Trump molto probabilmente avrebbe perso le elezioni.

In un precedente post ho scritto:

«Internet, per la sua intrinseca natura, impone la democrazia ed è inutile opporsi.

Internet è più forte di tutto e di tutti.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/14/i-globalisti-non-possono-farcela-contro-internet/

Come è possibile che i geni della Silicon Valley non abbiano capito una verità lapalissiana, cioè che il globalismo non è affatto democratico, anzi è l’antitesi della democrazia?

Come è possibile che essi non abbiano visto la colossale contraddizione tra ciò che essi stessi hanno creato, ossia internet, che è il non plus ultra della democrazia, e il globalismo, che è la tirannia dell’élite sul popolo, che vuole impoverire e uccidere il popolo (giustamente Peter Thiel parla di povertà e di guerra)?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

C’è anche un’ulteriore contraddizione, meno evidente della prima: il globalismo è contro la Ragione e la Weltanschauung scientifica.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

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Donald Trump ha schiacciato la testa del serpente mondialista

9 novembre 2016

È un giorno importante della storia: il grande Donald Trump, l’uomo che ha dichiarato di essere contro la “false song of globalism”, ha vinto le elezioni, è il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.

Egli ha schiacciato la testa del serpente mondialista, testa che si trova appunto negli U.S.A.

Tutto adesso cambierà.

Anche in Italia.

Dobbiamo uscire dall’euro, dobbiamo ripudiare l’ultracapitalismo, dobbiamo uscire dall’ideologia mondialista.

Renzi deve essere mandato a casa, dato che egli è l’uomo del mondialismo per l’Italia, come ho già scritto in passato:

«Così Matteo Renzi, si parva licet componere magnis, non è affatto il leader della sinistra italiana, è invece l’agente del mondialismo per l’Italia, l’uomo dell’ultracapitalismo in Italia.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/11/la-sinistra-e-stata-rimpiazzata-dallultracapitalismo/

Quindi bisogna votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Si deve creare un partito nazionalista serio, attendibile e affidabile che gestisca l’uscita dell’Italia dal mondialismo, oggi come oggi non c’è in Italia nessuna formazione politica all’altezza di questo compito, come ho scritto in un post precedente:

«È mai possibile che nell’élite italiana nessuno si sia reso conto che il mondialismo sta repentinamente per tramontare e che quindi c’è il problema di dare una guida attendibile e affidabile al paese per traghettarlo fuori dell’ideologia mondialista e normalizzarlo?

Capisco bene che si voglia prudentemente aspettare l’esito delle imminenti elezioni presidenziali americane, ma dopo si farà anche in Italia qualcosa di concreto?»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/30/dopo-le-elezioni-usa-si-fara-anche-in-italia-qualcosa-di-concreto/

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Per avverare la parusia intermedia e il Regno di Cristo

5 novembre 2016

Hillary Clinton, una volta eletta, dopo aver assunto i pieni poteri di Presidente degli Stati Uniti d’America, scatenerà la forza militare e nucleare a sua disposizione per annientare gli Stati nazionalisti, cioè quegli Stati che non vogliono essere eliminati dal mondialismo.

In primis lo Stato russo, il campione di tali Stati.

Per chi sa leggere tra le righe, l’ha già annunciato al mondo:

“The bottom line on nuclear weapons is that when the president gives the order, it must be followed [il neretto è mio]. There’s about four minutes between the order being given and the people responsible for launching nuclear weapons to do so.”

http://www.nytimes.com/2016/10/20/us/politics/third-debate-transcript.html

Hillary Clinton ha già eliminato lo Stato nazionalista libico:

Assange: Clinton è stata una figura chiave nella disintegrazione della Libia

https://it.sputniknews.com/mondo/201611053588180-assange-clinton-presidenza-libia/

Naturalmente Assange non ne ha capito il motivo (o almeno mostra di non averlo capito), infatti:

“Secondo Assange, la Clinton voleva usare la fine del leader libico Muammar Gheddafi e il colpo di stato nel Paese come qualcosa da usare per i suoi discorsi elettorali e per la sua corsa presidenziale.”

Non che Obama non volesse eliminare lo Stato nazionalista libico, sia chiaro, è che da solo non ne aveva il coraggio.

Adesso questa psicosi religiosa collettiva che porta il nome di mondialismo sta per armare (con armi nucleari) Hillary Clinton, la donna che scatenerà l’Apocalisse.

Per avverare la parusia intermedia e il Regno di Cristo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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