Archive for gennaio 2013

Berlusconi non se la sente di mettersi contro l’Unione Europea

31 gennaio 2013

Ecco cosa riporta il Giornale di ieri:

«Il Cavaliere ha parlato anche al Tg3, dove ricordato che i governi da lui guidati hanno sempre “rispettato tutti gli accordi che abbiamo responsabilmente assunto con l’Ue”. In questo senso si è detto incredulo dopo avere letto “le dichiarazioni di uno dei 27 commissari europei, Olli Rehn”. E non ha dubbi: “È lui che ha cambiato idea”.»

http://www.ilgiornale.it/news/interni/berlusconi-ecco-nuovo-contratto-ridurre-costo-macchina-880486.html

Nessuna traccia della “«proposta choc» sull’economia” di cui parlava il Corriere della Sera del 24 gennaio, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/24/proposta-choc-di-berlusconi-sulleconomia/

Avevo sperato (contro la ragione, ma spinto dalla situazione tragica dell’Italia) in un guizzo di vitalità dell’anziano ex Presidente del Consiglio.

Avevo sperato (idem come sopra) che egli desse ascolto all’editorialista del Financial Times, Wolfgang Münchau, che il 20 gennaio aveva scritto:

“A destra, invece, l’alleanza di Silvio Berlusconi con la Lega Nord è stata indietro per parecchio tempo nei sondaggi, anche se adesso sembra guadagnare terreno. Sino ad oggi, la campagna elettorale dell’ex presidente è stata buona; il messaggio anti-austerity sembra aver colpito una parte degli elettori più disillusi. Continua, invece, il forte criticismo nei confronti della Germania, da ormai troppo tempo restia alla creazione di bond Europei checonsentirebbero alla BCE di comprare incondizionatamente titoli Italiani.

A questo punto si può interpretare la situazione come un bivio: insistere sugli aggiustamenti simmetrici [tra paesi creditori e paesi debitori] oppure uscire [dall’euro]. Tuttavia, tutti conoscono Berlusconi e questo dibattito è stato aperto già da tempo. Ma per diventare credibile, a questo punto Berlusconi dovrebbe tirare fuori una strategia concreta che tracci nel dettaglio ogni possibilità di scelta futura [compresa quindi l’uscita dall’euro], mentre fino ad oggi l’unica cosa cui abbiamo assistito sono commenti e dibattiti televisivi.”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/21/il-financial-times-su-berlusconi-la-pensa-allincirca-come-me/

Invece niente, si tratta sempre del solito giochino delle sparate e delle successive smentite, a cui Berlusconi ci ha abituato da molto, troppo tempo.

Egli non è chiaramente l’uomo adatto a guidare l’Italia fuori dall’euro.

Come scrive Wolfgang Münchau, non è credibile.

Chi votare quindi? O non votare affatto, come alcuni consigliano?

A me sembra che non votare sia una strategia suicida, perché gli assenti hanno sempre torto.

Io voterò per Grillo. Almeno entreranno in Parlamento persone nuove.

Almeno quello!

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Bill Emmott corregge il sito girlfriendinacoma.eu

30 gennaio 2013

Forse colpito dalla mia accusa di essere niente altro che “un predicatore protestante”, Bill Emmott, l’ex direttore della rivista “The Economist”, corregge la home del sito http://girlfriendinacoma.eu/?lang=it .

Infatti nei miei precedenti post avevo scritto:

«…nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/28/bill-emmott-litalia-e-le-diagnosi-puerili/

e

«…tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

Ecco la foto della home del sito com’era prima (presa il 29/01/2013 alle 22.19 dalla copia cache di Google visualizzata il 15 gen 2013 13:59:46 GMT) e la foto della home del sito com’è adesso (presa il 29/01/2013 alle 22.28):

girlfriendinacoma1

girlfriendinacoma2

 

P.S.: cliccate sulle foto per ingrandirle.

L’Unione Europea dà ufficialmente a Berlusconi la patente di antieuropeista

29 gennaio 2013

La Stampa di oggi pubblica quest’articolo:

Crisi, la Ue contro Berlusconi:

“Non ha mantenuto gli impegni”

Il commissario agli Affari economici

e finanziari Rehn: «Un anno fa c’era

preoccupazione per l’Italia, poi

Monti ha stabilizzato la situazione.

Il Cavaliere ha soffocato la crescita»

MARCO ZATTERIN

CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Non è una novità che il commissario Ue all’economia Olli Rehn riprenda l’Italia sullo stato dei conti e sulle mancate riforme. E’ nuova invece la modalità del “fare i nomi”, quello di Silvio Berlusconi, per la precisione. Prima di oggi infatti l’ex premier del Consiglio italiano non era mai stato chiamato in causa in un modo così plateale, e i richiami europei si erano limitati a osservazioni sulla cattiva gestione o su discutibili orientamenti di politica economica. Oggi, in piena campagna elettorale italiana, i toni sono altri: «Silvio Berlusconi ha soffocato la crescita in Italia, Mario Monti è stato capace di stabilizzare la situazione del Paese».

«Nell’autunno 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni» su riforme e risanamento dei conti presi con l’Ue…

http://www.lastampa.it/2013/01/29/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/crisi-la-ue-contro-berlusconi-non-ha-mantenuto-gli-impegni-ameXiw5BJXnDIP3RXFN8fN/pagina.html

Ah, sì? Allora lo voto di corsa!

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Bill Emmott, l’Italia e le diagnosi puerili

28 gennaio 2013

Leggo su affaritaliani.it:

«Il 13 febbraio al “MAXXI” di Roma ci sarà la prima proiezione italiana di “Girlfriend in a Coma”, il documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras sul declino – forse terminale – del Paese.»

«Emmott commenta: “Gli italiani stessi forse non se ne rendono conto, ma il loro è un Paese chiave per tutto l’Occidente – per certi versi ne definisce l’anima – e il collasso visibilmente in corso è una tragedia che pagheremo tutti, nei decenni e forse nei secoli”.»

http://affaritaliani.libero.it/politica/nelle-sale-un-docufilm-contro-berlusconi280113.html

Ho già scritto di Emmott e del suo film qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

L’ex direttore della rivista “The Economist” provoca sempre in me grande stupore: come è mai possibile dirigere per molti anni (dal 1993 al 2006) quella che è considerata da tutti una delle più famose e autorevoli riviste d’economia del mondo e avere una visione così puerile della cosiddetta “anomalia italiana”?

Come è mai possibile pensare che sia solo una questione di peccati e di peccatori (nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”)?

Mr. Emmott, ma cos’è lei, un predicatore protestante?

Una volta, molto tempo fa, trovandomi a Londra, andai ad Hyde Park, dove chiunque, com’è noto, può liberamente arringare gli astanti sugli argomenti più disparati e strampalati.

C’era, fra gli altri, un signore di mezz’età che predicava rumorosamente contro i peccati del mondo e il suo ritornello era un “The Loooord…” urlato all’incirca come usano fare i cronisti di calcio sudamericani quando viene segnato un gol.

Bill Emmott mi ricorda molto quell’invasato di tanti anni fa ad Hyde Park.

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

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Gli USA non capiscono che cosa stia succedendo in Europa

27 gennaio 2013

Non sono un esperto di politica USA, però è evidente che gli americani non capiscono l’europeismo e le sue problematiche.

Consideriamo infatti l’intervista di Benedetta Frigerio a Edward N. Luttwak del 9 novembre 2012, cioè subito dopo la vittoria di Obama.

Ecco cosa dice Luttwak:

“Il processo di cambiamento dell’America, e quindi della sua classe dirigente, non è veloce come potrebbe apparire dal voto. A dirlo è il fatto che la Camera è ancora repubblicana. Questa negli Stati Uniti è molto più importante del presidente, perché è lì che si decide della politica interna del paese. Gli americani hanno scelto una Camera ancora conservatrice. Se dunque la classe politica, insieme al paese, tendono a europeizzarsi siamo ancora lontani dal traguardo. Certo preoccupa che gli Stati più in crisi abbiano votato Obama, significa che preferiscono affidarsi all’assistenzialismo invece che agire secondo la strada tradizionale.”

Ed ecco cosa risponde alla seguente domanda (in neretto):

I mercati finanziari non hanno festeggiato la vittoria di Obama. Rimane preoccupante il debito pubblico generato dalla presidenza Obama. Cosa si farà per rispondere?

Obama non può fare nulla, andrà avanti con la sua politica europeista e con la Camera che si opporrà ad essa. È un peccato perché Romney avrebbe tranquillizzato i mercati, riprendendo una politica classica, più sussidiaria, leggera e capace di generare lavoro.”

http://www.tempi.it/luttwak-leuropa-che-esulta-per-obama-e-masochista

Appare evidente che Luttwak identifica l’europeismo con lo statalismo.

Ho parlato qui dello statalismo, che non va confuso con il concetto di Stato:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/07/non-bisogna-confondere-lo-statalismo-con-lo-stato/

In altre parole gli americani non comprendono affatto la natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, lo scopo che esso ha di eliminare lo Stato (al pari del comunismo e dell’anarchismo).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Gli americani inoltre non si rendono conto che il loro modello politico non è esportabile in Europa. Non è possibile creare gli Stati Uniti d’Europa. E ciò per il semplice motivo che negli Stati Uniti d’America la regola è che si parli inglese, mentre le lingue ufficiali dell’Unione Europea sono attualmente ben 23 (ventitré!), come ho più volte scritto in post precedenti.

Vedi qui per quanto riguarda gli USA:

«English is the de facto national language of the United States, with 82% of the population claiming it as a mother tongue, and some 96% claiming to speak it “well” or “very well.”»

http://en.wikipedia.org/wiki/Languages_of_the_United_States

Vedi qui per quanto riguarda l’Unione Europea:

http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/eu-languages_it.htm

Sull’argomento “Stati Uniti d’Europa” vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Probabilmente essi non comprendono neanche le problematiche del multiculturalismo, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/15/multiculturalismo-razzismo-e-politiche-di-immigrazione/

Per lo stesso motivo di cui sopra (la regola di parlare inglese), gli USA non possono essere considerati un paese multiculturale.

Infatti l’elemento fondante di una cultura è la lingua.

Gli USA sono invece storicamente sempre stati un paese multirazziale (intendo nel senso “forense”, in inglese “forensic”, del termine: la loro popolazione è costituita da caucasici, africani e mongolici), mentre in Europa la stragrande maggioranza della popolazione è caucasica.

Non c’è assolutamente niente di male a essere un paese multirazziale, ma non bisogna confondere ciò con il multiculturalismo, il quale è, al pari dell’europeismo, un’ideologia antistato, ossia quanto di più lontano ci possa essere dagli USA.

Per gli americani il concetto di Stato non è affatto in discussione.

Tanto è vero che USA è l’acronimo di United States of America.

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Sì, Lerner, è proprio una questione di pancia

26 gennaio 2013

Ecco un passo di un’intervista di Gabriele Gambini a Gad Lerner:

Come ha vissuto la scelta di concludere l’esperienza de L’Infedele?

«Quasi con sollievo. Dopo tanti anni di consolidamento, era inevitabile un calo di ascolti, dovuto anche a diverse tipologie di controprogrammazione. Ruffini mi aveva proposto di spostare L’Infedele al venerdì, dopo Crozza, ma ho rifiutato, preferendo cogliere l’opportunità di fare cose nuove».

Per una tv come LA7, l’informazione e l’approfondimento giocano un ruolo essenziale.

«LA7 sta vivendo un momento delicato, una fase di trasformazione: il ruolo giocato dall’informazione e dall’approfondimento critico è prezioso. Io intendo farlo confrontandomi con lo spirito dei tempi di crisi, ma distaccandomi dalla convenzione tipica di questi tempi nel modo di affrontarlo».

Qual è questa convenzione?

«L’affrontare la crisi con un atteggiamento enfatico, dopo averla in passato messa in secondo piano. Non c’è talk show che non enfatizzi le lacrime di qualche famiglia che non ce la fa a tirare la fine del mese [il corsivo è mio], che non cavalchi l’indignazione, il furore popolare, dando poi il via libera alla costruzione di nuovi paladini della giustizia sociale, attaccando indiscriminatamente tutti, ma proteggendo i propri editori e politici di riferimento».

Il riferimento è a Quinta Colonna, di Paolo Del Debbio.

«Devo obbligatoriamente rendergli omaggio per gli ascolti ottenuti. Come ho scritto nel mio blog su Vanity, Del Debbio, di formazione filosofica, uno dei fondatori di Forza Italia, fra i massimi dirigenti del settore giornalistico di Mediaset, ha interpretato con sapienza lo spirito dei tempi: tutti ladri, fanno tutti schifo, non si può più campare, siamo furibondi. Solo il cabarettista romano Gianfranco Funari, più di vent’anni or sono, aveva saputo recitare l’indignazione in Tv con altrettanta maestria di Del Debbio. Che la distilla freddamente, con arguto dosaggio e sempre tenendo al riparo il suo editore. Ma quello non è il mio modo di fare Tv. Ritengo ci sia ancora spazio per l’approfondimento critico, disincantato e libero. Non di pancia [il corsivo è mio]».”

http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5349:gad-lerner-onore-a-del-debbio-ma-la-mia-e-una-tv-diversa-gianni-stella-a-la7-ha-commesso-degli-errori

Sì, Lerner, lei ha ragione. È proprio una questione di pancia: di pancia vuota.

La sua pancia invece, come tutti sanno, è piena, molto piena.

D’altronde: “Qu’ils mangent de la brioche!”.

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“Proposta choc” di Berlusconi sull’economia?

24 gennaio 2013

Si sta propagando in internet la voce che Berlusconi intenda avanzare “una «proposta choc» sull’economia”.

Ecco qui:

“Non solo Imu, detassazione per nuovi assunti, fisco leggero, ma anche – giura qualcuno – una «proposta choc» sull’economia potrebbe arrivare come sorpresa finale della campagna elettorale per giocare il tutto per tutto in una sfida che resta difficilissima.”

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_24/berlusconi-proposta-choc_c8a7c1f8-65ef-11e2-a999-f4ff91782969.shtml

Non si sa ancora di che cosa si tratti.

Spero che sia ciò che avevo indicato nel mio post del 18 gennaio, intitolato Berlusconi vuole vincere? Proponga l’uscita dall’euro:

“Berlusconi vuole vincere? Proponga seriamente l’uscita dall’euro. Ne faccia il suo cavallo di battaglia, non si limiti a qualche battutina (da smentire il giorno dopo). Chieda pubblicamente a un economista antieuro italiano, ad esempio Alberto Bagnai o Loretta Napoleoni (i primi che mi vengono in mente), di far parte del suo governo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/18/berlusconi-vuole-vincere-proponga-luscita-dalleuro/

Spero troppo? Sì, ma la situazione dell’Italia è tragica e quando si è in una situazione tragica si spera e si prega.

Se Berlusconi farà quanto da me scritto il 18 gennaio, diventerà il Salvatore della Patria: tutto gli sarà perdonato e diventerà intoccabile.

Se non lo farà, non resterà che votare per Grillo.

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Il comunismo e l’europeismo hanno lo stesso scopo: eliminare lo Stato

23 gennaio 2013

Ieri Monti ha detto:

“«Apprezzo gli sforzi del Pd e Berlusconi ha torto nel dire che c’è un pericolo comunista», anche se «il Pd ha una storia comunista, dalla quale si è andato affrancando» ad esempio sostenendo l’Ue dopo. Così Mario Monti, su Radio Due.”

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/01/22/APeVU1XE-pericolo_comunista_berlusconi.shtml

In realtà l’europeismo ha lo stesso scopo del comunismo: eliminare lo Stato.

Infatti, come è ben noto, il dogma fondamentale del comunismo è il seguente: una volta arrivati alla società comunista, automaticamente lo Stato si dissolverà.

Per chi ignora questo dogma, ecco un magistrale brano di Norberto Bobbio, che spiega in poche parole la teoria di Marx ed Engels.

“La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario [il corsivo è mio]. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 123).

Per approfondire il suddetto dogma del comunismo vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

Qui invece si parla della volontà di distruggere lo Stato per mezzo dell’euro:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

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Gli inglesi non sono come gli italiani

23 gennaio 2013

«Cameron: “Se saro’ rieletto subito un referendum sulla Ue”
15:39 23 GEN 2013

(AGI) – Londra, 23 gen. – Con un discorso che ha gia’ suscitato infuocate reazioni, il premier britannico, il conservatore David Cameron, si e’ impegnato a un referendum entro 5 anni sulla permanenza o meno nell’Unione Europea, qualora vincesse le prossime elezioni. Rispondendo alle pressioni dagli euroscettici anche nel suo partito, il premier ha detto che il Regno Unito, che si uni’ alla Comunita’ Economica Europea 40 anni fa, non vuole uscirne, ma che la delusione per l’Ue “e’ a picchi mai cosi’ alti”. “E’ tempo che i britannici possano dire la loro, e’ il momento di risolvere la questione europea nella politica britannica”, ha detto; e il suo partito, Tory, fara’ campagna elettorale nel 2015 promettendo di rinegoziare l’adesione all’Ue. Cameron ha infatti spiegato che alle prossime elezioni chiedera’ ai britannici “che autorizzino il governo conservatore a negoziare un nuovo accordo con gli alleati europei”; e sottoporra’ a referendum questo “nuovo accordo” con l’Ue. “Daremo ai britannici un referendum con una scelta molto semplice, rimanere nell’Ue con queste nuove condizioni o venirne fuori complessivamente. Sara’ un referendum dentro o fuori”.»

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201301231539-ipp-rt10250-cameron_se_saro_rieletto_subito_un_referendum_sulla_ue

Poi qualcuno si meraviglia se ammiro la cultura inglese! Questa è la cultura che per prima mise in pratica nell’Evo Moderno, ossia dopo la stasi del Medio Evo, la democrazia, e precisamente dopo la Gloriosa Rivoluzione (1688). Mi fanno ridere coloro che, con ragionamenti assai lambiccati e cavillosi, ritengono che sia più importante la Rivoluzione Francese, la quale avvenne più di un secolo dopo! L’Inghilterra è la culla moderna della democrazia e non si discute su questa verità!

La reazione della Merkel: “Angela Merkel auspica un ruolo attivo e impegnato della Gran Bretagna nell’Unione Europea”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1078524/merkel-gb-e-importante-per-la-ue.shtml

Tradotto dal linguaggio diplomatico: vorrebbe che gli inglesi si facessero fottere dai tedeschi come gli italiani…

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Monica Bellucci: “Penso che Mario Monti abbia fatto un buonissimo lavoro”

23 gennaio 2013

 

 

Lo pensa anche Angela Merkel…

 

 

 

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