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Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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