Archive for ottobre 2012

L’idea degli Stati Uniti d’Europa è un’idea aberrante, anzi delirante

11 ottobre 2012

Infatti nell’Unione Europea ci sono ben 23 popoli diversi, cioè quelli corrispondenti alle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea.

Vedi qui:

http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/eu-languages_it.htm

È un vero e proprio delirio pensare di poter creare gli Stati Uniti d’Europa, a somiglianza degli Stati Uniti d’America.

E con chi delira non è possibile fare nessuna “alleanza elettorale e temporanea“, come mostra di ipotizzare invece Fiorenzo Fraioli, vedi il suo post:

“I Sovranitaristi, la MMT e i massoni di GOD”

http://www.ecodellarete.net/code/xslt.aspx?p=34856

Gli Stati Uniti d’America esistono perché la lingua di quel paese è una sola: la lingua inglese.

Ed è per questo che gli americani pensano a se stessi come nazione: la nazione americana, the american nation.

C’è un libro che ha proprio questo titolo: “The American Nation: A History of the United States”.

http://wps.ablongman.com/long_carnes_an_11/

Vediamo cosa dice Wikipedia in lingua inglese alla voce “Languages of the United States“:

«English is the de facto national language of the United States, with 82% of the population claiming it as a mother tongue, and some 96% claiming to speak it “well” or “very well.”»

http://en.wikipedia.org/wiki/Languages_of_the_United_States

Se si volesse veramente formare gli Stati Uniti d’Europa, occorrerebbe che tutti i popoli dell’Unione Europea, tranne uno, rinunciassero alla propria lingua: sono pronti gli italiani, i francesi, i tedeschi, gli inglesi, ecc. ecc., a fare ciò?

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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“C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese”

10 ottobre 2012

Leggo sulla Repubblica:

«Polverini: “Non mi ricandido
ma non lascerò la politica”
In un’intervista a “Chi” l’ex governatore parla del suo futuro. E del presente alla Regione Lazio: “Ci vorrebbero almeno vent’anni per rimettere a posto i conti: per il mio successore non sarà una passeggiata”»

«”C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese – continua la Polverini – Lusi è ai domiciliari in convento e i suoi leader non si dimettono, poi c’è Penati. Altri governatori, pur indagati, non si dimettono. Mi auguro si cambi registro”.»

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/10/02/news/

polverini_non_mi_ricandido_ma_non_lascer_la_politica-43707622/

Questa frase, “C’è qualcosa che non va nella politica di questo paese”, mi ha colpito.

Vuoi vedere che almeno un politico italiano ha capito che in Italia c’è qualcosa di anomalo?

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Il Vaticano non pagherà l’IMU?

8 ottobre 2012

Leggo sulle news di Google:

«”Incompetenza o malafede? In entrambi i casi il Governo dei tecnici ha fatto un altro pasticcio con il decreto per applicare l’Imu sugli enti non commerciali, e quindi anche sulla Chiesa. La bocciatura da parte del Consiglio di Stato e’ una prova ulteriore di inadeguatezza: l’Esecutivo e’ sempre molto attento quando si tratta di colpire i piu’ deboli, ma e’ invece timido e impacciato quando deve applicare misure di equita’ anche ai poteri che contano”. Lo dichiara, in una nota, il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario.

”Mentre milioni di cittadini sono costretti a stringere la cinghia per pagare l’imposta sulla casa, l’estensione della tassa anche agli immobili commerciali della Chiesa rischia di saltare. Il governo ponga subito rimedio, anche per evitare le conseguenze di una procedura di infrazione da parte dell’Ue, e – conclude Belisario – si decida a varare seriamente misure di giustizia sociale”.»

http://www.asca.it/news-Imu_chiesa__Belisario_%28Idv%29__rischia_di_saltare_per_incompetenza-1204556-POL.html

A mio giudizio, il nodo del problema è il potere temporale della Chiesa.
vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Potere_temporale

Il Capo attuale della Chiesa cattolica è il Papa Benedetto XVI. Ecco la sua foto pubblicata su:

http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pope_Benedict_XVI_1.jpg

Questo file è sotto la licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico

Autore: Peter Nguyen Minh Trung

Data: 06-07-2011

Fonte: http://www.flickr.com/photos/peternguyenminhtrung/5907492941

Pope_Benedict_XVI_1

La legge anticorruzione non servirà a nulla

7 ottobre 2012

Leggo che l’appello per la legge anticorruzione lanciato da Repubblica.it ha raggiunto le 280mila firme:

«“Una legge senza compromessi”

appello di Repubblica, 280 mila sì

Crescono le adesioni all’iniziativa del nostro giornale per sollecitare l’approvazione immediata del ddl anti-corruzione. Tra i firmatari anche l’architetto Renzo Piano, l’attore Antonio Albanese, il ct Prandelli, lo scrittore Ammaniti»

http://www.repubblica.it/politica/2012/10/07/news/appello_7_ottobre-44023370/

Ebbene, quandanche fosse emanata una perfetta legge anticorruzione, essa sostanzialmente non servirebbe a niente, perché lo Stato italiano, essendo cronicamente collassato, non è in grado di esercitare compiutamente “le due funzioni essenziali” dello Stato, le quali, come scrive Bobbio, sono: “la milizia e i tribunali” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Ho scritto in dettaglio sulla causa del collasso cronico dello Stato italiano in un post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/30/il-collasso-cronico-dello-stato-italiano-cose-e-perche-esiste/

Riassumendo, in Italia non c’è separazione tra Stato e Chiesa e l’effetto di ciò è l’inibizione dell’uso legittimo della forza fisica da parte dello Stato, in quanto il principio cardine del Cristianesimo è il divieto assoluto della forza fisica, perfino come legittima difesa:

“…se uno ti colpisce alla guancia destra, volgigli anche la sinistra.”
(Bibbia Emmaus, Edizioni San Paolo, 1998, Matteo, 5,39)
“Se qualcuno ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra…”
(Bibbia Emmaus, Edizioni San Paolo, 1998, Luca, 6,29)

In altri termini, viene inibito ciò che Max Weber chiama “mezzo specifico” dello Stato, ossia “la forza fisica” (Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pag. 32).

Le leggi italiane, insomma, hanno un’efficacia assai scarsa, perché, come genialmente scrive Hobbes, i “…patti senza la spada non sono che parole…” (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 139).

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (vedi Bibbia Emmaus, pag. 2450).

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I giovani italiani hanno capito che li vogliono fregare e reagiscono

5 ottobre 2012

Leggo sul Messaggero di oggi, 5 ottobre 2012:

Studenti in piazza in tutta Italia, scontri a Milano e Torino
Nel capoluogo piemontese 15 fermati e 5 contusi per la polizia, 32 per gli studenti. Feriti anche a Milano”

“…A fuoco la foto di Monti. La manifestazione torinese si è conclusa con un’assemblea davanti a Palazzo Nuovo, sede dell’Università. Qui i manifestanti hanno inscenato un sit-it durante il quale hanno bruciato fotografie dei volti Monti, Profumo, Fornero, Cota e Fassino, che sono stati oggetto di cori durante tutta la durata del corteo…”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/scuolaeuniversita/

studenti_cortei/notizie/223571.shtml

Sempre sul Messaggero di oggi:

Studenti in piazza, scontri a Roma
Tafferugli davanti a Porta Portese: sei agenti contusi. I ragazzi: «Picchiati e presi a calci». Fermato e rilasciato un minorenne. Lo slogan: «Contro crisi e austerità riprendiamoci la città» ”

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/scontri_roma_

studenti_corteo_traffico_paolo/notizie/223558.shtml

I giovani italiani hanno capito che li vogliono fregare e reagiscono.

Quando si voterà, cioè presto, sono curioso di vedere come voteranno.

Certamente non voteranno per il PD e il PDL, che sostengono insieme il governo Monti, ossia sostengono insieme l’euro e quindi la povertà e la distruzione dell’Italia.

Oggi non ha più alcun senso la distinzione destra/sinistra (infatti PD e PDL sostengono insieme il governo Monti).

Oggi quello che conta è:

Sei per uno Stato italiano forte, indipendente e sovrano, con una propria moneta sovrana, per uno Stato sociale che ti difenda dalla povertà e dalle speculazioni della finanza internazionale (per questo deve essere forte!), o sei invece per il dissolvimento dello Stato italiano, per l’euro e per la povertà?

Sei per vivere o per morire?

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Cretinismo europeista

1 ottobre 2012

Leggo un articolo di Bernard-Henri Lévy, Federalismo o morte (titolo francese: Construire l’Europe politique, ou mourir; titolo inglese: Build a Political Europe, or Die), in cui egli sostiene: “Se non si fa l’Europa politica, l’euro scomparirà.”

E fin qui sono d’accordo.

Il bello (per modo di dire) è che egli pensa possibile l’unione politica dei popoli europei, anzi la propugna. E per sostenere questa tesi, che io trovo non solo assurda, ma anche ridicola, egli porta degli esempi:

“Non dobbiamo dimenticare che l’euro non è la prima esperienza di moneta unica tentata dall’Occidente. Ve ne sono state almeno sei, la cui storia – anche se come sempre le situazioni non sono paragonabili – è ricca di insegnamenti.

Due sono fallite in modo evidente e sono fallite proprio a causa degli egoismi nazionali sommati alle disuguaglianze di sviluppo fra paesi che non potevano – senza unirsi – parlare la stessa lingua monetaria (del resto nel primo caso l’episodio chiave è stato proprio il fallimento della Grecia!). Si tratta di due avventure oggi dimenticate: l’Unione latina (1865-1927) e l’Unione scandinava (1873-1914).

Due invece hanno avuto successo, un successo evidente e rapido. E questo successo è stato possibile perché il processo di unificazione monetaria è stato accompagnato da un’unificazione politica. Si tratta della nascita del franco svizzero che nel 1848, con la costituzione che dà vita alla Confederazione elvetica dopo mezzo secolo di incertezze dovute al rifiuto di pagare il prezzo politico dell’unione economica. La moneta sostituisce le varie monete locali coniate dalle città, cantoni e territori.

L’altro successo è rappresentato dalla lira italiana, che trionfa al momento dell’unità italiana sulla miriade di monete indicizzate agli stati tedeschi, al franco o basate sulle tradizioni ducali o delle vecchie repubbliche.

Due, infine, hanno proceduto nell’incertezza ma alla fine hanno avuto successo. Due unioni che hanno creato una moneta veramente comune, ma solo dopo mille crisi, passi indietro, abrogazioni provvisorie e grazie a dei dirigenti coraggiosi che avevano capito che una moneta unica può esistere solo sostenuta da un bilancio, da una fiscalità, da un regime di distribuzione delle risorse, da un diritto del lavoro, da regole della vita sociale, in altre parole da una politica realmente comune.

Questa è la storia del nuovo marco, che circa 40 anni dopo lo Zollverein del 1834 si è imposto sul fiorino, sul tallero, sul kronenthaler e sugli altri marchi delle città anseatiche; ed è la storia del dollaro, che ha impiegato cento anni per imporsi e che in realtà lo ha fatto solo dopo che si era acconsentito a federare il debito degli Stati membri dell’Unione.”

In italiano:

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2777571-federalismo-o-morte

In francese:

http://www.lepoint.fr/editos-du-point/bernard-henri-levy/construire-l-europe-politique-ou-mourir-13-09-2012-1505713_69.php

in inglese:

http://www.huffingtonpost.com/bernardhenri-levy/build-a-political-europe-_b_1880214.html

Insomma, Bernard-Henri Lévy ci racconta che, su sei esperienze di moneta unica tentate in Occidente, due sono fallite e quattro sono riuscite.

Le due fallite riguardano proprio monete uniche con popoli diversi tra loro (l’Unione Monetaria Latina e l’Unione Monetaria Scandinava), ossia la stessa identica situazione dell’Unione Europea.

Le quattro riuscite riguardano la Svizzera, l’Italia, la Germania e gli Stati Uniti.

A parte la Svizzera, a Lévy sfugge un dato che non sfuggirebbe, ne sono sicuro, al mio elettrauto: in Italia si parla l’italiano, in Germania si parla il tedesco e negli Stati Uniti si parla l’inglese.

Lévy ha descritto cioè la storia di tre popoli!

È ovvio che un popolo abbia un suo Stato sovrano (federale o non federale, questo non ha alcuna importanza) e di conseguenza una sua moneta.

L’eccezione è la Svizzera. Ma la Svizzera è un caso unico in Occidente ed essendo tale non può essere presa come esempio!

Il fatto è che in Svizzera (a parte che quattro lingue sono infinitamente meno delle ventitré lingue ufficiali dell’Unione Europea!) il patto sociale non è basato come per gli altri popoli sulla lingua comune, bensì sul fatto comune di vivere sulle Alpi, ossia su un territorio talmente montuoso da essere difendibile molto facilmente dalle aggressioni militari di stranieri: in pratica le Alpi sono una fortezza naturale. Senza le Alpi non esisterebbe questo peculiare patto sociale e non esisterebbe nemmeno la Svizzera. E infatti gli svizzeri sono ossessionati dalla sicurezza militare del loro territorio.

Questa è la realtà delle cose. Poi ci sono le utopie, a proposito delle quali Machiavelli scrisse:

“E molti si sono imaginati republiche e principati che non si sono mai visti né conosciuti essere in vero…”

(Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 150)

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