Archive for agosto 2013

È Paolo Barnard che ha torto

30 agosto 2013

Alcuni ritengono che la causa dell’attacco dell’11 settembre sia l’esistenza dello Stato d’Israele.

Ebbene, questa è una solenne sciocchezza.

Lo Stato d’Israele esiste dal 14 maggio 1948.

Perché mai, dunque, l’attacco agli USA non è stato sferrato prima dell’11 settembre 2001?

La risposta è semplice: perché tale attacco non ha niente a che fare con lo Stato d’Israele.

Sulla vera causa dell’11 settembre ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/18/senza-lunione-europea-non-ci-sarebbe-mai-stato-l11-settembre/

In parole povere: essi ci odiano, perché storicamente ci hanno sempre odiato.

Il proselitismo islamico è sempre stato un proselitismo bellico.

Ignorare ciò significa non conoscere la storia.

Ecco cosa Paolo Barnard arriva a scrivere in un suo post:

“Solo chi ha l’onestà intellettuale di voler leggere quelle prove può oggi comprendere perché Israele non ha e non può avere un diritto giuridico e morale di esistere, ma solo un diritto di fatto...

Oggi Israele c’è, e non lo si può certo sopprimere come Stato. Il suo unico diritto di esistere si fonda su questo pragmatismo, e naturalmente sul diritto di esistere degli israeliani che lo abitano. In ciò, esso condivide la medesima problematica con gli Stati Uniti, nati sul genocidio dei nativi ma pragamaticamente ormai legittimati ad esistere...

Ciò che sta accadendo da ormai 100 anni in quelle terre, è non solo una spaventosa tragedia di ingiustizia e di complicità internazionale nel perpetrarla, ma è anche la causa diretta della peggior minaccia alla pace dopo la fine della Guerra Fredda [il corsivo è mio]. La verità sulla genesi di quel conflitto va raccontata alle opinioni pubbliche fino in fondo, costi quel che costi, e giustizia va fatta, costi quel che costi. Tradotto: Israele ha torto marcio, e dovrà lavorare decenni per riparare all’orrendo misfatto della sua condotta in Palestina.”

http://paolobarnard.info/palestina.php

Oltretutto, Barnard non si rende conto che non si può essere per lo Stato (come egli in effetti è) e poi condannare gli Stati Uniti perché “nati sul genocidio dei nativi”. Questa è più di una contraddizione: è ignoranza totale della scienza politica. Il diritto si basa sulla forza, non l’inverso.

Gli Stati Uniti sono il risultato delle guerre tra alcuni popoli europei (tra i quali, alla fine, prevalsero gli inglesi) e gli indiani d’America. Se per assurdo si adottasse il modo di ragionare di Barnard su tale argomento, allora bisognerebbe considerare illegittimi i risultati di tutte le guerre. Perché alcune sì e altre no? O tutte o nessuna. Quindi, ad esempio, la Spagna dovrebbe ritornare all’Islam, anzi no: ai visigoti, anzi no: ai romani, anzi no…

Ma che modo di ragionare è questo?

La definizione universalmente accettata di Stato (vedi: Robert A. Dahl, Introduzione alla scienza politica, 1970, Il Mulino, pag. 28 e pag. 211; Ian Robertson, Sociologia, 1988, Zanichelli, pag. 505) è quella fornita da Max Weber:

“…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.” (Max Weber, La politica come professione, 2005, Armando, pagg. 32-33).

Come si può scrivere, quindi, che “Israele non ha e non può avere un diritto giuridico e morale di esistere, ma solo un diritto di fatto”?

Scrivere cose del genere significa non conoscere la definizione di Stato, che è un concetto basilare della scienza politica.

E infatti Barnard non fa che parlare di economia, mentre invece è la scienza politica che ci permette di capire sia il disastro italiano che il disastro europeo, come ho più volte scritto nei miei due saggi e in questo blog, vedi ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/21/per-capire-il-disastro-europeo-e-il-disastro-italiano/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/10/lignoranza-ci-sta-sommergendo-2/

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Il sogno irrealizzabile di un uomo molto ricco: un mondo senza Stato

25 agosto 2013

Leggo un’intervista del 24 giugno 2013 a Zbigniew Brzezinski, vedi qui nell’originale inglese:

http://nationalinterest.org/print/commentary/brzezinski-the-syria-crisis-8636

e qui nella traduzione italiana:

http://www.ossin.org/crisi-siriana/zbigniew-brzezinski-intervento-militare-in-siria-sarebbe-una-follia.html

Chi è Brzezinski? Wikipedia ci informa che:

“È stato Consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter (dal 1977 al 1981).

È tuttora membro effettivo della Commissione Trilaterale…

…Nel marzo 2008 Barack Obama lo ha pubblicamente ringraziato per il suo contributo e i servigi forniti agli Stati Uniti d’America. Nel 1981 il Presidente Carter lo aveva insignito della medaglia presidenziale della libertà.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski

Non voglio entrare nel merito dell’argomento della suddetta intervista, che si intitola Un intervento militare in Siria sarebbe una follia, vedi a questo proposito l’articolo della Repubblica di ieri:

Siria, Usa: se il presidente Obama decide pronti a intervento, Europa divisa

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/24/news/siria_usa_obama-65205436/?ref=HREC1-1

Quello che mi interessa dell’intervista a Brzezinski è il seguente brano:

“Ma nel lungo periodo, una simile regione ostile non potrebbe essere controllata, nemmeno da Israele che è dotata dell’arma nucleare. Questa situazione farebbe a Israele quello che certe guerre hanno prodotto a noi, su scala minore. La logorerebbe, la stancherebbe, la minerebbe, la demoralizzerebbe, provocherebbe l’emigrazione degli elementi più brillanti, per finire in un cataclisma impossibile da prevedere ora perché non sappiamo nel momento fatale chi saranno gli attori. E, dopo tutto, l’Iran è vicino. Potrebbe avere una certa capacità nucleare. Supponiamo che gli Israeliani riescano a farlo cadere. Che succederebbe in Pakistan o altrove? L’idea che si possa controllare una regione a partire da un paese molto forte e motivato, ma abitato da soli sei milioni di abitanti, è semplicemente un sogno folle.”

È noto che Brzezinski abbia posizioni contrarie allo Stato d’Israele, vedi per esempio qui:

“Non è la prima volta che l’intellighenzia ebraica Usa accusa Brzezinski di antisemitismo per le sue persistenti critiche anti-Israele, da lui accusata di «eccesso di forza» e «rifiuto del compromesso». Lo scorso anno Brzezinski difese John Mearsheimer e Stephen Walt, i due controversi studiosi americani che nel loro libro «The Israel Lobby» hanno osato mettere in dubbio il diritto d’esistere di Israele.”

http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/

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_anti_ebrei_107b03ae-2d4d-11dd-913b-00144f02aabc.shtml

Brzezinski, come ho scritto sopra, è membro della Trilaterale, che fu fondata da David Rockefeller, il quale è anche l’unico membro dell’Advisory Group (Gruppo Consultivo) del Gruppo Bilderberg, come riporta lo stesso bilderbergmeetings.org:

http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

La partita è fra chi vuole distruggere lo Stato (per esempio Brzezinski e Rockefeller), e quindi anche lo Stato d’Israele, e chi vuole difenderlo.

Difendere lo Stato significa anche difendere l’Occidente (del quale lo Stato d’Israele fa parte, come ho scritto in un post precedente), perché chi vuole distruggere lo Stato vuole anche distruggere l’Occidente, che è oggettivamente un ostacolo alla realizzazione di ciò che Rockefeller stesso ha definito “…a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.”

Ma leggiamo il passo originale di Rockefeller da cui ho estrapolato il suddetto virgolettato:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405).

Come si può notare, Rockefeller può impunemente permettersi di scrivere nella propria autobiografia di essere fiero di far parte di un complotto segreto (secret cabal) che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti d’America.

Ma il sogno di Rockefeller, poter fare a meno dello Stato, non si realizzerà, perché neanche tutto il denaro del mondo può far funzionare un’utopia.

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Un’analisi sbagliata

23 agosto 2013

Leggo sul Corriere della Sera un editoriale di Angelo Panebianco del 20 agosto, intitolato Un’assenza ingombrante, sul fallimento della politica estera di Obama:

Panebianco scrive di Obama:

“Ha eliminato Bin Laden? Ha fatto un uso massiccio dei droni per colpire terroristi islamici? Sì, ma senza la guida di una visione politica, quale che essa sia, l’uso degli strumenti militari non porta lontano. La guerra, diceva Clausewitz, ha una grammatica ma non una logica. La logica della guerra è politica. Ed è la politica che è mancata nell’azione militare e in quella diplomatica dell’Amministrazione.”

“Il tanto lodato discorso del Cairo (2009), quello con cui il neopresidente definiva, in chiave anti-Bush, i futuri rapporti con il mondo islamico, è stato il vero manifesto politico della sua Amministrazione. In quel discorso si trovano non solo le radici dei recenti errori americani in Medio Oriente, ma anche le ragioni di un più generale fallimento. Se ci si dichiara pronti a cooperare con chiunque quale che siano le sue scelte e ideologie, fatto salvo un generico appello al rispetto dei diritti umani, ci si trova poi disarmati quando quelle scelte e ideologie producono esiti sgraditi o nefasti.”

“E ha infine cavalcato, senza uno straccio di disegno politico, ma ponendosi al rimorchio dell’opinione pubblica, le cosiddette rivoluzioni arabe.”

“Un’assenza di visione politico-strategica…”

“Un’efficace politica estera è una equilibrata miscela di principi e convenienze. Obama ha snobbato i principi e ha perso anche sul piano delle convenienze.”

http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_20/un-assenza-ingombrante-angelo-panebianco_2d218ce6-0955-11e3-90e1-47a539d609c3.shtml

Non sono affatto d’accordo, non è così che è andata.

Non è vero che Obama non abbia una politica estera, non abbia “una visione politica”, non abbia neanche “uno straccio di disegno politico”, non abbia una “visione politico-strategica”, non abbia “principi”: ne ha, eccome!

Solo che sono completamente errati.

E l’errore è uno solo: quello di voler dialogare, come ho scritto nel post precedente, …con un immaginario Islam moderato, laico, democratico e pacifista.

Obama è stato eletto proprio a questo scopo, scopo che è completamente errato.

E, in ultimo, trovo oltraggioso che Panebianco metta Ronald Reagan, l’uomo che distrusse il comunismo, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti d’America, nello stesso gruppo di Woodrow Wilson, che è stato, senza alcun dubbio, il peggior presidente che questo grande paese abbia mai avuto.

Ho scritto di Woodrow Wilson qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/20/la-ragione-e-la-paura/

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Senza l’Unione Europea non ci sarebbe mai stato l’11 settembre

18 agosto 2013

Vorrei in questo post ribadire la mia opinione che senza l’Unione Europea (e l’euro, che ne è la diretta e naturale conseguenza, perché, nell’impossibilità di fare un’unione politica, l’unica via era quella di fare un’unione monetaria) non ci sarebbe mai stato l’11 settembre.

Ne ho parlato qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/07/il-terrorismo-e-linevitabile-conseguenza-della-delegittimazione-dello-stato/

Il piano di realtà è il seguente:

1. Lo Stato è indispensabile per difendersi “dall’aggressione di stranieri” (mediante l’esercito) e “dai torti reciproci” (mediante la legge), come spiegato per la prima volta in modo approfondito da Thomas Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, Laterza, 2009, pag. 142). Nei miei due saggi di scienza politica ho definito ciò come “Principio di Hobbes“.

2. Chi sono gli stranieri che vogliono aggredire l’Occidente? Se si considerano i fatti storici, la risposta è evidente: si tratta dei musulmani.

3. Perché i musulmani sono ostili all’Occidente? Perché l’Islam si diffuse nel bacino del Mediterraneo, a partire dal VII secolo d.C.,  proprio combattendo vittoriosamente contro il Cristianesimo.

Il proselitismo islamico è sempre stato un proselitismo bellico.

Basta leggere un manuale di storia del liceo.

Prima del VII secolo d.C., il bacino del Mediterraneo era cristiano anche nella sua porzione africana. Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino, 354 d.C. – 430 d.C., nacque e morì in Numidia, che corrisponde all‘incirca alla parte nord occidentale dell’attuale Algeria.

L’Islam ha provato più volte a conquistare l’Europa (che è cristiana), ma venne fermato a Ovest nel 732 da Carlo Martello nella battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) e a Est nel 1683 da Giovanni III di Polonia nella battaglia di Vienna.

Notare che tra le due date intercorrono quasi mille anni: stiamo parlando dunque di una caratteristica permanente dell’Islam.

Se gli europei avessero perso in una di queste due battaglie, l’Europa oggi non sarebbe più cristiana: sarebbe islamica.

Infatti nell’assedio di Costantinopolinel 1453, i cristiani persero e da allora quello che era stato l’Impero romano d’Oriente fa parte dell’Islam. Oggi Costantinopoli si chiama Istanbul e fa parte della Turchia, che è uno Stato islamico. Cosa vuol dire Stato islamico? Uno Stato dove la stragrande maggioranza della popolazione è di religione islamica.

4. Cos’è l’Occidente? È il luogo ideale delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dal Cristianesimo, che è la religione dell’Occidente. Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/28/cose-loccidente-2/

5. Gli ebrei, dopo la Diaspora prodotta dall’Impero romano (con le Guerre giudaiche, dal 66 d.C. al 135 d.C., ossia da Nerone ad Adriano), vissero sempre nell’Occidente, ossia ci vivono da quasi due millenni. Essi sono perfettamente integrati nell’Occidente, fanno parte di esso, hanno contribuito ad edificarlo (tanto per fare un esempio, Sigmund Freud, che personalmente considero uno dei più grandi pensatori della storia, era ebreo), sono nostri parenti.

6.  Da circa tre secoli l’Occidente sta cercando di suicidarsi, ossia dalla pubblicazione, nel 1690, dei Due trattati sul governo di John Locke. Come cerca di suicidarsi? Cercando di eliminare lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Conclusione: senza lo Stato è ovvio che la comunità non si può difendere “dall’aggressione di stranieri”(Thomas Hobbes, ibid.). Perché le due funzioni essenziali dello Stato, come scrive Bobbio, sono la milizia e i tribunali (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124). Questo concetto risale a Machiavelli: E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.” (Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128).

Dunque Machiavelli, Hobbes e Bobbio concordano su tale concetto.

Più l’Occidente delegittima lo Stato (con l’europeismo e il multiculturalismo, che sono ideologie antistato), più diventa debole e più l’Islam si sente autorizzato ad attaccarlo.

Questo accade perché l’Islam si diffonde, come dimostra la storia, mediante l’aggressione bellica.

Gli USA sono stati attaccati, in quanto sono il campione dell’Occidente.

È piuttosto semplice da capire.

È anche piuttosto angosciante.

Così l’Occidente lo rimuove, elaborando una realtà fittizia.

Obama e le élite USA che lo hanno sospinto verso la presidenza rappresentano il tentativo, ovviamente destinato al fallimento, di trasformare, come per magia (we can), questa realtà fittizia in realtà vera, cioè rappresentano il tentativo di dialogare con un immaginario Islam moderato, laico, democratico e pacifista.

L’attuale bagno di sangue in Egitto è il risultato diretto e inevitabile di questo tentativo.

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Ma la comunità ebraica mondiale da che parte sta?

9 agosto 2013

Leggendo il blog di Fiamma Nirenstein mi sono chiesto: “Ma la comunità ebraica mondiale da che parte sta? Da quella dell’europeismo e del multiculturalismo, ossia dalla parte delle ideologie antistato, oppure dalla parte dello Stato d’Israele?”

Perché è evidente che si tratta di due posizioni antitetiche.

A questo proposito ho trovato nel suddetto blog un vecchio post (del 19 novembre 2012), intitolato Caro Murdoch, non tutti gli ebrei amano Israele:

«Twittando, Murdoch si chiede “perchè la stampa di proprietà ebraica come la CNN e AP sono così consistentemente antisraeliane” e sostiene che “sono cariche di pregiudizi fino all’imbarazzo”.

La questione della proprietà ebraica contiene due errori: è un’offesa ai giornalisti che dovrebbero secondo lui ubbidire sull’attenti; è l’idea che gli ebrei siano sempre filo israeliani. Per carità.».

http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&Id=3008

Sarà come scrive Fiamma Nirenstein, che sull’argomento ne sa certamente più di me, però non esiste il Congresso ebraico mondiale (World Jewish Congress)?

Leggo da Wikipedia:

“Il fine istituzionale del Congresso ebraico mondiale è quello di rappresentare e difendere gli interessi degli ebrei della Diaspora, ma anche di quanti vivono in Israele.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Congresso_ebraico_mondiale

E allora?

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Il terrorismo è l’inevitabile conseguenza della delegittimazione dello Stato

7 agosto 2013

Leggo sul Corriere della sera un articolo intitolato:

Obama attacca la Russia tra le battute di Leno: «Ricade nella mentalità da guerra fredda»

Il presidente Usa intervistato dal popolare showman: «L’allarme antiterrorismo non è esagerato»

http://www.corriere.it/esteri/13_agosto_07/obama-va-al-g20-in-russia_0b7b4700-ff03-11e2-9e44-1a79176af940.shtml

L’articolo del Corriere della sera contiene due argomenti rilevanti: i rapporti con la Russia e il terrorismo.

Tralascerò il primo, perché riguardo ad esso è palese che Obama non può che incolpare se stesso, dato che è stato proprio lui ad aver offerto a Putin una palla alta: cosa pretendeva, che Putin non schiacciasse? Che Putin si facesse mettere one-down?

Mi interessa di più il secondo argomento:

LA MINACCIA DI AL QAEDA – Durante l’intervista, Obama ha anche parlato della recente minaccia terroristica che ha costretto gli Stati Uniti a chiudere le ambasciate in tutto il Medio Oriente. Si tratta di una minaccia da prendere sul serio. «L’estremismo radicale e violento è ancora di fronte a noi» ha dichiarato. «Gli Stati Uniti non hanno reagito in modo esagerato con la chiusura delle ambasciate e dei consolati in seguito alla minaccia di attacchi terroristici».”

In un post del 22 giugno, intitolato La vera causa dell’11 settembre, avevo scritto:

In quest’ottica, insistere sull’europeismo e sul multiculturalismo, vale a dire continuare a esibire la volontà di eliminare lo Stato, potrebbe portare a nuovi attacchi all’Occidente.

Più l’Occidente delegittima lo Stato, più si espone ad attacchi.

È una constatazione elementare, che però sembra sfuggire a molti.

Ed è inutile, o scarsamente utile, affidarsi poi a misure repressive, le quali seguono inevitabilmente una logica reattiva invece che proattiva.

Esse, lungi dal costituire un’esibizione di forza, costituiscono una plateale manifestazione di impotenza.

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

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