Jacques Sapir scopre oggi che l’europeismo è una sorta di religione

L’economista francese Jacques Sapir scopre oggi che l’europeismo è una sorta di religione.

Ecco il suo articolo originale (del 15 dicembre 2013):

Chez ces gens là, monsieur…

http://russeurope.hypotheses.org/1835

Ed ecco la traduzione italiana pubblicata da Voci dall’estero:

I Sommi sacerdoti del culto dell’euro

Jacques Sapir smaschera le bugie dei politici francesi: nell’eurozona NON va tutto bene, e se i tassi di interesse sul debito nominali sono stabili, quelli reali sono in rapida salita a causa della disinflazione in atto. Ma ormai i politici al governo si comportano come sommi sacerdoti, incapaci di mettere in discussione il culto dell’euro.

http://vocidallestero.blogspot.it/2013/12/i-sommi-sacerdoti-del-culto-delleuro.html

L’articolo di Sapir finisce così:

«Qui è necessaria una piccola precisazione, perché non possiamo immaginare per un solo secondo che il signor Pierre Moscovici, Ministro delle Finanze della Repubblica, possa mentire. Sarebbe gravissimo. Quindi, l’unica spiegazione è l’ignoranza. Non che questo sia meno preoccupante. Come si spiega questa ignoranza, dal momento che è circondato da economisti di ottima reputazione? Stiamo forse vedendo l’effetto di qualche ideologia, che rende queste persone cieche all’evidenza? Dovremmo dunque credere che, in questo campo, vige un atteggiamento fideistico e che il Ministro sia divenuto un sommo sacerdote del culto dell’euro? Ma, come ha detto Jacques Brel nella canzone ‘Ces gens là’ in un versetto: “queste persone non pensano, Signore, pregano”.»

Il 19 aprile 2012 ho pubblicato un saggio di scienza politica, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, nel quale ho scritto:

«Oggi, dopo che la storia ha cacciato fuori dalla porta l’anarchismo e il comunismo, le due decrepite ideologie antistato di tipo filosofico, l’idea esiziale di eliminare lo Stato è rientrata dalla finestra con le sembianze dell’europeismo e del multiculturalismo.

Sono queste le nuove forme dell’Utopia, i nuovi nomi di una vecchia illusione.

L’origine e lo scopo dell’europeismo e del multiculturalismo sono gli stessi di quelli dell’anarchismo e del comunismo.

L’origine è il concetto di stato di natura di Locke, lo scopo è quello di eliminare lo Stato...

Dunque, dalla fine del Seicento, ossia da quando Locke pubblicò i “Due trattati sul governo” (30), l’Occidente non fa che sfornare bislacche ideologie, le quali altro non sono che tentativi di eliminare lo Stato.

Essendo lo Stato un’istituzione indispensabile (vedi capitolo 2), l’Occidente in realtà sta cercando ripetutamente e pervicacemente di suicidarsi, non disdegnando peraltro di esportare presso popoli non appartenenti all’Occidente queste sue ideologie suicide.

Quest’impulso di morte dell’Occidente non ha niente a che fare con gli immaginari cicli vitali ineluttabili di cui scrisse Spengler (40), bensì deriva da un solo e unico fattore: il concetto di stato di natura di Locke. Tale concetto ha prodotto nel corso del tempo una sorta di credenza religiosa, o meglio parareligiosa, che consiste nella volontà di eliminare a tutti i costi lo Stato.»

(ibid., terza edizione, 31 luglio 2013, lulu.com, pagg. 38-40).

Perché le ideologie antistato suddette hanno questo spiccato carattere religioso? Perché esse derivano tutte dal Cristianesimo, il quale nacque proprio in antitesi allo Stato romano (vedi a questo proposito il mio saggio: Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo).

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/22/la-vera-causa-dell11-settembre/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

I popoli cristiani hanno penato moltissimo per conservare la loro religione e al contempo lo Stato, il quale, come spiegato in modo approfondito per la prima volta da Hobbes (Thomas Hobbes, Leviatano, 2009, Laterza, pag. 142), è indispensabile per gestire efficacemente il potere della forza fisica nelle comunità umane.

Così la storia dei popoli cristiani è la storia di un difficile, instabile e altalenante compromesso fra questi due poli, la religione cristiana e lo Stato.

Ma da questo compromesso sono scaturiti in duemila anni due incommensurabili vantaggi: l’eliminazione dello schiavismo e la nascita della scienza, come ho mostrato in dettaglio nei miei due suddetti saggi.

Così, ad un’analisi costi-benefici, il risultato prodotto dal Cristianesimo è nettamente, anzi estremamente, positivo.

Questo però soltanto a patto che il suddetto compromesso sia funzionale e non disfunzionale (vedi a questo proposito Robert K. Merton, Teoria e struttura sociale, 1992, Il Mulino, pagg. 172-173).

Per avere più probabilità di mantenerlo funzionale, occorre essere consapevoli di tutto ciò.

Siamo purtroppo assai lontani da tale consapevolezza.

Le classi dirigenti attuali dell’Occidente ignorano completamente l’argomento, sono come i ciechi del famoso dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, La parabola dei ciechi.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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