L’ignoranza della scienza politica contagia anche Wikipedia

Leggendo Wikipedia in italiano alla voce “democrazia” c’è da trasecolare, perché viene affermato che la democrazia è una forma di Stato, invece che una forma di governo, come anche i bambini sanno:

“La democrazia è una forma di stato…”

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

Meno male che su Wikipedia in inglese è correttamente riportato che:

“Democracy is a form of government…”

http://en.wikipedia.org/wiki/Democracy

Per chi avesse qualche dubbio sul corretto significato di “government”:

“States are served by a continuous succession of different governments.”

http://en.wikipedia.org/wiki/Government

C’è da rimarcare che le classificazioni delle forme di governo sono parecchie.

Norberto Bobbio, ad esempio, riporta le classificazioni delle forme di governo proposte da Aristotele, Machiavelli, Montesquieu e Kelsen (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 95-97).

Ma vediamo cosa personalmente scrive Bobbio della democrazia:

«Dall’età classica ad oggi il termine “democrazia” è sempre stato adoperato per designare una delle forme di governo…»

(Norberto Bobbio, ibid., pag. 126).

Comunque su Wikipedia in italiano è riportato correttamente che:

“Per forma di governo si intende il modello organizzativo che uno Stato assume per esercitare il potere sovrano.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Forma_di_governo

Ne discende che senza Stato non vi può essere forma di governo, come ho scritto più volte in post precedenti.

Vedi ad esempio:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/05/domanda-cose-la-democrazia/

Quindi, volendo abolire in Europa lo Stato, verrà abolita anche la democrazia, come in effetti sta vistosamente e palesemente accadendo.

Una democrazia senza Stato (così come una giustizia senza Stato) può esistere, parodiando Shakespeare, soltanto nei sogni dei nostri filosofi.

In assenza dello Stato ci ritroviamo, come spiega Thomas Hobbes, in una “guerra di tutti contro tutti” (Thomas Hobbes, De cive, Editori Riuniti, 1979, pag. 73 e pag. 87), nella quale ovviamente vincono i più forti: la Germania, le banche, la finanza internazionale, i ricchi.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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