Archive for dicembre 2015

Caro Grillo, non è lo smog, è l’ultracapitalismo

28 dicembre 2015

L’ultima trovata di Beppe Grillo (che ha il dono di far andare in vacca perfino le cose più serie del mondo) è quella di imputare allo smog (e anche al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, reo di aver “distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno“) il notevole aumento delle morti in Italia nel 2015: che sarebbero ben 68.000 in più che nel 2014, vale a dire l’11,3% in più (stima Istat).

Questa è chiaramente una sciocchezza, come hanno commentato in molti.

Ma Grillo, nello stesso post del 27 dicembre 2015, intitolato Morti di guerra in tempo di pace #68000morti, scrive anche, e giustissimamente, che il problema sono i tagli del governo Renzi al welfare state (ossia allo stato sociale):

«Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure nè per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco. Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c’è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell’800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo. Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è.»

http://www.beppegrillo.it/2015/12/

morti_di_guerra_in_tempo_di_pace_68000morti.html

Grillo, inoltre, sempre nello stesso post, cita un brano significativo dell’articolo 68 mila morti in più nel 2015? di Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, articolo da cui il comico genovese ha tratto le cifre delle rilevazioni Istat:

«Il dato è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace e con uno stato di benessere che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi e i “grandi vecchi”.»

http://www.neodemos.info/68-mila-morti-in-piu-nel-2015/

Ebbene, questo è uno degli effetti del mondialismo, il quale, come ho scritto più volte, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra utilizzando come mezzo l’ultracapitalismo.

È chiaro che l’ultracapitalismo eliminerà progressivamente tutto il welfare state oggi esistente ed è altrettanto chiaro che ciò causerà un numero enorme di morti.

Siamo solo all’inizio.

Il mondialismo è quindi un crimine contro l’umanità, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/il-mondialismo-e-un-crimine-contro-lumanita/

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Le sciocchezze che si scrivono sul mondialismo

19 dicembre 2015

Se cerchiamo in internet il significato della parola “mondialismo” (in francese “mondialisme”, in inglese “globalism”), troviamo un mucchio di sciocchezze.

Il mondialismo non è ciò che viene attualmente indicato in quasi tutti i dizionari: essi ne danno una spiegazione fuorviante o addirittura, nei casi peggiori, senza senso alcuno.

Notare che in data odierna in Wikipedia in lingua italiana non esiste né la voce “mondialismo” né la voce “globalismo”, il che è molto significativo.

Il mondialismo non è un complotto demo-pluto-giudaico-massonico e neanche un complotto tout court, come ho mostrato in post precedenti.

Il mondialismo non è un processo ineluttabile della storia; notare che chi sostiene questa sciocchezza usa in genere il termine “mondializzazione”, oppure il sinonimo “globalizzazione”, il che è un piccolo trucco semantico, come ho mostrato in post precedenti.

Il mondialismo non vuole creare un unico Stato mondiale.

Il mondialismo (sono suoi sinonimi: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller) è un’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra e che vuole fare ciò per mezzo dell’ultracapitalismo.

In altre parole, il mondialismo vuole instaurare, per mezzo dell’ultracapitalismo, un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esista lo Stato.

Il mondialismo è un’ideologia antistato e come tutte le ideologie antistato è un portato del millenarismo, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Dato che, come ho scritto più volte, il millenarismo (detto anche chiliasmo) è un fenomeno esclusivo del Cristianesimo, anzi del Cristianesimo occidentale, l’ideologia mondialista si riscontra solo e unicamente in Occidente.

Il mondialismo, in ultima analisi, è un’ideologia di natura religiosa ed essendo tale è contro la Ragione, come ho scritto più volte.

Per un approfondimento, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Obama paragonato a Wile E. Coyote!

18 dicembre 2015

E doveva arrivare anche questo per Obama: il paragone con Wile E. Coyote!

Naturalmente Putin è Road Runner.

Meglio conosciuti in Italia come Vilcoyote e Beep Beep, rispettivamente.

Ecco il testo originale, da un articolo di Pascal-Emmanuel Gobry Putin just played Obama. Again. (17 dicembre 2015) su The Week:

«…What’s so frustrating about the whole thing is how effortless Putin makes it look, and how the U.S. walks right into the obvious trap every time. It’s like watching the Roadrunner and Wile E. Coyote.

The U.S.’s hands are now tied in both Syria and Ukraine, and the Obama administration did everything to make it happen.»

http://theweek.com/articles/594621/putin-just-played-obama-again

Colpisce molto il finale: «…and the Obama administration did everything to make it happen.»

Che mi sembra essere un giudizio assolutamente corretto.

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Vladimir Putin come Gary Cooper

15 dicembre 2015

Ricordate Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco (High Noon in inglese) di Fred Zinnemann?

Da Wikipedia:

«1898. Il film è ambientato nella cittadina di Hadleyville, nel Territorio del Nuovo Messico, e narra la vicenda di uno sceriffo che si sente moralmente obbligato ad affrontare un manipolo di fuorilegge che sta per giungere in città, ma viene tradito e abbandonato da tutti i cittadini.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Mezzogiorno_di_fuoco

Mi è tornato in mente leggendo quest’articolo dell’Huffington Post (15/12/2015):

Vladimir Putin, studio rivela la sua postura: non è un morbo, ma “il riflesso del pistolero”

«Non è morbo di Parkinson, non è un altro problema neurologico. Sarebbe invece dovuta all’eredità degli addestramenti sovietici nel Kgb la strana postura di Vladimir Putin quando cammina, a lungo esaminata da esperti e medici internazionali alla ricerca di prove di una malattia degenerativa. Secondo uno studio della rivista medica britannica The Bmj – realizzata da neurologi di Portogallo, Olanda e anche Italia – il ridotto movimento del braccio destro del presidente russo potrebbe essere un caso di “gunslinger gait“, “l’andatura del pistolero”, risultato degli anni da agente segreto operativo, quando veniva addestrato a muoversi in un certo modo per essere sempre pronto ad affrontare un nemico.»

http://www.huffingtonpost.it/2015/12/15/vladimir-putin-studio-rivela-sua-postura_n_8809300.html

Ormai Vladimir Putin ha sedotto tutti, perfino i giornali mondialisti soggiacciono al suo fascino (e senza neanche rendersene conto!).

Infatti scrivere che Putin ha “l’andatura del pistolero” in quanto addestrato a essere un “agente segreto operativo” (sottotesto: che agisce in difesa della patria) lo connota fortemente in senso positivo, ovvero lo pone dalla parte dei buoni, ovvero lo pone proprio dalla parte degli eroi e supereroi di Hollywood.

Non se ne sono resi conto all’Huffington Post?

La verità è che gli esseri umani (anche i giornalisti dell’Huffington Post lo sono) hanno il bisogno irrinunciabile di un capo, di qualcuno che li difenda con la forza.

In altre parole: hanno bisogno dello Stato, la cui funzione essenziale è quella di difendere la comunità “dall’aggressione di stranieri” (per mezzo dell’esercito) e “dai torti reciproci” (per mezzo della legge), come giustamente scrisse Thomas Hobbes nel 1651.

Ciò è diametralmente in opposizione alle idee demenziali dei millenaristi/mondialisti, per i quali l’uomo è fondamentalmente buono ed è lo Stato a renderlo cattivo.

Queste idee demenziali e ridicole si ritrovano purtroppo in tutta la storia della filosofia a partire da John Locke (1690) e sono un portato del millenarismo cristiano, come ho scritto più volte.

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I nostri valori e l’integrabilità degli islamici

14 dicembre 2015

Sono davvero integrabili gli islamici in uno Stato non islamico?

Oppure li consideriamo integrabili perché erroneamente proiettiamo i nostri valori su una cultura (quella islamica) che non li possiede affatto, che non possiede affatto il concetto di integrazione?

I cosiddetti islamici moderati esistono realmente?

Oppure sono moderati soltanto perché (o meglio, soltanto finché) sono una minoranza all’interno di uno Stato non islamico?

A questo proposito voglio riportare le parole di Giovanni Sartori (che, fra l’altro, è stato anche Albert Schweitzer Professor in the Humanities, Columbia University, 1979-94), da un suo editoriale del 20 dicembre 2009, intitolato L’integrazione degli islamici:

“…Due premesse. Primo, che la questione non è tra bianchi, neri e gialli, non è sul colore della pelle, ma invece sulla «integrabilità» dell’islamico. Secondo, che a fini pratici (il da fare ora e qui) non serve leggere il Corano ma imparare dall’esperienza. La domanda è allora se la storia ci racconti di casi, dal 630 d.C. in poi, di integrazione degli islamici, o comunque di una loro riuscita incorporazione etico-politica (nei valori del sistema politico), in società non islamiche. La risposta è sconfortante: no.

Il caso esemplare è l’India, dove le armate di Allah si affacciarono agli inizi del 1500, insediarono l’impero dei Moghul, e per due secoli dominarono l’intero Paese. Si avverta: gli indiani «indigeni» sono buddisti e quindi paciosi, pacifici; e la maggioranza è indù, e cioè politeista capace di accogliere nel suo pantheon di divinità persino un Maometto. Eppure quando gli inglesi abbandonarono l’India dovettero inventare il Pakistan, per evitare che cinque secoli di coesistenza in cagnesco finissero in un mare di sangue. Conosco, s’intende, anche altri casi e varianti: dalla Indonesia alla Turchia. Tutti casi che rivelano un ritorno a una maggiore islamizzazione, e non (come si sperava almeno per la Turchia) l’avvento di una popolazione musulmana che accetta lo Stato laico.

Veniamo all’Europa. Inghilterra e Francia si sono impegnate a fondo nel problema, eppure si ritrovano con una terza generazione di giovani islamici più infervorati e incattiviti che mai. Il fatto sorprende perché cinesi, giapponesi, indiani, si accasano senza problemi nell’Occidente pur mantenendo le loro rispettive identità culturali e religiose. Ma — ecco la differenza — l’Islam non è una religione domestica…”

http://www.corriere.it/editoriali/09_dicembre_20/sartori_2eb47d0c-ed3e-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml

Vedi anche qui:

http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_05/sartori-replica-islam_ddd2dd00-f9c4-11de-ad79-00144f02aabe.shtml

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Organizzare l’invasione del proprio territorio

13 dicembre 2015

Ho letto su Sputnik una frase che mi ha molto colpito:

“La Russia fornisce assistenza alla Francia ed aspetta il collasso del dollaro USA e l’implosione dell’Unione Europa, che con le sue politiche, come un gallo nell’aia della storia, organizza l’invasione del suo stesso territorio [il corsivo è mio].”

http://it.sputniknews.com/mondo/20151207/1682136/Putin-america-in-un-angolo.html

È la traduzione di un articolo in francese scritto da Nicolas Bonnal:

http://www.bvoltaire.fr/nicolasbonnal/poutine-soumet-lhyper-impuissance-americaine,222662

A parte che nell’originale francese il gallo è “decapitato” (“comme un coq étêté dans la basse-cour de l’histoire”) e quindi il paragone ha più senso (sicuramente c’è stato un refuso nell’articolo tradotto), la comprensione da parte dell’autore di un fatto evidentissimo (organizzare l’invasione del proprio territorio), ma invisibile per la propaganda mondialista dell’Occidente, mi ha molto colpito.

Perché l’Occidente organizza l’invasione del proprio territorio?

Perché, come ripeto ormai da parecchio tempo (in solitudine, sia chiaro), l’Occidente è in preda al millenarismo e vuole eliminare lo Stato.

È strano che pochi realizzino compiutamente questa verità così evidente (che l’Occidente stia organizzando l’invasione del proprio territorio).

O meglio, è la dimostrazione dell’enorme potenza dei memi egoisti, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/02/loccidente-non-ha-piu-guide-falso/

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Il fenomeno Donald Trump era prevedibile

10 dicembre 2015

Il fenomeno Donald Trump non è scaturito dal nulla, ma è il prodotto inevitabile, del tutto prevedibile, del suicidio che l’Occidente sta commettendo con la sua ideologia mondialista.

Avrebbe dovuto essere ovvio che a un certo punto il popolo, resosi almeno parzialmente conto del suicidio a cui lo sta spingendo l’élite mondialista, avrebbe invocato un leader di segno contrario a quest’ultima.

E Donald Trump (un uomo indubbiamente molto intelligente) ha risposto a quest’invocazione.

Scandalizzarsi adesso delle frasi di costui (“Chiudere le frontiere ai musulmani”, “Per fermare l’estremismo islamico chiudiamo Internet”, ecc. ecc.) è francamente sciocco.

Per le suddette frasi di Trump:

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/12/08/chiudere-frontiere-musulmani-tutti-contro-donald-trump_2k1Dijd0bUYrmnvumxui6O.html

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/12/08/usa-trump-per-fermare-estremismo-islamico-chiudiamo-internet_2kp3p2oUI88Q7tKTQ2p2TK.html

E dirò di più: se Donald Trump non dovesse farcela a vincere le elezioni presidenziali americane (per il momento i sondaggi lo danno largamente in testa nelle preferenze degli elettori repubblicani), in un prossimo futuro inevitabilmente comparirà un candidato più estremista di lui.

Perché non si può pretendere di spingere un popolo a suicidarsi senza che esso, a un certo punto, si ribelli.

A maggior ragione il grande popolo americano.

Per chi dubitasse del favore di cui Trump gode oggi presso l’elettorato repubblicano:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-12-09/bloccare-musulmani-donald-trump-tira-dritto-e-vola-sondaggi-213304.shtml?uuid=ACFQOEqB

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/tutti-contro-trump-lui-avanza-nei-sondaggi-minaccia-corro-so-1202991.html

Più Obama, allo scopo demenziale di condurre il genere umano nell’Età dello Spirito Santo (come preconizzato dal millenarista medievale Gioacchino da Fiore), mette in pericolo la sicurezza e la sopravvivenza dei suoi connazionali, più i voti per Trump aumentano.

In effetti, il più grande sostenitore di Trump è proprio Barack Hussein Obama, che ha un nome inconfondibilmente islamico: Hussein.

Hussein è il diminutivo di Hasan:

https://it.wikipedia.org/wiki/Hussein

E Hasan è un nome arabo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Hasan_%28nome%29

Hussein è infatti il nome che assunse il nonno di Obama quando si convertì all’Islam:

https://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama,_Sr.

Ci stupiamo che gli elettori repubblicani oggi preferiscano Trump?

È possibile che anche la maggioranza degli elettori americani lo preferirà al momento delle prossime elezioni presidenziali.

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I mondialisti cascano dal pero

8 dicembre 2015

C’è un’espressione italiana che descrive perfettamente la situazione politica attuale: “cascare dal pero”.

cascare dal pero: Dover prendere atto, in genere dolorosamente, di una data realtà. Anche essere costretti a cambiar vita, peggiorandone il tenore, a causa di un rovescio economico e simili. Oppure essere costretti ad abbandonare un atteggiamento di superiorità, di snobismo, di altezzosità.

http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/P/pero.shtml

Ecco, oggi i mondialisti cascano dal pero, vedi per esempio qui:

Il successo della Le Pen e l’Europa della paura

«Con la sinistra che si è suicidata volendo essere destra, la mappa politica dell’Europa è diventata a poco a poco uno grande monocolore dove i socialisti, decimati, arrancano sempre più a fatica. Le Pen vince in Francia dopo Victor Orban in Ungheria, Jaroslaw Kaczynski in Polonia e una miriade di altri grandi e piccoli partiti conservatori. Dopo Alexis Tsipras in Grecia e Antonio Costa in Portogallo, alcuni dei rari rivoltosi di segno opposto.

Quasi tutti hanno in comune la soluzione nazionalista e anti-europea, più o meno esasperata. Di sicuro Marine Le Pen è la più netta: niente euro, niente Schengen, niente Europa, niente Islam, basta con l’economia liberale, meglio dirigismo economico e protezionismo industriale.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-12-08/il-successo-le-pen-e-l-europa-paura-083255.shtml?uuid=ACM9CApB

I mondialisti stanno incominciando dolorosamente a capire che hanno fallito, che la realtà è molto diversa dai loro sogni, che non riusciranno a imporre al mondo le loro demenziali e criminali fantasie politiche.

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Obama si dovrebbe vergognare

6 dicembre 2015

Leggo sulla Stampa del 5 dicembre 2015 questo titolo:

California, Obama: “Rischio radicalizzazione”
Il presidente Usa dopo la strage di San Bernardino: «Non ci lasceremo terrorizzare»

http://www.lastampa.it/2015/12/05/esteri/california-obama-rischio-radicalizzazione-dfVLSVpVLQU94HAFhK0wJO/pagina.html

Obama si dovrebbe vergognare.

Come comandante in capo degli Stati Uniti d’America, il massimo responsabile del terrorismo islamico è proprio lui.

Il terrorismo islamico, ovvero la slatentizzazione del proselitismo bellico insito nell’Islam, è principalmente opera sua.

Egli (insieme al suo predecessore Bush junior, sia chiaro, che demolì lo Stato dell’Iraq) ha gettato non solo gli Stati Uniti d’America ma l’intero Occidente in questa guerra permanente con l’Islam.

Si prenda le sue responsabilità e si dimetta.

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San Bernardino: ennesimo episodio della guerra permanente

4 dicembre 2015

La fatale illusione del mondialismo è quella di ritenere che l’eliminazione dello Stato conduca all’eliminazione del Male.

Eliminato lo Stato, verrà automaticamente instaurata sulla terra l’Età del Bene.

Il mondialismo appartiene, dunque, alla classe delle ideologie antistato.

Come ho mostrato più volte, tutte le ideologie antistato sono esempi di millenarismo (che è fenomeno esclusivo del Cristianesimo), vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato.

È opinione diffusa che il millenarismo sia un fenomeno riscontrabile anche in altre religioni (Ebraismo e Islam) e perfino nel Nazismo.

Come ho mostrato più volte, ciò è errato, in quanto il millenarismo consiste nella volontà di eliminare lo Stato e tale volontà si trova solo e unicamente nel Cristianesimo.

Il Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni prima del giudizio universale (la narrazione del millenarismo) non è in realtà un Regno, uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente.

Per inciso, nel Cristianesimo orientale il millenarismo viene neutralizzato grazie al cesaropapismo, vale a dire grazie al geniale stratagemma inventato da Costantino il Grande di subordinare la Chiesa allo Stato.

L’Occidente vuole imporre il millenarismo al mondo intero, laddove invece esistono altre religioni, altre culture, che non lo accetteranno mai, per esempio l’Islam.

Ciò porta a una guerra permanente tra Islam e Occidente.

La strage di San Bernardino in California del 2 dicembre altro non è che l’ennesimo episodio di questa guerra.

Che continuerà finché l’Occidente non cesserà di imporre al mondo il suo millenarismo (suo e di nessun altro).

I ridicoli tentativi da parte dell’Occidente di voler insegnare agli islamici quale sia il vero Islam cadranno, ovviamente, nel vuoto.

Sono solo gli islamici, ovviamente, a sapere qual è il vero Islam.

La colpa primaria della situazione, il primum movens, non è degli islamici, ma dell’Occidente mondialista e millenarista.

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