Il disastro italiano è un disastro doppio e le risse peggiorano le cose

In rete c’è ormai una rissa continua tra Alberto Bagnai (economista) e Paolo Barnard (giornalista e divulgatore di economia).
Nei post precedenti ho elogiato entrambi, perché, oggettivamente, lo meritano entrambi.

Questa rissa continua è assai italiana (nel senso deteriore del termine) e va deprecata: entrambi i suddetti stanno svolgendo un’opera estremamente importante, non c’è affatto bisogno di litigare, e tantomeno quando le teorie economiche rispettivamente sostenute sono simili.
Perché si tratta, in definitiva, di due correnti keynesiane diverse.
Dobbiamo stare a litigare per delle sfumature?

E trovo che Debora Billi, nel suo post Keynesiani: potreste per cortesia smettere di litigare?, abbia perfettamente ragione quando scrive:

«Mentre attendiamo trepidanti che i postkeynesiani arrivino col cavallo bianco a salvarci dall’apocalisse Maya, essendo ormai gli ultimi a poterlo fare, loro sono indaffarati in beghette da parrocchia che a me ricordano tanto quando se le davano quelli di Lotta Continua e quelli di Avanguardia Operaia. Aspetta e spera, a fare la rivoluzione!»

E anche quando scrive:

«A questo punto è chiaro che chiedere “Sei di destra o di sinistra?” non ha più alcun senso. La vera domanda, da fare ad ogni politico che chieda il nostro voto, è “Keynes o Friedman?”

http://crisis.blogosfere.it/2012/08/keynesiani-potreste-per-cortesia-smettere-di-litigare.html

Dal canto mio, vorrei osservare che, se l’euro è certamente un argomento di economia, lo Stato è un argomento di scienza politica.

La teoria dello Stato, che fa parte della scienza politica, è, a mio parere, la chiave per interpretare sia il disastro europeo, sia il disastro italiano.
Quest’ultimo è un disastro doppio, come ho scritto nel post precedente.

Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.

Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico).

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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