Archive for febbraio 2013

Obama, che delusione

16 febbraio 2013

Con questo post voglio esprimere la mia delusione per Obama.

Con il suo endorsement rozzo e grossolano per Monti ha dimostrato sia di non avere alcuna considerazione per gli italiani, neanche fossero dei servi a cui dare ordini, sia di non capire assolutamente nulla dell’europeismo, il che, trattandosi del presidente degli Stati Uniti d’America, è piuttosto grave.

Non sono soltanto io ad indicare, dal punto di vista della scienza politica, che l’europeismo non è altro che un’ideologia suicida, come ho spiegato in vari post e nel mio saggio di scienza politica: “Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi” (il secondo dei due con la copertina verde sotto il titolo del mio blog, se si vuole leggerne l’anteprima basta cliccare sulla sua icona).

Certo, se ci fossi solo io contro l’europeismo, Obama avrebbe ragione a fare ciò che sta facendo.

C’è però anche Hans Magnus Enzensberger, “il maggior poeta e saggista tedesco contemporaneo”, che ha scritto un saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/07/ma-il-mostro-di-bruxelles-e-buono-o-cattivo/

Ecco come Enzensberger conclude il suo saggio:

“L’Europa ha già superato ben altri tentativi di uniformare il continente. Tutti avevano in comune la hybris e nessuno di loro era destinato a un successo duraturo. Neppure la versione non violenta di un progetto simile può avere una prognosi favorevole.”

(Hans Magnus Enzensberger, “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela”, Einaudi, 2013, pag. 84)

E ci sono moltissimi economisti di grande valore, i quali, dal punto di vista della scienza economica, spiegano che l’euro non può durare: tra di essi ci sono anche premi Nobel per l’economia!

Ecco cosa ha dichiarato recentemente Joseph Stiglitz (Nobel per l’economia 2001): “Uscire dall’euro è meglio che seguire politiche suicide”.

http://www.huffingtonpost.it/2012/09/19/stiglitz-euro-crisi-premio-nobel_n_1896622.html

Come è possibile, dunque, che Obama abbia legato indissolubilmente il suo nome all’europeismo? È un po’ come legarsi una pietra al collo e buttarsi a mare.

In questo modo Obama ha distrutto la sua credibilità politica: sarà ricordato come un presidente mediocre, il cui unico merito è quello del colore della propria pelle, ossia di essere stato il primo presidente nero degli Stati Uniti d’America.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Ho cambiato idea su chi votare

15 febbraio 2013

Fino ad ora avevo sempre scritto che avrei votato per Grillo.

Ma il recentissimo endorsement di Obama per Monti e per chi ne continui la politica di appeasement verso la Germania e l’Unione Europea, vale a dire Bersani, mi ha fatto repentinamente cambiare idea.

Innanzitutto occorre dire forte e chiaro che gli Stati Uniti d’America non hanno più la leadership dell’Occidente: e ciò è solo colpa di Obama, non di altri.

Appoggiando l’europeismo, ossia il suicidio dell’Europa, egli dimostra solo una cosa, ossia che vuole il male dell’Europa, la quale costituisce le radici dell’Occidente.

Senza l’Europa l’Occidente non è niente!

E senza l’Occidente gli Stati Uniti d’America non sono niente!

Il suo tragico endorsement può essere dovuto o a una clamorosa incomprensione della natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, il quale intende eliminare lo Stato, esattamente come il comunismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

o al fatto che è in malafede e vuole semplicemente distruggere l’Europa.

Personalmente propendo per la prima spiegazione, ma alla fine, quale che sia la causa del suo tragico endorsement, la conclusione degli europei che ragionano non può che essere questa: gli Stati Uniti d’America hanno perso la leadership dell’Occidente.

Forse ha ragione Marine Le Pen quando si dichiara favorevole all’uscita della Francia dalla NATO.

Come italiano, non posso che votare per Berlusconi, il quale, con tutti i suoi difetti, è l’unico che abbia gli attributi per contrastare la Merkel e la Germania.

Chi volete mandare a negoziare gli interessi di noi italiani con la politica di potenza della Germania: Grillo, che non sarà neanche eletto nel Parlamento italiano? Che è un comico di professione? Che è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo e quindi non potrà mai essere Presidente del Consiglio?

Ma vogliamo scherzare?

MA VOGLIAMO SCHERZARE?

Siamo ormai in guerra e in questa situazione non possiamo che stringerci attorno all’unico che abbia indubbiamente dimostrato di avere capacità di leadership: Silvio Berlusconi.

Lo stesso Grillo non fa che urlare che siamo in guerra. Ma in guerra ci vuole un comandante!

O volete mandare Bersani a negoziare con la Merkel? Uno che in TV si torce le dita e si passa una mano sulla testa con aria sconsolata? Uno a proposito del quale il “Financial Times” ha scritto:

«Tuttavia Bersani – il cui partito ha sostenuto il governo tecnocratico di Mario Monti per 13 mesi finché il primo ministro non si è dimesso lo scorso Venerdì – ha chiarito che vuole giocare un ruolo di primo piano al livello dell’Unione Europea e ha affermato la sua intenzione di rispettare e dare continuità alle decisioni prese da Monti per affrontare la crisi della zona euro.»

«”Non litigherò con la Germania. Io voglio che l’Italia abbia una seria, franca e amichevole relazione con la Germania basata su argomentazioni razionali e realistiche” ha detto Bersani.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/31/una-mia-curiosita-soddisfatta/

A mali estremi, estremi rimedi.

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Noi italiani non accettiamo che gli USA ci dicano chi votare

15 febbraio 2013

Leggo oggi su AGI.it:

(AGI) – Washington, 15 feb. – “L’Italia ha fatto grandi progressi con il primo ministro Mario Monti avendo intrapreso un ambizioso piano di riforme e avendo giocato un ruolo decisivo negli sforzi per risolvere la crisi europea”. Lo ha detto all’Agi la la portavoce della Casa Bianca Caitlin Hayden, sottolineando che “e’ cruciale per l’Italia andare avanti su questa strada di riforme”. Il governo italiano “sta facendo passi critici per affrontare le sue sfide economiche – ha sottolineato la Casa Bianca – compresi un grosso sforzo fiscale e riforme strutturali per sostenere la competitivita’”. Secondo la portavoce di Obama e’ importante che il prossimo governo faccia delle riforme “soprattutto sulle misure designate a ripristinare competitivita’ e crescita”.

ITALIA MANTENGA RUOLO CRUCIALE IN UE Il nuovo governo che uscira’ dalle elezioni italiane dovra’ puntare a mantenere un ruolo cruciale in Europa in linea con quello che ha dimostrato di saper fare l’esecutivo guidato da Mario Monti. Ha detto la portavoce della Casa Bianca Caitilin Hayden: “Sara’ molto importante per il prossimo governo mantenere questa spinta sulle riforme – ha sottolineato – e continuare ad essere una voce di peso in Europa sulle politiche per la promozione della crescita e sulla creazione dei posti di lavoro”. L’Europa oggi “si trova in una posizione decisamente migliore – ha proseguito la portavoce della Casa Bianca – grazie ai politici che hanno saputo mettere in piedi un potente pacchetto di strumenti finanziari”, con il contributo della Banca Centrale e tramite un lavoro concertato da parte di tutti i governi europei per portare avanti “riforme complicate”.

http://www.agi.it/estero/notizie/201302150754-est-rt10006-casa_bianca_dopo_il_voto_non_tradite_le_riforme_di_monti

Noi italiani non accettiamo, e non accetteremo mai, ingerenze politiche nelle elezioni italiane da parte di nessuno Stato al mondo, compresi gli Stati Uniti d’America.

La guerra fredda è finita nel secolo scorso e quindi oggi noi italiani non ci sentiamo nella condizione di dover accettare imposizioni da nessuno.

L’Italia non è una colonia né degli Stati Uniti d’America, né della Germania, alla quale ultima Monti e Bersani ci hanno già venduto.

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La verità fa male

13 febbraio 2013

The Mentalist Season 4 Episode 9
The Redshirt

Patrick Jane: The truth hurts, I know. It’s biologically based actually. Our brains process sound faster than they do light, but light moves faster than sound. So the brain is constantly shifting reality so the world syncs up.

Doc Dugan: What does that have to do with anything?

Patrick Jane: This. Only when someone is standing 30 yards away do we see and hear the world exactly as it is. That’s when your brain, sound and light are all in perfect harmony.

Doc Dugan: So?

Patrick Jane: The rest of the time we are living in a world of lies. Lies are what make the world make sense. Ergo, the truth hurts.

http://www.tv.com/shows/the-mentalist/the-redshirt-1403316/

Magari è possibile capire ora

13 febbraio 2013

Altro giorno, altro ameno articolo del “Sole24ore”. Oggi è la volta di “«Noi capiremo dopo»” di Roberto Napoletano, che parla dell’abdicazione di papa Ratzinger e si conclude con queste alate parole:

“È caduto un mondo, è vero, ma dietro, mi dicono gli occhi del Professore, ancora una volta ci sono il disegno di Dio e le sue vie infinite. Noi capiremo dopo.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-12/capiremo-dopo-063613.shtml?uuid=AbznSYTH

Ma perché non proviamo a usare i nostri tre neuroni, come direbbe Alberto Bagnai? Magari è possibile capire ora.

La verità è che è fallito il tentativo di Ratzinger di continuare l’assetto vaticano della Guerra Fredda, quello iniziato con Wojtyła, eletto papa il 16 ottobre 1978.

Fu un assetto che ebbe successo, papa Wojtyła contribuì indubbiamente alla sconfitta dell’URSS e del comunismo.

Prima di Wojtyła, per trovare un papa non italiano bisogna risalire ad Adriano VI, che fu eletto il 9 gennaio 1522 e che era olandese: si chiamava Adriaan Florenszoon Boeyens. Fu anche tutore del futuro imperatore Carlo V. Non lasciò un gran ricordo di sé, tanto che la “dichiarazione, in una delle sue opere, che il papa può sbagliare nelle questioni di fede (haeresim per suam determinationem aut Decretalem asserendo)” è tuttora fonte di sconcerto, come ci informa Wikipedia alla voce “Papa Adriano VI”.

Perché la Chiesa di Roma ha avuto tutti questi papi italiani? Secondo Wikipedia sono ben 254 su 265 totali.

Semplice: perché Roma si trova in Italia.

C’è un evidentissimo “conflitto di ruolo” della Chiesa di Roma tra il suo ruolo evangelico nei riguardi del mondo intero e il potere temporale, ossia il potere politico, che essa difende in Italia con le unghie e coi denti.

Un papa che non sia italiano, oggi come oggi, significa semplicemente uno straniero che si intromette nelle faccende dello Stato italiano e del popolo italiano.

Ciò fu tollerato con papa Wojtyła perché si era in guerra, sebbene fosse una guerra fredda.

Oggi non può più essere tollerato dal sistema di interessi inerente allo Stato della Città del Vaticano.

La Chiesa di Roma è a un bivio: o abbandona il potere temporale che indebitamente detiene in Italia e in tal caso il fatto che il papa sia un americano o un africano, cioè un rappresentante di quei paesi nei quali i cattolici sono numerosissimi, non costituirà alcuna fonte di conflitto, oppure non lo abbandona e in tal caso il papa deve essere necessariamente italiano se si vuole evitare che il conflitto di ruolo divampi nuovamente.

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Le imminenti elezioni italiane e Sofocle

12 febbraio 2013

Appena sveglio, dopo il caffè, leggo, com’è mia abitudine, le news di Google e qui, spesso e volentieri, mi imbatto in un articolo del “Sole24ore”, l’ineffabile giornale della Confindustria, che mi mette di buon’umore, facendomi fare quattro risate.

L’altro ieri era la volta di un articolo di Lina Palmerini, “La «rimonta» di Grillo sul Cavaliere”, nel quale si parla della “tesi” di “Fausto Anderlini sociologo di Bologna, tra i primi ad aver intercettato il grillismo”, tesi “che Roberto Weber, presidente di Swg, condivide”:

“Ma sono soprattutto le ragioni di questo slittamento a destra del voto grillino a impegnare le riflessioni di Anderlini che tira fuori teorie freudiane anche per le urne. «Il popolo di destra, a differenza della sinistra, non elabora i lutti e le sconfitte ma preferisce rimuoverle e riposizionarsi velocemente altrove. Grillo gli consente di fare quest’operazione, un veloce cambio di casacca. Monti, invece, rappresenta esattamente il contrario: ossia, l’eleborazione [sic] del lutto di destra che ammette di aver sbagliato e che ora vuole serietà e rigore. Sono questi i due estremi di chi non sceglierà più il Cavaliere».”

Vorrei commentare che tirare per la giacca Sigmund Freud per le imminenti elezioni italiane è veramente irriverente. Come dice il proverbio: “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

L’articolo del “Sole24ore”, però, insiste nei paragoni alti:

“Ma alla fine, almeno a Weber, l’appello [di Berlusconi] sembra poco efficace. «Non lo è perché Grillo dice cose di buon senso, anti-sistema, che tutti pensano. In una tragedia greca, il grillismo avrebbe il ruolo del “coro”, una specie di voce della verità mentre Berlusconi ha ormai assunto un’altra veste».”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-10/rimonta-grillo-cavaliere-142658.shtml?uuid=Ab2pU3SH

Quest’ultima immagine, sebbene sia indubbiamente piuttosto altina, mi è piaciuta: le imminenti elezioni italiane come una tragedia greca.

Effettivamente è un paragone azzeccato.

Ma se i grillini fanno “il coro greco”, chi fa il protagonista? Berlusconi o piuttosto Bersani? Chi fa la parte del protagonista dell’«Edipo re»? A me sembra proprio che la faccia Bersani, per il ruolo che la storia, il “fato avverso”, gli ha destinato: rappresentare la sinistra, le speranze salvifiche della sinistra, per poi doverle distruggere (la sinistra e le sue speranze) con la hybris dell’euro.

Leggiamo un passo della voce “Edipo re (Sofocle)” di Wikipedia:

“All’inizio della vicenda Edipo è un re carismatico e amato dal popolo, cui era stato offerto il trono di Tebe perché, rispondendo correttamente all’enigma posto dalla Sfinge, aveva liberato la città da quel terribile mostro. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna scopra su di sé la macchia grave ed incancellabile di assassino incestuoso, perdendo in questo modo non solo la stima altrui, ma anche la propria. In questi termini, l’Edipo re tratta dunque della fragilità dell’esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo del carisma alla più abissale delle abiezioni [il corsivo è mio].”

http://it.wikipedia.org/wiki/Edipo_re_%28Sofocle%29

Beh, magari parlare di carisma a proposito di Bersani è un po’ troppo…

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Clamoroso, il papa tedesco se ne va

11 febbraio 2013

La clamorosa notizia ha invaso tutto il mondo: il papa tedesco, ossia Joseph Ratzinger, annuncia le sue dimissioni.

Una foto del papa tedesco è visibile qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/08/il-vaticano-non-paghera-limu/

È l’unico papa che abbia abdicato oltre a Celestino V.

Vedi per esempio qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-11/lunico-precedente-celestino-124228.shtml?uuid=AbugqKTH

Celestino V, come recita Wikipedia in italiano, “fu il 192º Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294”.

Dante, il padre della lingua italiana, lo pone all’inferno, senza però nominarne il nome:

«Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,

vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto.»

http://it.wikipedia.org/wiki/Inferno_-_Canto_terzo

Wikipedia in italiano ha qualche dubbio che Dante si riferisca a Celestino V: si vede che l’anonimo estensore di questa voce ha fatto scuole diverse dalle mie, perché al liceo mi dissero che si trattava proprio di costui.

Sono per nascita sia italiano che cattolico e perciò mi sento pienamente in diritto di esternare la mia opinione sull’argomento: è stato un madornale errore fare di un tedesco, che per giunta fu in gioventù nazista, il papa della Chiesa di Roma.

Che sia stato nazista suo malgrado, per semplici ragioni anagrafiche, non è un argomento accettabile: lo fu e questo basta.

Che “Il giovane Joseph Ratzinger fu arruolato a forza dai nazisti, e solo come ausiliario nella contraerea.”, come scrive “La Repubblica” il 17 agosto 2006, non cambia affatto la questione.

Vedi:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/17/la-polemica-sullo-scrittore.html

È meglio che i tedeschi se ne stiano a casa loro e non mettano il becco nelle faccende italiane.

E se ciò vi sembra esagerato, guardate una qualsiasi partita di calcio fra la nazionale italiana e quella tedesca: capirete facilmente che quanto sopra non è pensato solo da me.

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È verissimo e io l’avevo già scritto a luglio

9 febbraio 2013

Ieri è uscito sul Blog di Beppe Grillo un post intitolato “La III Guerra Mondiale è in corso“:

«”Io non so con quali armi sarà combattuta la III Guerra Mondiale, ma so che la IV Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.” Non sempre Einstein aveva ragione. In questo caso aveva torto. La III Guerra Mondiale è in corso, non si combatte con le atomiche, e qualcuno la sta vincendo, per ora. E la IV non si combatterà con le pietre. La finanza internazionale combatte la sua guerra per il predominio, per lo svuotamento delle democrazie e degli Stati [il corsivo è mio]. E’ un superorganismo che non rende conto a nessuno, che ha a sua disposizione i media, i politici-camerieri, gli stessi governi. La III Guerra Mondiale non si combatte sul campo di battaglia o con le bombe, ma nelle redazioni dei giornali, nelle televisioni, negli uffici all’ultimo piano delle banche, delle agenzie di rating, delle multinazionali…

…La guerra è in corso, il primo modo di combatterla è riconoscerla, prendere coscienza che è in atto, che ha addormentato le nostre menti.»

http://www.beppegrillo.it/2013/02/la_iii_guerra_mondiale_e_in_corso.html

È verissimo. E io l’avevo già scritto a luglio nel mio post “Siamo in guerra e non abbiamo uno Stato che ci difenda!“:

«Senza uno Stato (lo Stato italiano si chiama così, ma non è affatto uno Stato), gli italiani sono oggi prede inermi di un pesantissimo attacco condotto con le armi dell’economia:

“Moody’s declassa il debito sovrano italiano…

…Siamo in guerra, una guerra economica, e non abbiamo uno Stato, uno Stato vero, che ci difenda!»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/13/siamo-in-guerra-e-non-abbiamo-uno-stato-che-ci-difenda/

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On. Bersani: la pancia degli italiani è vuota!

7 febbraio 2013

Leggo in internet:

«17:05 – “Silvio Berlusconi propone 4 milioni di posti di lavoro, aspettiamo ancora quella ‘milionata’ là”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato le ultime dichiarazioni del leader Pdl. “Noi – ha aggiunto Bersani – non possiamo seguire la demagogia perché è un insulto all’Italia. Gli italiani sono intelligenti e noi ci rivolgiamo al cuore e alla testa non alla pancia”.»

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1080812/bersani-4-mln-di-posti-un-insulto.shtml

On. Bersani, la pancia degli italiani è vuota!

Lei ci vuole vendere alla Germania!

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Ma il mostro di Bruxelles è buono o cattivo?

7 febbraio 2013

Leggo “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela” di Hans Magnus Enzensberger (Einaudi, 2013) e mi chiedo: ma questo mostro è buono o cattivo?

A me sembra cattivo, perché a Enzensberger sembra buono? Eppure egli ha scritto questo saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Vediamone un brano, scritto con il suo inconfondibile stile:

“Non solo al loro interno le istituzioni europee dimostrano di soffrire di una megalomania che non conosce confini. La loro sfrenata spinta ad ampliarsi è notoria. Paesi che si fanno beffe di ogni criterio di adesione vengono integrati contro le regole e senza tante storie. Ogni volta i nostri piccoli geopolitici anelano ad ampliare sempre più la loro Europa. Perché non avanzare fino al Caucaso o al Maghreb? Essere una potenza mondiale sarebbe così bello! Certo non è possibile tener conto del fatto che gli europei si entusiasmino poco a progetti del genere.

A Bruxelles la loro resistenza è spiegabile solo con il fatto che si tratta di gente ignorante ma ribelle, che non sa quale sia la cosa migliore per lei. Per questo si fa bene a non consultarla neppure. Nell’eurocrazia la semplice idea di un referendum scatena immediatamente il panico. I segni lasciati da ben nove referendum popolari falliti spaventano tutti i responsabili. Ogni volta i norvegesi, i danesi, gli svedesi, gli olandesi, gli irlandesi e i francesi hanno detto di no. Stando ai manager dell’Unione, una cosa del genere non deve più capitare. Fastidioso è anche il fatto che, evidentemente, ai popoli che hanno inventato la democrazia in Europa, come i britannici e gli svizzeri, pesi dire addio a tale forma di governo.

Per questo i portavoce di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo si sono inventati una strategia che li immunizzi contro ogni critica. Chi si oppone ai loro piani viene additato come antieuropeo. Questo kidnapping dei concetti ricorda vagamente la retorica del senatore Joseph McCarthy e del Politburo del Pcus. Ciò che a loro non andava bene veniva di solito calunniato. Gli uni parlavano di un-American activities, gli altri di «attività antisovietiche».”

(Hans Magnus Enzensberger, “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela”, Einaudi, 2013, pagg. 75-77)

Ritornando al mio interrogativo iniziale (ma perché mai questo mostro è buono?), posso solo avanzare due ipotesi: a) Enzensberger ha usato “buono” in senso ironico b) ha tenuto conto di quelle che egli definisce “buone notizie”, che ha riportato nel primo capitolo.

Se fosse vera l’ipotesi b), direi che Enzensberger si sbaglia, perché l’elenco che egli fornisce parte da un concetto assolutamente falso (l’Unione Europa mantiene la pace in Europa) e arriva a questioni irrilevanti o comunque troppo poco importanti, che francamente mi ricordano ciò che tempo fa ha dichiarato Al Bano Carrisi in TV (Quinta Colonna, 31 luglio 2012), ossia che l’euro è meglio della lira perché quando si va all’estero non c’è bisogno di cambiare valuta.

Ma il nostro buon Al Bano è un cantante, mentre Hans Magnus Enzensberger, come apprendo da Wikipedia, “ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo in Brisgovia, Amburgo e alla Sorbona di Parigi, ricevendo un dottorato nel 1955 per una tesi sulla poesia di Clemens Brentano”. Inoltre, come riportato nella quarta di copertina del suddetto saggio, “è il maggior poeta e saggista tedesco contemporaneo”.

Che il concetto dell’Unione Europea quale garante della pace in Europa sia assolutamente falso, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/ecco-come-finiscono-le-utopie/

Non posso però prendermela troppo con Enzensberger, perché, come dicevo prima, egli ha scritto il suddetto saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Cosa dovrei dire allora di Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008, che nel suo libro “Fuori da questa crisi, adesso!” arriva a scrivere:

“Da circa sessant’anni l’Europa è impegnata in un nobile esperimento, il tentativo di riformare un continente lacerato dalla guerra con un’integrazione economica, nell’intento di garantire per sempre pace e democrazia. Tutto il mondo ha interesse alla riuscita di questo esperimento, e soffrirà in caso di fallimento.”

(Paul Krugman, “Fuori da questa crisi, adesso!”, Garzanti, gennaio 2013, pag. 190)

Per inciso, queste sciocchezze scritte da Paul Krugman avvalorano la mia tesi che gli americani non comprendono affatto (dato che egli è americano) cosa stia succedendo in Europa, come ho scritto in un post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Del resto, il motivo per il quale l’Unione Europea è concettualmente incompatibile con la democrazia, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

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