Archive for marzo 2014

Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve

31 marzo 2014

Si sono concluse le elezioni amministrative francesi, con la vittoria dell’Ump, il partito di centrodestra, e una buona affermazione del Front National di Marine Le Pen, che è ormai il terzo partito del Paese.

Vedi qui:

http://www.lettera43.it/politica/francia-elezioni-amministrative-esulta-la-destra_43675125891.htm

Joe Galt scrive sull’Occidentale:

«Oggi i giornali parleranno soprattutto di questo, del presidente che dopo gli scandali becca una batosta elettorale da manuale e delle forze che minacciano la costruzione europea e la moneta unica. Noi invece preferiamo parlare della “onda blu”, come l’ha definita il leader della destra moderata [il corsivo è mio], Cope’, “la prima grande vittoria dell’Ump in una elezione locale”.»

http://www.loccidentale.it/node/131302

Vorrei proprio sapere, nel disastro europeo in cui ci troviamo, che senso ha parlare di “destra moderata”.

Quando bisogna cambiare radicalmente la moderazione non serve, anzi è un ostacolo.

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Più chiaro di così si muore

29 marzo 2014

Da un articolo di Amanda Cochran del 28 marzo 2014, pubblicato da CBS News e intitolato Obama calls on Putin to move troops from Ukraine border:

«Mr. Obama said Russian President Vladimir Putin has been “willing to show a deeply held grievance about what he considers to be the loss of the Soviet Union.”

“You would have thought that after a couple of decades that there’d be an awareness on the part of any Russian leader that the path forward is not to revert back to the kinds of practices that, you know, were so prevalent during the Cold War but, in fact, to move forward with further integration with the world economy and to be a responsible international citizen [il corsivo è mio].”»

http://www.cbsnews.com/news/obama-calls-on-vladimir-putin-to-move-russian-troops-from-ukraine/

Leggiamo adesso un passo dell’autobiografia di David Rockefeller:

«Global interdependence [il corsivo è mio] is not a poetic fantasy but a concrete reality that this century’s revolutions in technology, communications, and geopolitics have made irreversible. The free flow of investment capital, goods and people across borders will remain the fundamental factor in world economic growth [il corsivo è mio] and in the strengthening of democratic institutions everywhere. The United States cannot escape from its global responsibilities. Today’s world cries out for leadership, and our nation must provide it. In the twentyfirst century there can be no place for isolationists: we must all be internationalists [il corsivo è mio].»

(David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 406).

Insomma, il messaggio è questo:

lo Stato russo deve essere eliminato, perché l’internazionalismo deve vincere in tutto il mondo. Nel ventunesimo secolo tutti devono essere, responsabilmente, internazionalisti. Questo cambiamento deve essere guidato dagli Stati Uniti d’America. Tutto il mondo deve piegarsi alla leadership degli Stati Uniti d’America.

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La tragedia della società italiana

27 marzo 2014

È desolante ascoltare in TV i politici italiani e i loro maggiordomi quando parlano della situazione nella quale stiamo tutti vivendo: il disastro italiano e il disastro europeo.

Non trovo parole adeguate per definirli, mostrano di essere totalmente scollati dalla realtà, più che a programmi televisivi di politica sembra di assistere a riunioni di un gruppo di sostegno.

E forse sono proprio questo.

D’altro canto gli intellettuali italiani, coloro che dovrebbero indicare la via, sono quanto di peggio si possa immaginare, persi tra le vecchie idee di Marx, Hegel, Nietzsche, Evola e altri rifiuti della filosofia.

Ci vorrebbe un Rimbaud per descriverli in modo appropriato.

E non parliamo poi degli economisti, questi contabili che hanno ormai acquisito la hybris di interpretare il mondo.

La tragedia della società italiana è l’effetto inevitabile di tutta questa miseria mentale.

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Uscire da Matrix non sarà né facile né indolore

24 marzo 2014

Leggo l’articolo di Michele Zurleni pubblicato da Panorama il 5 marzo 2014:

Crimea: lo spionaggio Usa ha fallito
Perché gli Usa sono stati presi di sorpresa dalle mosse di Vladimir Putin? Sotto accusa l’intelligence. E la Casa Bianca

“…Nel pomeriggio, A Washington, Mike Rogers, repubblicano, il presidente del Comitato per la Sicurezza della Camera dei Rappresentanti, riceve un rapporto proveniente dall’ufficio del Direttore della National Intelligence, una delle agenzie della sicurezza Usa create per il controspionaggio. E’un’analisi della situazione: “Quello di Putin è solo un bluff. Non invaderà l’Ucraina”. Il giorno seguente, nella mattina di venerdì 28 febbraio, il controllo della Crimea da parte di Mosca è già un dato di fatto. Ancora poche ore e la penisola sarà nelle mani dei russi senza sparare un colpo. I paramilitari controllano gli aeroporti, i soldati escono dalle basi russe per cicrondare quelle ucraine, gli elicotteri trasportano le truppe speciali oltre confine. Putin gioca d’anticipo. Alla Casa Bianca non resta altro che arrancare dietro le mosse veloci del leader del Cremlino.

L’America è spiazzata

Cinque giorni dopo, un’America spiazzata si chiede quali siano le ragioni per cui il governo americano è stato colto di sorpresa. Sotto accusa non c’è soltanto la politica estera di Barack Obama, finora apparsa poco reattiva e debole nei confronti di Putin, ma anche l’intera comunità dell’intelligence americana, i suoi terminali politici – i capi delle agenzie nominati -, i suoi funzionari, i suoi esperti. La Super Potenza della sorveglianza, la nazione che attraverso i programmi della Nsa controlla(va) leader nemici e amici, che dispone della tecnologia per seguire le tracce di milioni e milioni di telefonate negli Stati Uniti e nel mondo, non è stata in grado di capire che Vladimir Putin avrebbe fatto di tutto per non perdere la strategica penisola. Perché?”

L’articolo finisce così:

“…Per la l’ennesima volta, l’intelligence Usa è stata colta di sorpresa. Era successo nel 2001, è accaduto più di recente con lo scoppio della Primavera Araba, quando la Cia ha dovuto ammettere di non essere stato in grado di prevede le rivoluzione di piazza perché non ne aveva seguito le tracce sui social network. E, infine, anche l’Ucraina. La nazione del Grande Fratello, del sistema più sofisticato e capillare di sorveglianza al mondo non riesce a capire cosa succede realmente nel resto del mondo [il corsivo è mio].”

http://news.panorama.it/esteri/obamamania/stati-uniti-spionaggio-russia

Perché il “…sistema più sofisticato e capillare di sorveglianza al mondo non riesce a capire cosa succede realmente nel resto del mondo”?

Perché l’Occidente, come dimostrano i fatti oggettivi, non vive più nella realtà, vive in un delirio, quello delle ideologie antistato, di cui ho abbondantemente scritto nei post precedenti.

Ad esempio qui:

“Ma Obama e la Merkel questo non lo sapevano, non conoscevano i relativi rapporti di forza?

Lo sapevano di certo, solo che sono accecati dal millenarismo cristiano che li guida: Dio vuole che eliminiamo lo Stato. Quindi bisogna attaccare la Russia, che è refrattaria a tale disegno divino. Perché Dio è con noi.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/19/loccidente-e-accecato-dallideologia-antistato/

e qui:

“Tutto questo ci permette di comprendere che noi viviamo in una sorta di Matrix, la nota saga cinematografica dei fratelli Wachowski.

Infatti quella che noi crediamo sia la realtà, ossia l’inevitabile internazionalismo, l’inevitabile europeismo, l’inevitabile multiculturalismo, il tutto illuminato dall’asettica luce della scienza economica, è invece tutt’altro, ossia uno psicodramma religioso a fosche tinte dell’Occidente cristiano.

Ed è evidente il perché gli Stati Uniti d’America guidino tale psicodramma: non bisogna mai dimenticare che i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani, una fazione estremista dei protestanti inglesi. Il Giorno del Ringraziamento, una delle più importanti festività statunitensi, non è altro che la ricorrenza di un festeggiamento dei Padri Pellegrini avvenuto nel 1621 a Plymouth, nel Massachusetts.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Uscire da Matrix non sarà né facile né indolore.

E sbagliano completamente coloro che pensano si tratti solo di uscire dall’euro.

Ci vorrà un cambiamento ben più grande, ben più radicale.

Come ho scritto qui:

“Ridurre tutto ciò a materia economica è semplicemente ridicolo: il fallimento dell’euro è solo un epifenomeno, un piccolo particolare del quadro.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/10/il-compromesso-tra-forza-e-caritas/

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Ecco perché le sinistre europee vogliono l’euro

23 marzo 2014

Nel post precedente ho esposto la teoria unificata delle ideologie antistato.

Tale teoria ci permette di spiegare facilmente ciò che nessuno riesce a spiegare: il perché le sinistre europee (compresa quella italiana) siano totalmente e incondizionatamente a favore dell’euro, il quale, come tutti ormai hanno capito, impoverisce il popolo.

L’euro altro non è che il mezzo per eliminare gli Stati europei ed è questo l’obiettivo supremo delle sinistre europee.

Sull’euro come mezzo per eliminare gli Stati europei, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.

Per approfondire la teoria marx-engelsiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

L’obiettivo di tutte le ideologie antistato è quello, ovviamente, di eliminare lo Stato, non quello di eliminare la povertà.

Noi ci meravigliamo che la sinistra sia a favore dell’impoverimento del popolo, perché non facciamo mente locale sul fatto che il suo vero obiettivo non è quello di eliminare la povertà, bensì quello di eliminare lo Stato.

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La teoria unificata delle ideologie antistato

20 marzo 2014

Per capire cos’è lo Stato e cosa sono le ideologie antistato è fondamentale questo passo di Norberto Bobbio:

“E se lo Stato fosse un male e per di più non necessario? La risposta affermativa a questa domanda ha dato vita alle varie teorie della fine dello Stato. Occorre premettere che in tutte queste teorie lo Stato è inteso sempre come il detentore del monopolio della forza e quindi come la potenza che, unica su un determinato territorio, ha i mezzi per costringere i reprobi e i recalcitranti anche ricorrendo in ultima istanza alla coazione. Pertanto fine dello Stato vuol dire nascita di una società che può sopravvivere e prosperare senza bisogno di un apparato di coercizione…

…La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana…”

(Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 122-123).

Egli però non fornisce alcuna ipotesi sulla genesi delle ideologie antistato, si limita alla spiegazione di cosa esse siano e al loro elenco.

Nel mio saggio di scienza politica, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, ho diviso le ideologie antistato in due classi:

1) le ideologie antistato di tipo religioso (l’ideologia cristiana)

2) le ideologie antistato di tipo filosofico (l’ideologia anarchica, quella comunista, quella europeista e quella multiculturalista)

Nello stesso saggio, comunque, arrivo alla conclusione (pag. 38) che “le ideologie antistato di tipo filosofico hanno anch’esse una matrice inconfondibilmente religiosa” (ossia cristiana).

Più recentemente, ho elaborato il mio pensiero qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/10/il-compromesso-tra-forza-e-caritas/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Le ideologie antistato hanno la loro origine nel Cristianesimo, dato che questa religione nacque proprio in antitesi allo Stato romano.

Ho formulato una teoria del Cristianesimo (dal punto di vista della sociologia della religione) nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo.

Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato dell’ideologia cristiana, esse non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio del Cristianesimo.

Anche l’internazionalismo di David Rockefeller è da includere nelle ideologie antistato di tipo filosofico.

Tutte le ideologie antistato di tipo filosofico sono interpretabili come esempi di millenarismo (o chiliasmo), che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo.

Questa interpretazione delle ideologie antistato può essere definita come teoria unificata delle ideologie antistato.

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L’Occidente è accecato dall’ideologia antistato

19 marzo 2014

Sulla questione della legittimità o meno del referendum in Crimea si stanno versando fiumi di bit.

Vedi per esempio qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/17/crimea-il-referendum-e-legittimo/915450/

e qui:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/fabius-russia-sospesa-partecipazione-g8-1002624.html

Eppure nessuno, mi sembra, vuole oggi ricordare (come ho fatto io in un post precedente) che già Woodrow Wilson, circa cento anni fa, enfatizzò in teoria il principio di autodeterminazione dei popoli, mentre poi nella pratica fece ciò gli sembrava più conveniente per la sua parte politica (per giunta sbagliando in modo clamoroso).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/07/la-buffonata-del-principio-di-autodeterminazione-dei-popoli/

É superfluo quindi parlare del caso del Kosovo, nel quale l’Occidente ha recentemente sostenuto ciò che invece condanna oggi nel caso della Crimea.

Vedi qui:

http://italian.ruvr.ru/2014_03_10/Doppi-standard-strumento-preferito-dell-Occidente-3003/

Già Wilson, agli inizi del Novecento, violò il principio di autodeterminazione dei popoli con Danzica e con Fiume.

Quindi non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Certo la Russia (che è una grande potenza economica e nucleare) non è la Serbia, quindi all’Occidente non sembra prudente comportarsi nel caso della Crimea come si è comportato nel caso del Kosovo, ossia intervenire militarmente.

E qui veniamo al punto nodale della situazione: il diritto si basa sulla forza.

Come scrisse genialmente Thomas Hobbes: “E patti senza la spada non sono che parole…”.

Quindi lasciamo perdere la retorica del diritto internazionale e ragioniamo su ciò che conta davvero: i rapporti di forza.

I rapporti di forza stanno così: la Russia ovviamente non vuole essere derubata della propria sfera di influenza dall’Occidente e siccome è una grande potenza ha il potere di opporsi.

Putin l’ha detto chiaramente nel suo discorso di ieri:

“For all the internal processes within the organisation, NATO remains a military alliance, and we are against having a military alliance making itself at home right in our backyard or in our historic territory [il corsivo è mio].”

http://eng.kremlin.ru/transcripts/6889

Insomma, Putin ha detto in sostanza: giù le mani dalla “nostra casa” e dal “nostro territorio storico”.

Ma Obama e la Merkel questo non lo sapevano, non conoscevano i relativi rapporti di forza?

Lo sapevano di certo, solo che sono accecati dal millenarismo cristiano che li guida: Dio vuole che eliminiamo lo Stato. Quindi bisogna attaccare la Russia, che è refrattaria a tale disegno divino. Perché Dio è con noi.

È assolutamente evidente che di tutto ciò non c’è consapevolezza, basta leggere questo post di Enrico Mentana di oggi, intitolato Crimea no, Kosovo sì: volete sapere perché non trattiamo tutti come trattiamo l’Ucraina?:

“…Si torna a parlare di guerra fredda. Eppure nel mondo attuale non c’è più la discriminante dell’ideologia [il corsivo è mio], né la divisione in blocchi coagulati secondo sistemi contrapposti, democrazia contro comunismo, economia di mercato contro capitalismo di Stato…”

http://stazionediposta.vanityfair.it/2014/03/19/crimea-no-kosovo-si-volete-sapere-perche-non-trattiamo-tutti-come-trattiamo-lucraina/

Non c’è più la discriminante dell’ideologia???

La crisi dell’Ucraina ha una causa soltanto ideologica. Da una parte c’è l’ideologia antistato che guida attualmente l’Occidente (l’internazionalismo di David Rockefeller, l’europeismo e il multiculturalismo), dall’altra c’è la naturale e giusta volontà della Russia di avere uno Stato.

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Gli americani vorrebbero Putin come Presidente USA

18 marzo 2014

Putin si è mostrato così vincente nella crisi dell’Ucraina e della Crimea, che gli americani lo preferiscono ad Obama.

Infatti Panorama scrive oggi:

“E non è un caso che molti americani vorrebbero a capo della Casa Bianca proprio lo zar di Mosca. Il quotidiano conservatore con sede a Washington The Daily Caller ha proposto un curioso sondaggio ai suoi lettori, chiedendo loro chi vorrebbero come presidente , se Putin oppure Obama. Si può votare online e al momento Vladimir batte Barack 56 (per cento) a 44. La rilevazione fa il paio con quella diffusa da YouGov a settembre del 2013, subito dopo la conclusione della fase estiva della crisi siriana. Allora le statistiche erano persino più impietose nei confronti del presidente americano.”

http://news.panorama.it/esteri/Crimea-Putin-Obama-Ucraina-indipendenza

Il link per il sondaggio è:

http://dailycaller.com/2014/03/06/urgent-news-poll-who-would-make-a-better-president-obama-or-putin/

Appare evidente che nell’era di internet e dell’informazione totale il potere della propaganda funziona male, non è più quello di una volta.

Così esso cede il passo al potere della forza fisica e al potere economico.

Che in questa vicenda Putin ha molto di più dell’Occidente.

Infatti, come ho riportato in post precedenti, contro la Russia è oggi impossibile ricorrere alla forza o alle ritorsioni economiche, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Così le sanzioni dell’Unione Europea contro 21 personalità della Russia e della Crimea sono una chiara espressione del delirio in cui vive attualmente l’Occidente:

“Sono 21 le persone inserite nella lista delle sanzioni decise dall’Unione europea contro «alcuni politici e alcuni militari» di Russia e Crimea. Lo riportano fonti diplomatiche europee, specificando che delle 21 personalità, 13 sono russe, 8 della Crimea. Il primo nome in lista è quello dell’autoproclamato premier della Crimea Sergei Aksyonov.”

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/

sanzioni_crimea_referendum_unione_europea_mosca

/notizie/578468.shtml

L’Occidentale scrive oggi:

“Credere che davvero colpire con delle restrizioni 21 abitanti di un Paese che ne conta 150 milioni abbia qualche effetto deterrente vuol dire vivere in un mondo tanto fantastico quanto umiliante. Per l’occidente.”

http://www.loccidentale.it/node/130951

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Con l’Ucraina l’Occidente ha gettato la maschera

18 marzo 2014

Con la vicenda dell”Ucraina è accaduto un fatto nuovo: l’Occidente è passato platealmente dalla parte del torto, per il semplice e incontrovertibile motivo che il Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych era stato eletto con libere e democratiche elezioni, sulle quali nessuno a suo tempo aveva avuto nulla da ridire.

Ciò è sottolineato da fonti molto differenti fra loro.

Ecco cosa scrive giustamente Giulietto Chiesa:

“D’ora in poi dobbiamo sapere che non c’è più difesa legale contro l’eversione organizzata dall’esterno contro un qualsiasi paese. Valga come lezione. Dunque, riassumendo: se una massa di scontenti (giustificatamente) assalta i palazzi del potere di un qualsiasi paese, li brucia e li conquista, deve essere esaltata e lodata.

Questo è quanto è avvenuto nei giorni scorsi a Kiev, Ucraina. L’Occidente, unanime, ha esaltato un colpo di Stato violento e sanguinoso, cercando di dipingere un presidente regolarmente eletto come un “dittatore”, magari anche “sanguinario”. Ma questo non cambia il quadro, sia di fronte alla storia, che alla cronaca.

Da questo momento in avanti dobbiamo tutti sapere che non c’è più alcuna difesa legale contro l’eversione organizzata dall’esterno contro un qualsiasi paese. Valga come lezione per tutti.”

http://www.ticinolive.ch/2014/03/11/crisi-ucraina-unopinione-da-sinistra/

Ed ecco cosa scrive giustamente Massimo Fini:

“Sappiamo che la storia dell’Ucraina è particolare. Nondimeno la cacciata con la violenza delle armi del presidente Yanukovich, di cui è stata richiesta anche l’incriminazione davanti al Tribunale internazionale dell’Aja, pone delle importanti questioni di principio. Finora per le democrazie occidentali era pacifico che una rivolta armata della popolazione fosse legittima quando era contro un dittatore, come è avvenuto in Tunisia con Ben Alì, in Egitto con Mubarak, in Libia con Gheddafi (anche se, per la verità, in questo caso più che il popolo furono i missili francesi a cacciare il rais di Tripoli). Ma Yanukovich era arrivato al potere democraticamente nel 2010 col 51,8% dei voti, in elezioni che erano state considerate regolari anche da quell’Occidente che deve sempre ficcare il naso dappertutto. Eppure in Ucraina l’Occidente si è schierato dalla parte della piazza e di una rivolta armata estremamente violenta (quando si sequestrano una sessantina di poliziotti si è fuori da qualsiasi manifestazione, per quanto dura, espressa democraticamente) e contro il presidente che aveva dalla sua il suffragio della maggioranza e che ha reagito con altrettale, e forse anche maggiore, violenza. Finchè Yanukovich, sotto le pressioni della piazza e dell’Occidente, è stato costretto a fuggire.

Ebbene se vale in principio affermato dall’Occidente in Ucraina, e cioè che anche un regime democraticamente eletto può essere legittimamente rovesciato con la violenza, non si vede perchè non possa essere applicato anche in Italia.”

http://www.massimofini.it/articoli/da-yanukovich-a-grillo

Il punto è che con l’Ucraina l’Occidente ha gettato la maschera.

Infatti esso è attualmente guidato dal folle progetto internazionalista di David Rockefeller, di cui ho scritto più volte nei post precedenti, progetto il quale, fra l’altro, ha prodotto il disastro europeo.

Questo progetto internazionalista è un’ideologia antistato, che non si fermerà davanti a niente per cercare di conseguire il suo scopo: eliminare dalla faccia della terra lo Stato.

Ecco perché l’Occidente deve attaccare prima la Russia e poi la Cina: esse sono le uniche grandi potenze che possano ostacolarlo nel suo folle progetto di eliminazione dello Stato.

Inoltre occorre sottolineare due aspetti dell’internazionalismo di David Rockefeller:

1) esso non è un complotto, in quanto non si tratta di un segreto, basta leggere l’autobiografia di David Rockefeller (David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003), disponibile anche su Amazon, e andare sul sito del Gruppo Bilderberg:

http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

La segretezza è un elemento necessario del “complotto”, vedi le seguenti definizioni della Treccani:

complòtto s. m. [dal fr. complot, di etimo incerto]. – Cospirazione, congiura, intrigo ai danni delle autorità costituite o (meno com., e solo in senso estens. e fig.) di persone private…”

http://www.treccani.it/vocabolario/complotto/

cospirazióne s. f. [dal lat. conspiratio -onis, der. di conspirare «cospirare»]. – 1. Unione segreta di più persone che s’accordano per conseguire uno scopo comune, per lo più di natura sovversiva, contro lo stato, le sue istituzioni, o in genere contro chi detiene il potere…”

http://www.treccani.it/vocabolario/tag/cospirazione/

congiura s. f. [der. di congiurare]. – Patto segreto, e per lo più confermato da giuramento, fra persone che s’accordano a rovesciare l’ordinamento di uno stato e chi lo rappresenta…”

http://www.treccani.it/vocabolario/tag/congiura/

2) esso è l’ennesimo esempio di millenarismo cristiano, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

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Dalla Svizzera

15 marzo 2014

Leggo sul Ticino live – Quotidiano della Svizzera italiana, un articolo di Gianfranco Soldati dell’11 marzo 2014, intitolato Vassalli discreti e fedeli (degli USA):

“…Gli USA sono e vogliono restare potenza mondiale egemone. Zbigniew Brzezinski, segretario di Stato di Jimmy Carter e poi segretario di stato dietro le quinte (alla “cardinale Richelieu”, per farmi capire) di tutti i successori, Obama compreso, ha avuto l’impudenza, che è il colmo della prepotenza, di metterlo nero su bianco. Obama, ridicolizzato da un premio Nobel della Pace che i vegliardi obnubilati di Oslo gli hanno probabilmente attribuito tra una pausa e l’altra dei festeggiamenti del Carnevale, Obama, dicevo, dopo aver tracciato in Siria la linea rossa per il presunto (ma mai dimostrato) impiego di gas nervini da parte di Assad, non ha avuto il coraggio di compiere il passo successivo, più volte proclamato a parole, ma mai portato ad esecuzione con i fatti. Si è attirato così aspre critiche pubbliche da parte dell’ex segretario di Stato Brzezinski, grande ideologo di un’aggressiva politica di egemonia il cui fine giustificherebbe tutti i mezzi.

Chi può o potrebbe far ombra agli USA nei loro piani egemonici? Due stati, e solo due. Uno è la Russia, gigante gigantesco, ma purtroppo, o per fortuna, secondo i punti di vista, con piedi di argilla. Difficile da radere al suolo, ma sempre smantellabile, per le molte etnie e nazionalità che ingloba sul suo sconfinato territorio. L’altro è la Cina, guidata con pugno di ferro in guanti di acciaio, pure sconfinata per estensione territoriale, dotata finalmente, grazie all’ingenua esportazione, da parte di troppi industriali occidentali incapaci di perseguire qualcosa che non sia il profitto, di know how tecnologico indispensabile alla formazione di un esercito all’altezza dei compiti assegnati. Non essendo in grado, al momento, di attaccarli direttamente, gli USA stanno mettendo in atto una strategia volta ad isolarli completamente. Accade già in Giappone, con diatribe pretestuose sul possesso di isolette disabitate e creazione di strutture economiche interstatali. Accade in Africa, dove la Cina ha installato varie teste di ponte per garantirsi le materie prime di cui non dispone e accade adesso in Ucraina, dove si strumentalizza una spietata lotta fratricida tra filoeuropeisti e filorussi per sottrarre dalla sfera di influenza di Mosca uno stato filorusso per necessità materiali e geografiche.”

http://www.ticinolive.ch/2014/03/11/vassalli-discreti-e-fedeli-degli-usa-di-gianfranco-soldati/

Sono ampiamente d’accordo con quanto scrive Gianfranco Soldati, ne avevo già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Ho sempre ammirato la Svizzera, della cui peculiarità ho scritto più volte, nei miei due saggi di scienza politica e nei miei post, per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

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