Ma lo Stato è sempre esistito, oppure è un’invenzione recente?

C’è chi arriva a scrivere che la polis, la città stato degli antichi greci, era sì una città, ma non era uno Stato.

Diciamola tutta, quest’affermazione fa sghignazzare: non avevano forse gli antichi greci un codice di leggi e un esercito? Dracone, Solone, Temistocle, Pausania, Epaminonda, chi erano costoro?

Le due funzioni essenziali dello Stato sono proprio la giustizia e l’esercito (Machiavelli, Il Principe, 1991, Rizzoli, pag. 128; Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 142; Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 124).

Fu Niccolò Machiavelli, che può essere considerato il padre della scienza politica, ad affermare per primo in modo chiaro e netto questo concetto basilare, circa cinquecento anni fa:

“E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.” (Machiavelli, ibid., pag.128).

Ma leggiamo questo passo di Bobbio:

“…la questione se sia sempre esistito lo Stato oppure se si possa parlare di Stato soltanto a cominciare da una certa epoca è una questione la cui soluzione dipende unicamente dalla definizione di Stato da cui si parte: se da una definizione più larga o più stretta. La scelta di una definizione dipende da criteri di opportunità e non di verità.”

(Bobbio, ibid., pag. 59)

 E ancora:

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [il corsivo è mio], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove “civile” sta insieme per “cittadino” e “civilizzato” (Adam Ferguson).»

(Bobbio, ibid., pag. 63)

Ebbene, la tesi di “alcuni storici contemporanei” che “la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna” è semplicemente il prodotto delle ideologie antistato nate a causa del concetto di stato di natura di Locke, che risale al 1690, come ho già scritto nei post precedenti.

Tale tesi costituisce il tentativo di affermare che lo Stato non è esistito sempre, quindi non è necessario e quindi può essere tranquillamente eliminato. In altre parole, tale tesi non ha come scopo la verità oggettiva, bensì una verità di parte, fittizia.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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