L’internazionalismo è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia

Il 9 marzo ho scritto un post intitolato L’internazionalismo di David Rockefeller sarà fermato dalla Russia e dalla Cina, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/09/linternazionalismo-di-david-rockefeller-sara-fermato-dalla-russia-e-dalla-cina/

Oggi devo constatare che l’internazionalismo di David Rockefeller è stato già sconfitto dall’Islam e dalla Russia.

Per quanto riguarda l’Islam, è di ieri la notizia di una seconda decapitazione di un cittadino USA, vedi qui:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-il-boia-della-Jihad-tornato-Is-decapita-un-altro-reporter-Usa-ea172917-7d72-45f6-baad-df59d83d4add.html

e qui:

http://www.corriere.it/esteri/14_settembre_02/siria-nyt-video-isis-decapitazione-sotloff-180fafce-32c4-11e4-8a37-758af3cd4875.shtml

Questo è il risultato della demenziale strategia occidentale verso l’Islam. L’ISIS altro non è che il frutto di questa strategia. Era ovvio che destabilizzando Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Iraq e Afghanistan, non ne sarebbe conseguito un Islam democratico, bensì un Islam guidato da istanze religiose (sarebbe bastato ricordare ciò che accadde in Iran sul finire degli anni settanta).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/18/il-problema-delloccidente/

Adesso che opzioni sono rimaste a Obama riguardo l’Islam? Nessuna che abbia qualche possibilità di essere vincente.

Per quanto riguarda la Russia, ecco cosa scrive oggi Libero in un articolo intitolato Ucraina: “Accordo su cessate il fuoco con la Russia”. Nato e Ue contro Mosca: il terrore per il piano segreto di Vladimir Putin:

«Mosca e Kiev hanno trovato un accordo su un cessate il fuoco permanente nell’est dell’Ucraina. Lo fa sapere l’ufficio del presidente ucraino Petro Poroshenko , che in mattinata ha contattato telefonicamente il collega russo Vladimir Putin. Una boccata d’ossigeno per gli ucraini che segna probabilmente uno snodo cruciale nella crisi al centro dell’Europa e che in qualche modo avvalora quanto sostenuto, in privata sede, da alti ufficiali della Nato: “La Russia ha già vinto la guerra in Ucraina“. Parole che fanno capire a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno, che lo schieramento di 4.000 uomini delle truppe dell’Alleanza atlantica nel Baltico non sono altro che un avvertimento a Vladimir Putin: fermati a Kiev e non toccare Estonia, Lituania e Lettonia. Sì, perché l’impressione è che l’Ucraina abbia di fatto perso la propria indipendenza politica. Gli analisti internazionali guardano con un misto di preoccupazione e ammirazione alle manovre a tenaglia portate avanti nell’Est dell’Ucraina dagli strateghi di Putin, dal ministro della Difesa Sergej Shojgu ai capi di aviazione, marina e forze speciali (Salykov, Bondarev, Chirkov, Shamanov). E la preoccupazione diventerebbe terrore se Putin spostasse tra qualche settimana l’attenzione sul Baltico, per l’annessione delle tre ex repubbliche sovietiche. ..

Cosa succede con le sanzioni – E poi c’è il piano economico-finanziario, con ripercussioni in grado di mettere in ginocchio tutta l’Europa. In ogni caso, la Germania trema per le ricadute sulle forniture energetiche. Se la Russia verrà attaccata, il primo risultato sarà bloccare l’approvvigionamento per l’estero. Se prenderà il controllo di Kiev, potrà a maggior ragione fare il bello e cattivo tempo. E comunque, “senza energia russa – è l’allarme strisciante a Berlino – sopravviveremmo per al massimo cinque mesi”. L’Ue e la neo-Alta rappresentante per le politiche estere comunitarie Federica Mogherini provano ad alzare la voce con Putin, minacciando sanzioni: “La partnership tra Unione e Mosca non esiste più per scelta della Russia”, attaccava ieri il ministro italiano. Come spiega Maurizio Ricci su Repubblica, le armi in mano all’Europa sono essenzialmente finanziarie. Un modo per piegare Putin potrebbe essere allargare il numero di banche russe da “bloccare” sui mercati europei. In più, potrebbe scattare il divieto per gli europei di investire in quelle stesse banche per più di 30 giorni (contro i 90 attuali), per chiudere i rubinetti di denaro che rendono forti le casse russe. Estrema arma: escludere dai mercati finanziarie comunitari i colossi dell’energia russa Rosneft, Gazprom, Lukoil o negarli prestiti. Ma sarebbero tutti colpi alla Tafazzi: fare male alla Russia significherebbe dare colpi mortali all’Europa, anche perché le banche europee (soprattutto italiane, austriache e francesi) vantano 200 miliardi di crediti a Mosca. Distruggere il mercato e le finanze russe significherebbe farsi molto, molto male con le nostre stesse mani.»

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11682906/Ucraina—Accordo-su-cessate.html

Insomma, è la disfatta della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, di cui Obama è fedele esecutore.

Debbo qui ammettere che in post precedenti ho sbagliato nel considerare maldestro Obama: il fallimento della sua politica estera è dovuto all’assurdità e impraticabilità della folle ideologia internazionalista di David Rockefeller, non alla sua personale incapacità. Del resto nessuno potrebbe essere così cretino, neanche George W. Bush.

Per inciso, è anche il fallimento, che più chiaro non potrebbe essere, dell’Unione Europea.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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