Il Presidente del Consiglio Monti dimostra con le sue parole di non conoscere l’Italia

Leggo sull‘Unità un’esternazione del Presidente del Consiglio Monti:

“«Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace [il corsivo è mio] e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla…»”.

http://www.unita.it/italia/monti-evasione-fiscale-br-italia-in-stato-di-guerra-1.438555

Ebbene, la storia ci mostra proprio il contrario di ciò che afferma il Presidente del Consiglio Monti.

Dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, mai (escluso ovviamente il ventennio della dittatura fascista) un governo dello Stato italiano è arrivato a durare cinque anni, che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana (per non parlare poi della durata media dei governi italiani, che è di un anno circa).

Questo significa che in Italia non c’è mai stata “una maggioranza di governo efficace“. Usando il gergo di internet, si potrebbe definire la governabilità dell’Italia come un epic fail, ossia un fallimento totale.
In Italia i governi, prima o poi, cadono. Sempre.

Perché? Perché lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa. Formalmente è uno Stato, sostanzialmente non lo è.

Sostanzialmente è un ibrido Stato-Chiesa, la cui caratteristica fondamentale è la debolezza intrinseca, la quale produce un collasso cronico di tutte le funzioni dello Stato, a partire da quelle che Bobbio definisce come “le due funzioni essenziali” dello Stato: “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Per inciso, chi pensa che si possa far funzionare bene la giustizia italiana, notoriamente malfunzionante, senza creare un vero Stato italiano, uno Stato sia di nome che di fatto, è un povero illuso.

Ebbene, il Presidente del Consiglio Monti è uno di questi, infatti l’articolo dell’Unità finisce così:

“Giustizia: il premier anticipa a Tempi, «numerose novita [sic]» legislative, volte «a dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di Pil»”.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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