Archive for giugno 2013

Un neologismo inutile e sbagliato

30 giugno 2013

Si sta affermando un neologismo che io trovo inutile e sbagliato: il sostantivo “sovranista” (et similia, ossia l’aggettivo “sovranista” e il sostantivo “sovranismo”).

Che cosa significa il sostantivo “sovranista”? Esso viene usato per indicare chi è per lo Stato, in opposizione a chi vuole eliminarlo.

Infatti la sovranità è una proprietà caratteristica dello Stato.

Leggiamo la voce “Stato” del Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano:

STATO (gr. πολιτεία; lat. Respublica; inglese State; franc. État; ted. Staat). In generale, l’organizzazione giuridica coercitiva di una comunità determinata. L’uso della parola S. è dovuta a Machiavelli (Principe, 1513, § 1)…

…lo S. ha tre elementi o proprietà caratteristiche: la sovranità o il potere preponderante o supremo; il suo popolo e il suo territorio.”

(Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, 1971, UTET, pagg. 833-835)

Perché ritengo che il sostantivo “sovranista” sia un neologismo inutile e sbagliato?

Perché le ideologie antistato (anarchismo, comunismo, europeismo, multiculturalismo) sono un errore della ragione.

E non ha senso coniare una denominazione per chi non commette tale errore.

Se si fa ciò, si mette sullo stesso piano chi erra e chi non erra.

Ci si comporta come se si trattasse di un’opinione, di un giudizio di valore.

Invece non si tratta di un giudizio di valore, bensì di un giudizio di fatto: uno è un errore, l’altro non lo è.

Infatti lo Stato è sempre esistito, da quando il genere umano è uscito dall’età primitiva.

Leggiamo questo passo di Norberto Bobbio:

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [il corsivo è mio], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove “civile” sta insieme per “cittadino” e “civilizzato” (Adam Ferguson).»

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 63)

Ebbene, la tesi di “alcuni storici contemporanei” che “la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna” è semplicemente il prodotto delle ideologie antistato nate a causa del concetto di stato di natura di John Locke, che risale al 1690, come ho già scritto più volte, sia nei miei post che nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

La suddetta tesi costituisce il tentativo di affermare che lo Stato non è esistito sempre, quindi non è necessario e quindi può essere tranquillamente eliminato. In altre parole, tale tesi non ha come scopo la verità oggettiva, bensì una verità di parte, fittizia.

Vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?

26 giugno 2013

Leggo su Diritto di critica l’interessante articolo di Sirio Valent: Caso Snowden, Washington è sola contro tutti.

http://www.dirittodicritica.com/2013/06/25/snowden-usa-russia-cina-estradizione/

In esso viene impietosamente descritto il fallimento della politica estera di Obama.

In particolare: Xi Jinping e Vladimir Putin non vogliono “aiutare il collega Obama, ormai in braghe di tela”.

Mi sono chiesto: «Ma perché Jinping e Putin sono così cattivi?».

«Perché non vogliono aiutare Obama?».

Poi, ricordando un mio post di qualche giorno fa, ho capito.

Jinping e Putin non conoscono il “co-operative world of John Rawls”, di cui ha scritto Philip Stephens nel suo articolo Nations are chasing the illusion of sovereignty, pubblicato dal Financial Times del 6 giugno.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/18/the-illusion-of-a-co-operative-world/

Obama quindi non deve fare altro che organizzare in Cina e in Russia convegni e seminari sul co-operative world of John Rawls.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Di quale religione era Karl Marx?

24 giugno 2013

Nel post precedente ho scritto:

È imperativo comprendere che le ideologie antistato sono una faccenda esclusivamente cristiana, come ho evidenziato nei miei due saggi di scienza politica.

Sia nell’Ebraismo che nell’Islam lo Stato non è affatto visto come nemico. Lo stesso era per gli antichi greci e gli antichi romani.

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

Dato che il comunismo, come spiega Norberto Bobbio, è un’ideologia antistato, voglio fare una precisazione.

È piuttosto diffusa l’idea che Karl Marx fosse ebreo: basta dare uno sguardo a Google per rendersi conto di ciò.

Ma egli era veramente ebreo? In realtà fu battezzato all’età di sei anni.

Karl Marx nacque il 5 maggio del 1818 a Treviri (in tedesco Trier), che fu fondata nel 16 a.C. dagli antichi romani col nome di Augusta Treverorum e che fu, sotto Diocleziano, la sede del Cesare d’Occidente, ossia Costanzo Cloro, il padre di Costantino il Grande. Treviri è probabilmente la città più antica della Germania. Fu qui, inoltre, che Marx conseguì il diploma liceale.

I suoi genitori erano di religione ebraica, ma il padre, un avvocato, si convertì al Cristianesimo, facendosi battezzare nel 1817.

Karl Marx fu battezzato nell’agosto del 1824.

Con questo non intendo sostenere, ovviamente, di aver risolto la questione di quale fosse la vera e autentica religione di Karl Marx (anche perché egli fu sostanzialmente ateo).

Intendo con questo sostenere soltanto che egli ebbe certamente modo di assorbire l’ideologia cristiana e quindi anche la propensione a vedere nello Stato un nemico.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La vera causa dell’11 settembre

22 giugno 2013

Da circa tre secoli l’Occidente sta cercando di suicidarsi, ossia dalla pubblicazione, nel 1690, dei Due trattati sul governo di John Locke.

Questa è la tesi da me sostenuta nei miei due saggi di scienza politica (la loro icona è visibile sotto il titolo di questo blog) e in molti miei post.

Infatti Locke ha imposto all’Occidente il mito della dannosità dello Stato, come ho scritto in un post precedente:

È dal mito della dannosità dello Stato che, nel Settecento, nasce la filosofia politica di Rousseau e, nell’Ottocento, da un lato quella di Marx e di Engels (il comunismo) e dall’altro quella di Proudhon (l’anarchismo).

Mentre l’anarchismo è semplice da comprendere, non è intuitivo riconoscere il nesso tra comunismo e volontà di eliminare lo Stato. La questione è brillantemente approfondita da Norberto Bobbio e ne ho riferito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

Nel Novecento assistiamo poi al fallimento (ampiamente prevedibile) sia dell’anarchismo che del comunismo.

Nello stesso secolo, però, vediamo nascere altre due ideologie aventi la stessa origine (il mito della dannosità dello Stato) e lo stesso scopo (eliminare lo Stato, a qualsiasi costo): l’europeismo e il multiculturalismo.

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Perché eliminare lo Stato significa suicidarsi? Perché lo Stato è indispensabile, in quanto, come spiegato per la prima volta in modo approfondito da Thomas Hobbes, esso ha la funzione sia di proteggere la comunità dagli attacchi di aggressori stranieri (mediante l’esercito), sia di proteggerla dai torti reciproci (mediante la legge).

È imperativo comprendere che le ideologie antistato sono una faccenda esclusivamente cristiana, come ho evidenziato nei miei due saggi di scienza politica.

Sia nell’Ebraismo che nell’Islam lo Stato non è affatto visto come nemico. Lo stesso era per gli antichi greci e gli antichi romani.

Anche la teoria lockiana, che a prima vista sembra una teoria esclusivamente filosofica, ha una matrice inconfondibilmente religiosa. Leggiamo infatti questo passo di Locke:

“La legge di natura, dunque, costituisce una norma eterna per tutti gli uomini, per i legislatori come per gli altri. Le norme che essi emanano per governare la condotta degli uomini devono, alla stessa stregua delle loro azioni e delle azioni altrui, essere conformi alla legge di natura, ovvero alla volontà di Dio, della quale essa costituisce una proclamazione…” (John Locke, Due trattati sul governo, Edizioni Plus, 2007, pag. 270).

Ma qual è il Dio di cui parla Locke? È ovviamente il suo Dio, ovvero il Dio del Cristianesimo.

È vero che il comunismo fu adottato anche dai cinesi e da altri popoli asiatici non cristiani. Ma questo è accaduto per la peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì la scomparsa dello Stato, ma solo nello stadio finale. Nel frattempo c’è la dittatura del proletariato, come spiega brillantemente Bobbio (vedi sopra).

Ciò ha causato la popolarità del comunismo anche in culture asiatiche molto propense, storicamente, alle forme di governo dispotiche (il ben noto dispotismo asiatico ovvero dispotismo orientale, concetto che risale ad Aristotele).

Ritornando ai nostri giorni, a mio giudizio, l’attacco dell’11 settembre 2001 è stato causato proprio dall’esibizione di debolezza dell’Occidente.

È ovvio che se si vuole eliminare lo Stato, le cui funzioni fondamentali sono l’esercito e la legge (vedi Niccolò Machiavelli, Il Principe, 1991, Rizzoli, pag. 128; Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 142; Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pag. 124), si diventa deboli, anzi si commette suicidio.

Che poi tale attacco sia stato sferrato negli USA è facile da spiegare: perché gli USA sono il campione dell’Occidente.

È da rimarcare che il Trattato di Maastricht è del 1992 e l’introduzione (non fisica) dell’euro è del 1999. Come hanno affermato economisti di vaglia, l’euro è stato creato proprio per distruggere lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

Osservatori intelligenti e attenti (e soprattutto non cristiani) avranno certamente compreso nel 1999 che l’Occidente si era indebolito. Non è gratuito quindi concepire l’attacco dell’11 settembre come il colpo del knock-out.

In quest’ottica, insistere sull’europeismo e sul multiculturalismo, vale a dire continuare a esibire la volontà di eliminare lo Stato, potrebbe portare a nuovi attacchi all’Occidente.

Più l’Occidente delegittima lo Stato, più si espone ad attacchi.

È una constatazione elementare, che però sembra sfuggire a molti.

Ed è inutile, o scarsamente utile, affidarsi poi a misure repressive, le quali seguono inevitabilmente una logica reattiva invece che proattiva.

Esse, lungi dal costituire un’esibizione di forza, costituiscono una plateale manifestazione di impotenza.

Come ci spiega il secondo principio della termodinamica, quando si fa la frittata, non è poi possibile ritornare alle uova integre. In inglese mi pare si dica: “you can’t unscramble a scrambled egg”.

Ce lo spiega anche Lewis Carroll:

“Humpty Dumpty sat on a wall:

Humpty Dumpty had a great fall.

All the King’s horses and all the King’s men

Couldn’t put Humpty Dumpty in his place again.”

È proprio così che l’American dream si è trasformato nell’American nightmare.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I’m not the only one…

21 giugno 2013

Il 15 giugno ho scritto un post piuttosto critico su Obama e internet (e, si badi bene, sono sempre stato filoamericano).

In esso, fra l’altro, ho affermato:

“Ma il punto nodale della situazione non è la legittimità della ragion di Stato, bensì il fatto, evidentissimo, che ormai la posizione di Obama è difensiva. Egli si è chiuso in un fortino. Altro che visione! Altro che sogno!”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/15/loccidente-sta-cercando-di-suicidarsi-e-obama-si-e-chiuso-in-un-fortino/

Ebbene, non sono il solo ad affermare che Obama manca di visione.

Ecco cosa scrive Vittorio Emanuele Parsi nel suo articolo sul Sole24ore, intitolato Dalla Cina alla Siria Obama vacilla:

“Tornano così ad accendersi le critiche nei confronti del carattere autoritario del presidente e ci si interroga nuovamente sulla qualità della sua leadership, o perlomeno sui suoi risultati, soprattutto in campo internazionale…

…Il quadro che ne esce è quello di un leader debole, confuso, a corto di vision: l’esatto opposto di quanto aveva promesso nel 2008.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-15/dalla-cina-siria-obama-081329.shtml?uuid=AbDCiC5H

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’ignoranza ci sta sommergendo II

19 giugno 2013

Circa un anno fa ho scritto un post sull’ignoranza che ci sta sommergendo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/10/lignoranza-ci-sta-sommergendo-2/

Oggi scriverò di un’altra perla, opera questa volta di Giulio Sapelli:

“La Germania, come ben aveva visto il grande Federico Engels in Po und Rhein, sorge dalla spada d’acciaio degli Junker prussiani che sono gli eredi delle tribù germaniche descritte da Tacito («adorano gli alberi, spezzano il pane con i denti…») che fermarono Roma al vallo di Adriano e cambiarono così la storia d’Europa e del mondo, ponendo di fatto le basi storico-concrete per l’avvento del nazismo secoli e secoli dopo.”

http://www.linkiesta.it/italia-mario-monti

Chi è Giulio Sapelli? Wikipedia ci informa che:

“Giulio Sapelli (Torino, 1947) è uno storico ed economista italiano…

…È attualmente professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna anche Analisi Culturale dei Processi Organizzativi. È collaboratore del Corriere della Sera e de Il Sussidiario.net.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Sapelli

Il bello è che più d’uno ha avvertito Sapelli che il “vallo di Adriano” non si trova in Germania (vedi ad esempio con la funzione “trova” del browser i termini “Adriano” e “Tacito” nella pagina web suddetta), ma lui niente, non ha cambiato una virgola.

Per un’analisi razionale del carattere, per così dire, aggressivo del popolo tedesco (intendo per popolo tedesco l’insieme di individui che parlano il tedesco come lingua madre), vedi invece questi miei due post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/28/se-lo-stato-e-indispensabile-bisogna-non-solo-rigettare-lunione-europea-ma-anche-attuare-unigiene-politica-degli-stati-europei/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/27/la-volonta-di-potenza-adleriana-della-cultura-tedesca/

Del resto Wikipedia alla voce “Impero romano” giustamente recita:

“Nella sua massima espansione, l’Impero si estendeva, in tutto o in parte sui territori degli odierni stati di: Portogallo, Spagna, Andorra, Francia, Monaco, Belgio, Paesi Bassi (regioni meridionali), Regno Unito (Inghilterra, Galles, parte della Scozia), Lussemburgo, Germania (regioni meridionali e occidentali), Svizzera, Austria, Liechtenstein, Ungheria, Italia…[il corsivo è mio]”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano

La stessa Vienna fu costruita dagli antichi romani. Si chiamava Vindobona, vedi qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vindobona

L’Austria “Fu conquistata da Romani e per secoli fece parte dell’Impero Romano”:

http://it.wikipedia.org/wiki/Austria

È appena il caso di ricordare che Hitler era austriaco.

Come si può quindi ipotizzare (senza parlare poi del Vallo di Adriano) che l’attuale aggressività del popolo tedesco sia causata dal fatto che esso non fu civilizzato dagli antichi romani? Lo fu, eccome.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

The illusion of a co-operative world

18 giugno 2013

Leggo sul Financial Times del 6 giugno un articolo di Philip Stephens intitolato Nations are chasing the illusion of sovereignty.

L’articolo è visibile qui in formato pdf:

http://www.astrid-online.it/Governo-de1/Rassegna-s/Stephens_FT_6_6_13.pdf

L’incipit è questo: “The state is back.”, “Lo stato è tornato.”.

Stephens si meraviglia che al giorno d’oggi il concetto di Stato sia più vivo che mai. E definisce ciò illusione, chimera.

Vediamone una frase significativa:

“The new powers – China, India, Brazil, South Africa and the rest – prefer the absolute sovereignty of Thomas Hobbes to the co-operative world of John Rawls.”

Ebbene, quest’articolo è pura propaganda antistato. E usa argomenti fallaci per sostenere tale propaganda.

Di John Rawls ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/13/e-mai-possibile-sostenere-che-possa-esistere-uno-stato-sociale-senza-stato/

Philip Stephens, nella sua mistificazione, arriva a prospettare che gli Stati siano nati dalla pace di Westfalia del 1648 (senza peraltro avere il coraggio di scriverlo chiaramente).

Che lo Stato sia sempre esistito l’ho scritto più volte, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Affermare, ad esempio, che la polis degli antichi greci non fosse una città stato fa parte della più grossolana e rozza propaganda antistato.

Vorrei inoltre far notare che, sia per quanto riguarda John Rawls, sia per quanto riguarda il problema dell’origine dello Stato, uso argomenti non miei, bensì di Norberto Bobbio, argomenti che ho riportato nei miei due suddetti post.

Resta infine la gravità inaudita di tutto ciò: se il Financial Times pubblica questa grossolana e rozza propaganda antistato, la portata del conflitto è enorme.

Come possono questi mistificatori sperare di vincere? Non hanno nessuna possibilità di vittoria, perché le grandi mistificazioni prima o poi crollano, vedi ad esempio il comunismo.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

L’Occidente sta cercando di suicidarsi e Obama si è chiuso in un fortino

15 giugno 2013

Non sarò certo io a negare la legittimità della ragion di Stato. Mi riferisco alle misure prese da Obama nel campo della privacy di internet, misure che sono state vivacemente criticate, vedi ad esempio qui:

http://www.huffingtonpost.it/2013/06/07/usa-spiati-i-giganti-del-web-barack-obama_n_3400806.html

e qui:

http://www.huffingtonpost.com/2013/06/06/nsa-prism-data-mining_n_3399310.html

Ma il punto nodale della situazione non è la legittimità della ragion di Stato, bensì il fatto, evidentissimo, che ormai la posizione di Obama è difensiva. Egli si è chiuso in un fortino. Altro che visione! Altro che sogno!

Perché Obama è arrivato a questo punto? A mio giudizio questo è il risultato obbligato di una totale mancanza di comprensione della vera natura dell’europeismo e del multiculturalismo, temi sui quali, più di un anno fa, ho scritto un saggio di scienza politica: Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/21/per-capire-il-disastro-europeo-e-il-disastro-italiano/

e anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Insomma, l’Occidente sta cercando di suicidarsi e il suo campione, gli USA, si è chiuso in un fortino.

Come scrisse John Ruskin: “Quality is never an accident; it is always the result of intelligent effort”.

Un “effort” da solo non serve a nulla. Così le misure prese da Obama nel campo della privacy di internet non daranno alcun risultato utile.

Forse pretendo troppo da Obama: pretendo infatti ciò che non mi sarei mai sognato di pretendere da George W. Bush. Ma non è colpa mia che Obama sia arrivato alla presidenza degli USA in un momento storico così tragico. Lui è l’uomo sul campo, suoi sono gli onori e gli oneri.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

È mai possibile sostenere che possa esistere uno Stato sociale senza Stato?

13 giugno 2013

Leggo un articolo di Guido Rossi sul Sole24ore del 9 giugno, intitolato L’eccesso di austerity ha spogliato anche il Re (che ora è nudo):

«L’idea sbagliata e pericolosa di austerity ha condotto il nostro Paese al disastro attuale, non solo con il ricorso a tecnici di governo, ma soprattutto alla sua propagazione, la quale ha origini addirittura nostrane, come documentato sia da un articolo di Krugman sul penultimo numero della New York Review of Books, sia dal libro di Blyth (Austerity, Oxford 2013), che dedica un paragrafo ai “Bocconi boys” (p. 170), con aspre critiche.

Ora, tuttavia, che il re è nudo, è forse tempo di comprendere che la soluzione ai nostri problemi non viene tanto dall’austerità, ma da una politica di welfare, in modo tale che banche, imprese e lavoratori riprendano nella crescita le loro corrette funzioni.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-09/leccesso-austerity-spogliato-anche-142428.shtml

Devo purtroppo constatare che, a proposito dell’Unione Europea, Guido Rossi persiste nell’errore (vedi post precedenti): cosa significa “welfare”? Significa welfare State, in italiano Stato sociale.

È mai possibile sostenere che possa esistere un welfare State senza State? Uno Stato sociale senza Stato? No, non è possibile, eppure Guido Rossi afferma proprio questo. E aggrava il suo errore citando John Rawls, che è l’autore di un saggio insensato: Una teoria della giustizia.

La filosofia di Rawls prende le mosse, come egli stesso dichiara (John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli, 2010, pag. 18 e pag. 32), da quella di John Locke, sul quale ho abbondantemente scritto nei post precedenti e nei miei due saggi di scienza politica. Locke e il suo tardo epigono Rawls non si muovono nel campo della scienza politica, ma nel campo della filosofia morale.

Infatti, come scrive magistralmente Norberto Bobbio:I due criteri, l’aristotelico, fondato sull’interesse, e il lockiano, fondato sul principio di legittimità, sono criteri non analitici ma assiologici, in quanto servono a contraddistinguere il potere politico quale dovrebbe essere e non quale è, le forme buone dalle forme corrotte. [il corsivo è mio]” (Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 69-70).

Invece la distinzione del potere politico (il potere della forza fisica) dalle altre forme di potere (ossia il potere economico e il potere della propaganda), operata da Machiavelli nel Principe (“E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.”, Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128) e seguita da Hobbes, Weber, Kelsen e Bobbio, produce una “teoria realistica del potere politico” (Bobbio, ibid., pag. 70).

Perché scrivo che Guido Rossi afferma che possa esistere uno Stato sociale senza Stato? Perché l’Unione Europea (che non a caso si chiama così e non Stati Uniti d’Europa) serve proprio a questo: a eliminare lo Stato, come ho più volte spiegato nei post precedenti. Essa si basa sul mito della dannosità dello Stato, mito creato dalla filosofia di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Copyright © 2013  Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.