Archive for marzo 2016

Se questa donna diventasse Presidente, rischieremmo la guerra nucleare

29 marzo 2016

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Le lacrime di coccodrillo dell’élite mondialista

23 marzo 2016

Donald J. Trump for President

19 marzo 2016

Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

7 marzo 2016

Il mondialismo durerà meno del comunismo, una delle altre ideologie antistato, il quale è durato settantaquattro anni: dalla rivoluzione russa del 1917 al dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il motivo è semplice da capire: il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana, non solo rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro (a differenza del mondialismo), e quindi rimanda sine die i tremendi danni correlati a quest’eliminazione (p.e. l’immigrazione islamica incontrollata), ma oltre a ciò utilizza la via dell’anticapitalismo, invece di quella dell’ultracapitalismo utilizzata dal mondialismo.

Così, nell’ambito dell’economia, se da un lato il comunismo vieta l’arricchimento privato (il che è un elemento negativo), dall’altro sconfigge la povertà (il che è un elemento fortemente positivo), povertà che invece viene inevitabilmente prodotta dall’ultracapitalismo, il quale non è il normale capitalismo, quello a cui siamo stati abituati per molto, moltissimo tempo, ma è un capitalismo ingiusto e distruttivo, cioè un capitalismo privo del contrappeso dello Stato.

Per una definizione esatta del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

Per il nesso tra il comunismo e l’eliminazione dello Stato:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

Per le diverse vie utilizzate dalle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

In altre parole il mondialismo, come ideologia antistato, è molto più virulento e devastante del comunismo e provoca quindi reazioni contrarie molto più rapide e intense.

Non solo da parte dei popoli nei quali il mondialismo non ha attecchito (praticamente tutti tranne quelli occidentali), ma anche da parte di coloro che Arnold J. Toynbee chiamerebbe “proletariato interno”.

Al momento presente, infatti, i proletariati interni dei popoli storicamente più volitivi e determinati dell’Occidente si stanno vistosamente ribellando al mondialismo che li affligge (vedi Marine Le Pen, Donald Trump, ecc. ecc.) e lo possono facilmente fare perché nella cultura occidentale vige la democrazia: al popolo viene data periodicamente la possibilità di scegliere chi lo governerà per un determinato lasso di tempo. E questa possibilità di scelta non può essere tolta impunemente, perché ciò legittimerebbe una rivoluzione violenta.

È vero che il popolo può essere ingannato, manipolato, ecc. ecc., ma alla lunga (se non sarà questa volta, sarà la prossima) prenderà inevitabilmente coscienza di essere rimasto sia indifeso che impoverito.

Oltre ogni limite, oltre ogni decenza.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.