Archive for dicembre 2016

Il fallimento della politica estera di Obama

31 dicembre 2016

L’espulsione di 35 diplomatici russi decisa da Obama a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump è una mossa magistralmente fallimentare: bisogna essere un vero genio del fallimento per escogitare un qualcosa di così autolesionistico e di così meschino.

Ed ecco la risposta di Vladimir Putin:

«Lo ha dichiarato il presidente russo Putin, in una nota pubblicata dall’ufficio stampa del Cremlino:

Non espelleremo nessuno e non vieteremo alle loro famiglie e bambini di recarsi nei luoghi dove preferiscono trascorrere le festività di fine anno. Anzi, invitiamo i figli dei diplomatici americani accreditati in Russia agli spettacoli di capodanno al Cremlino — prosegue la nota.

Il presidente russo ha poi aggiunto che la Russia non creerà problemi ai diplomatici statunitensi:

Ci riserviamo il diritto di adottare delle contromisue, ma non ci abbasseremo al livello di una diplomazia “da cucina” e priva di senso di responsabilità. Faremo i prossimi passi in direzione di un ripristino delle relazioni bilaterali con gli USA a dalla politica che verrà adottata dal presidente Donald Trump — ha detto Putin.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201612303865801-putin-obama-contromisure-espulsione-diplomatici/

In un post del 2015 avevo scritto:

«L’amministrazione Obama sembra avere come scopo quello di illustrare al mondo nuovi livelli di fallimento.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/19/obama-nuovi-livelli-di-fallimento/

Vedi anche qui:

http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/obama-il-perdente-che-non-sa-perdere

e qui:

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2143692&codiciTestate=1

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

I tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista

29 dicembre 2016

Sarò un ingenuo, ma non so proprio come l’élite statunitense riesca oggi come oggi a reggere il confronto con la realtà, a non implodere.

Adesso che il suo popolo, la sua vittima, si è ribellata eleggendo Donald Trump.

La miserabile narrazione di questa élite si è infranta (anche grazie a internet, che porta ovunque la voce del popolo).

Una miserabile narrazione di una miserabile élite.

Una élite che, avendo perso il ben dell’intelletto ed essendo divorata da un esplicito impulso di morte, essendo prigioniera di una fantasia religiosa di duemila anni fa (il millenarismo cristiano), con la complicità di ricchi ebrei internazionalisti che odiano gli Stati (anche lo Stato d’Israele), vuole imporre al suo popolo, e a tutti gli altri popoli della terra, i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista:

1) povertà,

2) invasione islamica/terrorismo islamico,

3) guerra.

I tre cavalieri che ho descritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Non ci siete riusciti.

Non ci riuscirete mai.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Donald Trump, Carlo Rubbia, il global warming e le bufale

28 dicembre 2016

Non so nulla del global warming (in italiano riscaldamento globale).

Ne scrivo qui, perché Donald Trump ha dichiarato più volte di non credere al global warming, anche se, ovviamente, dovremo aspettare per poter giudicare a questo riguardo la sua amministrazione.

Ho trovato su YouTube due video (entrambi del 2014), nei quali Carlo Rubbia (Premio Nobel per la fisica nel 1984, membro della Royal Society dal 1984, Higgins Professor of Physics alla Harvard University dal 1970 al 1988, Direttore Generale del CERN dal 1989 al 1994, ecc. ecc.) parla del global warming.

Nel primo video Carlo Rubbia afferma (al minuto 2.47): “…dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata, è diminuita, è diminuita di -02 gradi…”

Nel secondo video egli descrive più approfonditamente l’argomento, con l’ausilio di grafici.

Il global warming è quindi una bufala?

Ci sono solo tre possibilità:

1) Carlo Rubbia è in errore

2) Carlo Rubbia mente

3) Carlo Rubbia dice la verità.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Confermato: Soros e Zuckerberg sono alleati

27 dicembre 2016

Nel mio post del 14 aprile 2016, intitolato Il ruolo degli ebrei nel mondialismo, avevo scritto:

«È piuttosto diffusa l’idea che gli ebrei abbiano un ruolo centrale e fondamentale nel mondialismo.

Ebbene, si tratta di un’idea sbagliata.

La teoria unificata delle ideologie antistato mostra che queste ultime sono il portato inequivocabile del millenarismo.

E il millenarismo è un fenomeno esclusivamente cristiano…

…Se gli ebrei non hanno un ruolo centrale e fondamentale nel mondialismo, comunque hanno in esso un ruolo secondario (mentre i musulmani, per esempio, non hanno alcun ruolo nel mondialismo).

Bisogna capire che gli ebrei, dalla Diaspora provocata dall’Impero romano con le Guerre giudaiche, sono stati molto a lungo, fino alla recente creazione dello Stato d’Israele, un popolo senza Stato e quindi naturaliter contro lo Stato

…Oggi l’esistenza dello Stato d’Israele (che si chiama ufficialmente così e non Israele) ha fortunatamente cambiato le cose: il sionismo è un nazionalismo e in quanto tale è per definizione nemico del mondialismo…

…Rimane però una certa percentuale di ebrei che restano a tutt’oggi ancorati all’antica tradizione ebraica di essere contro lo Stato: per esempio i Rothschild (che erano i precedenti proprietari dell’Economist, passato recentemente agli Agnelli), George Soros, Mark Zuckerberg, ecc. ecc.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Ebbene è del 16 dicembre 2016 la conferma di quanto avevo scritto e cioè che Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, e George Soros, il famigerato globalista, sono alleati:

«Billionaire Clinton donor George Soros is among a line-up of wealthy liberal figures who will fund Facebook’s fake news fact checker…

…The feature was announced by Facebook CEO Mark Zuckerberg on Thursday night.

It will flag any stories which have been ‘disputed by a 3rd party’ before users attempt to share them and prohibit the promotion of any fake stories.

The third parties include but are not limited to ABC News, Politico, Snopes and The Washington Post [il neretto è mio].»

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4041910/Clinton-mega-donor-George-Soros-leads-line-liberal-billionaires-funding-Facebook-s-fake-news-fact-checker.html

The Washington Post?

È come dare a una banda di falsari il controllo della Zecca!

Infatti il Daily Mail riporta due commenti di Paul Joseph Watson su Twitter:

«One of Facebook’s “fact checkers” is the Washington Post, who had to admit to putting out an inaccurate “fake news” list just a week ago.»

«The “fact checkers” that will bury “fake news” on Facebook is just a bunch of mainstream news outlets. This is about silencing competition.»

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Trump: “È un attacco all’umanità”

23 dicembre 2016

Trump: ‘attacco all’umanità, va fermato’
“E’ un attacco all’umanità. Tutto ciò deve essere fermato”: così Donald Trump sulla strage di Berlino parlando con i giornalisti a Palm Beach, in Florida, dove si trova le festività di fine anno.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/strage-berlino-procura-generale-conferma-arresti-vicino-amri-8e8aecc3-0882-45b0-b297-b5dd9543893c.html

Come da copione II

22 dicembre 2016

A proposito della strage di Berlino, leggo sul Giornale un articolo di Alessandro Sallusti intitolato Terrore islamico sul Natale – Tir su un mercatino a Berlino: morti e feriti. L’Isis rivendica (20/12/2016):

«…Lo abbiamo scritto e riscritto più volte, in questi anni di sangue: il problema è l’islam, religione violenta e incompatibile con la nostra civiltà, in nome della quale sono stati commessi nella storia e continuano a essere commessi crimini atroci. Questo è sì un problema di polizia ma è soprattutto un fatto politico del quale chi governa i nostri Stati, così come chi siede sulla cattedra di San Pietro, un giorno o l’altro dovrà prenderne atto. E agire di conseguenza.»

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/terrore-islamico-sul-natale-1344557.html

Sallusti è davvero così ingenuo?

Lo sanno benissimo.

Anzi ci contano.

L’ho scritto più e più volte, p.e. qui:

«Il mondialismo dovrebbe svelare il suo vero volto, che è quello della dittatura delle élites mondialiste sul popolo, dovrebbe svelare il suo vero scopo, che è quello di annientare il popolo mediante i tre cavalieri dell’Apocalisse mondialista: povertà, invasione islamica/terrorismo islamico e guerra…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/13/i-colpi-di-coda-delle-elites-mondialiste/

e qui:

«E ha perso infine Papa Bergoglio, il papa millenarista e apocalittico che tragicamente e irresponsabilmente s’illude di essere ritornato al Cristianesimo delle origini, quello che fece crollare l’Impero romano d’Occidente, sprofondando l’Europa occidentale nel Medio Evo (l’intenzione sarebbe quella di eliminare lo Stato usando questa volta i mussulmani al posto dei barbari che non ci sono più).

Egli in pratica ha scomunicato Trump, con la falsa motivazione che chi costruisce muri, vale a dire chi è dalla parte dello Stato (uno Stato per essere tale ha bisogno di confini), non può essere cristiano…»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/02/chi-ha-perso-con-la-vittoria-di-trump/

e qui:

«La verità è che il mondialismo sta usando i mussulmani esattamente allo stesso modo in cui la Chiesa di Roma usò i barbari per far crollare lo Stato romano d’Occidente.

Purtroppo i mussulmani non si convertiranno mai al Cristianesimo, come fecero invece i barbari.

Saranno piuttosto i cristiani europei a convertirsi all’Islam.

Le evidenti speranze di Papa Bergoglio non sono niente altro che irresponsabili illusioni.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

È finita: Donald Trump confermato dai Grandi Elettori

20 dicembre 2016

È finita per il globalismo: Donald Trump (“Americanism, not globalism, will be our credo.”) è stato confermato 45° Presidente degli Stati Uniti d’America dal Collegio Elettorale, sebbene occorra aspettare il 20 gennaio per il suo insediamento alla Casa Bianca.

Ecco cosa scrive politico.com:

«Trump’s defeat of Hillary Clinton follows a desperate and unprecedented attempt by Democratic electors to foment a revolt by convincing Republican electors to vote against him, an effort that collapsed with little to show for it. Just two of the 306 Republican electors, both from Texas, ultimately cast a ballot against Trump…

…With a total of at least seven faithless votes cast — five by Democratic electors and two by Republican electors — the 2016 Electoral College broke a historical record set in 1808, when six Democratic-Republican electors rejected James Madison.»

http://www.politico.com/story/2016/12/trump-electoral-college-win-democrats-infighting-232814

Quindi Donald Trump ha totalizzato 304 voti.

Ne bastano 270 per diventare Presidente.

La CNN riporta che:

«This is the first US presidential election since 1872 with more than one “faithless elector.”»

http://edition.cnn.com/2016/12/19/politics/electoral-college-donald-trump-vote/

Adesso non ci sono più ostacoli al cambiamento.

Alla fin fine, il mondialismo non ha affatto quel potere assoluto che si credeva avesse, il grande popolo americano ha dimostrato a tutti che il mondialismo può essere battuto, basta avere coraggio.

Come ho già scritto in precedenza, il coraggio è l’elemento chiave.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il momento comico

19 dicembre 2016

“«Vladimir Putin ha diretto di persona [il neretto è mio] gli attacchi informatici contro il nostro sistema elettorale, contro la nostra democrazia per vendetta personale contro di me», ha affermato la Clinton.

https://it.sputniknews.com/politica/201612173803981-clinton-putin-vendetta/

Infatti Vladimir Putin è un hacker formidabile, un hacker coi fiocchi e i controfiocchi, per intenderci dello stesso livello di Linus Torvalds, ma un po’ più posato nelle discussioni.

Ed è perfino (!) dello stesso livello di Bruce Schneier, per esempio è falso (false):

“SSL is invulnerable to man-in-the-middle attacks. Unless that man is Bruce Schneier.”

http://www.schneierfacts.com/fact/38

È vero (true) invece:

“SSL is invulnerable to man-in-the-middle attacks. Unless that man is Bruce Schneier or Vladimir Putin.”

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

17 dicembre 2016

Stephen Hawking, il celebre scienziato inglese, noto per le sue spiccate simpatie per il mondialismo, ha pubblicato il 1 dicembre 2016 sul Guardian un articolo intitolato This is the most dangerous time for our planet:

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/dec/01/stephen-hawking-dangerous-time-planet-inequality

La traduzione italiana (a cura di Fabio Galimberti) è stata pubblicata sulla Repubblica col titolo Le élite imparino l’umiltà o il populismo sarà trionfante:

«ESSENDO un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio [il neretto è mio]…

…Pertanto, faccio parte senza dubbio di quelle élite che recentemente, in America e in Gran Bretagna, sono oggetto di un inequivocabile rigetto. L’elettorato britannico ha deciso di uscire dall’Unione Europea, i cittadini americani hanno scelto Donald Trump come prossimo presidente.

Qualunque cosa possiamo pensare di queste decisioni, non c’è alcun dubbio, nella mente dei commentatori, che siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader…

…Quello che conta adesso, molto più delle vittorie della Brexit e di Trump, è come reagiranno le élite. Dovremmo, a nostra volta, rigettare questi risultati elettorali liquidandoli come sfoghi di un populismo grossolano che non tiene in considerazione i fatti, e cercare di aggirare o circoscrivere le scelte che rappresentano? A mio parere sarebbe un terribile errore.

Le inquietudini che sono alla base di questi risultati elettorali e che concernono le conseguenze economiche della globalizzazione e dell’accelerazione del progresso tecnologico sono assolutamente comprensibili…

…Per me, l’aspetto veramente preoccupante di tutto questo è che mai come adesso, nella storia, è stato maggiore il bisogno che la nostra specie lavori insieme. Dobbiamo affrontare sfide ambientali spaventose: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare, il sovrappopolamento, la decimazione di altre specie, le epidemie, l’acidificazione degli oceani.

Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.

Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle. Se vogliamo avere una possibilità di riuscirci, è indispensabile che i leader mondiali riconoscano che hanno fallito e che stanno tradendo le aspettative della maggior parte delle persone [il neretto è mio]. Con le risorse sempre più concentrate nelle mani di pochi, dovremo imparare a condividere molto più di quanto facciamo adesso.

Non stanno scomparendo solo posti di lavoro, ma interi settori, e dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo, e sostenerle finanziariamente mentre lo fanno. Se le comunità e le economie non riescono a sopportare gli attuali livelli di immigrazione, dobbiamo fare di più per incoraggiare lo sviluppo globale, perché è l’unico modo per convincere milioni di migranti a cercare un futuro nel loro Paese [il neretto è mio].

Possiamo riuscirci, io sono di un ottimismo sfrenato sulle sorti della mia specie: ma sarà necessario che le élite, da Londra a Harvard, da Cambridge a Hollywood, imparino le lezioni di quest’ultimo anno. Che imparino, soprattutto, una certa umiltà [il neretto è mio].»

http://www.repubblica.it/economia/2016/12/07/

news/le_e_lite_imparino_l_umilta_o

_il_populismo_sara_trionfante-153609352/

Insomma le élites devono imparare l’umiltà, esse hanno fallito, afferma Hawking (egli riconosce in modo esplicito di far parte di esse, ma evidentemente non ritiene appropriata per se stesso la virtù dell’umiltà, altrimenti non avrebbe scritto questo articolo).

Sul fatto che le élites abbiano clamorosamente sbagliato siamo tutti d’accordo.

Esse hanno sbagliato nel loro scopo di «abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni», come eufemisticamente Hawking definisce il progetto mondialista di eliminare lo Stato?

Assolutamente no, egli argomenta, lo scopo è giusto, mentre invece le élites hanno sbagliato nei mezzi usati: esse dovevano evitare di produrre povertà e di produrre immigrazione selvaggia e incontrollata.

E come avrebbero mai potuto evitarle?

È semplicissimo, sempre secondo Hawking: da un lato sostenendo finanziariamente le masse dell’Occidente e dall’altro facendo sviluppare le economie dei paesi di origine dei migranti al fine di distoglierli dai loro propositi di migrazione.

Ma è veramente un’idea geniale, e anche molto facile da attuare, come avrà fatto a venirgli in mente?

Eh, si vede che è proprio un genio!

Tale è purtroppo la fallacia della natura umana: uno può essere un genio smisurato nel suo campo e dire poi solenni cretinate in altri campi.

Del resto basti pensare a Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati della storia, infinitamente più grande di Stephen Hawking:

«Egli ebbe almeno due esaurimenti nervosi.» (Joseph W. Kane, Morton M. Sternheim, University of Massachusetts, Fisica Biomedica, traduzione italiana di Cafiero Franconi e Alberto Magrini, EMSI, 1980, vol. I, pag. 50).

N.B.: Hawking usa nel suo articolo originale in inglese, quello pubblicato sul Guardian, lo stesso termine dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, ossia “nations“:

«To do that, we need to break down, not build up, barriers within and between nations [il neretto è mio].»

Infatti:

«And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations [il neretto è mio]: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God.»

Apocalypse of John, 19, 15, The King James Bible, Oxford standard text, ed. Benjamin Blayney, 1769

È anche interessante ricordare che Isaac Newton aveva una fissazione patologica per la Bibbia.

La teoria dei memi è perfettamente in grado di spiegare tutto ciò, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/04/il-mondialismo-la-parusia-intermedia-e-la-teoria-dei-memi/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Analisi miserevoli V

15 dicembre 2016

Leggo su Sputnik l’intervista a Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del TG1 e autore sia di Hillary. Vita e potere di una dynasty americana che di Putin. Vita di uno zar:

«— Gennaro Sangiuliano, ha definito Hillary Clinton e Vladimir Putin come due antipodi, che cosa intendeva?

— Esprimono le visioni dei due coaguli che oggi si stanno confrontando in tutto il mondo. Da una parte Hillary Clinton rappresenta l’élite, quella bolla di potere creata dalla globalizzazione, dove una certa sinistra illuminista si è alleata all’alta finanza internazionale e ha perso il contatto con il popolo [il neretto è mio].

D’altra parte Putin è espressione di una visione identitaria della storia e vuole dare una risposta alla decadenza e al declino con la riappropriazione delle radici e la sostanza dei popoli…

…— Il giornalismo ha avuto un ruolo centrale nella creazione dell’immagine della Clinton. Perché i giornalisti italiani si sono schierati con Hillary a questo livello senza cercare di capire la realtà del popolo americano e la sua divisione?

— Perché quasi tutti i giornalisti fanno parte della bolla dell’establishment, i giornali e le televisioni appartengono ai grandi centri di potere finanziario e i giornalisti costruiscono le loro carriere in sintonia con questi grandi apparati, con i poteri forti…»

https://it.sputniknews.com/opinioni/201612143787208-putin-hillary-media-non-dicono/

Sebbene sia encomiabile che Gennaro Sangiuliano riconosca la propaganda mondialista come tale (ma non è vicedirettore del TG1???) e arrivi perfino a distinguere tra «una certa sinistra illuminista» e l’«alta finanza internazionale» (e quindi non avalli, almeno non completamente, la stolta e diffusissima interpretazione del mondialismo come complotto ebraico), non posso accettare la sua analisi.

La «sinistra illuminista» di cui egli parla altro non è che la maschera del millenarismo cristiano, cioè la prescrizione di eliminare lo Stato contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, come correttamente mostrato dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato.

Tanto per dirne una, come può spiegare l’analisi di Sangiuliano l’operato tragicamente irresponsabile di Papa Bergoglio?

Vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/09/19/capire-il-mondialismo/

E anche di altri papi prima di lui, p.e. Papa Wojtyła:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/16/rassegnatevi-la-chiesa-di-roma-e-contro-lo-stato/

Fanno forse parte Papa Bergoglio e Papa Wojtyła di «una certa sinistra illuminista»?

La mia analisi del mondialismo spiega anche questo, spiega tutto, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.