Per l’UNESCO le razze umane esistono, per l’AGI no

L’Associazione Genetica Italiana (AGI) ha rilasciato la Dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana sul concetto di razza umana – 18 gennaio 2018:

«Attilio Fontana, candidato del Centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia, ha dichiarato a Radio Padania che “la razza bianca è a rischio”. Simili opinioni aveva espresso, nel luglio 2017, Patrizia Prestipino, della Direzione del Partito Democratico, invocando misure in difesa della razza italiana.

In seguito a queste prese di posizione, diversi soci dell’Associazione Genetica Italiana (AGI) sono stati interpellati, da stazioni radio e testate giornalistiche, per chiarire cosa ci dica oggi la genetica a proposito dell’esistenza o meno di razze umane. Abbiamo detto tutti più o meno le stesse cose, e cioè che:

1. Nel linguaggio corrente, la parola razza è ambigua. Può indicare tanto l’intera umanità (Einstein, dichiarandosi di “razza umana”), quanto una famiglia (“l’ultimo della sua razza”), con tante sfumature intermedie. Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità. Secondo Ernst Mayr, popolazioni locali abbastanza diverse l’una dalle altre da poter essere distinte rappresentano diverse razze o sottospecie (In Systematics and the Origin of Species, 3rd edn, Columbia University Press, New York, 1947, 98-106). Resta così aperto il problema di decidere cosa significhi “abbastanza diverse”…

…4. Il primo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è storico: dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri. Gli astronomi sono d’accordo su quali e quanti siano i pianeti del sistema solare, i chimici sono d’accordo su quali e quanti siano gli elementi. Come ha sottolineato Frank Livingstone (On the nonexistence of human races, Current Anthropology 3:279-281, 1962) che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane dimostra che attraverso il concetto di razza non si riesce a comprendere la nostra diversità biologica.

5. Il secondo motivo per escludere che nell’uomo esistano razze biologiche è genetico. Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA…

…Da normali cittadini, ci sembra però che il problema principale non stia nella maggiore o minore esattezza con cui si adopera il termine razza nel discorso pubblico, ma nel senso di queste esternazioni. L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione.»

Associazione Genetica Italiana (http://www.associazionegeneticaitaliana.it/)

www.associazionegeneticaitaliana.it/wp-content/uploads/2018/01/Dichiarazione-AGI-su-concetto-di-razza-umana-18-gennaio-2018.pdf

Ho già scritto in questo blog sulla “questione della razza” (per usare la terminologia dell’UNESCO), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/07/09/sartori-ha-ragione-ma-usa-anche-un-argomento-fallace/

Devo dire che la dichiarazione dell’Associazione Genetica Italiana, dichiarazione che si prefigge lo scopo di dimostrare l’inesistenza delle razze umane, ha diverse e gravissime falle logiche.

I) L’AGI scrive: “Ma anche in ambito scientifico il concetto non è privo di ambiguità”

E allora? Questo non comporta affatto che le razze umane non esistano. Vuol dire soltanto che la scienza non è ancora giunta a formulare sull’argomento un concetto privo di ambiguità.

II) “dal Settecento in poi sono stati proposti decine di cataloghi razziali umani, comprendenti da 2 a 200 razze, e ognuno in conflitto con tutti gli altri”

Che argomento è mai questo? Sarebbe come dire che, essendo oggi gli zoologi in disaccordo su quante siano le specie di rinoceronte bianco (se una sola specie, il Ceratotherium simum, con due sottospecie, il C. simum simum e il C. simum cottoni, oppure due specie diverse), di conseguenza dovremmo giungere alla conclusione che non esistono due tipi diversi di rinoceronti bianchi, ma bensì un solo tipo!

Per i rinoceronti bianchi vedi qui:

https://blogs.scientificamerican.com/tetrapod-zoology/how-many-white-rhino-species-are-there-the-conversation-continues/

III) “che invece nessuno sappia dire quali e quante siano le razze umane”

Ciò è assolutamente falso, per esempio The Race Question, lo statement dell’UNESCO del 1950, afferma:

«Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

IV) “Lo studio dei genomi dimostra che ciascuno di noi condivide con qualunque sconosciuto, di qualunque continente, il 99,9% del suo DNA”

Ebbene, leggo su Wikipedia in lingua italiana (in data odierna):

“Confrontando con metodi computerizzati (denominati sequenziamento del DNA) il genoma umano (Homo sapiens) con quello dello scimpanzé comune (Pan troglodytes) si constata che le due specie hanno circa il 99% dei geni in comune…”

https://it.wikipedia.org/wiki/Geni_specifici_di_Homo_sapiens

Basta quindi l’1% di differenza nel DNA per avere o un essere umano o uno scimpanzé!

Quanta differenza di DNA ci potrà mai essere tra Ben Carson, Elaine Chao e Betsy DeVos? Un’inezia, quasi niente. Eppure vediamo benissimo che essi sono fisicamente differenti. E con ciò, sia ben chiaro, non voglio affatto dire che una di queste tre persone sia superiore o migliore delle altre due, sto solo dicendo che essi sono fisicamente differenti. Perché mai negarlo?

Una cosa sono le differenze razziali, che esistono oggettivamente, un’altra cosa è il razzismo, cioè la dottrina che una razza umana sia superiore o migliore di un’altra, dottrina che non solo è da condannare dal punto di vista etico, è anche e soprattutto errata dal punto di vista della Ragione, essendo stati modellati i tre gruppi razziali di cui scrive lo statement dell’UNESCO del 1950 principalmente, se non unicamente, dal clima: i caucasici dal clima temperato, gli africani dal clima caldo, i mongolici dal clima freddo (nella Mongolia le temperature di gennaio hanno una media di -22 °C nella parte Nord e di -15 °C nella parte Sud).

Le differenze morfologiche (che comprendono anche il colore della pelle) possono essere facilmente spiegate in base al clima (che comprende altre condizioni meteorologiche oltre la temperatura, per esempio l’umidità): per esempio, come è ben noto, la plica mongolica (che forma i cosiddetti “occhi a mandorla“) costituisce per l’occhio una valida difesa dal freddo eccessivo, in quanto contiene tessuto adiposo. Naturalmente tutto ciò è in linea con il pensiero di Charles Darwin, uno dei più grandi geni dell’umanità.

Il razzismo quindi è peggio che “cattivo”: è “stupido”.

Il razzismo è contro la Ragione.

V) “L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza (né di sesso, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione”

L’AGI non si accorge, evidentemente, che una cosa è vietare “iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale”, come la Costituzione giustamente fa, un’altra è “escludere che nell’uomo esistano razze biologiche”, proposizione che l’AGI asserisce nella suddetta dichiarazione (punti 4 e 5), ma che la stessa Costituzione nega quando stabilisce nell’articolo 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana).

La verità è che ai globalisti non basta che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge senza distinzione di razza, no, essi vogliono andare oltre e pretendono che le razze umane non esistano.

Per dirla tutta, questa è un’idea delirante e infatti il mondialismo (o globalismo) è un delirio culturale, come ho scritto più e più volte.

Cosa vogliono fare i mondialisti, vogliono negare che la pelle della razza africana abbia un colore più scuro rispetto a quella della razza caucasica? Vogliono negare l’esistenza della plica mongolica nella razza mongolica?

Questa è follia!

Vediamo cosa dice Wikipedia in lingua inglese (in data odierna):

The Race Question is the first of four UNESCO statements about issues of race. It was issued on 18 July 1950 following World War II and Nazi racism to clarify what was scientifically known about race, and as a moral condemnation of racism.[1]:1 It was criticized on several grounds and revised versions were publicized in 1951, 1967, and 1978.”

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Race_Question

Vedi anche qui:

http://www.honestthinking.org/en/unesco/index.html

In realtà le dichiarazioni dell’UNESCO sulla razza sono cinque: 1950, 1951, 1964, 1967, 1978.

Le prime quattro sono riunite in questo pdf dell’UNESCO:

Four statements on the race question

unesdoc.unesco.org/images/0012/001229/122962eo.pdf

È degno di nota che tra i firmatari di queste quattro dichiarazioni non c’è neanche un italiano, mentre ci sono “experts” di molti popoli del pianeta, anche di quelli sconfitti nella seconda guerra mondiale, eccetto però gli italiani, e ciò pone qualche interrogativo.

La prima dichiarazione, The Race Question, quella del 1950, che personalmente considero la migliore di tutte, è anche disponibile da sola qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

La dichiarazione del 1978 è questa:

Declaration on Race and Racial Prejudice

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13161&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Si può aggiungere la Declaration of Principles on Tolerance (che è del 1995):

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=13175&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

Ebbene, IN NESSUNA DI QUESTE SEI DICHIARAZIONI DELL’UNESCO è scritto che le razze umane non esistono, anzi è scritto proprio il contrario.

Per esempio in quella del 1951 è scritto:

«We were careful to avoid dogmatic definitions of race, since, as a product of evolutionary factors, it is a dynamic rather than a static concept. We were equally careful to avoid saying that, because races were all variable and many of them graded into each other, therefore races did not exist. The physical anthropologists and the man in the street both know that races exist [il neretto è mio]; the former, from the scientifically recognizable and measurable congeries of traits which he uses in classifying the varieties of man; the latter from the immediate evidence of his senses [il neretto è mio] when he sees an African, a European, an Asiatic and an American Indian together.»

UNESCO, Four statements on the race question, pag. 37

I nostri sensi, i sensi degli esseri umani, sono forse cambiati dal 1951?

La verità è che dal 1951 a oggi, 2018, c’è solo una differenza: che oggi l’Occidente è in preda a un delirio culturale, il mondialismo.

Infatti la prima riunione del Bilderberg avvenne nel 1954.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

By United States Department of Housing and Urban Development (https://mobile.twitter.com/SecretaryCarson/photo) [Public domain], via Wikimedia Commons

By United States Department of Transportation [Public domain], via Wikimedia Commons

By U.S. Dept. of Education [Public domain], via Wikimedia Commons

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