Archive for febbraio 2015

Cosa dice Luttwak

27 febbraio 2015

Edward Luttwak è ai miei occhi un intellettuale molto interessante, sebbene abbia in passato sostenuto tesi che personalmente trovo assurde, come per esempio che l’Impero romano d’Oriente non crollò come quello d’Occidente perché aveva strategie più efficaci, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

Con tutta evidenza non ha ben compreso il Cristianesimo.

Capire il Cristianesimo è come capire Freud: di fondamentale importanza.

Senza, non è possibile spiegare alcuni aspetti fondamentali della realtà.

Leggiamo tre passi notevoli dell’intervista rilasciata da Luttwak a Claudio Barchesi, vedi qui:

http://www.nannimagazine.it/notizie/economia-e-lavoro/economia/cronaca-economica/25/02/2015/intervista-edward-luttwak-cosi-vi-spiego-il-dominio-dello-spazio-economico/9646

«La sponda meridionale del Mediterraneo è però ormai rovente. È stato un errore rovesciare Gheddafi, in particolare?

“L’intervento umanitario per salvare la Cirenaica vedeva contrari sia gli Stati Uniti sia l’Italia, i soli Paesi a conoscere bene la situazione della Libia. L’idea che togliendo Gheddafi sarebbe arrivata la democrazia era completamente sbagliata: infatti è arrivata l’anarchia”.»

Non mi pare proprio che gli Stati Uniti fossero contrari all’«intervento umanitario» [sic], dato che il primo giorno di guerra, il 19 marzo 2011, poche ore dopo l’attacco francese, furono lanciati ben 112 tomahawk da unità navali statunitensi e britanniche.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/16/i-tomahawk-di-obama/

È strano come sia diffusa questa rimozione delle responsabilità di Obama nel disastro attuale della Libia.

Ma lo sanno di vivere nell’era di internet?

Veniamo al secondo passo notevole dell’intervista.

«Non meno complessa appare la crisi dell’Ucraina: come uscirne?

“In questo pianeta se l’altro è armato e se non sei pronto a combattere non puoi ottenere granché. Si credeva che le sanzioni avrebbero convinto Putin, ma tutta la politica del leader russo consiste nel sacrificare il benessere economico alla gloria del Paese. I russi sono nazionalisti e il popolo è dalla sua parte. Quindi le soluzioni sono due: o ci si decide al conflitto o si lascia Putin libero di disegnare la carta dell’Ucraina che ha in mente e si trova un modo di uscirne con eleganza”.»

La conclusione (giustissima!) di Luttwak è questa: o si accetta di imbarcarsi in una guerra che, nel cuore dell’Europa, può arrivare al livello nucleare, o l’Occidente deve abbozzare.

Ma questo gli Stati Uniti non lo sapevano?

Oppure hanno analisti dediti all’alcool o ad altre droghe (tipo quella ideologica)?

Il terzo passo notevole dell’intervista è questa frase di Luttwak:

«Una delle caratteristiche centrali del progresso, soprattutto nell’attuale fase storica, è che spesso i grandi innovatori sono del tutto estranei al sistema accademico.»

È assolutamente vero, del resto ciò non è altro che la notissima tesi di Thomas Kuhn.

Infatti io sono del tutto estraneo al sistema accademico.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Fassina parla come Marine Le Pen

26 febbraio 2015

Ecco tre frasi di Stefano Fassina, economista, attuale deputato del PD ed ex viceministro dell’Economia, prese dall’intervista rilasciata il 24 febbraio 2015 a Francesca Schianchi – La Stampa (come riportate dal sito http://www.partitodemocratico.it):

“Dopodiché, a un certo punto c’è il buon senso oltre ‘alla politica: se uno continua su una strada che lo porta alla deflazione e all’impennata dei debiti pubblici, si deve rendere conto che è su una strada non più sostenibile. Non è un problema di destra o sinistra: è un problema di prenderne atto”

“Non è che stiamo percorrendo una rotta lenta e faticosa ma alla fine arriveremo alla Terra promessa: no, con questa rotta stiamo andando al naufragio”

“Le correzioni necessarie a far funzionare l’euro sono politicamente impossibili: vogliamo dirci questa amara verità o vogliamo far finta che con un’altra operazione di precarizzazione del lavoro riusciamo a far ripartire l’economia?”

http://www.partitodemocratico.it/doc/275825/fassina-per-sopravvivere-devono-uscire-dalleuro.htm

Ecco il video:

Sembra di sentire Marine Le Pen, soprattutto quando Fassina afferma che non si tratta di destra o sinistra.

Chissà a quante altre conversioni sulla via di Damasco assisteremo.

Il tutto mi ricorda irresistibilmente uno di quei film grotteschi, sarcastici e cattivi di Pupi Avati, tipo Gli amici del bar Margherita o Il cuore grande delle ragazze.

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Un consuntivo

23 febbraio 2015

È tempo per me di fare un consuntivo.

Pochi anni fa ho scritto due saggi:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

e

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

In essi ho esposto una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato. Vi ho anche esposto il mio concetto di ideologie antistato.

Nel 2012 ho aperto questo blog, dove sono infine arrivato a formulare la teoria unificata delle ideologie antistato.

Con quest’ultima teoria la mia opera può dirsi terminata.

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Il mondialismo è un crimine contro l’umanità

23 febbraio 2015

Alziamoci in volo sopra l’Europa e il mondo e guardiamo in basso.

Cosa vediamo?

L’Europa, la culla della filosofia e della scienza, che è caduta in povertà a causa dell’euro e dell’Unione Europea.

A Sud dell’Europa, l’Islam massacrato senza pietà dall’Occidente, che si è tramutato in un Islam in guerra, in un Islam che vuole ripetere le gesta dell’antico passato: invadere le terre europee più meridionali.

A Est dell’Europa, un grande paese cristiano, la Russia, che è stato vigliaccamente aggredito dall’Occidente mediante un colpo di Stato preparato ad arte e che è perfettamente in grado di rispondere all’aggressione con la sua grande potenza militare e nucleare.

Questi sono i risultati del sogno mondialista: povertà e guerra.

Il mondialismo è un crimine contro l’umanità.

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Cosa sono Tsipras e Varoufakis?

19 febbraio 2015

Leggiamo questo brano dell’intervista di Giacomo Russo Spena a Emiliano Brancaccio, intitolata Brancaccio: “L’eurozona? Insostenibile. Tsipras valuti anche l’uscita dall’euro” e pubblicata il 13 gennaio su MicroMega:

«Ma nel progetto di Syriza non è prevista l’uscita dall’euro…

Soprattutto in tema di moneta, ciò che una forza politica dichiara in campagna elettorale vale solo fino a un certo punto. Fare propaganda sull’uscita da un regime monetario espone ad attacchi speculativi. Ecco perché la storia offre moltissimi esempi di leader politici che prima giurano fedeltà all’assetto monetario vigente ma poi lo abbandonano senza troppo indugio.»

http://temi.repubblica.it/micromega-online/brancaccio-%E2%80%9Cl%E2%80%99eurozona-insostenibile-tsipras-valuti-anche-l%E2%80%99uscita-dall%E2%80%99euro%E2%80%9D/

Lo stessa domanda è stata fatta a Diego Fusaro nell’intervista di Andrea De Angelis, intitolata Grecia-Ue, Fusaro: “Putin con Tsipras? Allora c’è speranza, ecco cosa accadrebbe” e pubblicata il 6 febbraio su IntelligoNews:

«Il suo [di Tsipras] programma non prevedeva l’uscita dall’euro…

“Sì, ma potrebbe essere che non l’abbia messo nel programma per fare in modo di essere costretto dai suoi avversari a farlo. Non ne sono sicuro ovviamente, ma potrebbe dire di aver fatto di tutto per restare nell’euro, ma non avendo ricevuto ascolto è stato costretto ad uscire. La stessa tattica che usano gli Stati Uniti quando decidono di bombardare un Paese”.»

http://www.intelligonews.it/grecia-ue-fusaro-putin-con-tsipras-allora-ce-speranza-ecco-cosa-accadrebbe/

La pensavo anche io così: c’era quindi la ragionevole possibilità che Tsipras e Varoufakis avessero un piano B.

Del resto, non ci si sbilancia così tanto come hanno fatto i due suddetti («”La Grecia non firmerà un’estensione del programma di aiuti. Nemmeno con una pistola puntata alla tempia”», http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/tsipras-avverte-la-ue-non-accettiamo-minacce-alla-nostra-democrazia-_2096136-201502a.shtml ), per poi rimangiarsi tutto.

Altrimenti si fa una gran brutta figura.

Perché, in tal caso, delle due l’una: o si è grandi attori, o si è…molto stupidi.

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Tsipras: il piano B, adesso!

17 febbraio 2015

Come era facilmente prevedibile, l’Unione Europea ha risposto picche alle richieste di Tsipras e del suo ormai mitico Ministro delle Finanze, Varoufakis, l’economista che sembra uscito dritto dritto da Pulp Fiction di Tarantino.

Vedi qui:

http://it.euronews.com/2015/02/16/bruxelles-atene-dice-no-alla-proposta-inaccettabile-dell-eurogruppo/

Adesso quello che molti stavano aspettando, il piano B di Tsipras e di Varoufakis, dovrà venire fuori.

Che un piano B debba esistere sembra logico, vedi per esempio qui:

http://contropiano.org/articoli/item/28856

Con la speranza mia personale che questo piano B esista davvero e che corrisponda perfettamente allo strano e inquietante sorriso di Varoufakis.

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By Jfgoulon (Own work)  CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I tomahawk di Obama

16 febbraio 2015

Leggo su Formiche un’intervista di Edoardo Petti al generale Camporini, intitolata Ecco tutti i responsabili del caos in Libia. Parla il generale Camporini:

«A chi vanno attribuite le responsabilità maggiori di tutto ciò?

All’iniziativa idiota di defenestrare il raìs libico intrapresa dall’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Accompagnata dall’incapacità di Silvio Berlusconi di fermarla, dall’ignavia di David Cameron che l’ha seguita, dall’inerzia degli Stati Uniti che si fecero trascinare in quell’avventura fornendo mezzi di ricognizione e satelliti [il corsivo è mio].»

http://www.formiche.net/2015/02/14/libia-isis-vincenzo-camporini/

Dai miei ricordi del 2011, non mi pare proprio che gli Stati Uniti si limitarono a fornire “mezzi di ricognizione e satelliti“.

Fornirono ben altro!

E infatti basta usare Google per averne la conferma.

Mi limito a citare Wikipedia e soltanto per quanto riguarda il primo giorno di guerra, il 19 marzo 2011:

«L’intervento francese fu seguito, qualche ora più tardi, dal lancio di 112 missili da crociera tipo “Tomahawk” da unità navali statunitensi (cacciatorpediniere lanciamissili Stout e Barry e sottomarini nucleari Providence, Scranton e Florida al comando dell’ammiraglio Samuel J. Locklear III, che può avvalersi anche delle navi d’assalto anfibio Kearsarge e Ponce[5] e di 15 velivoli[40]) e britanniche (sottomarino nucleare Triumph[41]) nel Mediterraneo (nomi in codice: operazione Odyssey Dawn per quella USA e operazione Ellamy per quella del Regno Unito, ma anch’essa sotto egida USA[6]) per colpire la difesa aerea ed altri obiettivi militari situati nell’ovest del Paese[42].»

http://it.wikipedia.org/wiki/Intervento_militare_in_Libia_del_2011

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Ecco una bella foto di un tomahawk di Obama lanciato contro la Libia il 29 marzo 2011:

US_Navy_110329-N-XO436-010_The_Arleigh_Burke-class_guided-missile_destroyer_USS_Barry_(DDG_52)_launches_a_Tomahawk_cruise_missile_to_support_Joint
By U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Jonathan Sunderman [Public domain], via Wikimedia Commons

L’epic fail dell’Occidente in Libia

15 febbraio 2015

Leggo questo titolo sull’Huffington Post del 13 febbraio:

Isis in Libia, Paolo Gentiloni: “Italia minacciata, pronti a combattere. Bandiera dell’Isis a Roma? Non sottovalutiamo”

E nell’articolo il Ministro degli Esteri chiarisce:

«”Se non si trova una mediazione” in Libia, bisogna pensare con le Nazioni unite a fare qualcosa in più”. L’Italia è “pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale”.»

«”Per ora sono farneticazioni propagandistiche quelle che parlano della bandiera dell’Isis su San Pietro, ma sono farneticazioni che non possiamo sottovalutare”. ha continuato.»

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/isis-libia-gentiloni_n_6679720.html

Ma come! Eminenti intellettuali americani, i neocon, hanno gridato a pieni polmoni che una volta eliminata la dittatura nei popoli islamici, questi avrebbero imboccato la strada della democrazia e della pace.

Ma come! Bernard Henri-Lévy, il grande filosofo francese, ha convinto Sarkozy ad attaccare la Libia.

Ma come! Hillary Clinton ha propugnato la guerra umanitaria preventiva, dichiarando: “abbiamo ogni ragione di temere che se lasciato incontrollato Gheddafi possa commettere atrocità inesprimibili”, vedi qui:

https://blogdellanarca.wordpress.com/2011/09/20/la-nuova-guerra-umanitaria-e-preventiva/

Ma come! Napolitano ci ha esortato a intervenire in Libia, affermando: “Se pensiamo a che cosa è stato il movimento risorgimentale come movimento liberale e rinnovatore non possiamo ammettere che vengono calpestate le speranze di un risorgimento anche nel mondo arabo”, vedi qui:

http://www.ilsole24ore.co.uk/art/notizie/2011-03-18/ovazione-torino-napolitano-folla-113730.shtml?uuid=AaDhvTHD

Ma come! Sarkozy, Cameron e Obama hanno massacrato di bombe la Libia per liberarla dall’infame Gheddafi.

E adesso ci venite a dire che è stato tutto uno sbaglio?

Che bisogna fare un’altra guerra per rimediare alla guerra appena fatta?

Voglio ricordare le parole profetiche di Gheddafi:

“La scelta è tra me o Al Qaeda”

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/
articolo504937.shtml

“Il consiglio di sicurezza non è autorizzato a intervenire negli affari interni di un paese. Questa è un’ingiustizia. È una chiara aggressione e c‘è il rischio di conseguenze incalcolabili nel Mediterraneo e in Europa. Vi pentirete nel caso decideste di intervenire nelle nostre questioni interne”.

http://it.euronews.com/2011/03/19/gheddafi-all-europa-non-intromettetevi-ve-ne-pentirete/

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Il disastro europeo e Google

14 febbraio 2015

Io voglio bene a Google.

Gli sono veramente grato.

E c’è un preciso motivo.

Dal 2013 (non ricordo il mese) cercando “disastro europeo” senza virgolette in Google il primo sito riportato è questo blog.

E in Google Immagini le prime due riportate sono le copertine dei miei due saggi:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

e

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

Tutto ciò con la cache e i cookie del browser azzerati. E non ho fatto nulla per ottenere questo risultato, se non scrivere i miei due saggi e i post di questo blog.

Naturalmente questo non sarà per sempre, è un risultato effimero, può cambiare anche domani (anche perché confesso di non farcela più a scrivere post), ma per il momento consentitemi di esserne felice.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

 

Istantanea - 14022015 - 06:40:17

 

Istantanea - 14022015 - 06:41:33

Le tre vie delle ideologie antistato

12 febbraio 2015

Per ragionare di ideologie antistato, occorre partire da Norberto Bobbio.

Egli elenca diverse ideologie antistato (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, 1995, Einaudi, pagg. 122-125).

Come ho scritto più volte, la mia analisi porta ad affermare che tutte le ideologie antistato originano dal Cristianesimo, analisi che può essere definita Teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Bisogna anche notare che le varie ideologie antistato non prevedono l’eliminazione dello Stato nello stesso modo: ciascuna di esse percorre una sua particolare via.

Tali vie possono essere raggruppate fra di loro in virtù delle loro similitudini, di modo che, alla fine, abbiamo tre vie principali: la via religiosa, la via anticapitalista, la via capitalista (o meglio ultracapitalista).

1. la via religiosa

È quella percorsa dal Cristianesimo occidentale, che ha portato molti secoli fa al crollo dell’Impero romano d’Occidente e al Medio Evo.

Il Medio Evo costituisce l’unico esempio storico di eliminazione dello Stato portata a compimento.

Tale eliminazione però è stata solo transitoria, in quanto lo Stato è una necessità razionale e quindi esso è ricomparso.

Dopo il Medio Evo, in Occidente, tra lo Stato (ossia la forza) e il Cristianesimo (ossia la caritas) si è arrivati progressivamente a un compromesso funzionale, tranne che in Italia, dove vige un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Oggi però la Chiesa di Roma ha fatto proprie molte istanze dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento (vedi avanti).

Facendo ciò, a rigor di logica, ha compromesso il suo stesso futuro, se non altro per l’invasione di immigrati islamici, ma anche per le concezioni mondialiste sul sesso e sulla famiglia, in quanto esse vanno a colpire le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

È interessante notare che Papa Bergoglio mostra palesemente di essere molto più in linea con le suddette ideologie antistato che non Papa Ratzinger. Vedi p.e. le esternazioni su tale argomento di Antonio Socci, Magdi Cristiano Allam, Pietro De Marco, ecc. ecc.

In ogni caso la via religiosa all’eliminazione dello Stato non ha oggi grande importanza, semplicemente perché la religione non ha più grande importanza nel mondo occidentale.

L’eccezione è proprio l’Italia, in quanto, come ho più volte scritto, lo Stato italiano è uno Stato solo formalmente. Sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/21/rifiutare-la-realta/

2. la via anticapitalista

È quella percorsa dal comunismo e dall’anarchismo, le due ideologie antistato laiche nate nell’Ottocento.

Sono fallite entrambe nel Novecento, senza realizzare l’eliminazione dello Stato.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Da notare che il comunismo ha attecchito non solo presso popoli occidentali (p.e. Cuba), ma anche presso popoli orientali. Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.

3. la via capitalista (o meglio ultracapitalista)

È quella dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento.

Sono le ideologie antistato laiche attualmente in azione.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Il mondialismo, essendosi manifestato pubblicamente molto di recente, non ha una denominazione unica, una denominazione usata da tutti, tanto è vero che Wikipedia in italiano, in data odierna, non riporta questa voce, bisogna andare alla versione francese di Wikipedia per trovare una voce ad hoc: Mondialisme.

Bisogna anche purtroppo notare che Wikipedia in italiano, in data odierna, accenna sì al mondialismo, ma lo fa alla voce Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale e quindi essa afferma implicitamente che il mondialismo non esiste, che è semplicemente una fantasia. Che dire? Al peggio non c’è mai fine (o cose analoghe).

Sinonimi di mondialismo sono: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller (è lo stesso Rockefeller che usa il termine “internazionalismo”, vedi David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405; del resto occorre distinguerlo da altri tipi di internazionalismo, p.e. l’internazionalismo marxista).

Ad aumentare la confusione, spesso si parla impropriamente di mondializzazione e di globalizzazione, che, avendo il suffisso -zione e non il suffisso -ismo, non sono dottrine, ma bensì atti, azioni.

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