Alcuni stratagemmi del mondialismo

Ecco alcuni stratagemmi del mondialismo (in inglese potremmo dire “ploys”, termine usato p.e. in Jay Haley, Le strategie della psicoterapia, Sansoni editore, 1980, pag. 267).

Una volta svelati essi sembrano puerili e ridicoli, ma questo accade perché la potenza dei ploys sta nel contesto. Decontestualizzandoli e commentandoli mostrano la loro vera natura, che, nel caso dei ploys del mondialismo, è per l’appunto puerile e ridicola.

Così su due piedi me ne vengono in mente tre (ma pensandoci sopra a lungo chissà quanti ne potremmo trovare).

1. Il trucco semantico del “globalismo” (suffisso -ismo, nome astratto, un’ideologia, e quindi il globalismo lo si può accettare o rifiutare) che diventa truffaldinamente “globalizzazione” (suffisso -zione, nome di azione, un ineluttabile processo storico, e quindi la globalizzazione la dobbiamo subire per forza).

È ineluttabile, è inevitabile, è il Destino, è il Fato! E tu non ci puoi far niente! Niente!

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/12/il-cicap-luaar-la-propaganda-mondialista-la-ragione-e-i-soldi/

2. Se non realizzeremo il Nuovo Ordine Mondiale, ossia se non elimineremo gli Stati, sarà impossibile far lavorare i migliori cervelli del mondo nella Silicon Valley e lo sviluppo scientifico si fermerà. Catastrofe!

Perché, è forse impossibile dare permessi speciali ai migliori cervelli del mondo e alle loro famiglie? In tutte le epoche i centri del sapere hanno attirato le migliori menti, da qualunque parte della terra provenissero, non c’è affatto bisogno di eliminare gli Stati per questo. Enrico Fermi non era un italiano dell’Italia fascista e nemica dell’America? Insomma si tratta di una balla anche stupida, mi aspettavo di meglio dai geni della Silicon Valley.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

3. Donald Trump è un nazionalista, Vladimir Putin è un nazionalista, qui ci deve essere del marcio: forse Trump è ricattato da Putin (la “pioggia dorata” nell’hotel di Mosca), forse è stato pagato da Putin (ma Trump non è già ricco?), chissà! Di certo è un complotto. I mondialisti che diventano complottisti!

Perché, uno non può essere nazionalista di suo? Io sono nazionalista e senza essere ricattato o pagato da Putin (magari!).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/01/cosa-siamo-siamo-nazionalisti/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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