Archive for luglio 2016

Il chiodo fisso di Hillary

29 luglio 2016

Hillary Clinton accetta la nomination: “Non credete a Trump e non dategli i codici nucleari”

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-elezioni-usa-2016/hillary-clinton-accetta-la-nomination-non-credete-a-trump-e-non-dategli-i-codici-nucleari-_3022999-201602a.shtml

Dateli a me invece, li saprò usare benissimo…

È proprio il caso di dire:

la lingua batte dove il dente duole.

In inglese:

the tongue ever turns to the aching tooth

oppure

the tongue always returns to the sore tooth.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Donald Trump ribadisce che è contro il mondialismo

23 luglio 2016

Donald Trump aveva già detto molto chiaramente di essere contro il mondialismo, in inglese globalism, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

L’ha ribadito nel suo discorso di accettazione della candidatura repubblicana alla presidenza degli Stati Uniti d’America (Donald J. Trump Republican Nomination Acceptance Speech, Cleveland, OH, July 21, 2016):

«Tonight, I will share with you my plan of action for America.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First.

Americanism, not globalism, will be our credo.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-republican-nomination-acceptance-speech

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Il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi

22 luglio 2016

Leggo sulle news di Google:

Erdogan: «Stato di emergenza per tre mesi». «Forse coinvolti altri paesi»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/erdogan-forse-altri-paesi-coinvolti-golpe-221431.shtml

Francia, prorogato di sei mesi lo stato d’emergenza

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/francia-prorogato-sei-mesi-stato-d-emergenza-074945.shtml

Insomma, il risultato del delirio mondialista è questo: che il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato infatti il mondialismo a risvegliare il proselitismo bellico insito nell’Islam, che era da lungo tempo sopito.

Ma perché l’ha risvegliato?

Il mondialismo vorrebbe che gli islamici abbracciassero la sua ideologia antistato, che è un prodotto del Cristianesimo, come ho abbondantemente mostrato nei miei scritti.

Non è un prodotto degli ebrei, o dei massoni, o dei satanisti, o dei rettiliani e così via, è un prodotto del Cristianesimo (o meglio del Cristianesimo occidentale, vale a dire cattolico e protestante, mentre il Cristianesimo ortodosso ha seguito una via differente, come ho più volte spiegato).

Il punto nodale della questione è che gli islamici non sono cristiani.

Questa verità lapalissiana viene respinta dai pazzi mondialisti, che sono in preda a quella che a buon diritto può essere definita una psicosi religiosa collettiva.

Essi vorrebbero che tutti i popoli del mondo adottassero l’imperativo di eliminare lo Stato contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Ma costringere gli islamici a eliminare lo Stato, concetto che per loro è addirittura inimmaginabile, porta necessariamente a una loro ribellione.

E più violenta è la costrizione, più violenta è la ribellione.

Erdogan è la dimostrazione vivente che gli islamici non saranno mai né democratici, né tantomeno mondialisti: o sono per l’autocrazia o sono per la teocrazia islamica.

E la religione islamica, al contrario di quella cristiana, non è affatto contro lo Stato, quindi dire teocrazia islamica vuol dire Stato.

La condotta folle, stupida e criminale verso l’Islam di George W. Bush (l’uomo che la fede in Gesù Cristo salvò dall’alcolismo), di Obama (il fallimento politico personificato) e di Hillary Clinton (che è stata per quattro anni Segretario di Stato, con catastrofici risultati), tutti alfieri del mondialismo, ha portato a questo disastro mondiale, al mondo sull’orlo di una crisi di nervi.

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Erdogan una delusione?

19 luglio 2016

Leggo sul Corriere del Ticino quest’articolo:

L’ira di Obama: Erdogan è una delusione
Dopo che Ankara ha accusato gli Stati Uniti di essersi posta dietro al fallito colpo di Stato in Turchia

«NEW YORK – Tra le mura della Casa Bianca in queste ore Barack Obama non nasconde la sua rabbia verso Ankara, che ora accusa gli Usa di essere dietro al fallito colpo di Stato in Turchia. E non nasconde la sua profonda preoccupazione per il deterioramento delle relazioni con un alleato chiave degli Stati Uniti, il cui ruolo è centrale soprattutto nella lotta all’Isis…

…Ora che i rapporti tra Washington e Ankara rischiano di finire definitivamente in rotta di collisione, la delusione di Obama è enorme, raccontano nel suo entourage. Il presidente americano, fin dalla sua elezione nel 2008, aveva creduto in Erdogan. Aveva visto in lui – nonostante i critici – il modello di un leader musulmano moderno, democratico, capace di favorire la non facile stabilizzazione di un Medio Oriente da troppo tempo polveriera del mondo [il neretto è mio]. Nel 2011 in un’intervista al Time indicava il presidente turco come uno dei cinque leader mondiali con cui aveva rapporti più stretti, insieme ad Angela Merkel o a David Cameron…»

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/159571/l-ira-di-obama-erdogan-%C3%A8-una-delusione

Erdogan una delusione?

Lo può essere solo per chi, come Obama, vive di illusioni.

Nessuno che abbia ben presente il piano di realtà si è mai fatto illusioni su Erdogan.

Non è assolutamente possibile che l’intelligence americana si sia mai fatta illusioni su di lui.

Obama, quindi, da comandante in capo della prima potenza militare del pianeta, ha deliberatamente ignorato la sua propria intelligence per inseguire illusioni, chimere e fantasie.

Se Erdogan fosse «il modello di un leader musulmano moderno, democratico»…

Se, se, se…

If pigs had wings they could fly.

Obama dovrebbe essere sollevato dal suo incarico.

Mettiamo il caso che scoppi una crisi ben più grave del fallito golpe turco, una crisi che comportasse la terribile eventualità di un imminente attacco nucleare.

Chi ci assicura che un wishful thinker come Obama sia in grado di prendere le decisioni giuste?

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Obama è un wishful thinker?

18 luglio 2016

Leggo un’intervista a Massimo Introvigne pubblicata oggi sul Corriere del Ticino:

“Il goffo tentativo dei militari rafforza il leader”
Intervista a Massimo Introvigne, esperto di Medio Oriente: “Gülen non c’entra, pure lui è per un Paese islamico»

«…Il fatto che il golpe abbia compattato la Turchia attorno ad un leader che si trovava in difficoltà, non induce a credere che possa essere stata una manfrina (pur violenta e sanguinosa) orchestrata dallo stesso Governo?

«Non credo alle tesi complottiste in quanto ad un certo momento Erdogan se l’è vista davvero brutta [il neretto è mio], tanto che ad un certo punto aveva davvero pensato di fuggire all’estero. Credo che sia stata una cosa organizzata da settori dell’esercito nostalgici della vecchia Turchia laica e massonica di Ataturk. Ma organizzata male, senza coordinamento né con gli ufficiali superiori (tutti i generali, tranne uno, erano contrari all’azione) né con l’estero: un passaggio decisivo nella sconfitta dei golpisti è stata infatti la presa di posizione degli USA a favore del Governo [il neretto è mio]…»

http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/159572/il-goffo-tentativo-dei-militari-rafforza-il-leader

Che il golpe fosse vero e che Obama abbia di fatto salvato Erdogan, con la sua dichiarazione di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia, lo penso anch’io, vedi il mio post precedente.

E Obama non si immaginava affatto che poi Erdogan gli si sarebbe rivoltato contro.

Ma il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha a disposizione schiere e schiere di analisti e di esperti?

L’impressione, nettissima, è che Obama agisca non tenendo in nessun conto la realtà, ma basandosi unicamente su un’ideologia preconcetta.

Che egli, cioè, sia un wishful thinker, vedi ciò che ho scritto qui a proposito del fanatismo religioso collettivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/28/la-brexit-lhillary-factor-e-il-cretinismo-mondialista/

È, del resto, l’accusa di Donald Trump a Obama:

“Sta vivendo in un mondo immaginario”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-2016-trump-attacca-obama-e-hillary-hanno-diviso-il-paese-_3019601-201602a.shtml

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L’ultimo pasticcio di Obama

18 luglio 2016

Al momento non si comprende granché della reale dinamica del fallito golpe turco.

Tanto per fare qualche esempio, alcuni sostengono che si tratti di un vero golpe, altri che sia un golpe fasullo organizzato da Erdogan stesso; alcuni sostengono che il golpe sia stato istigato dagli USA, altri che gli USA abbiano salvato Erdogan con la dichiarazione di Obama, fatta sabato alle ore 2.05 del mattino, ora locale di Istanbul (1, 2), di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia (3, 4); e così via.

Per inciso, è da ricordare che anche Hitler fu democraticamente eletto e con ben il 43,9% dei voti.

Ci sono però alcune certezze oggettive, fra le quali una spicca su tutte: l’assoluta incapacità di Obama di gestire la politica estera degli Stati Uniti d’America.

Infatti Erdogan, una volta sventato il golpe, vero o falso che fosse, ha attaccato proprio gli USA:

“Erdogan, infatti, ha puntato apertamente il dito contro gli Stati Uniti. La scusa è che ospita il suo ex alleato diventato nemico mortale, l’islamista Fehtullah Gulen

…Nell’immediato, Erdogan chiede lo scalpo di Gulen. Il segretario di Stato John Kerry vuol vedere le prove della colpevolezza. Forse ci sono, forse no, ma non sarà difficile fabbricarle. Se Washington cede è una resa incondizionata. Obama non solo si spara sugli alluci, ma azzoppa anche la candidatura di Hillary Clinton e apre la porta a un Donald Trump che batte la gran cassa accusando le incertezze, le contraddizioni, i veri e propri pasticci della politica estera americana negli otto anni di Obama (e nei quattro anni in cui Hillary è stata la responsbaile degli affari internazionali). Se tiene duro, la frattura con la Turchia potrà arrivare fino al punto da mettere in pericolo la Nato.

Un dilemma terribile al quale il presidente non è preparato…”

http://formiche.net/2016/07/17/perche-tra-erdogan-e-obama-succedono-cose-turche/

Mi pare che i dilemmi terribili ai quali Obama non era preparato siano stati molti.

Troppi.

———————

(1)

http://www.reuters.com/article/turkey-security-timeline-idUSL8N1A158X

(2)

http://www.trtworld.com/turkey/turkey-attempted-coup-timeline-of-events-144495

(3)

“E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s’affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell’America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d’abbandonare un presidente che – seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie – restava l’unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura…”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/braccio-ferro-usa-russia-dietro-golpicino-turca-1285151.html

(4)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/07/15/readout-presidents-call-secretary-john-kerry

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Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato

16 luglio 2016

C’è chi ha l’assurda convinzione che la Chiesa di Roma sia dalla parte dello Stato e segnatamente da quella dello Stato italiano.

Ma questo significa non capire assolutamente nulla della storia.

Lo Stato italiano nacque contro la volontà della Chiesa di Roma.

Gli Stati europei tutti nacquero contro la volontà della Chiesa di Roma.

La fortuna del popolo inglese (attestata dal fatto che oggi l’inglese è la lingua internazionale) è dovuta a Enrico VIII, che ebbe il coraggio di attuare lo scisma anglicano, introducendo in Occidente il cesaropapismo inventato da Costantino il Grande.

Così gli inglesi sono indubbiamente il popolo più riuscito dell’Occidente.

All’estremo opposto, senza quel miracolo inaspettato che fu Napoleone I, «un popolo di larve e di morti», come Giuseppe Prezzolini definì il popolo italiano, forse non sarebbe mai arrivato all’Unità d’Italia.

Ritornando ai giorni nostri, è vero che Papa Bergoglio ha provocato uno strappo nella tradizione plurisecolare della Chiesa di Roma di rifiutare il millenarismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Ma egli rappresenta soltanto lo stadio finale di un lungo processo.

Papa Wojtyła, per esempio, invocò il Nuovo Ordine Mondiale, come riportato in un articolo di John Hooper intitolato Pope calls for a new world order e pubblicato il 2 gennaio 2004 sul Guardian:

«Pope John Paul II launched one of the most important diplomatic initiatives of his long papacy yesterday when he called for a new international order to replace the one that emerged from the second world war.»

https://www.theguardian.com/world/2004/jan/02/catholicism.religion

Così Ida Magli l’accusò di essere massone e Maurizio Blondet di essere ebreo, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

Macché massone, macché ebreo, era niente di più e niente di meno che il Papa, il capo della Chiesa di Roma.

È vano e ridicolo cercare capri espiatori del mondialismo, come la massoneria e l’ebraismo.

È ancora peggio ricorrere a idee deliranti come il satanismo, vedi qui dove Maurizio Blondet scambia per satanismo del Nuovo Ordine Mondiale una leggenda locale svizzera:

http://www.maurizioblondet.it/gottardo-consacrato-satana/

https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%B6llenen

Oltretutto il satanismo mal s’accorda con la massoneria e l’ebraismo.

Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato.

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USA sull’orlo della guerra civile a causa del globalismo

12 luglio 2016

Gli Stati Uniti d’America sono sull’orlo della guerra civile.

Dopo un numero incredibile di neri innocenti ammazzati ingiustamente e a sangue freddo da poliziotti bianchi (e – si badi bene – ciò sta accadendo sotto la presidenza Obama ed è iniziato ben prima della discesa in campo di Donald Trump), la comunità nera statunitense si è ribellata.

Non starò qui a citare Thomas Hobbes, il De Cive e il Leviathan.

Non c’è bisogno di conoscere il saggio di Malmesbury e le sue opere per capire che senza lo Stato la gente si ammazzerebbe per le strade, di continuo e per futili motivi.

La ragione di ciò è che il genere umano è naturalmente aggressivo, perché così è stato modellato dalla selezione naturale darwiniana se si ha una Weltanschauung scientifica, oppure perché discende da Caino se si ha una Weltanschauung religiosa.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ebbene, il globalismo, o mondialismo che dir si voglia, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra, come continuo a ripetere da tempo.

E gli alfieri, i portabandiera, del globalismo USA sono Obama e Hillary Clinton, mentre Donald Trump ha detto in modo esplicito e cristallino:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

È folle, demenziale e criminale che la propaganda mondialista persista nell’endorsement a Hillary Clinton.

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L’origine del mondialismo

6 luglio 2016

Il mondialismo, detto anche globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme, è un’ideologia che ha lo scopo di eliminare dalla faccia della terra lo Stato usando come mezzo l’ultracapitalismo.

Qual è la vera origine del mondialismo?

È un’origine religiosa: come le altre ideologie antistato, il mondialismo origina dal Cristianesimo, dal quale prende lo scopo, ma non il mezzo per raggiungere tale scopo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Leggiamo un brano dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, brano dal quale risulta evidente che lo scopo del Cristianesimo è quello di eliminare lo Stato.

In italiano:

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente [il neretto è mio].»

Apocalisse di Giovanni, 19, 11-15, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw heaven opened, and behold a white horse; and he that sat upon him was called Faithful and True, and in righteousness he doth judge and make war.
His eyes were as a flame of fire, and on his head were many crowns; and he had a name written, that no man knew, but he himself.
And he was clothed with a vesture dipped in blood: and his name is called The Word of God.
And the armies which were in heaven followed him upon white horses, clothed in fine linen, white and clean.
And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God [il neretto è mio].»

Apocalypse of John, 19, 11-15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Puis je vis le ciel ouvert, et voici, parut un cheval blanc. Celui qui le montait s’appelle Fidèle et Véritable, et il juge et combat avec justice.
Ses yeux étaient comme une flamme de feu; sur sa tête étaient plusieurs diadèmes; il avait un nom écrit, que personne ne connaît, si ce n’est lui-même;
et il était revêtu d’un vêtement teint de sang. Son nom est la Parole de Dieu.
Les armées qui sont dans le ciel le suivaient sur des chevaux blancs, revêtues d’un fin lin, blanc, pur.
De sa bouche sortait une épée aiguë, pour frapper les nations; il les paîtra avec une verge de fer; et il foulera la cuve du vin de l’ardente colère du Dieu tout-puissant [il neretto è mio].»

Apocalypse de Jean, 19, 11-15, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

Lo “scettro di ferro” di cui parla l’Apocalisse è una citazione dal Salmo 2 dell’Antico Testamento, risalente a parecchi secoli prima: però, anche se le parole citate sono le stesse, si tratta di una concezione completamente differente, in quanto in tale Salmo non c’è alcuna negazione dello Stato. Un conto è voler conquistare gli Stati della terra (Salmo 2), un altro conto è voler eliminare gli Stati dalla terra (Apocalisse).

Tale differenza sarà chiarita dal brano seguente.

In italiano:

«Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni [il neretto è mio]; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione.»

Apocalisse di Giovanni, 20, 4-5, Bibbia CEI 2008

In inglese:

«And I saw thrones, and they sat upon them, and judgment was given unto them: and I saw the souls of them that were beheaded for the witness of Jesus, and for the word of God, and which had not worshipped the beast, neither his image, neither had received his mark upon their foreheads, or in their hands; and they lived and reigned with Christ a thousand years [il neretto è mio].
But the rest of the dead lived not again until the thousand years were finished. This is the first resurrection.»

Apocalypse of John, 20, 4-5, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

In francese:

«Et je vis des trônes; et à ceux qui s’y assirent fut donné le pouvoir de juger. Et je vis les âmes de ceux qui avaient été décapités à cause du témoignage de Jésus et à cause de la parole de Dieu, et de ceux qui n’avaient pas adoré la bête ni son image, et qui n’avaient pas reçu la marque sur leur front et sur leur main. Ils revinrent à la vie, et ils régnèrent avec Christ pendant mille ans [il neretto è mio].
Les autres morts ne revinrent point à la vie jusqu’à ce que les mille ans fussent accomplis. C’est la première résurrection.»

Apocalypse de Jean, 20, 4-5, La Bible, Traduction de Louis Segond 1880, révisée en 1910

In conclusione, dopo aver trionfato sul Male, Cristo, il cavaliere sul cavallo bianco, regnerà per mille anni insieme ai martiri del Cristianesimo (millenarismo).

Si tratta del Regno di Cristo, che, nonostante il nome, non è affatto uno Stato, ma una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, vale a dire Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina, mentre il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana.

È adesso lampante che il Cristianesimo intende eliminare lo Stato, mentre l’Ebraismo no.

La forma modernizzata e laicizzata del Regno di Cristo viene chiamata dal mondialismo Nuovo Ordine Mondiale, in inglese New World Order, in francese Nouvel Ordre Mondial.

Un esempio poetico è quello della canzone Imagine di John Lennon, che tutti conoscono.

Il punto nodale della questione è che i primi cristiani avevano un motivo razionale per voler eliminare lo Stato romano: l’Apocalisse fu scritta verso la fine del I secolo, ossia dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano; inoltre è noto da lungo tempo che il Cristianesimo stesso nacque come rivolta contro lo schiavismo dello Stato romano (teoria del Cristianesimo).

Per riuscire a eliminare lo schiavismo dello Stato romano, il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato: il Medio Evo, ossia un periodo storico privo di Stato, ne fu il risultato più immediato.

Questa strategia ha funzionato perfettamente e ha avuto uno straordinario successo, come ho evidenziato più volte nei miei saggi e in questo blog.

Oggi quindi non c’è alcun motivo razionale di voler eliminare lo Stato: le ideologie antistato sono di per sé prive di razionalità (lo Stato è una necessità razionale, anzi un universale culturale, come mostra la teoria dello Stato), né esiste più il motivo per il quale il Cristianesimo adottò la strategia di eliminare lo Stato.

Ci dobbiamo insomma chiedere a cosa sia dovuta l’esistenza delle ideologie antistato, sia nella forma anticapitalista (rappresentata dall’anarchismo e dal comunismo), sia in quella ultracapitalista (rappresentata dal mondialismo, dall’europeismo e dal multiculturalismo), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

La spiegazione ce la fornisce Richard Dawkins con il concetto di meme egoista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Si tratta, in altre parole, della persistenza altamente irrazionale e altamente nociva dell’imperativo cristiano di eliminare lo Stato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Ciò accade perché l’Occidente non ha consapevolezza delle origini storiche del Cristianesimo: non ha affatto sviluppato una capacità critica nei suoi confronti.

La cultura occidentale è per conseguenza una cultura apocalittica e altamente instabile.

E ciò è terrificante, considerando le armi nucleari dell’Occidente.

Nel Cristianesimo orientale, ossia ortodosso, anche se nel canone ortodosso è presente l’Apocalisse di Giovanni, la situazione è del tutto differente, per ragioni storiche e culturali.

Infatti nell’Impero romano d’Oriente la strategia antistato del Cristianesimo fu perfettamente neutralizzata dal geniale stratagemma di Costantino il Grande, stratagemma noto col nome di cesaropapismo, che consiste nella subordinazione della Chiesa allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa religione.

A causa del cesaropapismo, l’Impero romano d’Oriente non crollò come quello d’Occidente, non vi fu in Oriente quel singolare fenomeno storico che noi chiamiamo Medio Evo, lo Stato non venne eliminato e lo schiavismo venne sì mitigato dal Cristianesimo, ma restò sempre una caratteristica basilare dell’Impero romano d’Oriente, mentre nell’Europa occidentale dal IX secolo in poi l’economia schiavista perse la sua importanza e molto lentamente cessò di esistere del tutto.

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Gli italiani non hanno coraggio

1 luglio 2016

Leggo i risultati di un recentissimo sondaggio italiano, quello effettuato da Demopolis dal 21 al 23 giugno, ossia prima del voto sulla Brexit, da cui risulta che:

il 68% degli italiani non ha fiducia nell’Unione Europea

l’81% degli italiani valuta negativamente le politiche dell’UE in tema d’immigrazione

il 70% degli italiani valuta negativamente le politiche economiche dell’UE

l’80% degli italiani voterebbe “restare nell’UE” se si votasse oggi in Italia per un Referendum sull’uscita dall’UE

http://www.termometropolitico.it/1224205_sondaggi-referendum-exitaly-italexit.html

Che si deve concludere?

Che gli italiani non hanno coraggio.

L’avevo già scritto qui, senza conoscere il suddetto sondaggio di Demopolis:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/24/e-iniziata-la-fine-del-delirio-mondialista/

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