Il mito della dannosità dello Stato

John Locke è un filosofo inglese del Seicento.

La sua definizione di stato di natura del genere umano è questa: “…uno stato di pace, buona volontà, mutua assistenza e conservazione…”

(John Locke, Due trattati sul governo, 2007, Edizioni Plus, II Trattato, Cap. III, 19).

Nell’originale inglese: “…a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation…”

(John Locke, Two Treatises of Government, Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought, disponibile su: http://www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf, data di accesso odierna, Essay Two, Chapter III, 19).

Questo irrealistico e puerile concetto di stato di natura del genere umano ha prodotto nel corso dei secoli danni apocalittici, perché ha creato il mito della dannosità dello Stato.

È evidente, infatti, che se l’uomo fosse un essere naturalmente buono e mansueto, come lo descrive Locke, non avrebbe bisogno di alcuna istituzione politica che lo protegga, cioè non avrebbe bisogno dello Stato, le cui due funzioni essenziali sono appunto quelle di proteggere la comunità dagli aggressori esterni (mediante l’esercito) e dai torti reciproci (mediante la giustizia).

Anzi, lo Stato stravolgerebbe e incattivirebbe la natura buona e mansueta dell’uomo.

E potrebbe addirittura essere, lo Stato, niente altro che un pretesto usato da alcuni, per avere più degli altri.

Lo Stato, lungi dall’essere l’istituzione politica che protegge la comunità, sarebbe il Male.

Se lo Stato fosse questo, effettivamente sarebbe giusto eliminarlo, anche a qualsiasi costo (letteralmente).

Il punto è che l’uomo non è affatto un essere naturalmente buono e mansueto.

È dal mito della dannosità dello Stato che, nel Settecento, nasce la filosofia politica di Rousseau e, nell’Ottocento, da un lato quella di Marx e di Engels (il comunismo) e dall’altro quella di Proudhon (l’anarchismo).

Mentre l’anarchismo è semplice da comprendere, non è intuitivo riconoscere il nesso tra comunismo e volontà di eliminare lo Stato. La questione è brillantemente approfondita da Norberto Bobbio e ne ho riferito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

Nel Novecento assistiamo poi al fallimento (ampiamente prevedibile) sia dell’anarchismo che del comunismo.

Nello stesso secolo, però, vediamo nascere altre due ideologie aventi la stessa origine (il mito della dannosità dello Stato) e lo stesso scopo (eliminare lo Stato, a qualsiasi costo): l’europeismo e il multiculturalismo.

Cosa significa “a qualsiasi costo”? Significa: “anche a costo di rovinare economicamente intere popolazioni”.

Questa è la spiegazione razionale dell’europeismo.

Infatti essa spiega ciò che nessuno riesce a spiegare in termini razionali: perché la sinistra politica italiana ed europea sia la sostenitrice più accanita dell’europeismo, quando è ormai evidente a tutti che così si va incontro alla rovina economica dei popoli europei e in primis proprio dell’elettorato della sinistra.

Come ho scritto in un post precedente, su questo punto sbaglia perfino un premio Nobel, Paul Krugman:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/06/la-realta-delle-cose-e-tragica/

Che poi ci siano coloro che ne approfittano (le banche, la finanza internazionale, ecc., ecc.) è ovvio, ma non sono questi a comandare le danze, perché, semplicemente, non ne avrebbero la forza.

È il mito il primum movens.

Cosa dobbiamo fare quindi per non essere rovinati economicamente?

Dobbiamo gettare a mare l’europeismo, il multiculturalismo, l’Unione Europea e l’euro.

Dobbiamo diventare uno Stato vero e proprio (oggi “Stato italiano” è solo un modo di dire), uno Stato sovrano con una sua moneta sovrana.

Cos’è una moneta sovrana?

È una moneta che ha le seguenti caratteristiche: a) è emessa unicamente da uno Stato (p.e. il dollaro è emesso unicamente dagli Stati Uniti), ossia lo Stato ha il monopolio della sua emissione; b) non è convertibile in oro, argento, ecc.; c) ha un tasso di cambio variabile, ossia non fisso.

Attualmente avere una moneta sovrana non è un’eccezione nel mondo.

È la regola.

Quasi tutti i paesi di lingua inglese, ad esempio, hanno una moneta sovrana: Stati Uniti, Canada (il Canada in realtà è bilingue), Regno Unito e Australia.

L’eccezione è l’Irlanda, perché usa l’euro, che non è una moneta sovrana.

Altri esempi di paesi che hanno una moneta sovrana sono la Svizzera, la Norvegia, il Giappone, ecc. ecc.

Il concetto di moneta sovrana (in inglese sovereign currency) è un concetto fondamentale della Modern Money Theory e lo troviamo esposto in modo facilmente comprensibile per i non economisti in L. Randall Wray, Modern Money Theory – A Primer on Macroeconomics for Sovereign Monetary Systems, 4 settembre 2012, Palgrave Macmillan.

Vedi anche qui:

http://neweconomicperspectives.org/p/modern-monetary-theory-primer.html

Chi è L. Randall Wray?

“L. Randall Wray, Ph.D. is Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City, Research Director with the Center for Full Employment and Price Stability and Senior Research Scholar at The Levy Economics Institute.”

http://neweconomicperspectives.org/p/about.html

Vedi anche qui:

http://ideas.repec.org/cgi-bin/htsearch?q=wray

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Aggiornamento del 20 settembre 2013: Sul suddetto motore di ricerca dedicato all’economia (IDEAS) sono riportate 178 pubblicazioni di L. Randall Wray. Tanto per fare un esempio, le pubblicazioni di Alberto Bagnai riportate in tale data da IDEAS sono 18.

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