Archive for settembre 2014

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

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Il relativismo culturale non è di per sé contro lo Stato

29 settembre 2014

Leggo l’intervista di Vittorio Pesato a Magdi Cristiano Allam, pubblicata il 1 settembre 2014 sul sito posizione.org e intitolata Magdi Cristiano Allam:” Il conflitto e’ gia’ in Europa”:

“La sinistra, dopo il fallimento del comunismo, ha individuato l’alternativa nell’europeismo che, al pari del comunismo, opera per la fine degli stati nazionali e la concentrazione del potere nelle mani di una cupola che oggi è rappresentata dai poteri finanziari ed economici. In questo contesto il relativismo valoriale e religioso è lo strumento necessario per sradicare le identità nazionali e locali, e il buonismo è l’atteggiamento culturale che ci porta a farci auto-invadere e a scegliere il suicidio della nostra civiltà.”

http://www.posizione.org/index.php/component/content/article/3-notizie-flash/813-magdi-cristiano-allamq-il-conflitto-e-gia-in-europaq

Vedo con piacere che Allam esprime qui un concetto di cui ho più volte scritto in passato: la sinistra è incondizionatamente a favore dell’euro, perché così può attuare lo stesso obiettivo finale del comunismo, cioè l’eliminazione dello Stato.

Come ho scritto in un post precedente:

“Così coloro che in passato erano fanaticamente comunisti, adesso sono diventati fanaticamente europeisti, dato che il comunismo è fallito alla fine del secolo scorso e quindi si è rivelato incapace di attuare l’eliminazione dello Stato come previsto dalla teoria marx-engelsiana.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/23/ecco-perche-le-sinistre-europee-vogliono-leuro/

In altre parole, come ho più volte scritto, il comunismo e l’europeismo sono due ideologie antistato (come pure l’anarchismo, il multiculturalismo e l’internazionalismo di David Rockefeller).

Vedo anche però che Allam, senza fare le necessarie distinzioni, parla negativamente del relativismo culturale, di cui ho scritto nei miei due ultimi post.

Devo quindi precisare che il relativismo culturale è un concetto scientifico (di queste due scienze sociali: antropologia culturale e sociologia), ma è ovvio che esso va usato in modo corretto, altrimenti diventa un errore e se ne può parlare solo negativamente.

La ragione è universale, mentre i costumi non lo sono, e perciò i nostri costumi non possono essere imposti a tutte le culture del pianeta (invece la ragione, essendo universale, si impone da sé).

In questo senso il relativismo culturale è essenziale, perché ci fa capire come dobbiamo comportarci nei rapporti tra Stati.

Per esempio non possiamo imporre all’Islam la democrazia, perché essa non fa parte dei costumi islamici.

Ed eliminare con la forza le autocrazie dei popoli islamici, come hanno voluto fare stupidamente ed ostinatamente gli americani (sia i repubblicani, con George W. Bush, sia i democratici, con Obama), ha causato niente altro che la nascita dell’ISIS, ossia proprio ciò che si voleva debellare: un Islam ostile e bellicoso.

Per quanto riguarda la legge di uno Stato, invece, non ci può essere alcun relativismo culturale: nel territorio di uno Stato deve valere una sola legge, una legge uguale per tutti, altrimenti si accetta il multiculturalismo, che è un’ideologia antistato.

Lo Stato non può essere multiculturale, in quanto la sua funzione è quella di creare per un determinata comunità un solo centro di comando.

Come ho scritto in un post precedente:

“Lo Stato consiste in questo: nel porre sotto un solo centro di comando (che può essere costituito da un uomo o da più uomini) il potere della forza fisica di tutti i membri di una comunità, perché solo così si può assicurare, per quanto riguarda l’esercito, la coordinazione e la strategia e, per quanto riguarda la legge, la terzietà e l’imparzialità.”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/03/siamo-in-mezzo-a-un-conflitto-mondiale-ma-nessuno-ne-parla/

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Un paradosso americano

21 settembre 2014

Leggo su Sociologia di Ian Robertson:

“Le culture sono diverse l’una dall’altra, e gli esseri umani passano tutta la vita all’interno della cultura nella quale sono nati. Non conoscendo altri modi di vita, considerano le proprie norme e i propri valori una necessità e non una possibilità…

…Per questo motivo gli individui di ogni società sono affetti da una certa misura di etnocentrismo, cioè dalla tendenza a giudicare le altre culture secondo i criteri specifici della propria. Dovunque le persone sono pronte a dare per scontato che la loro moralità, le loro forme di matrimonio, il loro tipo di vestiario o le loro concezioni della bellezza sono giusti e naturali, che sono i migliori possibili. Ecco qualche esempio di modo di vedere etnocentrico. Le nostre donne portano gli orecchini e si cospargono il volto di cosmetici perché così accrescono la loro bellezza; le donne di altre società si mettono degli ossicini nel naso e si tatuano il volto perché non riescono a capire, nella loro ignoranza, quanto ciò le renda brutte. Noi non mangiamo né gatti né vermi perché sarebbe una cosa crudele o disgustosa; in altre società non si mangia carne di manzo né si beve latte per via di insensati tabù alimentari. Noi copriamo le parti intime del corpo perché siamo dignitosi e civilizzati, in altre società vanno in giro nudi perché sono ignoranti e privi di ogni pudore. Le nostre prodi truppe conseguono vittorie gloriose sul nemico; le orde fanatiche di altre società perpetrano massacri sanguinosi di cui noi siamo le vittime. Le nostre pratiche sessuali sono morali e decenti, quelle degli altri sono primitive o perverse. La nostra religione è la vera fede, la loro è superstizione pagana.”

(Ian Robertson, Sociologia, Zanichelli, Bologna, 1988, pagg. 68-69, traduzione italiana di Sociology, 2nd ed., Worth Publishers, New York, 1981)

Si potrebbe aggiungere (vedi post precedente): la nostra forma di governo, la democrazia, è la migliore in assoluto, la forma di governo di altre società, l’autocrazia, è primitiva e malvagia; noi accettiamo socialmente l’omosessualità perché ciò è giusto e naturale, altre società non l’accettano per via di vecchi e insensati tabù.

Insomma, gli ultimi due Presidenti degli Stati Uniti d’America, George W. Bush e Obama, sono definibili come “ignoranti”, perché hanno ignorato (George W. Bush, che voleva esportare a suon di bombe la democrazia in Afghanistan e in Iraq) e ignorano al presente (Obama) i principi elementari della antropologia culturale e della sociologia.

Non esistono negli Stati Uniti d’America corsi universitari di antropologia culturale o di sociologia?

Certo che esistono, anzi Ian Robertson scrive:

“In questo secolo [il Novecento] il maggior sviluppo della sociologia è avvenuto negli Stati Uniti, dove la disciplina ha radici più profonde che in qualsiasi altro paese.”

(ibid., pag. 16)

Per quanto riguarda l’antropologia culturale, è nota la fondamentale importanza degli autori statunitensi nello sviluppo e nella nascita stessa di questa scienza sociale (mentre la sociologia è nata in Europa).

Ma, a parte gli eccessi degli ultimi due Presidenti, gli Stati Uniti d’America hanno da sempre la pretesa di incarnare la verità e l’idea di essere moralmente obbligati a trasmetterla al resto del mondo: un etnocentrismo all’ennesima potenza.

Un etnocentrismo che è del resto il concetto che sta alla base dell’internazionalismo di David Rockefeller. Questo etnocentrismo esasperato vede la sua origine nell’estremismo religioso, in quanto i Padri Pellegrini del Mayflower erano puritani, una fazione estremista dei protestanti inglesi, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Non è paradossale questo? Come hanno potuto l’antropologia culturale e la sociologia svilupparsi così tanto in un paese che ha questa ideologia?

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La differenza fra ratio e mores

15 settembre 2014

La ratio, cioè la ragione, è universale.

I mores, cioè i costumi, non sono universali.

È impossibile imporre i costumi della propria società di appartenenza all’intero genere umano e inoltre ciò produrrebbe inevitabilmente conflitti irrisolvibili, perché ogni società è tenacemente attaccata ai suoi costumi.

I costumi di una società non sono un contorno irrilevante e superfluo, bensì sono il portato di quell’intera società.

In altre parole: i costumi di una determinata società sono funzionali per essa.

Se noi li cambiamo dall’esterno, li rendiamo disfunzionali per quella determinata società.

Tutto ciò è molto ovvio ed elementare, ma attualmente l’Occidente non riesce a comprenderlo.

Anche la preferenza per una forma di governo fa parte dei costumi.

Per esempio, l’Occidente preferisce la democrazia, mentre l’Islam preferisce l’autocrazia.

La democrazia, è vero, permette la libertà politica, ma non è possibile affermare che essa è la migliore forma di governo in assoluto.

È la migliore per quanto riguarda la libertà politica, non la migliore in assoluto, in ogni tempo e in ogni luogo.

Un altro esempio di costumi è il giudizio sociale (accettazione o rifiuto) verso l’omosessualità.

Nella Grecia antica, il cosiddetto miracolo greco (dal quale l’Occidente si picca di discendere), l’omosessualità era socialmente accettata. Con l’avvento del Cristianesimo essa venne rifiutata in modo molto netto e radicale.

Attualmente nell’Occidente, soprattutto negli Stati Uniti d’America, l’omosessualità è ritornata ad essere socialmente accettata.

Ma si tratta di costumi e quindi tale accettazione sociale non può essere imposta a tutte le società del mondo, come vorrebbe fare Obama, vedi questo post di Rodolfo Casadei, intitolato Obama e l’idiozia antropologica di andare a predicare l’indifferenza sessuale agli africani:

«…Un qualunque antropologo culturale spiegherebbe agilmente che l’ostilità degli africani non semplicemente verso l’omosessualità ma, purtroppo, verso le persone degli omosessuali è il portato culturale di un ambiente dove la natura è ancora più forte degli esseri umani, che essa schiaccia periodicamente con epidemie, siccità e guerre per le scarse risorse funzionali alla sopravvivenza. Laddove la semplice sopravvivenza umana è minacciata dalla cieca violenza della natura, dovrebbe essere ovvio che i valori culturali non possono comprendere l’accettazione dell’omosessualità, luogo di rapporti sessuali per definizione infecondi [il corsivo è mio]…

…Quel po’ di coesione che la società africana può ancora vantare oggi, dopo due secoli di modernizzazione contraddittoria, è basata sul principio che ogni essere umano è parte di una corrente vitale che è stata iniziata dagli antenati, e ha il dovere di alimentarla trasmettendo a sua volta la vita attraverso l’unione fra uomo e donna; la poligamia è funzionale all’allargamento maggiore possibile della corrente vitale in questione. Immaginare che gli africani approvino un modello familiare intrinsecamente sterile [il corsivo è mio], che diventa fecondo solo attraverso marchingegni come la fecondazione assistita eterologa e gli uteri in affitto, grazie ai quali si mettono al mondo figli che non appartengono alla corrente vitale dei genitori ufficiali, ma a quella degli sconosciuti che hanno messo a disposizione il loro seme, è una vera idiozia antropologica. Di cui solo giudici liberal e un capo di Stato americano che di africano ha solo il colore della pelle potrebbero essere capaci.»

http://www.tempi.it/blog/obama-africa-senegal-predica-indifferenza-sessuale-idiozia-antropologica

È molto singolare che su Tempi, fondato e diretto da Luigi Amicone, il quale appartiene all’area di Comunione e Liberazione, si faccia (correttamente) del relativismo culturale, mentre Obama, un professore della University of Chicago (fondata da John D. Rockefeller), una delle università più importanti del mondo, si comporti da ignorante in materia di antropologia culturale e di sociologia e ritenga che i costumi debbano essere universali.

O forse no, a pensarci bene non è affatto singolare.

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L’élite occidentale e l’élite italiana vanno sostituite

13 settembre 2014

I fatti dimostrano che sia l’élite occidentale in generale, sia l’élite italiana in particolare, sono assolutamente incompetenti.

Basta dare uno sguardo ai miei ultimi post per trovare ampie prove di tale assoluta incompetenza.

Ma non ce n’è neanche bisogno, tutti i media riportano incessantemente i loro fallimenti.

Quando un’élite non funziona più, occorre cambiarla.

Non c’è niente di strano in questo, anzi è naturale.

Come scrisse giustamente Vilfredo Pareto: “La storia è un cimitero di aristocrazie”.

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L’economia italiana cola a picco II

11 settembre 2014

Il 4 settembre 2013 ho pubblicato un post con questo titolo: L’economia italiana cola a picco, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/04/leconomia-italiana-cola-a-picco/

A distanza di un anno la situazione è peggiorata, ecco infatti cosa scrive oggi il Messaggero:

«Industria, Ue: produzione Italia -25% in sette anni

La produzione dell’industria italiana, nel 2013 ha perso un ulteriore 5% per arrivare a circa -25% rispetto al 2007. È quanto emerge dal rapporto sulla competitività della Commissione Ue che posiziona l’Italia nel gruppo di Paesi di seconda fascia già dotati di alta competitività ma ora in fase stagnante o di declino.

L’industria italiana ha pagato dunque un prezzo «enorme» a causa della crisi economica, sia in termini di produzione che di perdita di posti di lavoro…»

http://economia.ilmessaggero.it/

economia_e_finanza/industria_ue_produzione_italia/896986.shtml

Non posso che ripetere ciò che scrissi un anno fa nel mio suddetto post:

«Cosa intendono fare i politici italiani?

Cosa intende fare il popolo italiano?

Qualcosa bisognerà fare.»

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Le élites dell’Occidente sono élites ignoranti?

7 settembre 2014

L’Occidente, così com’è attualmente, è simile nelle intenzioni ai Borg di Star Trek, la nota saga di fantascienza.

Ribadisco: nelle intenzioni.

Perché, in quanto a capacità di metterle in pratica, esso è lontanissimo dalle capacità dei Borg.

Il motto dei Borg è: “Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile”.

Non appare affatto inutile, invece, la resistenza che i popoli non occidentali stanno opponendo attualmente all’Occidente.

L’Islam (grazie soprattutto alle sapienti strategie di George W. Bush e Obama) sta per ritornare alle sue gloriose epoche di proselitismo bellico (Obama, ancora uno sforzo e ci siamo!), la Russia (la terza Roma) è definitivamente ritornata ad essere una grandissima potenza militare ed economica, non parliamo poi della Cina, questo gigante possente e (per ora) silenzioso, ecc. ecc.

Ma perché l’Occidente vuole sottomettere il mondo intero?

Perché vuole imporre la sua cultura come naturale e universale (mentre non lo è affatto)?

Questo è il vero problema, non la resistenza degli altri popoli, delle altre culture.

Il concetto basilare che la propria cultura (qualunque essa sia) non è naturale e universale è stato affermato recentemente anche da Samuel P. Huntington, ma per sapere ciò basterebbe un buon manuale di antropologia culturale o di sociologia.

L’Occidente deve fermarsi un attimo e interrogarsi sulle sue problematiche.

Deve fare un po’ di autoanalisi.

Al contrario, le élites dell’Occidente si comportano in modo molto naïf, cioè in un modo lontano anni luce dalla profondità intellettuale che proprio l’Occidente, a differenza delle altre culture, ha da tempo conseguito e che è proprio il suo più grande orgoglio.

Queste élites mostrano di essere totalmente all’oscuro dei concetti fondamentali dell’antropologia culturale e della sociologia.

Queste élites mostrano di essere (e forse lo sono) élites ignoranti.

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Il momento comico

6 settembre 2014

Leggo su RAI News del 4 settembre 2014:

Vertice Nato. Renzi: “Da Putin servono fatti e non parole”

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Vertice-Nato-Renzi-Da-Putin-servono-fatti-e-non-parole-ebb0bcfb-f6d0-4e1d-b20f-f89fd7c10da7.html

L’internazionalismo è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia

3 settembre 2014

Il 9 marzo ho scritto un post intitolato L’internazionalismo di David Rockefeller sarà fermato dalla Russia e dalla Cina, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Oggi devo constatare che l’internazionalismo di David Rockefeller è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia.

Per quanto riguarda l’Islam, è di ieri la notizia di una seconda decapitazione di un cittadino USA, vedi qui:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-il-boia-della-Jihad-tornato-Is-decapita-un-altro-reporter-Usa-ea172917-7d72-45f6-baad-df59d83d4add.html

e qui:

http://www.corriere.it/esteri/14_settembre_02/siria-nyt-video-isis-decapitazione-sotloff-180fafce-32c4-11e4-8a37-758af3cd4875.shtml

Questo è il risultato della demenziale strategia occidentale verso l’Islam. L’ISIS altro non è che il frutto di questa strategia. Era ovvio che destabilizzando Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Iraq e Afghanistan, non ne sarebbe conseguito un Islam democratico, bensì un Islam guidato da istanze religiose (sarebbe bastato ricordare ciò che accadde in Iran sul finire degli anni settanta).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/18/il-problema-delloccidente/

Adesso che opzioni sono rimaste a Obama riguardo l’Islam? Nessuna che abbia qualche possibilità di essere vincente.

Per quanto riguarda la Russia, ecco cosa scrive oggi Libero in un articolo intitolato Ucraina: “Accordo su cessate il fuoco con la Russia”. Nato e Ue contro Mosca: il terrore per il piano segreto di Vladimir Putin:

«Mosca e Kiev hanno trovato un accordo su un cessate il fuoco permanente nell’est dell’Ucraina. Lo fa sapere l’ufficio del presidente ucraino Petro Poroshenko , che in mattinata ha contattato telefonicamente il collega russo Vladimir Putin. Una boccata d’ossigeno per gli ucraini che segna probabilmente uno snodo cruciale nella crisi al centro dell’Europa e che in qualche modo avvalora quanto sostenuto, in privata sede, da alti ufficiali della Nato: “La Russia ha già vinto la guerra in Ucraina“. Parole che fanno capire a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno, che lo schieramento di 4.000 uomini delle truppe dell’Alleanza atlantica nel Baltico non sono altro che un avvertimento a Vladimir Putin: fermati a Kiev e non toccare Estonia, Lituania e Lettonia. Sì, perché l’impressione è che l’Ucraina abbia di fatto perso la propria indipendenza politica. Gli analisti internazionali guardano con un misto di preoccupazione e ammirazione alle manovre a tenaglia portate avanti nell’Est dell’Ucraina dagli strateghi di Putin, dal ministro della Difesa Sergej Shojgu ai capi di aviazione, marina e forze speciali (Salykov, Bondarev, Chirkov, Shamanov). E la preoccupazione diventerebbe terrore se Putin spostasse tra qualche settimana l’attenzione sul Baltico, per l’annessione delle tre ex repubbliche sovietiche. ..

Cosa succede con le sanzioni – E poi c’è il piano economico-finanziario, con ripercussioni in grado di mettere in ginocchio tutta l’Europa. In ogni caso, la Germania trema per le ricadute sulle forniture energetiche. Se la Russia verrà attaccata, il primo risultato sarà bloccare l’approvvigionamento per l’estero. Se prenderà il controllo di Kiev, potrà a maggior ragione fare il bello e cattivo tempo. E comunque, “senza energia russa – è l’allarme strisciante a Berlino – sopravviveremmo per al massimo cinque mesi”. L’Ue e la neo-Alta rappresentante per le politiche estere comunitarie Federica Mogherini provano ad alzare la voce con Putin, minacciando sanzioni: “La partnership tra Unione e Mosca non esiste più per scelta della Russia”, attaccava ieri il ministro italiano. Come spiega Maurizio Ricci su Repubblica, le armi in mano all’Europa sono essenzialmente finanziarie. Un modo per piegare Putin potrebbe essere allargare il numero di banche russe da “bloccare” sui mercati europei. In più, potrebbe scattare il divieto per gli europei di investire in quelle stesse banche per più di 30 giorni (contro i 90 attuali), per chiudere i rubinetti di denaro che rendono forti le casse russe. Estrema arma: escludere dai mercati finanziarie comunitari i colossi dell’energia russa Rosneft, Gazprom, Lukoil o negarli prestiti. Ma sarebbero tutti colpi alla Tafazzi: fare male alla Russia significherebbe dare colpi mortali all’Europa, anche perché le banche europee (soprattutto italiane, austriache e francesi) vantano 200 miliardi di crediti a Mosca. Distruggere il mercato e le finanze russe significherebbe farsi molto, molto male con le nostre stesse mani.»

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11682906/Ucraina—Accordo-su-cessate.html

Insomma, è la disfatta della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, di cui Obama è fedele esecutore.

Debbo qui ammettere che in post precedenti ho sbagliato nel considerare maldestro Obama: il fallimento della sua politica estera è dovuto all’assurdità e impraticabilità della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, non alla sua personale incapacità. Del resto nessuno potrebbe essere così cretino, neanche George W. Bush.

Per inciso, è anche il fallimento, che più chiaro non potrebbe essere, dell’Unione Europea.

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