Archive for luglio 2016

Dopo le elezioni USA si farà anche in Italia qualcosa di concreto?

30 luglio 2016

Come ho scritto più volte, i popoli occidentali che nel corso della storia hanno fatto le Grandi Rivoluzioni (cioè, in ordine cronologico, gli inglesi, gli americani e i francesi) si stanno muovendo con coraggio e determinazione al fine di uscire dalla turpe e nefanda ideologia mondialista (e curiosamente sembra che seguano in tale uscita l’ordine cronologico dello loro Grandi Rivoluzioni).

Il mondialismo è un’ideologia che sta impoverendo i popoli occidentali (e non ne può fare a meno perché il suo mezzo è l’ultracapitalismo) e che li sta uccidendo col permettere l’invasione dei mussulmani, i quali, com’è nella loro natura, vogliono imporre la loro cultura e la loro religione su tutte le altre culture e su tutte le altre religioni (e non ne può fare a meno perché il suo scopo è di eliminare lo Stato dalla faccia della terra e lo Stato è proprio l’istituzione politica che difende i popoli dalle invasioni).

Appare evidente dunque che il mondialismo non può essere diverso da come si sta mostrando.

Per un approfondimento vedi la mia definizione del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

Come ho già scritto, in Italia non c’è al momento nessuna formazione politica che sia in grado di prendere in mano la situazione.

Mi duole riconoscere che The Economist, proprietà prima dei Rothschild e adesso degli Agnelli, vale a dire del mondialismo all’ennesima potenza, ha perfettamente ragione quando scrive che il Movimento cinque stelle sta per prendere il comando politico dell’Italia ma non ne è all’altezza, vedi qui:

http://www.economist.com/news/europe/21702486-new-party-has-clear-path-victory-fuzzy-notions-what-do-if-it-wins-five

E giustamente The Economist riporta la foto di Chiara Appendino, la quale, a causa del suo veganismo militante, è diventata l’emblema della naïveté del Movimento cinque stelle, vedi questo mio post:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/27/cosa-ci-vorrebbe-in-italia/

I motivi che muovono gli Agnelli non sono certamente quelli che muovono chi è contro il mondialismo, ma il fatto specifico, l’assoluta inconsistenza del Movimento cinque stelle, è incontestabile.

È mai possibile che nell’élite italiana nessuno si sia reso conto che il mondialismo sta repentinamente per tramontare e che quindi c’è il problema di dare una guida attendibile e affidabile al paese per traghettarlo fuori dell’ideologia mondialista e normalizzarlo?

Capisco bene che si voglia prudentemente aspettare l’esito delle imminenti elezioni presidenziali americane, ma dopo si farà anche in Italia qualcosa di concreto?

O vogliamo restare con la Grecia i soli componenti dell’Unione Europea?

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il chiodo fisso di Hillary

29 luglio 2016

Hillary Clinton accetta la nomination: “Non credete a Trump e non dategli i codici nucleari”

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-elezioni-usa-2016/hillary-clinton-accetta-la-nomination-non-credete-a-trump-e-non-dategli-i-codici-nucleari-_3022999-201602a.shtml

Dateli a me invece, li saprò usare benissimo…

È proprio il caso di dire:

la lingua batte dove il dente duole.

In inglese:

the tongue ever turns to the aching tooth

oppure

the tongue always returns to the sore tooth.

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Cosa ci vorrebbe in Italia

27 luglio 2016

Mentre altri popoli stanno cercando di uscire dall’ideologia mondialista che sta distruggendo l’Occidente, vale a dire gli inglesi (che in realtà ne sono già formalmente usciti con la Brexit), gli americani (con Donald Trump), i francesi (con Marine Le Pen), ecc. ecc., in Italia siamo lontani da ciò anni luce.

Come ho scritto più e più volte, in Italia la situazione è tragica, sia per quanto riguarda i politici, sia per quanto riguarda gli intellettuali, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/27/la-tragedia-della-societa-italiana/

Purtroppo al presente non esiste in Italia una qualsivoglia formazione politica che sia adatta a far uscire il paese dall’ideologia mondialista.

Non sono certo l’unico a pensarla così, vedi p.e. questo divertente articolo di Maurizio Blondet:

http://www.maurizioblondet.it/meloni-faccia-la-mamma-salvini-papa-roma-ai-casamonica/

E non parliamo di Grillo, l’ultima è che Chiara Appendino, il sindaco di Torino, voleva imporre ai torinesi la dieta vegana, che è un’assurdità dal punto di vista scientifico, per poi, ovviamente, fare marcia indietro, dopo il coro unanime di proteste.

Che la dieta vegana faccia male alla salute è facilmente appurabile da chiunque, non ci vuole una laurea, basta saper leggere:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/dieta-vegana-bimbo-denutrito-a-milano-via-la-patria-potesta-ai-genitori.aspx

Non si può formare una classe politica come fa Grillo, reclutando il primo che passa per strada, senza conoscerlo in modo approfondito e lavandosene poi le mani con la scusa della democrazia diretta.

Tutto questo è molto naïf.

In conclusione, ci vorrebbe in Italia una rivoluzione culturale.

Ci vorrebbe un miracolo.

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Donald Trump ribadisce che è contro il mondialismo

23 luglio 2016

Donald Trump aveva già detto molto chiaramente di essere contro il mondialismo, in inglese globalism, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

L’ha ribadito nel suo discorso di accettazione della candidatura repubblicana alla presidenza degli Stati Uniti d’America (Donald J. Trump Republican Nomination Acceptance Speech, Cleveland, OH, July 21, 2016):

«Tonight, I will share with you my plan of action for America.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First.

Americanism, not globalism, will be our credo.»

https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trump-republican-nomination-acceptance-speech

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Il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi

22 luglio 2016

Leggo sulle news di Google:

Erdogan: «Stato di emergenza per tre mesi». «Forse coinvolti altri paesi»

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/erdogan-forse-altri-paesi-coinvolti-golpe-221431.shtml

Francia, prorogato di sei mesi lo stato d’emergenza

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-07-20/francia-prorogato-sei-mesi-stato-d-emergenza-074945.shtml

Insomma, il risultato del delirio mondialista è questo: che il mondo è sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato infatti il mondialismo a risvegliare il proselitismo bellico insito nell’Islam, che era da lungo tempo sopito.

Ma perché l’ha risvegliato?

Il mondialismo vorrebbe che gli islamici abbracciassero la sua ideologia antistato, che è un prodotto del Cristianesimo, come ho abbondantemente mostrato nei miei scritti.

Non è un prodotto degli ebrei, o dei massoni, o dei satanisti, o dei rettiliani e così via, è un prodotto del Cristianesimo (o meglio del Cristianesimo occidentale, vale a dire cattolico e protestante, mentre il Cristianesimo ortodosso ha seguito una via differente, come ho più volte spiegato).

Il punto nodale della questione è che gli islamici non sono cristiani.

Questa verità lapalissiana viene respinta dai pazzi mondialisti, che sono in preda a quella che a buon diritto può essere definita una psicosi religiosa collettiva.

Essi vorrebbero che tutti i popoli del mondo adottassero l’imperativo di eliminare lo Stato contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Ma costringere gli islamici a eliminare lo Stato, concetto che per loro è addirittura inimmaginabile, porta necessariamente a una loro ribellione.

E più violenta è la costrizione, più violenta è la ribellione.

Erdogan è la dimostrazione vivente che gli islamici non saranno mai né democratici, né tantomeno mondialisti: o sono per l’autocrazia o sono per la teocrazia islamica.

E la religione islamica, al contrario di quella cristiana, non è affatto contro lo Stato, quindi dire teocrazia islamica vuol dire Stato.

La condotta folle, stupida e criminale verso l’Islam di George W. Bush (l’uomo che la fede in Gesù Cristo salvò dall’alcolismo), di Obama (il fallimento politico personificato) e di Hillary Clinton (che è stata per quattro anni Segretario di Stato, con catastrofici risultati), tutti alfieri del mondialismo, ha portato a questo disastro mondiale, al mondo sull’orlo di una crisi di nervi.

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Erdogan una delusione?

19 luglio 2016

Leggo sul Corriere del Ticino quest’articolo:

L’ira di Obama: Erdogan è una delusione
Dopo che Ankara ha accusato gli Stati Uniti di essersi posta dietro al fallito colpo di Stato in Turchia

«NEW YORK – Tra le mura della Casa Bianca in queste ore Barack Obama non nasconde la sua rabbia verso Ankara, che ora accusa gli Usa di essere dietro al fallito colpo di Stato in Turchia. E non nasconde la sua profonda preoccupazione per il deterioramento delle relazioni con un alleato chiave degli Stati Uniti, il cui ruolo è centrale soprattutto nella lotta all’Isis…

…Ora che i rapporti tra Washington e Ankara rischiano di finire definitivamente in rotta di collisione, la delusione di Obama è enorme, raccontano nel suo entourage. Il presidente americano, fin dalla sua elezione nel 2008, aveva creduto in Erdogan. Aveva visto in lui – nonostante i critici – il modello di un leader musulmano moderno, democratico, capace di favorire la non facile stabilizzazione di un Medio Oriente da troppo tempo polveriera del mondo [il neretto è mio]. Nel 2011 in un’intervista al Time indicava il presidente turco come uno dei cinque leader mondiali con cui aveva rapporti più stretti, insieme ad Angela Merkel o a David Cameron…»

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/159571/l-ira-di-obama-erdogan-%C3%A8-una-delusione

Erdogan una delusione?

Lo può essere solo per chi, come Obama, vive di illusioni.

Nessuno che abbia ben presente il piano di realtà si è mai fatto illusioni su Erdogan.

Non è assolutamente possibile che l’intelligence americana si sia mai fatta illusioni su di lui.

Obama, quindi, da comandante in capo della prima potenza militare del pianeta, ha deliberatamente ignorato la sua propria intelligence per inseguire illusioni, chimere e fantasie.

Se Erdogan fosse «il modello di un leader musulmano moderno, democratico»…

Se, se, se…

If pigs had wings they could fly.

Obama dovrebbe essere sollevato dal suo incarico.

Mettiamo il caso che scoppi una crisi ben più grave del fallito golpe turco, una crisi che comportasse la terribile eventualità di un imminente attacco nucleare.

Chi ci assicura che un wishful thinker come Obama sia in grado di prendere le decisioni giuste?

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Obama è un wishful thinker?

18 luglio 2016

Leggo un’intervista a Massimo Introvigne pubblicata oggi sul Corriere del Ticino:

“Il goffo tentativo dei militari rafforza il leader”
Intervista a Massimo Introvigne, esperto di Medio Oriente: “Gülen non c’entra, pure lui è per un Paese islamico»

«…Il fatto che il golpe abbia compattato la Turchia attorno ad un leader che si trovava in difficoltà, non induce a credere che possa essere stata una manfrina (pur violenta e sanguinosa) orchestrata dallo stesso Governo?

«Non credo alle tesi complottiste in quanto ad un certo momento Erdogan se l’è vista davvero brutta [il neretto è mio], tanto che ad un certo punto aveva davvero pensato di fuggire all’estero. Credo che sia stata una cosa organizzata da settori dell’esercito nostalgici della vecchia Turchia laica e massonica di Ataturk. Ma organizzata male, senza coordinamento né con gli ufficiali superiori (tutti i generali, tranne uno, erano contrari all’azione) né con l’estero: un passaggio decisivo nella sconfitta dei golpisti è stata infatti la presa di posizione degli USA a favore del Governo [il neretto è mio]…»

http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/159572/il-goffo-tentativo-dei-militari-rafforza-il-leader

Che il golpe fosse vero e che Obama abbia di fatto salvato Erdogan, con la sua dichiarazione di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia, lo penso anch’io, vedi il mio post precedente.

E Obama non si immaginava affatto che poi Erdogan gli si sarebbe rivoltato contro.

Ma il Presidente degli Stati Uniti d’America non ha a disposizione schiere e schiere di analisti e di esperti?

L’impressione, nettissima, è che Obama agisca non tenendo in nessun conto la realtà, ma basandosi unicamente su un’ideologia preconcetta.

Che egli, cioè, sia un wishful thinker, vedi ciò che ho scritto qui a proposito del fanatismo religioso collettivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/28/la-brexit-lhillary-factor-e-il-cretinismo-mondialista/

È, del resto, l’accusa di Donald Trump a Obama:

“Sta vivendo in un mondo immaginario”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/usa-2016-trump-attacca-obama-e-hillary-hanno-diviso-il-paese-_3019601-201602a.shtml

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L’ultimo pasticcio di Obama

18 luglio 2016

Al momento non si comprende granché della reale dinamica del fallito golpe turco.

Tanto per fare qualche esempio, alcuni sostengono che si tratti di un vero golpe, altri che sia un golpe fasullo organizzato da Erdogan stesso; alcuni sostengono che il golpe sia stato istigato dagli USA, altri che gli USA abbiano salvato Erdogan con la dichiarazione di Obama, fatta sabato alle ore 2.05 del mattino, ora locale di Istanbul (1, 2), di «appoggiare il governo democraticamente eletto» della Turchia (3, 4); e così via.

Per inciso, è da ricordare che anche Hitler fu democraticamente eletto e con ben il 43,9% dei voti.

Ci sono però alcune certezze oggettive, fra le quali una spicca su tutte: l’assoluta incapacità di Obama di gestire la politica estera degli Stati Uniti d’America.

Infatti Erdogan, una volta sventato il golpe, vero o falso che fosse, ha attaccato proprio gli USA:

“Erdogan, infatti, ha puntato apertamente il dito contro gli Stati Uniti. La scusa è che ospita il suo ex alleato diventato nemico mortale, l’islamista Fehtullah Gulen

…Nell’immediato, Erdogan chiede lo scalpo di Gulen. Il segretario di Stato John Kerry vuol vedere le prove della colpevolezza. Forse ci sono, forse no, ma non sarà difficile fabbricarle. Se Washington cede è una resa incondizionata. Obama non solo si spara sugli alluci, ma azzoppa anche la candidatura di Hillary Clinton e apre la porta a un Donald Trump che batte la gran cassa accusando le incertezze, le contraddizioni, i veri e propri pasticci della politica estera americana negli otto anni di Obama (e nei quattro anni in cui Hillary è stata la responsbaile degli affari internazionali). Se tiene duro, la frattura con la Turchia potrà arrivare fino al punto da mettere in pericolo la Nato.

Un dilemma terribile al quale il presidente non è preparato…”

http://formiche.net/2016/07/17/perche-tra-erdogan-e-obama-succedono-cose-turche/

Mi pare che i dilemmi terribili ai quali Obama non era preparato siano stati molti.

Troppi.

———————

(1)

http://www.reuters.com/article/turkey-security-timeline-idUSL8N1A158X

(2)

http://www.trtworld.com/turkey/turkey-attempted-coup-timeline-of-events-144495

(3)

“E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s’affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell’America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d’abbandonare un presidente che – seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie – restava l’unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura…”

http://www.ilgiornale.it/news/politica/braccio-ferro-usa-russia-dietro-golpicino-turca-1285151.html

(4)

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/07/15/readout-presidents-call-secretary-john-kerry

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Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato

16 luglio 2016

C’è chi ha l’assurda convinzione che la Chiesa di Roma sia dalla parte dello Stato e segnatamente da quella dello Stato italiano.

Ma questo significa non capire assolutamente nulla della storia.

Lo Stato italiano nacque contro la volontà della Chiesa di Roma.

Gli Stati europei tutti nacquero contro la volontà della Chiesa di Roma.

La fortuna del popolo inglese (attestata dal fatto che oggi l’inglese è la lingua internazionale) è dovuta a Enrico VIII, che ebbe il coraggio di attuare lo scisma anglicano, introducendo in Occidente il cesaropapismo inventato da Costantino il Grande.

Così gli inglesi sono indubbiamente il popolo più riuscito dell’Occidente.

All’estremo opposto, senza quel miracolo inaspettato che fu Napoleone I, «un popolo di larve e di morti», come Giuseppe Prezzolini definì il popolo italiano, forse non sarebbe mai arrivato all’Unità d’Italia.

Ritornando ai giorni nostri, è vero che Papa Bergoglio ha provocato uno strappo nella tradizione plurisecolare della Chiesa di Roma di rifiutare il millenarismo, come ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/07/svelare-la-verita/

Ma egli rappresenta soltanto lo stadio finale di un lungo processo.

Papa Wojtyła, per esempio, invocò il Nuovo Ordine Mondiale, come riportato in un articolo di John Hooper intitolato Pope calls for a new world order e pubblicato il 2 gennaio 2004 sul Guardian:

«Pope John Paul II launched one of the most important diplomatic initiatives of his long papacy yesterday when he called for a new international order to replace the one that emerged from the second world war.»

https://www.theguardian.com/world/2004/jan/02/catholicism.religion

Così Ida Magli l’accusò di essere massone e Maurizio Blondet di essere ebreo, come ho già scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/09/lebraismo-e-la-massoneria-sono-i-capri-espiatori-del-mondialismo/

Macché massone, macché ebreo, era niente di più e niente di meno che il Papa, il capo della Chiesa di Roma.

È vano e ridicolo cercare capri espiatori del mondialismo, come la massoneria e l’ebraismo.

È ancora peggio ricorrere a idee deliranti come il satanismo, vedi qui dove Maurizio Blondet scambia per satanismo del Nuovo Ordine Mondiale una leggenda locale svizzera:

http://www.maurizioblondet.it/gottardo-consacrato-satana/

https://it.wikipedia.org/wiki/Sch%C3%B6llenen

Oltretutto il satanismo mal s’accorda con la massoneria e l’ebraismo.

Rassegnatevi, la Chiesa di Roma è contro lo Stato.

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USA sull’orlo della guerra civile a causa del globalismo

12 luglio 2016

Gli Stati Uniti d’America sono sull’orlo della guerra civile.

Dopo un numero incredibile di neri innocenti ammazzati ingiustamente e a sangue freddo da poliziotti bianchi (e – si badi bene – ciò sta accadendo sotto la presidenza Obama ed è iniziato ben prima della discesa in campo di Donald Trump), la comunità nera statunitense si è ribellata.

Non starò qui a citare Thomas Hobbes, il De Cive e il Leviathan.

Non c’è bisogno di conoscere il saggio di Malmesbury e le sue opere per capire che senza lo Stato la gente si ammazzerebbe per le strade, di continuo e per futili motivi.

La ragione di ciò è che il genere umano è naturalmente aggressivo, perché così è stato modellato dalla selezione naturale darwiniana se si ha una Weltanschauung scientifica, oppure perché discende da Caino se si ha una Weltanschauung religiosa.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

Ebbene, il globalismo, o mondialismo che dir si voglia, vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra, come continuo a ripetere da tempo.

E gli alfieri, i portabandiera, del globalismo USA sono Obama e Hillary Clinton, mentre Donald Trump ha detto in modo esplicito e cristallino:

«We will no longer surrender this country, or its people, to the false song of globalism.

The nation-state remains the true foundation for happiness and harmony.»

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/01/donald-trump-contro-il-globalismo/

È folle, demenziale e criminale che la propaganda mondialista persista nell’endorsement a Hillary Clinton.

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