La destra non è al palo: sta valutando attentamente

Da un articolo su http://www.destra.it del 5 dicembre 2013, intitolato Euro e dintorni. La destra non è al palo, di Carlo Fidanza:

«Negare che esista il tema della collocazione europea della destra italiana sarebbe infantile. Ma allo stesso tempo sarebbe semplicistico liquidarlo con un’acritica adesione al fronte delle forze anti-Ue che Marine Le Pen sta cercando di coagulare attorno al suo Front National.

Noi ci sforziamo di partire dai contenuti. Abbiamo aperto l’Officina per l’Italia a cui hanno aderito molte personalità della politica e della cultura: una parte consistente del documento finale è incentrato sul concetto di sovranità e su una proposta forte. Dobbiamo rinegoziare tutte le condizioni del nostro permanere in Europa e nell’Eurozona: Fiscal compact e patto di stabilità, contributo al Mes e al bilancio comunitario, ruolo della Bce, politica dell’immigrazione e dell’asilo, tutela delle produzioni di qualità. Lo abbiamo definito un manifesto “eurocritico“

…Questo panorama magmatico rende la scelta della collocazione europea della destra italiana tutt’altro che banale. È di tutta evidenza che c’è un grande spazio anche in Italia per un messaggio forte ma non siamo abituati a fare scelte sull’onda di emozioni o tendenze giornalistiche. Non siamo in posizione attendista ma di attenta valutazione [il corsivo è mio]. La nostra unica bussola è e l’interesse nazionale in un’Europa che vogliamo radicalmente diversa dall’Ue che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Sceglieremo il percorso che meglio ci permetterà di tutelarlo. C’è spazio per questo percorso costruendo un fronte più vasto di opposizione dentro il Ppe, che rimarrà il gruppo più importante del prossimo Parlamento europeo? C’è spazio per ricostruire una presenza autonoma delle destre, come fu con il gruppo Uen (Unione per l’Europa delle Nazioni)? C’è spazio per un percorso comune con i Conservatori, ai quali ci unisce una battaglia contro l’eurocrazia ma dai quali ci divide la necessità di difendere la qualità dei nostri prodotti da un mercato globale senza regole?

Ha senso confinare la posizione eurocritica nell’ambito di gruppi anti-Ue che, a dispetto della loro consistenza, verranno realisticamente tagliati fuori dai giochi del prossimo Europarlamento e in cui ci sarà meno possibilità di difendere tutti i giorni l’Italia?…»

http://www.destra.it/euro-e-dintorni-la-destra-non-e-al-palo/

Di fronte a cotanta determinazione e assenza di dubbi, mi sento sopraffatto.

Avevo torto, la destra italiana non sta tacendo sull’euro, trattasi invece di “attenta valutazione”.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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