Archive for 1 gennaio 2014

L’idea di un referendum sull’euro è un’idea sbagliata

1 gennaio 2014

Alcuni propongono di fare un referendum sull’euro, ad esempio Grillo, vedi il Messaggio di fine anno 2013 di Beppe Grillo:

L’euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno.”

http://www.beppegrillo.it/2013/12/

messaggio_di_fine_anno_2013_di_beppe_grillo.html

Da parecchio tempo ormai si dibatte sulla fattibilità concreta e/o sull’opportunità di un referendum sull’euro, basta dare uno sguardo a Google.

Da questo dibattito è emersa più di una ragione per non promuovere l’idea di tale referendum.

Questa, com’è noto, è la posizione di Alberto Bagnai, vedi ad esempio qui:

http://goofynomics.blogspot.it/2012/09/quelli-che-facciamo-il-referendum.html

Bagnai cita Roger Bootle, un economista inglese che il 5 luglio 2012 vinse il Wolfson Economics Prize 2012, indetto sul seguente argomento: “the best exit plan for an EMU member state”.

Vedi qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfson_Economics_Prize

Sia Bagnai, sia Bootle sono contrari a un referendum sull’euro dal punto di vista della scienza economica.

Per la posizione di Bootle vedi qui:

http://www.policyexchange.org.uk/images/WolfsonPrize/

wolfson%20economics%20prize%20winning%20entry.pdf

Dal punto di vista della scienza economica è infatti fortemente indicato uscire dall’euro senza annunci (ossia all’improvviso o quasi), in modo da minimizzare i danni all’economia.

Ma gli economisti non si rendono conto che questo sarebbe possibile solo per un governo autocratico.

È del tutto evidente che uscire dall’euro senza annunci sarebbe meglio, il punto è che in democrazia questo non è possibile.

L’idea del referendum sull’euro è comunque criticabile da un altro punto di vista.

A che serve un referendum se ci sono le elezioni?

L’uscita dall’euro è una decisione politica, sono quindi le elezioni stesse a costituire un referendum.

La legittimità della decisione di uscire dall’euro è fornita dalle libere elezioni democratiche.

Non c’è affatto bisogno di legittimare questa decisione due volte: la prima con le elezioni, la seconda con il referendum.

Altrimenti dovremmo fare un referendum per ciascun punto del programma politico di un partito che vinca le elezioni.

Ma questo Grillo non lo sa?

Il sospetto che Grillo parli di referendum per menare il can per l’aia e rimandare all’infinito l’uscita dall’euro è molto forte, anzi di più.

Le vie per uscire veramente dall’euro sono quindi due: o passare all’autocrazia e fare come dicono gli economisti o votare democraticamente per un partito che condanni energicamente e senza ambiguità l’euro.

A tutt’oggi c’è solo partito ad avere questa posizione: la Lega Nord di Matteo Salvini.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/16/finalmente-un-leader-italiano-che-condanna-energicamente-e-senza-ambiguita-leuro/

Se nessun altro partito assumerà questa posizione, l’unica è votare alle prossime elezioni la Lega Nord.

Anche se si abitasse, poniamo, in Sicilia.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.