Discolparsi incolpando altri

Come si può facilmente appurare tramite Google, la colpa dell’odierna situazione rovinosa dell’Occidente (vale a dire la colpa del tentativo di nullificare la sovranità degli Stati, ciò che propriamente costituisce il cosiddetto mondialismo) viene attribuita, di volta in volta, a innumerevoli attori:

gli ebrei (l’ossessione di tanti, in Italia e all’estero), la massoneria, il capitalismo, l’imperialismo degli Stati Uniti d’America, l’ineluttabilità della storia (quindi il Destino), i kazari (ma chi saranno costoro? gli abitanti del Kazakistan?), i satanisti (quindi il Diavolo), gli alieni rettiliani (per chi ama la science fiction), e così via, di delirio in delirio.

Invece per capire quale sia la vera causa del mondialismo, che è l’ennesima ideologia antistato, occorre storicizzare il Cristianesimo.

Il Cristianesimo, come è noto da molto tempo, nacque come rivolta sociale, come reazione allo schiavismo dell’Impero romano, dello Stato romano.

La crocifissione altro non era che la pena capitale romana per gli schiavi che si ribellavano.

Come ho scritto in un mio saggio (Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, pag. 76):

«Il crocifisso (Cristo crocifisso) è un simbolo antiromano d’intensità estrema, perché è la rappresentazione figurativa dell’illegittimità della schiavitù e quindi della sua condanna.
Il crocifisso appare come un simbolo religioso, ma in realtà è un fortissimo simbolo politico.
È questo che noi cristiani adoriamo nei templi cristiani, ossia nelle chiese: la condanna della schiavitù.»

È ovvio quindi che la koinè dell’Occidente sia l’odio verso lo Stato, in quanto nell’inconscio collettivo dell’Occidente lo Stato è sempre, indelebilmente, lo Stato schiavista romano.

Nel Nuovo Testamento quest’odio verso lo Stato raggiunge l’acme nell’ultimo libro, l’Apocalisse di Giovanni, dal quale nacque la dottrina del millenarismo, di cui ho scritto più volte.

Eccone un passo molto significativo:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente.»

Giovanni, Apocalisse, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

Il millenarismo, cioè la credenza dell’imminente instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni prima del giudizio universale e della fine dei tempi, altro non è che la prescrizione di eliminare il Male in questo mondo terreno e nel presente, qui e ora, senza aspettare il paradiso.

È palese che si tratta del manifesto di una rivoluzione politica contro lo Stato romano, contro Roma, la quale infatti nell’Apocalisse è chiamata “Babilonia la grande”, “la grande prostituta” e simili (Bibbia CEI 2008).

Così cadde l’Impero romano d’Occidente e si ebbe il Medio Evo.

Nel corso del tempo l’atteggiamento della Chiesa di Roma verso il millenarismo è stato ambiguamente altalenante, tanto è vero che oggi, dopo parecchi secoli di rifiuto del millenarismo da parte di essa, Papa Bergoglio è manifestamente un papa apocalittico-millenarista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

Per quanto riguarda il Cristianesimo orientale, il millenarismo fu fin dall’inizio completamente soffocato (per così dire sul nascere) dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

Infatti l’Impero romano d’Oriente non cadde come quello d’Occidente e non vi fu in Oriente quel singolare fenomeno storico che noi chiamiamo Medio Evo.

Con tutto ciò non voglio affatto sostenere che il Cristianesimo sia negativo: è invece una benedizione per l’umanità intera, senza di esso noi oggi saremmo quasi tutti schiavi.

Per non parlare della scienza: essa infatti, come mostrò Ludovico Geymonat (il noto filosofo della scienza), è una conseguenza dell’eliminazione dello schiavismo.

In altre parole, il Cristianesimo è il motore della storia e ha trasformato il mondo.

Ma non c’è niente che non comporti un costo, ogni cosa ha il suo dritto e il suo rovescio, e il costo dell’eliminazione dello schiavismo e della nascita della scienza fu l’odio verso lo Stato che caratterizza l’Occidente.

In realtà potremmo tenerci il dritto dell’Occidente, ossia l’eliminazione dello schiavismo e la scienza, e annullarne il rovescio, ossia l’odio verso lo Stato: basterebbe essere consapevoli della genesi storica del Cristianesimo (consapevolezza che purtroppo non c’è affatto).

Tutto ciò lo vado scrivendo da tempo, ma invano.

Si preferisce delirare, incolpando altri, piuttosto di ammettere che l’ideologia antistato è insita nel Cristianesimo, nell’Occidente, in noi stessi.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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