L’Occidente è accecato dall’ideologia antistato

Sulla questione della legittimità o meno del referendum in Crimea si stanno versando fiumi di bit.

Vedi per esempio qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/17/crimea-il-referendum-e-legittimo/915450/

e qui:

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/fabius-russia-sospesa-partecipazione-g8-1002624.html

Eppure nessuno, mi sembra, vuole oggi ricordare (come ho fatto io in un post precedente) che già Woodrow Wilson, circa cento anni fa, enfatizzò in teoria il principio di autodeterminazione dei popoli, mentre poi nella pratica fece ciò gli sembrava più conveniente per la sua parte politica (per giunta sbagliando in modo clamoroso).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/07/la-buffonata-del-principio-di-autodeterminazione-dei-popoli/

É superfluo quindi parlare del caso del Kosovo, nel quale l’Occidente ha recentemente sostenuto ciò che invece condanna oggi nel caso della Crimea.

Vedi qui:

http://italian.ruvr.ru/2014_03_10/Doppi-standard-strumento-preferito-dell-Occidente-3003/

Già Wilson, agli inizi del Novecento, violò il principio di autodeterminazione dei popoli con Danzica e con Fiume.

Quindi non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Certo la Russia (che è una grande potenza economica e nucleare) non è la Serbia, quindi all’Occidente non sembra prudente comportarsi nel caso della Crimea come si è comportato nel caso del Kosovo, ossia intervenire militarmente.

E qui veniamo al punto nodale della situazione: il diritto si basa sulla forza.

Come scrisse genialmente Thomas Hobbes: “E patti senza la spada non sono che parole…”.

Quindi lasciamo perdere la retorica del diritto internazionale e ragioniamo su ciò che conta davvero: i rapporti di forza.

I rapporti di forza stanno così: la Russia ovviamente non vuole essere derubata della propria sfera di influenza dall’Occidente e siccome è una grande potenza ha il potere di opporsi.

Putin l’ha detto chiaramente nel suo discorso di ieri:

“For all the internal processes within the organisation, NATO remains a military alliance, and we are against having a military alliance making itself at home right in our backyard or in our historic territory [il corsivo è mio].”

http://eng.kremlin.ru/transcripts/6889

Insomma, Putin ha detto in sostanza: giù le mani dalla “nostra casa” e dal “nostro territorio storico”.

Ma Obama e la Merkel questo non lo sapevano, non conoscevano i relativi rapporti di forza?

Lo sapevano di certo, solo che sono accecati dal millenarismo cristiano che li guida: Dio vuole che eliminiamo lo Stato. Quindi bisogna attaccare la Russia, che è refrattaria a tale disegno divino. Perché Dio è con noi.

È assolutamente evidente che di tutto ciò non c’è consapevolezza, basta leggere questo post di Enrico Mentana di oggi, intitolato Crimea no, Kosovo sì: volete sapere perché non trattiamo tutti come trattiamo l’Ucraina?:

“…Si torna a parlare di guerra fredda. Eppure nel mondo attuale non c’è più la discriminante dell’ideologia [il corsivo è mio], né la divisione in blocchi coagulati secondo sistemi contrapposti, democrazia contro comunismo, economia di mercato contro capitalismo di Stato…”

http://stazionediposta.vanityfair.it/2014/03/19/crimea-no-kosovo-si-volete-sapere-perche-non-trattiamo-tutti-come-trattiamo-lucraina/

Non c’è più la discriminante dell’ideologia???

La crisi dell’Ucraina ha una causa soltanto ideologica. Da una parte c’è l’ideologia antistato che guida attualmente l’Occidente (l’internazionalismo di David Rockefeller, l’europeismo e il multiculturalismo), dall’altra c’è la naturale e giusta volontà della Russia di avere uno Stato.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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