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Le conferme di un economista alla mia analisi del mondialismo

23 febbraio 2018

Nel 2012 l’economista francese Alain Parguez (Professore Emerito di Economia dell’Université de Franche-Comté at Besançon ed ex consigliere di Mitterrand, 1), di cui ho già scritto diverse volte in questo blog (2), pronunciò un intervento estremamente interessante, anzi direi esplosivo, al convegno sulla Modern Money Theory, MMT, organizzato da Paolo Barnard, il 24-25-26 febbraio di quell’anno, a Rimini, in Italia (gli altri relatori furono: Marshall Auerback, William K. Black, Michael Hudson, Stephanie Kelton e ci fu anche un intervento straordinario di Nino Galloni).

Ecco i due video dell’intervento di Alain Parguez:

Riporto qualche brano della trascrizione del primo video (3):

«Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica.
Avrete già capito che l’Unione Europea è un mostro che va contro a tutte le regole della teoria monetaria moderna [la Modern Money Theory, MMT, nota mia] e dell’economia moderna. Il problema è: perché esiste un sistema così assurdo?…

…Comincerò la mia presentazione con una citazione del responsabile del Ministero delle Finanze francese [Postel-Vinay, N.d.R.], che fra l’altro appartiene all’ordine dei benedettini ed è il capo dell’Opus Dei francese: e la Commissione Europea è ampiamente controllata, come anche il governo francese, dall’Opus Dei. Ho parlato con lui di questa crisi, e mi ha detto: “Sì, l’economia francese è morta, ma non lo è abbastanza”. E ha aggiunto: “Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo: che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere per sempre la gente; vogliamo creare una nuova tipologia di europeo, una nuova popolazione europea disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà; una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi”.
Questo rappresenterà il cuore del mio intervento.
Occorre anzitutto capire una cosa: che il sistema dell’euro non è mai stato pianificato per portare ad una unione monetaria; e non è stato neanche pianificato come agenda neoliberista…

…Che cos’è dunque l’euro? È un Nuovo Ordine sociale totalitaristico, programmato molto tempo fa, nel periodo tra le due guerre, e poi portato a compimento, per così dire, dal regime di François Mitterrand, come avrò modo di chiarirvi.
In questo nuovo ordine non ci saranno più Stati sovrani: lo Stato deve svanire, o per lo meno lo Stato che trova radici nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica. Nel nuovo ordine il potere dev’essere interamente trasferito a “coloro che lo meritano”; e questo significa un’élite, una classe capitalista di tecnocrati ai quali piace il potere di controllo assoluto…

…nell’ultima parte della mia presentazione cercherò di dimostrare che non esiste modo di risolvere questo problema e “aggiustare” il sistema [il famoso progetto degli “Stati Uniti d’Europa”, N.d.R.], perché questo ordine sociale ha una sua logica e coloro che controllano il sistema non accetteranno mai alcun tipo di cambiamento, soprattutto nessun tipo di intervento della Banca Centrale Europea. Lo accetterebbero unicamente nel caso in cui tale intervento mirasse ad incrementare la ricchezza della banche. Quindi l’unica possibilità di salvare la società europea è di liberarsi di questo sistema…

…Ci sono due fasi nella pianificazione del sistema dell’euro; la prima è nel periodo fra le due guerre e nel periodo che va dal 1940 al ’43; la seconda fase riguarda la realizzazione del sistema, ed è, debbo riconoscerlo, opera in gran parte di François Mitterrand.
Cominciamo dalla metà degli anni ’30, con persone come Robert Schuman e Jean Monnet…

…Che cosa si doveva dunque fare per “costruire l’Europa”? In sintesi:
1. abolire gli Stati nazionali;
2. forzare uno stato di deflazione permanente, andando a ridurre sempre di più la spesa pubblica;
3. trasferire il potere a una classe, diciamo così, super partes di tecnocrati che operasse a livello sovranazionale.
Ma per questi europeisti della prima ora che cosa significava l’Europa? Significava creare un co-dominio di Francia e Germania e un impero coloniale che includesse anche il sud dell’Europa e l’Europa orientale; questo obiettivo era stato chiaramente esplicitato.
Come si poteva sopprimere lo Stato? Semplice: bisognava privarlo di qualunque potere di controllo sulla moneta.
Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich von Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo: l’Europa avrebbe dovuto basarsi su una valuta sovranazionale interamente controllata da una Banca Centrale sovrana che godesse di poteri assoluti, appunto per poter sovrastare gli Stati.
In ultima analisi il loro obiettivo era di imporre la futura valuta europea come un super standard aureo.
Il primo abbozzo, per così dire, del trattato di Maastricht, venne scritto da un economista francese, François Perroux, nel 1943, con il pieno supporto di un trattato fatto dal regime tedesco e dal regime francese pro-nazista di Vichy; il nuovo trattato, che è stato formulato e deciso dal presidente Sarkozy e dalla signora Merkel, è basato esattamente su quello scritto da François Perroux nel ’43…

…Potrei parlare ampiamente di questa questione, perché io sono stato, fra l’altro, personalmente in contatto con il principale collaboratore di Mitterrand, un personaggio di estrema destra, un monarchico che odiava il mondo moderno e gli Stati Uniti, uno che diceva: “odio i poveri”. Si chiamava, anzi si chiama, Jacques Attali [attualmente consigliere del Presidente Hollande, N.d.R.].

De facto Jacques Attali era il primo ministro della Francia; era il responsabile di una serie di ex-marxisti convertiti in sostenitori del nuovo regime, ed era stato incaricato della creazione di una versione più sostenibile del sistema dell’euro. La visione generale era comunque la stessa, sintetizzabile così: “bisogna distruggere i centri commerciali e il consumismo”. I centri commerciali per loro erano espressione di pura infamia, le persone dovevano accettare di essere povere; mi ricordo di alcuni dibattiti su questo tema in seno alla commissione segreta che si occupava dell’entourage di Mitterrand: Mitterrand doveva riuscire a guadagnarsi per questo progetto il supporto dell’allora partito comunista (già, perché anche la Francia aveva un partito comunista, che adesso non esiste più).
Fui quindi incaricato di scrivere una serie di modeste considerazioni keynesiane di teoria economica moderna; la presenza di Attali venne richiesta dai finanziatori della campagna di Mitterrand: fra i massimi finanziatori c’erano anche la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane. Mentre lavoravo Attali mi diceva: “Io ho preso un impegno con il nostro futuro Presidente: appena possibile distruggeremo lo Stato, creeremo una deflazione dell’economia, i salari reali crolleranno; quel che abbiamo in mente è il collasso totale del reddito dei lavoratori della società francese”.
Come riuscire a fare tutto questo? Con il trattato di Maastricht e con la creazione dell’euro.

Voglio concludere il mio primo intervento smascherando alcune menzogne:

mi è capitato di trovarmi piuttosto vicino a François Mitterrand; prima della guerra aveva avuto un legame particolare con mia madre, e ricordo che mia madre mi diceva: “François è così bravo a raccontare balle che può riuscire perfino a far credere che gli interessi far del bene alla gente”; ebbene, François Mitterrand, durante l’unico dibattito sul trattato di Maastricht, ebbe il coraggio di dire, in risposta ad una domanda da parte di uno studente: “Io posso giurare che non esiste alcuna menzione di una Banca Centrale Europea indipendente nel trattato” (sic!)…

…Quello che succederà ora, grazie al nuovo trattato, se effettivamente verrà poi approvato [Fiscal Compact, approvato dall’Italia nel dicembre 2012, N.d.R.], è che ci troveremo di fronte alla totale abdicazione degli Stati, delle politiche fiscali e di qualunque tipo di politica sociale: così sarà finalmente raggiunto il sogno di costituire un Nuovo Ordine.»

Esiste in rete la traduzione in lingua inglese di questo intervento (4), eccone qualche brano:

«Well, I am here to speak of a very dark and tragic story. You already understood that the euro is a monster, contradicting all the rules of both modern money [theory, Modern Money Theory, MMT, nota mia], [and, nota mia] modern economy. So, the problem is why is such an absurd system exists at all…

…So, I shall start my true speech by a quotation from the Chief Executive of the French Ministry of Finance [Postel-Vinay, nota mia]—by the way, is a monk of the Order of Santo Benedict [Order of Saint Benedict, nota mia] and the Chief of the French Opus Dei; and by the way the European Commission is entirely controlled, like the French government, by the Opus Dei. So, I try to discuss with him. He told me, ‘Yes! The French economy is dead, but not enough.’ He told me, ‘Professor, you should understand why the European system exists. What we want is to destroy, forever, the people. We want, forever, to create a new kind of European people, accepting sufferance, poverty, which could accept wages lower than in China’.
And it will be the core of my intervention.
The Eurosystem was never planned to be a monetary union. It was not even planned as a neoliberal agenda…

…So, what is the euro? A new totalitarian social order, which was planned a long time ago in the interwar period and completed by the regime of François Mitterrand. In the new order, there will be no more sovereign state. The state has to vanish, at least the state rooted into democracy, parliament, republic. In the new order, power should be entirely transferred to those who deserve it, which means some elite capitalist class technocrats enjoying absolute power of control…

…In [the] last part, I shall try to prove that there is not the least way of amending the system because as a social order it has its logic. And those who control the system will never accept any kind of change, especially, any kind of intervention of the European Central Bank. Only, indeed, if those interventions aim at increasing the banks’ wealth. So, the sole possibility of saving the European society is to get rid of that system…

…There are two stages into the planning of the Eurosystem. The first in the interwar period and during 1940-1943. And the second stage, the achievement of the system was, I must say, the masterwork of the regime of François Mitterrand. So, we start in the mid-‘30s with people like Robert Schuman, Jean Monnet…

…So, what was required to build Europe: 1. to abolish the state, 2. to force a permanent deflation by squeezing and squeezing public expenditures. 3. to transfer the power to a super-class of technocrats on a supranational scale. But for those early Europeans, what meaned Europe? It mean a condominium between France/Germany and a colonial empire, including Southern Europe and Eastern Europe. They were absolutely explicit on this problem.

But how could we suppress the state? By depriving the State of any power on money. All of them were fanatical followers of Friedrich Hayek, the most right-wing Austrian economist of that time. So, Europe should rely on a supranational currency, entirely controlled by a sovereign central bank enjoying absolute power to ration the state. Indeed, there, finally, what they wished was to impose a future European currency, as a super-gold standard.

[The first outline, nota mia] of the Treaty of Maastricht, was written by a French economist François Perroux in 1943 with the full support of a treaty passed between the [German nazi, nota mia] government and the French [Vichy, nota mia] regime of that time. And the new treaty, which has been decided by President Sarkozy and Madame Merkel, is exactly the blueprint of François Perroux 1943…

…The regime of Francois Mitterrand, I could speak on this question because I had been conscripted by the Chief Advisor of Francois Mitterrand [Jacques Attali, nota mia], who by the way was a fanatical right-winger hating the modern world, hating the United States, a monarchist, who said, ‘I hate the poor.’ So, Jacques Attali was, de facto, the Prime Minister of France. And Attali was in charge with a lot of former Marxists, turned to supporters of the new regime, of drafting a more sustainable version of the Eurosystem. But they had in mind the same vision: We must destroy shopping malls, consumption. Shopping malls were, for them, a pure infamy. People should accept to be poor.

I remember debates at the secret commission who was in charge of the campaign of Mitterrand. Mitterrand had to win the support of the then-Parti Communiste. France had a communist party; now, no more. So, I was charged to write some modest [Keynesian considerations, nota mia]; I would say modern money programme. But Attali was asked by those who funded [the] Mitterrand campaign. And who [were] the major funders? The Chase Manhattan Bank and two other American banks. But we never gave you money to get a programme of full employment. Attali said, I have the commitment of our dear future president, as soon as we could, we will destroy [the State, nota mia], we will cut, we will deflate the economy. Real wages will collapse. And what we have in mind is a total collapse of the share of labour income in the French society. And how to get that? By the Treaty of Maastricht and the creation of the Eurosystem.

I shall end this intervention by emphasising, first, the lies. It happened that I was quiet close to Francois Mitterrand. He was some long time ago, some boyfriend of my mother before the war. My mother told me, Francois lies so well that he could believe that he is for the people. So, Francois Mitterrand during the sole debate on the Treaty of Maastricht dared to say, answering a question from a student, I can swear there is not the least independent [European, nota mia] central bank in the Treaty of Maastricht…

…And, by the way, what is happening now sought to the new treaty is—if it is, indeed, finally endorsed [Fiscal Compact, agreed in December 2012, nota mia]—a total abdication of states, of fiscal policy, and any kind of social policy. And, indeed, the dream of the new order will be achieved.»

È davvero notevole la conferma da parte di Alain Parguez di diversi punti fondamentali della mia analisi del mondialismo, di cui scrivo ormai da vari anni:

I) non si tratta di un processo storico ineluttabile (5), ma bensì di un’ideologia che conduce al progetto di un’élite per la realizzazione concreta di essa, così come la teoria marx-engelsiana, l’ideologia comunista, condusse nel 1917 Lenin e i bolscevichi alla rivoluzione di ottobre e successivamente alla creazione dell’Unione Sovietica.

Come non notare la somiglianza tra il termine “Unione Sovietica” e il termine “Unione Europea”?

Si tratta infatti di due ideologie antistato, il comunismo e il mondialismo, e quindi si parla di “Unione” e non di “Stati Uniti“.

La favoletta del mondialismo (o meglio della mondializzazione) come processo storico ineluttabile non è sostenuta soltanto dai mondialisti, per ovvie ragioni di propaganda, è anche sostenuta da altri, per esempio da Alain de Benoist, che in un’intervista del 2012 affermò:

«Credere anche che il sistema capitalista obbedisca a strategie escogitate in seno al Club Bilderberg e alla Commissione Trilaterale mi sembra molto ingenuo, e anche un pò puerile. Questa inclinazione rappresenta un tratto classico delle “teorie della cospirazione” di destra. Le persone di destra tendono sempre a ridurre il tutto all’azione nociva di un piccolo numero di persone. È per questo che non hanno mai compreso gli effetti sistemici che derivano dalla progettazione di strutture. Organizzazioni come il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale sono al massimo i luoghi della concertazione, insieme con gli strumenti della forma-capitale. Ma non sono luoghi dove si decide. Nessuno sceglie di indirizzare la forma-capitale in una particolare direzione. E’ essa stessa che si sviluppa secondo la sua logica propria, che è la logica dell’illimitato.» (6)

Il mio commento a queste parole fu, in un vecchio post, il seguente:

«Il mondialismo, lungi dall’essere una fase ulteriore del capitalismo, è un’ideologia in piena regola, al pari, per esempio, del comunismo. Lenin e i suoi compagni di partito non decisero nulla nel 1917? O questo è un modo “molto ingenuo, e anche un pò puerile” di concepire la storia?» (7)

II) si tratta di un’ideologia antistato, cioè di un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, che ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato (5, 8, 9), mentre essa non ha affatto lo scopo di creare uno Stato unico mondiale (del resto il termine “Nuovo Ordine” non è adatto a indicare l’unificazione di tutti gli Stati, ciò che non sarebbe affatto un nuovo ordine), come viene spesso affermato, per esempio da Paolo Becchi in una recente intervista:

«Qual era lo scopo della globalizzazione? Creare un impero globale, centralizzato attorno agli Stati Uniti d’America e organizzato a sua immagine. Un processo che doveva portare ad una totale omogeneizzazione dei popoli attraverso la creazione di una entità astratta, cosmopolita, come lo Stato Mondiale.» (10)

III) gli ebrei non sono la causa, l’origine, di quest’ideologia (il concetto fasullo del complotto ebraico mondialista, adoperato in varie forme da quasi tutti quelli che scrivono di mondialismo, è assente nell’intervento di Parguez), mentre invece egli indica l’Opus Dei, i benedettini, ecc. ecc., il che è perfettamente in linea con la mia teoria unificata delle ideologie antistato (5, 8, 11):

«…il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.» (5)

IV) Parguez parla ripetutamente di “tecnocrati“, tuttavia egli non ricollega ciò a Henri de Saint-Simon (8, 12, 13), il socialista utopista, e alla sua opera Nouveau Christianisme (il che spiegherebbe l’Opus Dei, ecc. ecc.). Del resto egli non sembra neanche afferrare il carattere irrazionale del mondialismo, come risulta evidente dal suo intervento, mentre invece tale carattere irrazionale a Renaud Camus non sfugge (8).

V) Parguez identifica molto chiaramente ciò che ho definito come il “mezzo specifico” del mondialismo e cioè l’ultracapitalismo, ossia un capitalismo ingiusto e distruttivo in quanto privo del contrappeso dello Stato, il che comporta la riduzione in miseria del popolo, sia la working class che la middle class (13).

VI) Parguez afferma che tra i massimi finanziatori della campagna di Mitterrand c’erano anche “la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane”.

Dire Chase Manhattan Bank significa dire David Rockefeller, che ho sempre indicato (ma non sono certo l’unico!) come il principale realizzatore, il principale attuatore, del mondialismo (8, 14).

Però, pur con tanta intelligenza e con tanta dottrina e, soprattutto, pur essendo stato testimone, in prima persona, degli eventi che ci ha descritto nel suo intervento, cosa ha fatto Alain Parguez alle ultime elezioni presidenziali francesi, quelle che hanno visto il trionfo del globalista Emmanuel Macron?

Non è andato a votare, perché votare per Marine Le Pen gli era proprio insopportabile (!):

«L’esito del ballottaggio è scontato. Malgrado larga parte dei poveri voteranno la Le Pen, Macron vincerà perché avrà l’appoggio sia della destra ufficiale sia dei socialisti, mentre le persone di Sinistra come me semplicemente non andranno a votare.» (15)

Del resto, non avrebbe votato neanche per Donald Trump, perché è «…una persona così demagogica, completamente ignorante del mondo esterno, di una tale volgarità [sic] e sostenuto dal Ku Klux Klan.» (16)

Insomma, è un po’ come essere aggrediti per strada da criminali che ci vogliono uccidere e non reagire, perché reagire sarebbe «una tale volgarità»…

È molto facile fare del sarcasmo sull’atteggiamento di Alain Parguez, ma purtroppo si tratta di un atteggiamento diffusissimo sia in Francia che in Italia.

Ed è per questo che i globalisti vincono, perché noi non abbiamo il coraggio di rivolgerci a chi veramente, senza tanti complimenti, sarebbe in grado di dargli un bel calcio nel culo!

Non di analisi economiche abbiamo bisogno, ma di ben altro!

Del resto, si tratta di legittima difesa.

Il piano di realtà è inesorabilmente questo: è inutile fare come lo struzzo e nascondere la testa nella sabbia per non vedere.

O troveremo questo coraggio o scompariremo (17).

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1.http://www.neties.com/parguez.htm

2.vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/22/i-due-corni-del-problema/

3.http://www.galluranews.org/tempio-pausania-leuroil-nuovo-ordine-totalitaristico-alain-parguez-rivela-1-parte-rubrica-economica-a-cura-di-antonello-loriga/

4.http://mediaroots.org/alain-parquez-at-mmt-summit-2012/

5.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

6.https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=41771

7.https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

8.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9.https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

10.http://sakeritalia.it/interviste/paolo-becchi-a-saker-italia-e-il-federalismo-lantidoto-alla-globalizzazione/

11.https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

12.https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

13.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

14.https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

15.http://www.retemmt.it/alain-parguez-macron-attali-le-pen-gli-attentati-al-momento-giusto/

16.http://www.retemmt.it/parguez-trump-le-pen/

17.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

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