Lo psicodramma dell’Occidente: il vissuto rimosso che ritorna

Da parecchi anni ormai l’Occidente sta vivendo uno psicodramma: il vissuto di mille e cinquecento anni fa, ossia la caduta dell’Impero romano d’Occidente, rimosso per secoli e secoli nel suo inconscio collettivo, è ritornato prepotentemente e guida le sue azioni.

Le guida incarnato in una ideologia ufficialmente negata: il mondialismo (in francese mondialisme, in inglese globalism), che vuole instaurare un Nuovo Ordine Mondiale.

La cavia del mondialismo è l’Europa, dove questa ideologia può anche essere chiamata europeismo.

Uso il termine di “cavia” a ragion veduta: l’Europa farà la fine delle cavie da esperimento.

Infatti l’attuale disastro europeo è l’effetto diretto del mondialismo.

Lo scopo del mondialismo/europeismo è ripetere quello che venne fatto mille e cinquecento fa (la classica coazione a ripetere): abbattere ciò che l’Apocalisse di Giovanni chiama “Babilonia”, “la grande prostituta”, ossia la Roma delle persecuzioni cristiane→lo Stato romano→lo Stato tout court.

Tale vissuto apocalittico, l’eliminazione dello Stato, che fu il mezzo usato vittoriosamente dal Cristianesimo per eliminare lo schiavismo romano (e per questo motivo noi, statisticamente quasi tutti discendenti di schiavi, dobbiamo essergli estremamente grati), è depositato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Esso venne represso dalla Chiesa di Roma dal Medio Evo fino a oggi, ma continuò a fluire sotterraneamente come un fiume carsico e (come ho mostrato più volte) da John Locke in poi si svincolò dalla religione e assunse dignità filosofica, affiorando dapprima nell’opera di Rousseau e infine riemergendo con forza nelle ideologie antistato dell’Ottocento: l’anarchismo e il comunismo.

Nel Novecento queste due ideologie antistato sono miseramente fallite, ma ovviamente ciò non ha ucciso il vissuto antistato dell’Occidente, il cui fluire è oggi più impetuoso che mai.

Così, all’alba del nuovo secolo, esso si mostra in tutta la sua hybris, sotto forma di mondialismo/europeismo/multiculturalismo, ciò che costituisce la via ultracapitalista delle ideologie antistato.

E la Chiesa di Roma oggi ha disotterrato l’ascia di guerra, è (ri)diventata apocalittica con Papa Bergoglio, che non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.

Naturalmente tutto questo non è fatto con consapevolezza e razionalità: è il vissuto antico dell’Occidente che si ripete coattivamente, e che agisce in noi, esseri umani del XXI secolo, inconsciamente, automaticamente e senza nessuna speranza di raggiungere uno scopo razionale, perché quello originario, la liquidazione del sistema schiavistico romano, è stato già raggiunto e con estremo successo.

Non c’è nessun altro scopo razionale: resta soltanto una coazione a ripetere senza senso.

Ecco perché gli occidentali sembrano aver perso il ben dell’intelletto e sono giudicati dal resto del mondo alla stregua di pazzi e malvagi.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati

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