Il problema del millenarismo

Il millenarismo, da un punto di vista teologico e in estrema sintesi, è la credenza cristiana che la sconfitta del Male avverrà in questo mondo (e durerà mille anni, donde il nome), dopodiché ci saranno il giudizio universale e la fine dei tempi.

In altre parole non bisogna aspettare il paradiso per ottenere la sconfitta del Male, si può ottenerla qui sulla terra.

Il millenarismo fu un concetto propugnato frequentemente nei primi secoli del Cristianesimo e anche nel Medio Evo, ma poi fu messo da parte e rifiutato. Però tale concetto non può essere condannato come eresia, in quanto si trova nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento. E infatti diverse sette protestanti (p.e. il Puritanesimo) lo adottarono.

A ben guardare, il problema del millenarismo rispecchia la natura storicamente ambigua del Cristianesimo, nato da un lato come religione e dall’altro come rivoluzione politica contro lo Stato romano.

È proprio a causa di ciò che l’Occidente sta cercando attualmente di eliminare lo Stato, il che, purtroppo, equivale a suicidarsi, dato che lo Stato è indispensabile, è una necessità della Ragione.

Siamo quindi al cospetto di una sorta di coazione a ripetere inconsapevole e irrazionale.

La Chiesa ortodossa, cioè la parte orientale del Cristianesimo, si salva dal millenarismo perché essa venne subordinata allo Stato da Costantino il Grande, ciò che prende il nome di cesaropapismo.

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