Sul puritanesimo Costanzo Preve ha torto

Leggo un’intervista di Emanuele Guarnieri a Costanzo Preve, il filosofo scomparso il 23 novembre 2013:

Intervista a Costanzo Preve: «Filosofia della crisi»
L’altra faccia della moneta – Per una filosofia della sovranità politica e finanziaria n. 4/2013

«…D. Cosa accadrà sul piano geopolitico? Da quale tipo di ideologia è supportata l’attuale egemonia globale?

R. Gli USA hanno vinto due guerre mondiali e la Guerra Fredda, o Terza Guerra Mondiale. Questa vittoria ha permesso di estendere il dominio sui Paesi dell’Europa dell’Est e adesso, con la cosiddetta Primavera Araba, fenomeno completamente occidentalizzante, anche in Medio Oriente. Queste sono due gigantesche vittorie geopolitiche. Non vi sono potenze avversarie e quelle emergenti (Brasile, Russia Cina e India) non hanno intenzione di opporsi in modo strategico. Molto pericolosa è l’ideologia che gli USA portano con sé, un’ideologia puritano-protestante, di origine veterotestamentaria, che li spinge a ritenersi il popolo eletto. Persino i non credenti si considerano parte di questo popolo, eletto dalla Storia e da Dio. È una concezione che si arroga il diritto di portare il bene del mondo attraverso gli interventi militari. Questo capitalismo messianico ha ereditato alcuni aspetti del vecchio messianesimo comunista, ridipingendoli in forma ultracapitalista, ed è un fattore di instabilità permanente [il neretto è mio]…»

http://www.bietti.it/riviste/laltra-faccia-della-moneta-per-una-filosofia-della-sovranita-politica-e-finanziaria/intervista-a-costanzo-preve-filosofia-della-crisi/

Non è affatto vero che l’ideologia puritano-protestante degli United States sia di origine veterotestamentaria, come afferma Costanzo Preve.

Non si deve confondere il Messia ebraico (quello dell’Antico Testamento) con il Messia cristiano (quello del Nuovo Testamento): il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana, mentre il Messia cristiano, che è Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina.

Ecco perché il Regno di Cristo descritto (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, pur chiamandosi “Regno”, non è affatto uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Ecco perché il mondialismo (o globalismo) vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra: per attuare finalmente il Regno di Cristo.

I termini “Regno di Cristo”, “seconda venuta di Cristo”, “parusia intermedia” e “millenarismo” esprimono tutti lo stesso concetto.

Certo, è possibile usare “Regno di Cristo” con il significato di “Regno di Dio/Regno dei Cieli” (dato il dogma della Trinità) ed è possibile usare “seconda venuta di Cristo” con il significato di “seconda e ultima venuta di Cristo, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi”, ma ciò vuol dire giocare deliberatamente sull’equivoco.

I globalisti ritengono irrazionalmente che sia possibile fare a meno dello Stato (il quale, come ho scritto molte volte, è una necessità della Ragione, è un universale culturale), perché sono vittime del meme egoista costituito dal concetto espresso dai termini che ho elencato sopra.

Questo concetto è: “lo Stato deve essere eliminato”.

Questo concetto non esiste nell’Ebraismo e tantomeno nell’Islam.

Questo concetto ha prodotto nel corso del tempo tutte le ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

Sì, anche il comunismo, perché Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

In realtà c’è solo un modo per rendere possibile una società senza Stato, p.e. l’Open Society di George Soros, ed è che la seconda venuta di Cristo avvenga davvero: ma ciò, mi dispiace dirlo, non si verificherà mai.

La religione è necessaria al genere umano per vari scopi, p.e. per poter sopportare la vita e la morte, ma non deve assolutamente interferire sulla nostra percezione del piano di realtà, altrimenti:

a) la nostra sopravvivenza viene messa in pericolo, in quanto essa si basa proprio sulla corretta percezione del piano di realtà

b) sarà stato del tutto inutile ciò che i grandissimi pensatori dell’Occidente, della nostra cultura occidentale, hanno prodotto nei secoli, vale a dire la scienza.

La scienza è il prodotto più alto del genere umano ed è l’orgoglio e il vanto dell’Occidente.

I globalisti sono contro la scienza e contro la Ragione (anche se impudentemente affermano il contrario), vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

I globalisti sono campioni della menzogna, dell’inganno e della frode.

I globalisti si sentono giustificati nell’usare qualsiasi mezzo, anche ignobile, perché hanno il fine di attuare il Regno di Cristo.

Il fine giustifica i mezzi.

A tale proposito vorrei citare un brano della voce Machiavellismo del Dizionario di Filosofia di Nicola Abbagnano:

«…poichè Machiavelli ha soprattutto in vista l’applicazione delle sue regole politiche alla società italiana per la costituzione di uno stato unificato, si spiega la sua insistenza su certe massime immorali di condotta politica: insistenza che è malamente espressa o generalizzata nella massima che il fine giustifica i mezzi. Questa massima fu in realtà propria della morale gesuitica. Hegel la cita nella forma che essa aveva ricevuta dal padre gesuita Busenbaum (1602-68): «Quando il fine è lecito, anche i mezzi sono leciti» (Medulla theologiae moralis, IV, 3,2)…»

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 552-3)

Per quanto riguarda poi l’uso della forza, i puritani inglesi non furono affatto i primi a usarla per imporre il Regno di Cristo, basti pensare ai taboriti boemi, che sono addirittura antecedenti alla Riforma.

Bisogna sempre tener presente la complessità del Cristianesimo: in esso l’uso della forza è sia proibito, sia permesso.

Per fare un altro esempio della complessità del Cristianesimo: vi siete mai chiesti come sia possibile giurare sulla Bibbia, nonostante che il Vangelo di Matteo (Matteo, 5, 33-37) proibisca categoricamente i giuramenti?

Vedi a questo proposito: Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, 2.4 L’insieme dei quattro Vangeli e la psicologia della Gestalt, pagg. 76-81.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

La complessità del Cristianesimo è una sua peculiare caratteristica, non c’è tale complessità nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam, perché il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico, e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

La complessità del Cristianesimo è un prodotto inconfondibile della cultura greca.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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