Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

Come ho scritto molte volte, il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi (1975-1979) sono due fenomeni che appartengono alla stessa classe: la classe dei deliri culturali.

Oltre a ciò, il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, mentre, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) appartiene alla classe dei deliri culturali, ma non alla classe delle ideologie antistato.

Infatti il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi, come è noto, era una forma estrema e anomala di comunismo, cioè della teoria marx-engelsiana: essi volevano attuare immediamente, e per mezzo di torture e massacri, lo stadio finale previsto da tale teoria, cioè l’estinzione naturale dello Stato.

Per la teoria marx-engelsiana vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

È da ricordare che Pol Pot studiò per qualche anno a Parigi e uno dei suoi autori preferiti era Rousseau. Dopodiché divenne comunista. Nel 1953 ritornò in patria.

È ancora on line, in data 14 luglio 2018, un’infame e scellerata pagina del sito del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), così intitolata:

Onore a Pol Pot
Lo ricorderemo per sempre come fulgido esempio di dirigente rivoluzionario fedele al proprio popolo e campione indomito della lotta per l’indipendenza e la liberazione nazionale

http://www.pmli.it/onoreapolpot.htm

È da sottolineare che nel 2014 due leader dei Khmer Rossi, Nuon Chea e Khieu Samphan, sono stati condannati al carcere a vita, essendo stati ritenuti colpevoli di crimini contro l’umanità.

Fino alla suddetta condanna solo un leader dei Khmer Rossi era stato condannato per crimini contro l’umanità: Kaing Guek Eav, nel 2012.

Il delirio culturale mondialista e il delirio culturale di Pol Pot e dei Khmer Rossi non solo sono entrambi deliri culturali, non solo appartengono entrambi alla classe delle ideologie antistato, hanno anche questo in comune: entrambi sono contro il popolo, entrambi vogliono eliminare il popolo (mentre altre ideologie antistato sono a favore del popolo).

C’è solo questa differenza: che Pol Pot e i Khmer Rossi adoperarono torture e massacri come mezzi per eliminare il popolo, mentre l’élite mondialista per eliminare il popolo adopera mezzi come la povertà, cioè la riduzione in miseria del popolo (middle class + working class), con conseguente estrema riduzione delle nascite, l’invasione islamica (con conseguente terrorismo islamico), il “meticciato” tra razza bianca e razza nera * (vedi quanto scritto a questo proposito da Eugenio Scalfari e da Richard Coudenhove-Kalergi **), ecc. ecc.

Certo, i mezzi adoperati dall’élite mondialista sono molto più lenti dei mezzi adoperati da Pol Pot e dai Khmer Rossi, ma il risultato, alla fine, è identico: l’eliminazione del popolo.

Nel caso di Pol Pot e dei Khmer Rossi si tratta di un genocidio veloce, nel caso dell’élite mondialista si tratta di un genocidio lento ***.

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* «Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of present-day mankind into three major divisions, as follows :

The Mongoloid Division

The Negroid Division

The Caucasoid Division»

UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

data di accesso: 14 luglio 2018

** Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

data di accesso: 14 luglio 2018

*** «genocìdio (raro genicìdio) s. m. [comp. del gr. γένος «stirpe» e –cidio: voce coniata in forma ingl. (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946)]. – Grave crimine, di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.»

http://www.treccani.it/vocabolario/genocidio/

data di accesso: 14 luglio 2018

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