L’internazionalismo di David Rockefeller sarà fermato dalla Russia e dalla Cina

Ormai la vicenda dell’Ucraina ha provato nei fatti che l’internazionalismo di David Rockefeller, l’ideologia irrazionale che guida attualmente l’Occidente (vedi i miei post precedenti), fallirà miseramente per l’opposizione del resto del mondo, Russia e Cina in testa.

Questi due paesi sono grandi potenze sia economiche che nucleari e quindi non possono essere trattate dall’Occidente impazzito allo stesso modo della Libia, dell’Iraq e dell’Afghanistan.

L’internazionalismo di David Rockefeller, questa demenziale ideologia antistato, che alla Merkel e ad Obama appare, rispettivamente, come la realtà e come il lato giusto della storia, e che ha rovinato l’Occidente stesso producendo il disastro europeo, non sarà mai accettato dal resto del mondo, come avevo scritto in un mio post del 27 gennaio 2014, intitolato Quale sarà il futuro dell’Occidente?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

La Russia infatti ha già vinto nella vicenda dell’Ucraina, dato che a detta di tutti è impensabile il ricorso alla forza da parte degli USA e della NATO.

Vediamo cosa scrive Paolo Soldini nel suo articolo pubblicato il 5 marzo sull’Unità, intitolato significativamente Ucraina: per fermare Mosca Occidente senza cartucce:

“Primo punto: è impensabile (almeno per ora) qualsiasi ipotesi di reazione militare. Il massimo che si poteva fare è stato già fatto, ed è la cessazione della collaborazione tra gli stati maggiori tra la Russia e gli Usa e la Nato. Aiuti in armi al governo attuale dell’Ucraina sono impensabili e ancor meno lo è l’ipotesi di un dispiegamento dimostrativo di navi occidentali nel Mar Nero. Neppure i falchi più falchi di Washington l’hanno, finora, proposto [il corsivo è mio].”

E le ritorsioni economiche sono altrettanto impossibili:

“Sanzioni economiche, allora? Certo, misure di carattere commerciale e finanziario potrebbero essere decise rapidamente. Ma presentano il considerevole svantaggio che esistono anche le contro-contromisure. La Russia è un mercato imprescindibile per le economie industriali di tutti i grandi paesi dell’Unione (e in parte anche degli Usa e del Canada), ma, soprattutto, ha in mano un’arma formidabile: le forniture di gas. Se i russi chiudessero i rubinetti, Germania e Italia si troverebbero con un buco energetico superiore a un terzo del loro fabbisogno, ma soffrirebbe tutta l’Europa, soprattutto quella dell’Est ancora più dipendente. Solo per gli Usa (le cui forniture dalla Russia non superano il 2%) il danno sarebbe limitato.

Qualche chance in più di funzionare potrebbero avere sanzioni mirate a determinati interessi economici, in particolare quelli dell’élite di oligarchi della corte di Putin. Ma gli interessi di quegli ambienti sono troppo intrecciati con quelli di potenti lobbies occidentali perché se ne faccia davvero qualcosa.”

http://www.unita.it/mondo/ucraina-per-fermare-mosca-br-occidente-senza-cartucce-1.555543

Leggiamo l’articolo di Carlo Jean intitolato Ucraina, così Putin ha messo spalle al muro l’Occidente e pubblicato il 3 marzo su Formiche:

L’Occidente è diviso e impotente. Europa e Usa sono su posizioni diverse. Nessuno comunque vuole combattere per l’Ucraina né accettare lo scoppio di una nuova guerra fredda in Europa. L’annuncio di non partecipare al G-8 di Sochi e anche la minaccia di espellere la Russia è quasi ridicola. La Russia farebbe comunque parte del Consiglio di Sicurezza, del gruppo dei Bric e del G-20.
Nel lungo colloquio di sabato scorso con Putin, Obama ha parlato di “gravi conseguenze” per lo status internazionale della Russia, se non ritirasse le truppe dalla Crimea. Sono chiacchiere. Gli avvertimenti di Obama non hanno di certo turbato Putin. Anzi, gli hanno dimostrato che il suo calcolo strategico era corretto [il corsivo è mio].”

E ancora:

“Come evitare che Putin ceda alla tentazione di strafare, continuando a intervenire militarmente come in Georgia nel 2008 e oggi in Crimea, per limitare gli effetti di quello che chiama “il peggior disastro geopolitico del XX secolo”, cioè il collasso e la frammentazione dell’Urss? Quali armi economiche e militari ha l’Occidente nelle sue mani?
L’Occidente, sia europeo sia americano, non esce bene dalla vicenda. Gli Usa e il Regno Unito hanno tradito le promesse fatte all’Ucraina. Si erano impegnati con il Memorandum di Budapest del gennaio 1994 – firmato anche da Eltsin e ufficializzato poi all’Osce di Vienna – “a rispettare l’indipendenza e la sovranità ucraina negli attuali confini”, in cambio della consegna alla Russia da parte dell’Ucraina delle armi nucleari ex-sovietiche rimaste in Ucraina. Ma l’Occidente ha fatto una brutta figura anche con le ripetute visite a Kiev dei suoi ministri degli esteri, che – come se nulla fosse – hanno “festosamente” incontrato anche esponenti del partito ultranazionalista Svoboda, che, nelle piazze di Kiev, inneggiava a Stefan Bandera, il capo nazista ucraino nel secondo conflitto mondiale. Hanno pensato di “giocare pesante” senza avere la volontà e la forza d’intervenire. Non sarà facile farlo. L’Occidente è impotente e imbelle [il corsivo è mio].”

E ancora:

“Ma Putin ha altre armi. Le giocherà con la solita maestria. Sono il debito di 35-40 mld di dollari che l’Ucraina dovrebbe pagare entro due anni; il prezzo del gas; i diritti di dogana nei riguardi delle importazioni dall’Ucraina. Con tali strumenti può far fallire l’intero Paese. Ha il coltello dalla parte del manico, anche perché la sua capacità strategica è nettamente superiore a quella di Obama [il corsivo è mio].”

http://www.formiche.net/2014/03/03/ucraina-cosi-putin-ha-messo-spalle-al-muro-loccidente/

La posizione della Cina, inoltre, è quella di appoggiare la Russia (anche se Pechino vuole mantenere un basso profilo sulla vicenda ucraina).

Dall’articolo di Enrico Iacovizzi del 4 marzo intitolato Ucraina: la Cina sostiene l’azzardo di Putin e pubblicato da Europae:

“Nel clima di incertezza delle ultimissime settimane, il Comitato centrale del Partito Comunista ha dunque reso noto, tramite il Quotidiano del Popolo, che “è tempo per le potenze occidentali di abbandonare la loro mentalità da guerra fredda e smettere di cercare di escludere la Russia da una crisi politica che non sono stati in grado di mediare”, sostenendo inoltre che “il Cremlino è un tassello che non può mancare in questo puzzle politico”. Inoltre, l’agenzia di stampa Reuters riporta che in una telefonata tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi, i due si sono trovati d’accordo sulla necessità di “gestire in maniera appropriata” la questione.”

E ancora:

“La Cina si sta dunque mostrando un attore acuto e attento a non correre rischi inutili, proponendosi come un Paese responsabile che invita tutte le parti in causa a “trovare una soluzione pacifica basata sul rispetto del diritto internazionale”. Lo sta facendo da un lato colpendo il fianco scoperto dell’inconsistenza dell’azione europea e delle ritorsioni diplomatiche statunitensi, dall’altro approfittando della rude Realpolitik moscovita, a propri uso e consumo futuri.”

http://www.rivistaeuropae.eu/esteri/esterni/ucraina-la-cina-sostiene-lazzardo-di-putin/

Vedi anche l’articolo di Max Ferrari Ucraina: Russia e Cina ancor più vicine, pubblicato l’8 marzo su Qelsi:

“Ascoltare “esperti” che raccontano che Mosca è isolata a causa delle sue posizioni sull’Ucraina fa un po’ ridere: per chi non lo sapesse la Russia condivide quasi 5000 chilometri di confine con la Cina che ha quasi un miliardo e mezzo di abitanti, l’economia più forte del globo e che ha fatto chiaramente sapere che sull’Ucraina comprende la posizione russa e non ha nessuna intenzione di seguire l’Occidente sulla via delle rappresaglie e delle sanzioni antirusse…

…Così, mentre l’Europa apre a sud e chiude a oriente, Putin ha capito da un pezzo che la Cina è ormai pronta ad essere protagonista anche in politica estera e l’affiatamento sino-russo, già buono e consolidato da un crescente interscambio fondato su energia, materie prime e tecnologia è diventato addirittura ottimo con l’avvento alla presidenza cinese di Xi Jinping, che per autorevolezza e decisionismo assomiglia parecchio al suo collega russo.”

http://www.qelsi.it/2014/ucraina-russia-e-cina-ancor-piu-vicine/

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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