Il sogno irrealizzabile di un uomo molto ricco: un mondo senza Stato

Leggo un’intervista del 24 giugno 2013 a Zbigniew Brzezinski, vedi qui nell’originale inglese:

http://nationalinterest.org/print/commentary/brzezinski-the-syria-crisis-8636

e qui nella traduzione italiana:

http://www.ossin.org/crisi-siriana/zbigniew-brzezinski-intervento-militare-in-siria-sarebbe-una-follia.html

Chi è Brzezinski? Wikipedia ci informa che:

“È stato Consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter (dal 1977 al 1981).

È tuttora membro effettivo della Commissione Trilaterale…

…Nel marzo 2008 Barack Obama lo ha pubblicamente ringraziato per il suo contributo e i servigi forniti agli Stati Uniti d’America. Nel 1981 il Presidente Carter lo aveva insignito della medaglia presidenziale della libertà.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski

Non voglio entrare nel merito dell’argomento della suddetta intervista, che si intitola Un intervento militare in Siria sarebbe una follia, vedi a questo proposito l’articolo della Repubblica di ieri:

Siria, Usa: se il presidente Obama decide pronti a intervento, Europa divisa

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/24/news/siria_usa_obama-65205436/?ref=HREC1-1

Quello che mi interessa dell’intervista a Brzezinski è il seguente brano:

“Ma nel lungo periodo, una simile regione ostile non potrebbe essere controllata, nemmeno da Israele che è dotata dell’arma nucleare. Questa situazione farebbe a Israele quello che certe guerre hanno prodotto a noi, su scala minore. La logorerebbe, la stancherebbe, la minerebbe, la demoralizzerebbe, provocherebbe l’emigrazione degli elementi più brillanti, per finire in un cataclisma impossibile da prevedere ora perché non sappiamo nel momento fatale chi saranno gli attori. E, dopo tutto, l’Iran è vicino. Potrebbe avere una certa capacità nucleare. Supponiamo che gli Israeliani riescano a farlo cadere. Che succederebbe in Pakistan o altrove? L’idea che si possa controllare una regione a partire da un paese molto forte e motivato, ma abitato da soli sei milioni di abitanti, è semplicemente un sogno folle.”

È noto che Brzezinski abbia posizioni contrarie allo Stato d’Israele, vedi per esempio qui:

“Non è la prima volta che l’intellighenzia ebraica Usa accusa Brzezinski di antisemitismo per le sue persistenti critiche anti-Israele, da lui accusata di «eccesso di forza» e «rifiuto del compromesso». Lo scorso anno Brzezinski difese John Mearsheimer e Stephen Walt, i due controversi studiosi americani che nel loro libro «The Israel Lobby» hanno osato mettere in dubbio il diritto d’esistere di Israele.”

http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/

Brzezinski_dichiarazioni

_anti_ebrei_107b03ae-2d4d-11dd-913b-00144f02aabc.shtml

Brzezinski, come ho scritto sopra, è membro della Trilaterale, che fu fondata da David Rockefeller, il quale è anche l’unico membro dell’Advisory Group (Gruppo Consultivo) del Gruppo Bilderberg, come riporta lo stesso bilderbergmeetings.org:

http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

La partita è fra chi vuole distruggere lo Stato (per esempio Brzezinski e Rockefeller), e quindi anche lo Stato d’Israele, e chi vuole difenderlo.

Difendere lo Stato significa anche difendere l’Occidente (del quale lo Stato d’Israele fa parte, come ho scritto in un post precedente), perché chi vuole distruggere lo Stato vuole anche distruggere l’Occidente, che è oggettivamente un ostacolo alla realizzazione di ciò che Rockefeller stesso ha definito “…a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.”

Ma leggiamo il passo originale di Rockefeller da cui ho estrapolato il suddetto virgolettato:

«Some even believe we are part of a secret cabal working against the best interests of the United States, characterizing my family and me as “internationalists” and of conspiring with others around the world to build a more integrated global political and economic structure – one world, if you will.

If that’s the charge, I stand guilty, and I am proud of it.»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405).

Come si può notare, Rockefeller può impunemente permettersi di scrivere nella propria autobiografia di essere fiero di far parte di un complotto segreto (secret cabal) che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti d’America.

Ma il sogno di Rockefeller, poter fare a meno dello Stato, non si realizzerà, perché neanche tutto il denaro del mondo può far funzionare un’utopia.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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