Come volevasi dimostrare (quod erat demonstrandum)

Ho scritto più volte che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Formalmente è uno Stato, sostanzialmente non lo è.

Non essendo uno Stato, non può comportarsi come tale.

E c’è da ridere (o piangere) quando si ascolta o si legge di certe invocazioni di uno Stato forte.

Come può essere forte un sistema associato Stato-Chiesa, quando il principio cardine del Cristianesimo è la condanna assoluta della forza, perfino come legittima difesa?

“…se uno ti colpisce alla guancia destra, volgigli anche la sinistra.”
(Bibbia Emmaus, 1998, Edizioni San Paolo, Matteo, 5,39)

“Se qualcuno ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra…”
(Bibbia Emmaus, 1998, Edizioni San Paolo, Luca, 6,29)

Sono forse idioti tutti gli altri popoli dell’Occidente ad aver separato lo Stato dalla Chiesa (tranne gli inglesi, che, più sbrigativamente, hanno posto la Chiesa agli ordini dello Stato)?

Un’ulteriore prova che lo Stato italiano non sia in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa, ci è data dal recente intervento del cardinale Bagnasco, presidente della CEI, su cosa lo Stato italiano deve fare e su cosa non deve fare:

«Bagnasco: ”E’ ora di rifondare la politica e riformare lo Stato”»

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Bagnasco-E-ora-di-rifondare-la-politica-e-riformare-lo-Stato_313641808723.html

Come volevasi dimostrare

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