Archive for maggio 2016

La globalizzazione non esiste

31 maggio 2016

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/globalizzazione/

In altre parole non esiste un processo storico ineluttabile (la globalizzazione), bensì un’ideologia (il globalismo o mondialismo).

Ebbene non sono l’unico a pensarla così:

«Il termine globalizzazione perde, però, qualsiasi significato se diventa una nozione di cui si abusa e rischia di essere un alibi per interessi di ogni genere. È necessario non fraintendere il significato di questo processo e delle sue conseguenze epocali. Non sono in gioco forze naturali, ma interessi di gruppi sociali. In senso sociologico la globalizzazione non esiste, è una costruzione ideologica [per ulteriori approfondimenti si veda Touraine A., Comment sortir du liberalisme?, Fayard, Paris, 1999], solo per la sfera finanziaria è possibile parlare legittimamente di integrazione crescente [il neretto è mio].»

Vincenzo Cesareo e Mauro Magatti (a cura di), Le dimensioni della globalizzazione, Franco Angeli, 2000, pag. 91

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Il conflitto interno ebraico

26 maggio 2016

Oggi siamo di fronte a questo conflitto interno della comunità ebraica mondiale: da una parte ci sono il sionismo (che è un nazionalismo) e lo Stato d’Israele, dall’altra ci sono quegli ebrei a tutt’oggi ancorati all’antica tradizione ebraica di essere contro lo Stato (che, come ho già scritto, non è affatto un’ideologia antistato, ma è stata una tradizione necessaria a mantenere in vita il popolo ebraico e la religione ebraica dalla Diaspora fino alla creazione dello Stato d’Israele nel 1948).

Di questo conflitto, ignorato da coloro che in tutto il mondo farneticano poco intelligentemente di mondialismo sionista (in inglese zionist globalism), il quale è un evidente ossimoro, ho scritto in più post, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/09/ma-la-comunita-ebraica-mondiale-da-che-parte-sta/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Il punto nodale della questione è il seguente: se il mondialismo vincesse, lo Stato d’Israele verrebbe spazzato via, esattamente come tutti gli altri Stati, perché il mondialismo non vuole affatto creare un unico Stato mondiale, vuole invece eliminare lo Stato dalla faccia della terra, vuole creare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non esista lo Stato.

Gli ebrei statunitensi che sostengono l’elezione di Hillary Clinton, uno dei peggiori burattini del mondialismo, non si vergognano di sostenere in realtà l’eliminazione dello Stato d’Israele?

Al loro posto mi vergognerei profondamente.

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Discolparsi incolpando altri

11 maggio 2016

Come si può facilmente appurare tramite Google, la colpa dell’odierna situazione rovinosa dell’Occidente (vale a dire la colpa del tentativo di nullificare la sovranità degli Stati, ciò che propriamente costituisce il cosiddetto mondialismo) viene attribuita, di volta in volta, a innumerevoli attori:

gli ebrei (l’ossessione di tanti, in Italia e all’estero), la massoneria, il capitalismo, l’imperialismo degli Stati Uniti d’America, l’ineluttabilità della storia (quindi il Destino), i kazari (ma chi saranno costoro? gli abitanti del Kazakistan?), i satanisti (quindi il Diavolo), gli alieni rettiliani (per chi ama la science fiction), e così via, di delirio in delirio.

Invece per capire quale sia la vera causa del mondialismo, che è l’ennesima ideologia antistato, occorre storicizzare il Cristianesimo.

Il Cristianesimo, come è noto da molto tempo, nacque come rivolta sociale, come reazione allo schiavismo dell’Impero romano, dello Stato romano.

La crocifissione altro non era che la pena capitale romana per gli schiavi che si ribellavano.

Come ho scritto in un mio saggio (Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, pag. 76):

«Il crocifisso (Cristo crocifisso) è un simbolo antiromano d’intensità estrema, perché è la rappresentazione figurativa dell’illegittimità della schiavitù e quindi della sua condanna.
Il crocifisso appare come un simbolo religioso, ma in realtà è un fortissimo simbolo politico.
È questo che noi cristiani adoriamo nei templi cristiani, ossia nelle chiese: la condanna della schiavitù.»

È ovvio quindi che la koinè dell’Occidente sia l’odio verso lo Stato, in quanto nell’inconscio collettivo dell’Occidente lo Stato è sempre, indelebilmente, lo Stato schiavista romano.

Nel Nuovo Testamento quest’odio verso lo Stato raggiunge l’acme nell’ultimo libro, l’Apocalisse di Giovanni, dal quale nacque la dottrina del millenarismo, di cui ho scritto più volte.

Eccone un passo molto significativo:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente.»

Giovanni, Apocalisse, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

Il millenarismo, cioè la credenza dell’imminente instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni prima del giudizio universale e della fine dei tempi, altro non è che la prescrizione di eliminare il Male in questo mondo terreno e nel presente, qui e ora, senza aspettare il paradiso.

È palese che si tratta del manifesto di una rivoluzione politica contro lo Stato romano, contro Roma, la quale infatti nell’Apocalisse è chiamata “Babilonia la grande”, “la grande prostituta” e simili (Bibbia CEI 2008).

Così cadde l’Impero romano d’Occidente e si ebbe il Medio Evo.

Nel corso del tempo l’atteggiamento della Chiesa di Roma verso il millenarismo è stato ambiguamente altalenante, tanto è vero che oggi, dopo parecchi secoli di rifiuto del millenarismo da parte di essa, Papa Bergoglio è manifestamente un papa apocalittico-millenarista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

Per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, il millenarismo fu fin dall’inizio completamente soffocato (per così dire sul nascere) dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

Infatti l’Impero romano d’Oriente non cadde come quello d’Occidente e non vi fu in Oriente quel singolare fenomeno storico che noi chiamiamo Medio Evo.

Con tutto ciò non voglio affatto sostenere che il Cristianesimo sia negativo: è invece una benedizione per l’umanità intera, senza di esso noi oggi saremmo quasi tutti schiavi.

Per non parlare della scienza: essa infatti, come mostrò Ludovico Geymonat (il noto filosofo della scienza), è una conseguenza dell’eliminazione dello schiavismo.

In altre parole, il Cristianesimo è il motore della storia e ha trasformato il mondo.

Ma non c’è niente che non comporti un costo, ogni cosa ha il suo dritto e il suo rovescio, e il costo dell’eliminazione dello schiavismo e della nascita della scienza fu l’odio verso lo Stato che caratterizza l’Occidente.

In realtà potremmo tenerci il dritto dell’Occidente, ossia l’eliminazione dello schiavismo e la scienza, e annullarne il rovescio, ossia l’odio verso lo Stato: basterebbe essere consapevoli della genesi storica del Cristianesimo (consapevolezza che purtroppo non c’è affatto).

Tutto ciò lo vado scrivendo da tempo, ma invano.

Si preferisce delirare, incolpando altri, piuttosto di ammettere che l’ideologia antistato è insita nel Cristianesimo, nell’Occidente, in noi stessi.

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Analisi miserevoli III

3 maggio 2016

Leggo su Conflitti e Strategie, pubblicato anche da Sputnik, un recente articolo di Gianni Petrosillo (del 22/04/2016), intitolato La previsione di Brzezinski:

«Gli Stati Uniti non sono più una potenza assoluta anche se mantengono il dominio del cielo, del mare e della terra. Per ora. Tuttavia, la supremazia americana si è indebolita, in virtù dell’emergere di nuovi player geopolitici che, almeno a livello regionale, iniziano a tenerle testa. Per un quindicennio, dall’implosione dell’URSS fino ai primi anni del XXI secolo, gli Usa hanno coltivato il sogno dell’impero e lo hanno giustificato con un apparato ideologico di mascheramento chiamato globalizzazione. La globalizzazione, benché si presentasse, teleologicamente, come un destino inevitabile per tutti i popoli che accedevano alla civiltà (economica, finanziaria, politica, culturale e sociale) era la proiezione di questa supremazia occidentale sullo scenario internazionale. La grande narrazione idealistica si è però sfilacciata con il venir meno del sostrato geopolitico sulla quale si basava: la suddetta egemonia americana. Qualcosa resiste ancora di quell’orizzonte mitico ma sono bagliori di illusioni.»

http://www.conflittiestrategie.it/la-previsione-di-brzezinski

http://katehon.com/it/article/america-declino-la-previsione-di-brzezinski

http://it.sputniknews.com/mondo/20160502/2590481/america-usa-declino-brzezinski.html

Che la globalizzazione (o mondializzazione) non esista affatto e che sia in realtà una frode della propaganda mondialista (frode di cui molti si sono fatti portavoce, p.e. Alain de Benoist) lo scrivo da tempo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/12/il-cicap-luaar-la-propaganda-mondialista-la-ragione-e-i-soldi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/tag/alain-de-benoist/

Ma che per Petrosillo tutto si riduca poi a semplice e banale imperialismo degli Stati Uniti d’America mi lascia a bocca aperta dallo stupore.

Com’è possibile non vedere che siamo di fronte all’ennesima ideologia antistato, ossia al mondialismo?

Com’è possibile non vedere il disegno complessivo tracciato dalle ideologie antistato nella storia?

Com’è possibile non vedere che la spiegazione dell’imperialismo USA non collima con la realtà?

Infatti:

perché mai il PCI, il Partito Comunista Italiano, si è trasformato in PD, il partito mondialista italiano per antonomasia?

perché mai coloro che erano fanaticamente comunisti si sono trasformati in fanatici mondialisti?

perché mai il PD è il primo partito d’Italia nei sondaggi odierni?

perché mai dal cattocomunismo si è passati al cattomondialismo?

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/21/da-cattocomunisti-a-cattomondialisti/

Dall’analisi di Petrosillo si evince che tutto ciò è avvenuto perché i comunisti italiani avrebbero fatto all’unisono (tutti quanti!) il salto della quaglia, diventando così lacchè degli imperialisti statunitensi.

Ma questo, date le dimensioni del fenomeno, è assai inverosimile, anzi del tutto impossibile.

Non solo è impossibile che tutta la dirigenza del PCI si sia venduta al capitale, è ancora più impossibile che la base abbia seguito una tale dirigenza.

Si tratta quindi dell’ennesima analisi miserevole della tragica situazione dell’Italia, del disastro europeo e del disastro dell’Occidente intero.

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