Archive for gennaio 2014

Un popolo di larve e di morti

30 gennaio 2014

Leggo dal Sole24ore di oggi:

L’allarme dell’Eurispes: un italiano su tre non arriva a fine mese con lo stipendio

«Quasi un italiano su tre, il 30,8%, non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. L’Italia ha paura del futuro: oltre l’88% degli italiani ritiene che la condizione economica del Paese nell’ultimo anno sia «totalmente o parzialmente peggiorata». Sette su dieci, il 69,9%, hanno constatato, nel corso del 2013, una perdita del proprio potere di acquisto (24,1% “molto” e il 45,8% “abbastanza”). Il 25,1% ha riscontrato invece una riduzione minima della capacità di fare acquisti attraverso le proprie entrate. È questo il Paese tratteggiato nel Rapporto Italia 2014 dell’Eurispes.»

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-30/l-allarme-eurispes-italiano-tre-non-arriva-fine-mese-lo-stipendio-111327.shtml?uuid=ABaptHt

Cosa aspettano gli italiani a reagire?

Sempre più spesso mi viene in mente quel passo di Giuseppe Prezzolini che ho già ricordato in un post precedente, passo nel quale gli italiani sono definiti come «un popolo di larve e di morti».

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/28/lassordante-silenzio-della-destra-italiana/

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Quale sarà il futuro dell’Occidente?

27 gennaio 2014

Nei miei due saggi di scienza politica e nei post di questo blog ho esposto la mia visione della verità effettuale dell’Occidente.

L’Occidente è nato dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dalla prevalenza delle istanze del Cristianesimo sulle istanze dello Stato. Questo crollo ha provocato un fenomeno storico anomalo, che è comunemente chiamato Medio Evo.

Il Cristianesimo infatti, a differenza delle altre due religioni monoteiste (Ebraismo e Islam), e anche della religione del mondo greco-romano, condanna la forza, ossia condanna lo Stato, come ho evidenziato più volte nei miei scritti.

In altre parole, il Cristianesimo è assolutamente differente dalle altre religioni sviluppatesi nell’area mediterranea.

Se non si comprende questo, non è possibile comprendere cosa sia l’Occidente.

Nell’Impero romano d’Oriente l’artificio della subordinazione della Chiesa allo Stato, ideato genialmente da Costantino il Grande, impedì quel crollo dello Stato che si ebbe in Occidente e quindi non si ebbe in Oriente quel fenomeno storico anomalo che noi chiamiamo Medio Evo.

Infatti non furono strategie più efficaci oppure confini più sicuri, o altre fanfaluche, a salvare l’Impero romano d’Oriente, fu invece il fatto che la condanna cristiana della forza venne assai attenuata dalla subordinazione della Chiesa allo Stato.

Ma senza la distruzione totale dell’ordine sociale vigente nello Stato romano, ossia senza il Medio Evo, non poté avvenire nell’Impero romano d’Oriente ciò che accadde in Occidente, cioè l’abolizione della schiavitù e poi la nascita della scienza, con Leonardo, Galileo e Newton, secondo un ordine consequenziale e necessario che ho mostrato nei mie due saggi di scienza politica.

Questo è l’incommensurabile beneficio offertoci dal Cristianesimo.

Ma nulla è esente dal rovescio della medaglia, che è in questo caso il precario equilibrio tra le istanze dello Stato e le istanze cristiane (che sono contrarie allo Stato) nel quale vive l’Occidente.

Dopo l’immane disastro del Medio Evo, l’Occidente ha raggiunto un compromesso funzionale tra queste istanze antitetiche, usando due artifici alternativi tra loro: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato (quest’ultimo, inventato da Costantino il Grande, fu adottato dagli inglesi con Enrico VIII).

Per inciso, questo compromesso funzionale è stato raggiunto da tutti i popoli dell’Occidente tranne che dal popolo italiano, il che costituisce l’anomalia italiana.

Ciò è palesemente dovuto al fatto che la sede del capo della Chiesa cattolica si trova sul territorio del popolo italiano e quindi quest’ultimo è inchiodato a una più severa osservanza del principio cardine del Cristianesimo, ossia la proibizione assoluta della forza. Ciò altera in modo decisivo l’equilibrio di cui stiamo parlando.

Avendo l’Occidente raggiunto (ad esclusione dell’anomalia italiana) un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas della Chiesa, si potrebbe pensare che esso non abbia più problemi.

Invece, a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690), il suddetto equilibrio è stato minacciato da forme laicizzate delle istanze del Cristianesimo, ossia dalle ideologie antistato di tipo filosofico: anarchismo, comunismo, europeismo e multiculturalismo.

L’Occidente è assai vulnerabile a tali ideologie, perché non ne riconosce l’origine cristiana, non ne riconosce lo scopo di raggiungere il trionfo della città celeste sulla città terrena (per usare la terminologia agostiniana), ossia il trionfo delle istanze del Cristianesimo sulle istanze dello Stato.

Così il futuro dell’Occidente è in grave pericolo, sia perché il compromesso funzionale su cui si basa sta diventando sempre più rapidamente disfunzionale, sia perché l’eterno nemico del Cristianesimo, ossia l’Islam, ha compreso benissimo che l’Occidente è ormai in ginocchio e, come è sempre avvenuto nella storia, lo sta attaccando militarmente.

Tutto ciò l’Occidente non lo capisce affatto e anzi pensa di convincere l’Islam ad aderire al suo progetto suicida di eliminare lo Stato, di far trionfare la città celeste (il Cristianesimo) sulla città terrena (lo Stato), cosa che se non fosse tragica, sarebbe comica: l’Islam non è il Cristianesimo e in esso non esiste alcun dualismo tra religione e Stato.

L’Islam non contiene alcuna istanza contraria allo Stato, non proibisce in alcun modo la forza.

Così il famoso discorso tenuto da Obama al Cairo nel 2009 è un discorso essenzialmente tragicomico.

Così come è essenzialmente tragicomico il progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.), il quale molto probabilmente non si è mai reso conto che tale suo progetto non è altro che il progetto cristiano di far trionfare la città celeste sulla città terrena. E che i popoli non cristiani, per esempio quelli musulmani, ma anche i cinesi, i giapponesi, ecc. ecc., non l’accetteranno mai. Perfino la Russia, che è cristiana ortodossa (ossia discende dall’Impero romano d’Oriente), non l’accetterà mai.

L’accetterebbero se fosse un progetto realizzabile, così come hanno accettato la scienza.

Ma il punto nodale della questione è che tale progetto è irrealizzabile, è un’utopia, una chimera.

E quindi i suddetti popoli non accetteranno mai, com’è ovvio, di suicidarsi in nome di una concezione religiosa che non è la loro.

Ho scritto di Rockefeller qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/25/il-sogno-irrealizzabile-di-un-uomo-molto-ricco-un-mondo-senza-stato/

Quale sarà il futuro dell’Occidente?

È semplice: o rinuncerà alle ideologie antistato di tipo filosofico o verrà distrutto, in parte da esse, in parte dall’Islam.

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Rifiutare la realtà

21 gennaio 2014

La notizia del giorno è che Renzi si è accordato con Berlusconi per una nuova legge elettorale.

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera il 21 gennaio:

“Da ieri si chiama ufficialmente «Italicum», così come lo avevamo ribattezzato subito dopo l’incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, sabato scorso. In una politica che di neologismi vive da molti anni, Italicum vuol dire – ha spiegato ieri Renzi in direzione Pd – «una nuova legge elettorale che farà nascere una Nuova Repubblica».”

http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/legge-elettorale/notizie/dallo-sbarramento-doppio-turno-cosi-l-italicum-spinge-coalizzarsi-038ddf5c-827b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml

Ecco cosa scrive il Messaggero il 20 gennaio:

Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l’illustrazione del progetto di riforma elettorale e costituzionale avvenuto oggi nella direzione del Pd. «Vogliamo realizzare, in un clima di chiarezza e di rispetto reciproco, un limpido sistema bipolare – ha aggiunto il cavaliere del Lavoro – che garantisca una maggioranza solida [il corsivo è mio] ai vincitori delle elezioni, che riduca impropri poteri di veto e di interdizione, e che favorisca un sistema politico di chiara alternanza, sul modello di quanto accade nelle maggiori democrazie dell’Occidente avanzato. Siamo convinti che ciò corrisponda alle attese della vastissima maggioranza degli italiani», ha concluso il leader di Forza Italia.”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/

berlusconi_bravo_matteo_corretto_sull39intesa/

notizie/462847.shtml

Ebbene, l’idea che si possa eliminare la proverbiale ingovernabilità italiana con una nuova legge elettorale è un’idea delirante, non significa niente altro che rifiutare la realtà.

La realtà è la seguente: non considerando il ventennio della dittatura di Mussolini (che era, occorre ribadirlo, una dittatura), dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, la durata media dei governi italiani è di un anno circa e mai nessun governo italiano è arrivato a durare cinque anni (che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana).

Avere “una maggioranza solida” secondo Berlusconi è la chiave di tutto, invece non significa assolutamente nulla, infatti sia il secondo governo Berlusconi che il quarto governo Berlusconi avevano un’enorme maggioranza, però non sono riusciti a governare, non sono riusciti a cambiare l’Italia e non sono durati cinque anni. In definitiva non sono serviti a niente, se non ad arricchire la casistica della ingovernabilità italiana.

La verità è che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato.

In termini più crudi: lo Stato italiano è uno Stato fallito.

E la causa di ciò è che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Lo Stato italiano è solo formalmente uno Stato, sostanzialmente non lo è affatto.

Così è appropriato parlare dell’Italia come un’anomalia, l’anomalia italiana, anzi come un disastro, il disastro italiano.

Come ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo:

“In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.

Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa.”

(ibid., lulu.com, pag. 56)

In altre parole, in Italia non è mai stato usato realmente e compiutamente nessuno dei due artifici mediante i quali l’Occidente è riuscito a realizzare un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, ossia tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Questi due artifici (alternativi fra loro) sono: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato.

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L’unico modo per evitare che l’Islam attacchi l’Occidente

19 gennaio 2014

Ho scritto diversi post sull’attuale conflitto tra Occidente e Islam, conflitto che si è imposto agli occhi di tutti con l’attacco dell’11 settembre 2001.

Credo che il problema principale, se non l’unico, sia quello di evitare che l’Islam attacchi ancora l’Occidente.

Che poi i musulmani non gradiscano la democrazia è un problema da lasciare a filosofi come Bernard-Henri Lévy.

Ebbene, l’unico modo per evitare che l’Islam attacchi ancora l’Occidente è quello di rinunciare all’eliminazione dello Stato, utopia incarnata in passato dall’anarchismo e dal comunismo e attualmente dall‘europeismo e dal multiculturalismo, che sono tutte ideologie antistato.

È difficile rinunciare alle illusioni e ai sogni, ma soltanto quando l’Islam vedrà che l’Occidente non è più debole e inetto com’è attualmente, soltanto allora deporrà le armi.

Gli islamici sono diversi da noi, ma questo non vuol dire affatto che siano stupidi: sono solo diversi.

Ed è una diversità che va rispettata. È una cultura che esiste da circa 1400 anni, ha dimostrato di essere vitale. Perché volete costringerla a cambiare? In nome di cosa?

Tutto ciò non richiede alcuna guerra, alcuna ingerenza negli affari dei paesi islamici.

Richiede invece un cambiamento culturale dell’Occidente.

Perché l’Occidente deve cambiare e l’Islam no?

Perché è l’Occidente che sta sbagliando, è l’Occidente che si vuole suicidare, non l’Islam.

E soltanto quando l’Occidente dimostrerà concretamente di non voler rinunciare allo Stato, ossia alla spada, quella spada che sta sulla bandiera dell’Arabia Saudita, il paese fondamentale dell’Islam, soltanto allora quest’ultimo capirà che è inutile combattere, che non ha alcuna speranza di vittoria.

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (vedi Bibbia Emmaus, pag. 2450).

La definizione universalmente accettata di Stato è quella di Max Weber: “…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.” (Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pagg. 32-33).

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Il problema dell’Occidente

18 gennaio 2014

Leggo sul Sole24ore del 7 gennaio 2014 l’articolo Medio Oriente, quindici anni di vuoto di potere Usa di Alberto Negri:

Vuoto di potere in Medio Oriente, così titola il New York Times prendendo atto del clamoroso fallimento della politica estera americana negli ultimi 15 anni. Iraq disintegrato, Siria nel caos, Libano sull’orlo della guerra civile. L’Egitto, dove dopo avere appoggiato i Fratelli Musulmani sostenuti dai turchi e dal Qatar, al potere sono tornati i generali; la Libia, fuori controllo, che ha inghiottito la vita dell’ambasciatore Chris Stevens; per non parlare dell’Afghanistan e dei timori che solleva un ritiro americano visto che non è ancora stato firmato l’accordo di sicurezza con l’ostinato Hamid Karzai...

http://www.ilsole24ore.com/art//2014-01-07/medio-oriente-quindici-anni-vuoto-potere-usa-064441.shtml?uuid=ABVhW3n

Ma è estremamente semplice capire qual è la vera causa del fallimento dell’attuale politica degli Stati Uniti d’America verso i paesi islamici, cioè quella degli ultimi due Presidenti, George W. Bush e Obama.

È l’idea che la Weltanschauung cristiana sia una Weltanschauung naturale e universale, che essa appartenga a tutti i popoli della Terra.

E quindi essere cristiani o musulmani è quasi lo stessa cosa, si tratta solo di differenze formali.

Se le religioni sono sostanzialmente uguali, ne discende che tutto il problema sta nella forma di governo: eliminata l’esecrabile autocrazia (quindi Saddam, Gheddafi, Mubarak, Assad, ecc. ecc.), causa di tutti i mali del mondo, il popolo musulmano automaticamente instaurerà la democrazia.

E vissero tutti felici e contenti.

Questo non è soltanto l’errore di George W. Bush e di Obama, è l’errore dell’Occidente intero.

Infatti è stato Bernard Lewis, un insigne storico inglese, a propugnare l’eliminazione del regime autocratico di Saddam (vedi il suddetto articolo del Sole24ore).

Infatti è stato Bernard-Henri Lévy, il tristemente noto filosofo francese, a spingere Sarkozy ad attaccare Gheddafi.

Vedi qui:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/17451

e qui:

http://mondo.panorama.it/Intervista-Bernard-HenrI-Levy

Il problema dell’Occidente non è costituito dai suoi politici, ma dai suoi intellettuali.

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Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo

15 gennaio 2014

Le comunità cristiane hanno l’enorme problema di mantenere un compromesso funzionale tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

L’eccezionale successo che l’Occidente ha storicamente avuto sta proprio in questo compromesso, che ha permesso di conseguire due incommensurabili benefici: l’eliminazione dello schiavismo e la nascita della scienza.

Vedi a questo proposito i miei due saggi di scienza politica, le cui icone stanno sotto il titolo del mio blog.

Ma si tratta di un compromesso assai instabile, che da funzionale può facilmente diventare disfunzionale.

Per quanto riguarda le Chiese cristiane, l’Occidente è riuscito efficacemente, sebbene solo dopo l’immane disastro del Medio Evo, a mantenere questo compromesso funzionale, e ciò per mezzo di due artifici alternativi fra loro: la separazione fra Stato e Chiesa oppure la subordinazione della Chiesa allo Stato.

Questo secondo artificio è in realtà l’invenzione antichissima di Costantino il Grande, la quale salvò l’Impero romano d’Oriente dal disastro del Medio Evo.

L’Occidente è però assai vulnerabile alle istanze cristiane espresse in forma laicizzata, intendo, cioè, quelle forme laicizzate delle istanze cristiane che possiamo chiamare ideologie antistato di tipo filosofico.

Esse prendono origine dal concetto di stato di natura di John Locke, che risale al 1690.

È questo concetto a condurre, nel Settecento, a Rousseau e poi, nell’Ottocento, a Marx, Engels e al comunismo da un lato e a Proudhon e all’anarchismo dall’altro.

Il comunismo e l’anarchismo, com’è ben noto, sono entrambi falliti nel Novecento.

Come ho scritto nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi:

«Oggi, dopo che la storia ha cacciato fuori dalla porta l’anarchismo e il comunismo, le due decrepite ideologie antistato di tipo filosofico, l’idea esiziale di eliminare lo Stato è rientrata dalla finestra con le sembianze dell’europeismo e del multiculturalismo.

Sono queste le nuove forme dell’Utopia, i nuovi nomi di una vecchia illusione.»

(ibid., lulu.com, pagg. 38-39).

L’illusione è quella dell’eliminazione dello Stato, ossia del trionfo della città celeste sulla città terrena, come teorizzato da Agostino d’Ippona nel suo De Civitate Dei contra Paganos, vedi il post precedente.

Da ricordare che Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino (il quale, oltreché santo, è anche uno dei 35 Dottori della Chiesa), nacque e morì in Numidia (354 – 430), che corrisponde all‘incirca alla parte nord occidentale dell’attuale Algeria.

Infatti, prima del VII secolo, il bacino del Mediterraneo era cristiano anche nella sua porzione africana.

Ippona venne distrutta dagli islamici nel 698.

Oggi tutta la porzione africana del bacino del Mediterraneo è islamica.

L’Islam non ha istanze contrarie allo Stato e può quindi gestire il potere della forza fisica senza alcun compromesso o esitazione.

Oggi che l’Occidente si è indebolito a causa dell’europeismo e del multiculturalismo, l’Islam ha ricominciato ad attaccarlo militarmente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/18/senza-lunione-europea-non-ci-sarebbe-mai-stato-l11-settembre/

Calza a pennello l‘aforisma di George Santayana: “Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo (nell’originale inglese: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it”).

La politica di Obama, con la sua famosa frase: “vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno”, è la vivida rappresentazione di questa incapacità di ricordare.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/01/il-fallimento-dellutopia/

Dato che l’Islam non aspira affatto al trionfo della città celeste sulla città terrena, quella di Obama non è soltanto incapacità di ricordare il passato, è anche una clamorosa incomprensione culturale.

Le offerte di pace di Obama vengono interpretate nel mondo islamico come palese segno di debolezza.

Speriamo che l’Occidente si ravveda, altrimenti farà la fine della Numidia di Sant’Agostino.

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Il compromesso tra forza e caritas

10 gennaio 2014

Nicola Abbagnano nel suo Dizionario di Filosofia alla voce RAGIONE elenca diversi significati del termine, il primo dei quali è:

“Guida autonoma dell’uomo in tutti i campi nei quali un’indagine o una ricerca è possibile. In questo senso si dice che la R. è una «facoltà» propria dell’uomo e che distingue l’uomo dagli altri animali…

Questo è il senso fondamentale, dal quale la parola desume quella potenza di significato che ha fatto di essa, da secoli, l’emblema della ricerca libera. La R. è la forza che libera dai pregiudizi, dal mito, dalle opinioni radicate ma false, dalle apparenze e consente di stabilire un criterio universale o comune per la condotta dell’uomo in tutti i campi. Dall’altro lato, come guida propriamente umana, la R. è la forza che consente all’uomo di liberarsi degli appetiti che ha in comune con gli animali, sottoponendoli a controllo e mantenendoli nella giusta misura. Questa è la duplice funzione che è stata attribuita alla R. sin dai primordi della filosofia occidentale. La polemica di Eraclito e Parmenide contro le opinioni dei più, cioè contro le credenze stabilite, discordi tra loro e fallaci, è condotta in nome di una R. che sia l’unico criterio di guida per tutti gli uomini.”

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 723)

Il disastro europeo in cui oggi noi, purtroppo, viviamo è il risultato del disprezzo della Ragione.

L’uomo è uno strano essere, capace di usare la Ragione, e anche di ignorarla completamente.

Un essere che riesce a vedere la luce e che, al contempo, può decidere di chiudere gli occhi per non vederla.

Usando la Ragione è possibile comprendere che l’Occidente vive costantemente sul filo di un equilibrio precario, ossia di un instabile compromesso fra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili, come spiegato in modo approfondito per la prima volta da Thomas Hobbes, dato che servono a gestire il potere della forza fisica nelle comunità umane) e le istanze cristiane (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Queste istanze cristiane possono anche presentarsi in forma laicizzata, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio del Cristianesimo.

Come ho evidenziato nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, le ideologie antistato di tipo filosofico (comunismo, anarchismo, europeismo, multiculturalismo) hanno la loro origine nel concetto di stato di natura che si trova nei Due trattati sul governo di John Locke (1690).

Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia coi propri simili.

Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno.

La filosofia politica di Locke è un portato dell’ideologia cristiana, ideologia che troviamo ben teorizzata nel capolavoro di Agostino d’Ippona, La Città di Dio (De Civitate Dei), che risale al 426.

In tale opera Agostino descrive due città: la città di Dio, ossia la città celeste, e la città degli uomini, ossia la città terrena.

“Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amor di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé.”

(Agostino d’Ippona, La Città di Dio, disponibile su:

http://www.augustinus.it/italiano/cdd/index2.htm,

data di accesso odierna, Libro XIV, 28).

Nell’originale latino:

“Fecerunt itaque civitates duas amores duo, terrenam scilicet amor sui usque ad contemptum Dei, caelestem vero amor Dei usque ad contemptum sui.”

(Agostino d’Ippona, De Civitate Dei contra Paganos, disponibile su:

http://www.augustinus.it/latino/cdd/index2.htm,

data di accesso odierna, Libro XIV, 28)

La città celeste e quella terrena sono mescolate tra loro e ciascuno deve interrogarsi per capire a quale delle due città appartiene.

C’è una lotta tra le due città, lotta che è destinata a finire con il trionfo della città celeste.

Vedi a questo proposito: Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 839-840.

Lo stato di natura di Locke altro non è che la versione laica della città celeste di Agostino.

Le ideologie antistato di tipo filosofico (comunismo, anarchismo, europeismo, multiculturalismo), che nascono tutte dal concetto di stato di natura lockiano, sono quindi anch’esse versioni laiche della città celeste descritta da Agostino d’Ippona.

Tali ideologie hanno in comune lo scopo di eliminare lo Stato, ossia la città terrena di Agostino.

Non comprendere per mezzo della Ragione tutto ciò è esiziale, perché l’instabile compromesso tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, se non è sorretto e guidato dalla Ragione, da compromesso funzionale può facilmente diventare disfunzionale.

Quando tale compromesso diventa disfunzionale, ci si ritrova nel disastro.

Ridurre tutto ciò a materia economica è semplicemente ridicolo: il fallimento dell’euro è solo un epifenomeno, un piccolo particolare del quadro.

Se non si vede il quadro nella sua interezza, non si comprende nulla e quindi non si possono adottare misure preventive razionali.

Se non si adotteranno tali misure, l’Occidente, una volta superato il disastro europeo, andrà inevitabilmente incontro a nuovi disastri, così come è accaduto dopo che si è superato il disastro comunista.

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La maggioranza degli italiani non vuole più l’euro

5 gennaio 2014

«Scenarieconomici.it e’ un sito che si occupa di temi Economici, Macroeconomia, statistica finanziaria, attualita’ politico-economica.»

http://scenarieconomici.it/scenarieconomici-it-9-000-volte-grazie-chi-siamo-and-special-thanks/

Questo sito ha pubblicato il 2 gennaio 2014 il seguente articolo:

Sondaggio SCENARIECONOMICI (20 dicembre 2013): Sarebbe favorevole alla reintroduzione di una VALUTA NAZIONALE? SI 49% – NO 44%. Un Partito Anti-Euro, potrebbe valere il 24%

http://scenarieconomici.it/sondaggio-scenarieconomici-20-dicembre-2013-sarebbe-favorevole-alla-reintroduzione-di-una-valuta-nazionale-si-49-no-44-un-partito-anti-euro-potrebbe-valere-il-24/

«Il sondaggio è stato condotto dal 14 al 18 dicembre su di un campione di 2400 interviste.»

Da esso risulta che il 49% è favorevole alla reintroduzione di una valuta nazionale al posto dell’euro, mentre il 44% è contrario.

Il suddetto sito aveva effettuato in precedenza altri due sondaggi sullo stesso argomento:

ad aprile 2013: il 44% era favorevole, mentre il il 48% era contrario

a ottobre 2013: il 48% era favorevole, mentre il 45% era contrario

Risulta evidente il progressivo aumento di coloro che sono favorevoli alla reintroduzione di una valuta nazionale al posto dell’euro.

Per il secondo quesito del sondaggio, «Voterebbe, nel caso si presentasse ad elezioni, una formazione fortemente anti-euro?», il risultato a dicembre 2013 è stato il seguente:

24% La voterei senza dubbio

32% Prenderei in considerazione l’ipotesi di votarla

44% Non la prenderei nemmeno in considerazione

Il sito conclude così:

«Il Tema EURO, e’ molto sentito. Riteniamo che le prossime elezioni europee di Maggio 2014, saranno molto diverse dalle precedenti consultazioni Europee, perche’ le tematiche legate all’Europa, saranno decisamente rilevanti nelle scelte dei cittadini: Sovranita’ Monetaria, svalutazione, parametri di Maastricht, Fiscal Compact, politiche di Austerity, vincoli di Bilancio, rapporti con la Germania, etc saranno temi che verranno discussi ed approfonditi durante la campagna elettorale, e molti cittadini potrebbero votare in modo diverso rispetto ad una consultazione per il Parlamento Italiano.

E’ interessante notare come il “ritorno alla Sovranita’ Monetaria” sia fortemente maggioritario non solo tra gli elettori del Centro Destra e del Movimento a 5 Stelle, ma anche nell’Area degli Indecisi e del Non Voto.

A favore della “permanenza nell’Euro” resta granitico l’elettorato del Partito Democratico, ed a livello di categorie, i favorevoli all’Euro sono maggioritari unicamente tra Pensionati e Dipendenti Pubblici.»

Questo sito sta conducendo un’opera altamente meritoria e consiglio a tutti di seguirlo attentamente.

I «Dati disaggregati per partiti e coalizioni» forniti dal suddetto sondaggio sono per me assai interessanti, perché essi confermano ciò che io ho sempre sostenuto: che la sinistra italiana attuale è assolutamente fedele all’euro. Infatti ben il 93% degli elettori del centrosinistra non prenderebbe nemmeno in considerazione una formazione fortemente anti-euro.

Laddove nel centrodestra è solo il 16% a dare questa risposta.

È altresì evidente che l’attuale classe dirigente della destra (eccetto la Lega Nord di Matteo Salvini) NON rappresenta adeguatamente i propri elettori, perché non condanna l’euro energicamente e senza ambiguità (come ha fatto appunto Matteo Salvini). C’è quindi bisogno di una nuova destra, come ho già scritto in altri post.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/04/leconomia-italiana-cola-a-picco/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/25/lennesima-dimostrazione-che-gli-economisti-non-capiscono-cose-leuropeismo-lunione-europea-e-leuro/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/10/15/litalia-ha-bisogno-di-una-nuova-destra/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/16/finalmente-un-leader-italiano-che-condanna-energicamente-e-senza-ambiguita-leuro/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/18/un-italiano-su-tre-a-rischio-poverta/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/28/lassordante-silenzio-della-destra-italiana/

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/28/la-destra-non-e-al-palo-sta-valutando-attentamente/

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/01/lidea-di-un-referendum-sulleuro-e-unidea-sbagliata/

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L’artificio del diavolo

3 gennaio 2014

Ho scritto in un post precedente che la storia dei popoli cristiani è la storia di un difficile, instabile e altalenante compromesso fra questi due poli: la religione cristiana e lo Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/26/jacques-sapir-scopre-oggi-che-leuropeismo-e-una-sorta-di-religione/

Infatti il Cristianesimo nacque duemila anni fa proprio in antitesi allo Stato romano.

Da questo compromesso sono scaturiti due incommensurabili vantaggi: l’eliminazione dello schiavismo e la nascita della scienza (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi di scienza politica, vedi le rispettive icone sotto il titolo del mio blog).

Se noi fossimo vissuti prima del Cristianesimo, la nostra vita sarebbe stata priva dei benefici apportati dalla scienza (per esempio l’efficace cura delle malattie da parte della medicina moderna) e saremmo stati esposti al rischio ben concreto di vivere in schiavitù.

Ma questo compromesso, essendo instabile, può facilmente divenire disfunzionale.

Il punto è che le classi dirigenti dell’Occidente sono ignare di tutto ciò, sono come i ciechi del famoso dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, La parabola dei ciechi.

Infatti siamo attualmente in una crisi terribile, il disastro europeo, causata proprio dall’ignoranza totale dell’argomento.

Così le classi dirigenti dell’Occidente sono come delle marionette mosse da istanze che esse non conoscono, non comprendono, e quindi non possono criticare.

Tempo fa ho discusso del disastro europeo con una docente universitaria, la quale era fortemente sconcertata dal fatto che la realtà europea non si conformasse agli ideali di Altiero Spinelli.

Ma ella non riusciva assolutamente a mettere in discussione questi ideali.

Per lei era la realtà che si doveva adeguare ad essi!

Insomma mettere in dubbio con lei questi ideali, era come mettere in dubbio con un teologo cattolico la transustanziazione.

E ai suoi occhi pieni di fede, io, mettendoli in dubbio, non stavo esercitando virtuosamente la ragione, ma bensì ero uno scellerato peccatore.

Con gente come questa non si può ragionare.

Essi non possono essere convinti con la ragione, perché la detestano, anzi per essi è un artificio del diavolo per portarci sulla via del male, del peccato.

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L’idea di un referendum sull’euro è un’idea sbagliata

1 gennaio 2014

Alcuni propongono di fare un referendum sull’euro, ad esempio Grillo, vedi il Messaggio di fine anno 2013 di Beppe Grillo:

L’euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno.”

http://www.beppegrillo.it/2013/12/

messaggio_di_fine_anno_2013_di_beppe_grillo.html

Da parecchio tempo ormai si dibatte sulla fattibilità concreta e/o sull’opportunità di un referendum sull’euro, basta dare uno sguardo a Google.

Da questo dibattito è emersa più di una ragione per non promuovere l’idea di tale referendum.

Questa, com’è noto, è la posizione di Alberto Bagnai, vedi ad esempio qui:

http://goofynomics.blogspot.it/2012/09/quelli-che-facciamo-il-referendum.html

Bagnai cita Roger Bootle, un economista inglese che il 5 luglio 2012 vinse il Wolfson Economics Prize 2012, indetto sul seguente argomento: “the best exit plan for an EMU member state”.

Vedi qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfson_Economics_Prize

Sia Bagnai, sia Bootle sono contrari a un referendum sull’euro dal punto di vista della scienza economica.

Per la posizione di Bootle vedi qui:

http://www.policyexchange.org.uk/images/WolfsonPrize/

wolfson%20economics%20prize%20winning%20entry.pdf

Dal punto di vista della scienza economica è infatti fortemente indicato uscire dall’euro senza annunci (ossia all’improvviso o quasi), in modo da minimizzare i danni all’economia.

Ma gli economisti non si rendono conto che questo sarebbe possibile solo per un governo autocratico.

È del tutto evidente che uscire dall’euro senza annunci sarebbe meglio, il punto è che in democrazia questo non è possibile.

L’idea del referendum sull’euro è comunque criticabile da un altro punto di vista.

A che serve un referendum se ci sono le elezioni?

L’uscita dall’euro è una decisione politica, sono quindi le elezioni stesse a costituire un referendum.

La legittimità della decisione di uscire dall’euro è fornita dalle libere elezioni democratiche.

Non c’è affatto bisogno di legittimare questa decisione due volte: la prima con le elezioni, la seconda con il referendum.

Altrimenti dovremmo fare un referendum per ciascun punto del programma politico di un partito che vinca le elezioni.

Ma questo Grillo non lo sa?

Il sospetto che Grillo parli di referendum per menare il can per l’aia e rimandare all’infinito l’uscita dall’euro è molto forte, anzi di più.

Le vie per uscire veramente dall’euro sono quindi due: o passare all’autocrazia e fare come dicono gli economisti o votare democraticamente per un partito che condanni energicamente e senza ambiguità l’euro.

A tutt’oggi c’è solo partito ad avere questa posizione: la Lega Nord di Matteo Salvini.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/16/finalmente-un-leader-italiano-che-condanna-energicamente-e-senza-ambiguita-leuro/

Se nessun altro partito assumerà questa posizione, l’unica è votare alle prossime elezioni la Lega Nord.

Anche se si abitasse, poniamo, in Sicilia.

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