Archive for febbraio 2016

In Italia è tabù parlare di mondialismo

17 febbraio 2016

È vietato in Italia parlare di mondialismo.

Anzi, è tabù.

Chi viola questo tabù diventa automaticamente “politically incorrect” (populista, fascista, ecc. ecc.), oppure complottista.

In altre parole: cattivo o pazzo.

A questo proposito voglio citare L’impero impazzito di Washington, un recente articolo di Fulvio Scaglione, il quale evidentemente non vuole essere né l’uno né l’altro:

“Più in generale, l’impero sembra ormai in preda a una formidabile mancanza di lucidità. Si è impegnato in tutte le imprese più devastanti degli ultimi decenni. La guerra in Iraq del 2003, inventata da Bush e Blair. La guerra in Libia del 2011. E’ coinvolto nel modo che sappiamo in Siria. Ogni volta interlocutori diversi, dalla Russia alla Germania, dalla Francia a milioni di pacifisti fino a esperti di ogni genere e grado, hanno messo in guardia dalle conseguenze. Imperterrito, l’impero è andato avanti, con i risultati che vediamo ogni sera nei Tg. Risultati che sono sempre gli stessi: frammentazione, disgregazione, terrorismo. E la strategia si replica anche in Europa: basi Nato a 120 chilometri da San Pietroburgo, scudo stellare in Polonia (2008), rivolgimento in Ucraina, richiamo ai Paesi dell’ex Est che guardano più a Washington che a Bruxelles… Risultato: guerra in Ucraina e Unione Europea a pezzi. Forse così più pronta a firmate il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership)? Come già ai tempi dell’Iraq, anche ora spuntano generali e analisti americani che invocano la partizione della Siria. La Libia, quella, è già in frammenti.

Forse c’è una logica, in questa follia, ma è difficile vederla [il corsivo è mio].”

http://www.fulvioscaglione.com/2016/02/15/limpero-impazzito-di-washington/

Davvero è difficile vederla?

Scaglione, guardi meglio: il Re è nudo!

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Nuovi livelli di propaganda mondialista

5 febbraio 2016

La propaganda mondialista è alla frutta: non sapendo più che diavolo argomentare contro Putin e la Russia e avendo quell’elefante nella stanza che è il disastro europeo (il disastro dell’euro sommato al disastro dell’immigrazione islamica incontrollata), non sapendo proprio più che dire, è arrivata al punto di inventarsi che per Vladimir Vladimirovič Putin e per i russi “2×2=5” [sic].

Basta scrivere in Google “putin due per due fa cinque” senza virgolette per trovare l’editoriale di Limes (4/02/2016) intitolato Due per due fa cinque?:

L’«idea russa» esprime talvolta una logica propria, variamente distillata dai colossi della letteratura russa dell’Ottocento, da Tjut0ev a Turgenev, da Dostoevskij a Tolstoj. Per il mondo euro-americano è una (il)logica paradossale. Figlia della volontà, non della ragione. Formalizzata nel «non senso» di certo pensiero russo, per cui lo sconcertante 2×2=5 prevale sull’«evidenza» occidentale del 2×2=4. Secondo lo slavista svizzero Felix Philipp Ingold, «il rinascente patriottismo granderusso» e la stessa riconquista della Crimea possono comprendersi sullo sfondo del rinnovato irradiamento di questa peculiarissima aritmetica, «che sembra confermare la “giustezza” della falsa formula 2×2=5»…

http://www.limesonline.com/cartaceo/due-per-due-fa-cinque

Ma le atomiche di Putin, ossia dei russi, ragionano perfettamente.

E se Putin venisse disarcionato, andrebbero al potere coloro che sono meno pacifisti di lui.

E così finirà, una volta per tutte, la follia criminale del mondialismo.

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