Perché si continua a ripetere lo stesso errore?

Stavo rileggendo Le origini della seconda guerra mondiale di Alan J.P. Taylor (che fu pubblicato per la prima volta nel 1961), quando mi sono imbattuto nel seguente brano.

Chi è Alan J.P. Taylor? Secondo Richard J.B. Bosworth, autore di una nota biografia di Mussolini, è “…il più brillante storico della sua generazione…” (Richard J.B. Bosworth, Mussolini, Mondadori, 2004, pag. 458).

Ecco il brano, nel quale Taylor spiega i motivi della scarsa preparazione militare della Gran Bretagna prima del 1939:

“L’armamento britannico fu ritardato per un motivo diverso [da quello che ritardò l’armamento francese]. Il governo, è vero, affermò a volte d’essere trattenuto dall’antipatriottico pacifismo dell’opposizione laburista; e questa scusa fu ampiamente esagerata più tardi, quando i fatti dimostrarono le insufficienze del governo. In realtà, però, il governo britannico scelse deliberatamente di limitare a una cifra modesta la spesa per gli armamenti…

…Il governo procedé lentamente per ragioni d’indirizzo politico ed economico, assai più che per paura dell’opposizione laburista…

…Hitler voleva scuotere i nervi dei suoi avversari; questi volevano conciliarselo e indurlo a riprendere negoziati pacifici…

…Il governo britannico aveva paura di offendere l’ortodossia economica anche più che di offendere Hitler. Il segreto del vaso di Pandora, che Schacht aveva aperto in Germania e che anche il New Deal americano aveva svelato, gli rimaneva ancora ignoto. Fedele alla stabilità dei prezzi e della sterlina, considerava ogni aumento della spesa pubblica come un gran male, scusabile, ma pur sempre deprecabile, solo in caso di guerra effettiva. Non sospettava nemmeno che la spesa pubblica per qualunque scopo, anche gli armamenti, portasse con sé maggiore prosperità. Al pari di quasi tutti gli economisti contemporanei, tranne naturalmente Keynes, i ministri britannici consideravano la finanza pubblica come se fosse la finanza di un privato. Quando un individuo spende denaro in oggetti superflui, ha meno da spendere altrove, e c’è minore «domanda»; quando lo Stato spende denaro, ciò provoca una maggiore «domanda», e perciò una maggiore prosperità in tuto [sic] il paese. Oggi per noi questo è ovvio; allora lo sapevano in pochi [il corsivo è mio]. Prima di condannare con troppo dispregio Baldwin e Neville Chamberlain, dobbiamo ricordare che ancora nel 1959 un economista fu elevato alla Camera dei Lords per aver predicato quella stessa dottrina della pubblica tirchieria che rese ridicola la politica britannica prima del 1939.”

(Alan J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale, Laterza, 2006, pagg. 165-166).

Leggiamo adesso un brano del recentissimo (settembre 2012) saggio di Federico Rampini di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/17/un-libro-di-federico-rampini-che-parla-della-mmt/

«La Teoria Monetaria Moderna è ben più radicale del pensiero “keynesiano di sinistra” al quale siamo abituati. Perfino due economisti noti nel mondo intero come l’ala radicale, Krugman e Stiglitz, vengono scavalcati dalla Mmt. Stephanie Kelton, la più giovane nella squadra, ha “battezzato” una nuova metafora… ornitologica. Da una parte ci sono i “falchi” del deficit: Angela Merkel, le tecnocrazie (Fmi, Ue), e tutti quegli economisti schierati a destra con il partito repubblicano negli Stati Uniti, decisi a ridurre ferocemente le spese. Per loro vale la falsa equivalenza tra il bilancio di uno Stato e quello di una famiglia, che non deve vivere al di sopra dei propri mezzi [il corsivo è mio]: un paragone che non regge, una vera assurdità dalle conseguenze tragiche secondo la Mmt.»

(Federico Rampini, “Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale” (Falso!), Laterza, 2012, pagg. 94-95).

Come si può notare, “la falsa equivalenza tra il bilancio di uno Stato e quello di una famiglia” è un concetto già contenuto in Keynes, dato che Taylor non conosceva certamente la MMT.

Ma il punto è questo: perché quest’errore madornale viene ripetuto ancora oggi?

Viene ripetuto per ignoranza della scienza economica o per altri, inconfessabili, motivi?

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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