La destra politica italiana è una destra fallita

Mentre nei post precedenti ho scritto ampiamente dei difetti della sinistra politica italiana, oggi scriverò di quelli della destra.

La destra politica italiana è una destra fallita, perché è una destra clericale, vale a dire è un ossimoro.
Cos’è un ossimoro?
Vediamo cosa ci dice Wikipedia:

“L’ossimoro (dal greco ὀξύμωρον, composto da ὀξύς «acuto» e μωρός «ottuso»), pronunciabile tanto ossimòro quanto ossìmoro (alla greca), è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Ossimoro

Per esser chiari, vediamo cosa ci dice Wikipedia alla voce “clericalismo”:

“La parola clericalismo indica un agire in senso politico che mira alla salvaguardia e al raggiungimento degli interessi del Clero e, conseguentemente, si concretizza nel tentativo di indebolire la laicità di uno Stato…”

http://it.wikipedia.org/wiki/Clericalismo

Indebolire la laicità dello Stato non vuol dire altro che indebolire lo Stato.

Il punto nodale della situazione è che lo Stato e il Cristianesimo sono in conflitto tra loro.
L’Occidente ha risolto brillantemente questo conflitto o separando lo Stato dalla Chiesa, o mettendo la Chiesa agli ordini dello Stato (la soluzione inglese, che in realtà fu inventata da Costantino il Grande; del resto gli inglesi rivendicano come britannica la madre di Costantino).
A differenza di tutte le altre culture occidentali, in Italia non c’è separazione tra Stato e Chiesa (né, tantomeno, è stata adottata la soluzione inglese).

Approfondiamo l’argomento del conflitto tra Stato e Cristianesimo.

La definizione universalmente accettata di Stato (vedi: Robert A. Dahl, Introduzione alla scienza politica, 1970, Il Mulino, pag. 28 e pag. 211; Ian Robertson, Sociologia, 1988, Zanichelli, pag. 505) è quella fornita da Max Weber:

“…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.” (Max Weber, La politica come professione, 2005, Armando, pagg. 32-33).

Il principio cardine del Cristianesimo è la proibizione assoluta della forza fisica, perfino come legittima difesa:

“…se uno ti colpisce alla guancia destra, volgigli anche la sinistra.”
(Bibbia Emmaus, 1998, Edizioni San Paolo, Matteo, 5,39)

“Se qualcuno ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra…”
(Bibbia Emmaus, 1998, Edizioni San Paolo, Luca, 6,29)

Né l’Ebraismo, né l’Islam sono contro lo Stato, perché né l’uno né l’altro proibiscono la forza fisica.
L’ideologia cristiana è l’unica ideologia antistato che abbia avuto storicamente successo.
Dopo un periodo iniziale di collasso (anzi di scomparsa) dello Stato, che noi usualmente chiamiamo Medio Evo, le culture cristiane (tranne quella italiana) hanno raggiunto un equilibrio soddisfacente, ossia un compromesso funzionale tra forza e caritas.
Invece quello italiano è un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, ossia un compromesso sbilanciato a sfavore della forza.

La cultura italiana costituisce una vera e propria anomalia rispetto a tutte le altre culture cristiane, anomalia che ha molte, e gravissime, manifestazioni patologiche: per esempio la proverbiale ingovernabilità dello Stato italiano, la giustizia estremamente inefficiente, e via discorrendo.

Nessuna di queste clamorose manifestazioni patologiche può essere eliminata, come ingenuamente i politici italiani pensano (o almeno mostrano di pensare), perché la loro causa è il collasso cronico dello Stato italiano.  

Lasciando inalterato questo collasso cronico, non è possibile eliminare nulla di nulla.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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