Posts Tagged ‘agostino d’ippona’

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

—————

1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

Considerazioni sul millenarismo

5 maggio 2018

Perché si insiste da più parti sul fatto (falso) che il millenarismo appartenga anche all’Ebraismo?

Perché si vuole scagionare il Cristianesimo dal fatto (vero) che fu tale religione, e non quella ebraica, a far cadere Roma: proprio per scagionare il Cristianesimo da tale accusa Agostino d’Ippona scrisse, dopo il sacco di Roma da parte dei Visigoti (410), De Civitate Dei contra Paganos, in italiano La Città di Dio, nella quale opera presentò la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, annullando di fatto l’ultimo libro del Nuovo Testamento, come ho già scritto più volte.

Del resto il Cristianesimo aveva raggiunto il suo obiettivo, quello di annientare lo Stato schiavista romano, e quindi esso andava corretto, per renderlo compatibile con la sua ambizione di essere una religione universale, ambizione che non poteva ovviamente prescindere dal concetto dello Stato (perché lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale).

Ecco infatti cosa scrive Karl Mannheim:

«The very idea of the dawn of a millenial kingdom on earth always contained a revolutionizing tendency, and the church made every effort to paralyse this situationally transcendent idea with all the means at its command.»

Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pag. 190

E ancora:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.»

ibid., pagg. 202-203

Ma non tutto ciò che scrive Mannheim in Ideology and Utopia è condivisibile.

Ritornando alla domanda con cui ho iniziato questo post, non solo viene spesso affermato che il millenarismo si trova anche nell’Ebraismo, si arriva addirittura ad affermare che esso è «a cross-cultural concept», vedi la voce Millennialism dell’Enciclopedia Britannica, scritta da Richard Landes:

«More broadly defined, it is a cross-cultural concept grounded in the expectation of a time of supernatural peace and abundance on earth.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

Vedi anche la voce Millenarismo dell’Enciclopedia Treccani, scritta da Luciano Pellicani:

«Le scienze sociali hanno altresì elaborato modelli teorici che hanno l’ambizioso obiettivo di individuare le condizioni, i fattori e gli agenti presenti ovunque si produca il fenomeno dell’insorgenza di un movimento millenaristico.»

http://www.treccani.it/enciclopedia/millenarismo_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

La verità, invece, è che il millenarismo appartiene unicamente e solo al Cristianesimo e non anche all’Ebraismo, all’Islam, al nazismo, ecc. ecc.

Il punto è che l’intellighenzia occidentale non solo vuole oscurare le responsabilità del Cristianesimo nei riguardi delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato), vuole anche oscurare la vera natura del mondialismo.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

22 aprile 2018

Senza capire cos’è il millenarismo o chiliasmo (in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm) (1), non è possibile capire cos’è il mondialismo o globalismo (in lingua inglese globalism).

Si tratta dunque di un concetto di fondamentale importanza, che viene oltretutto travisato da molti, i quali erroneamente pensano che esso sia un concetto più ebraico che cristiano.

Questa è una solenne sciocchezza, perché il millenarismo è la credenza nell’instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi (quindi nella storia, non al di là di essa), credenza nata dall’Apocalisse di Giovanni, che è assolutamente l’unico testo sacro in cui si parla di ciò.

L’Apocalisse di Giovanni è l’ultimo libro del Nuovo Testamento, quindi si tratta di Cristianesimo.

Ho scritto molto e approfonditamente sul millenarismo (tengo a precisare che sono cattolico, anche se non praticante), ma quello che ho scritto è disseminato in vari post e quindi il lettore molto facilmente può non riuscire a trovare i post giusti.

Per tale motivo elenco qui i post più importanti nei quali ho mostrato cos’è, perché è nato, perché da Agostino d’Ippona in poi è condannato dalla Chiesa di Roma (2) (invano, perché esso è rimasto nell’inconscio collettivo cattolico, affiorando qua e là nel corso dei secoli, vedi p.e. Gioacchino da Fiore e Bergoglio), perché è molto diffuso nel Protestantesimo (includo nel Protestantesimo anche l’Anglicanesimo) e perché nel Cristianesimo ortodosso esso è inesistente:

Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

L’origine del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

———————————–

(1) Ecco infatti cosa scrive l’Enciclopedia Britannica:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

Data di accesso: 22 aprile 2018

(2) Riporto qui la condanna del millenarismo da parte della Chiesa di Roma come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica, preparato da una commissione presieduta da Papa Ratzinger quando era ancora Cardinale e approvato da Papa Wojtyła. La sua pubblicazione in varie lingue prese diversi anni e terminò nel 1997 con la pubblicazione in latino.

In latino:

«676 Haec antichristica fallacia iam in mundo adumbratur quotiescumque intenditur messianicam in historia adimplere spem quae non nisi ultra historiam per iudicium eschatologicum perfici potest: Ecclesia hanc Regni futuri adulterationem, etiam sub eius forma mitigata, nomine millenarismi reiecit, 644 praecipue sub forma politica messianismi saecularizati, « intrinsecus pravi ». 645»

—–

«(644) Cf Sanctum Officium, Decretum de millenarismo (19 iulii 1944): DS 3839.

(645) Cf Pius XI, Litt. enc. Divini Redemptoris (19 martii 1937): AAS 29 (1937) 65-106, condemnans « molimina simulato mystico sensu » huius « fucatae tenuiorum redemptionis speciei » (p. 69); Concilium Vaticanum II, Const. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_lt/p1s2c2a7_lt.htm

Data di accesso: 22 aprile 2018

In italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

—–

«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

Data di accesso: 22 aprile 2018

in inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

—–

«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this
“counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

Data di accesso: 22 aprile 2018

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Svelare la verità

7 giugno 2016

C’è chi (citando burocraticamente i relativi Decreti del S. Uffizio) rifiuta esplicitamente il millenarismo, il quale, come ho scritto più volte, nacque dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e arriva a scrivere perentoriamente: «Le venute di Cristo in terra sono solo due: la prima 2000 anni fa nella sua Natività, la seconda nel Giudizio universale alla fine del mondo.», ciò che è in piena contraddizione con quanto scrisse a suo tempo Giovanni nell’Apocalisse, la cui lettura è accessibile a tutti.

Vedi qui:

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2014/12/30/apocalisse-5-xx-1/

È infatti da lunghissimo tempo che la Chiesa di Roma ha la tradizione di negare, arrampicandosi sugli specchi, il palese manifesto della rivoluzione politica contro l’Impero romano contenuto nell’Apocalisse (vedi p.e. la fantasiosa interpretazione di Agostino d’Ippona). Tutti questi sforzi però non possono mai raggiungere appieno lo scopo, perché basta leggere l’Apocalisse per comprendere molto facilmente cosa essa sia in realtà e cioè uno sfrenato incitamento alla rivoluzione contro lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Tanto è vero che il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Certo, prima di Gutenberg il clero poteva dire quello che voleva sulla Bibbia: fu proprio l’invenzione della stampa a portare alla Riforma (figurarsi adesso che c’è internet!).

Il punto fondamentale della questione è il seguente: il millenarismo, piuttosto che essere contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, è l’Apocalisse di Giovanni.

A perfetta conferma di ciò, Papa Bergoglio ha rotto oggi la tradizione plurisecolare del rifiuto del millenarismo da parte della Chiesa di Roma: è un papa evidentissimamente millenarista.

Lo afferma implicitamente, come ho già scritto in altri post, James Vincent Schall, gesuita ed ex “Professor of Political Philosophy in the Department of Government at Georgetown University”, nel suo articolo Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto pubblicato su The Catholic World Report il 24 luglio 2015:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Come è possibile che Papa Bergoglio rigetti la negazione del millenarismo fatta da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) e accetti il millenarismo gioachimita, ossia la versione del millenarismo di Gioacchino da Fiore (né Santo né Dottore della Chiesa), senza provocare grandissimo scandalo nella Chiesa di Roma?

Perché il millenarismo è parte integrante del Nuovo Testamento, ecco perché!

Papa Bergoglio accetta il millenarismo invece di rifiutarlo (al contrario di come ha fatto tradizionalmente la Chiesa di Roma per secoli fino ad oggi) e lo può fare proprio perché non è possibile negare l’Apocalisse di Giovanni, in quanto fa parte del Nuovo Testamento.

Papa Bergoglio è dunque un papa rivoluzionario, un papa che vuole eliminare lo Stato, come del resto lo vogliono eliminare i mondialisti David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski.

Questa convergenza (apparentemente strana e incomprensibile, quasi contronatura) è facilmente spiegata dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Non c’è affatto bisogno di ricorrere a capri espiatori e a idee deliranti (complotti di ebrei, massoni, kazari, satanisti, rettiliani, ecc. ecc.) per spiegare tale convergenza.

È sufficiente usare la Ragione.

Certo, occorre accettare il fatto che la Ragione svela cose che magari si vorrebbe mantenere velate.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Questo è parlar chiaro!

12 agosto 2014

Leggo sul Giornale del 7 agosto l’articolo di Andrea Indini intitolato Draghi getta la maschera: “Gli Stati cedano sovranità”:

«All’indomani della gelata sulla crescita del pil, il colpo più duro arriva dalla Bce. Per quanto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si allinei all’agenda di Matteo Renzi, chiedendo maggiore parsimonia nella spesa pubblica e più tempo per beneficiare degli effetti delle riforme, Mario Draghi mette il premier con le spalle al muro e lo colpisce proprio quando è più debole. La posizione del governatore non lascia spazio alle interpretazioni: “Uno dei componenti del basso pil italiano è il basso livello degli investimenti privati”. Peggio ancora: tutto è dovuto “all’incertezza sulle riforme, un freno molto potente che scoraggia gli investimenti”. Infine il colpo di grazia: “Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali”.»

http://www.ilgiornale.it/news/economia/draghi-getta-maschera-stati-cedano-sovranit-1043494.html

Questo è parlar chiaro!

Ecco il folle progetto cristiano di eliminare lo Stato (la città terrena di Sant’Agostino), un progetto che distruggerà l’Occidente, provocando un nuovo Medio Evo.

Tutti nel mondo l’hanno capito: la Russia, la Cina, l’India, l’Islam, ecc. ecc.

Tutti tranne i popoli dell’Occidente, popoli che verranno annientati dalle loro inqualificabili élites.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo

15 gennaio 2014

Le comunità cristiane hanno l’enorme problema di mantenere un compromesso funzionale tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

L’eccezionale successo che l’Occidente ha storicamente avuto sta proprio in questo compromesso, che ha permesso di conseguire due incommensurabili benefici: l’eliminazione dello schiavismo e la nascita della scienza.

Vedi a questo proposito i miei due saggi di scienza politica, le cui icone stanno sotto il titolo del mio blog.

Ma si tratta di un compromesso assai instabile, che da funzionale può facilmente diventare disfunzionale.

Per quanto riguarda le Chiese cristiane, l’Occidente è riuscito efficacemente, sebbene solo dopo l’immane disastro del Medio Evo, a mantenere questo compromesso funzionale, e ciò per mezzo di due artifici alternativi fra loro: la separazione fra Stato e Chiesa oppure la subordinazione della Chiesa allo Stato.

Questo secondo artificio è in realtà l’invenzione antichissima di Costantino il Grande, la quale salvò l’Impero romano d’Oriente dal disastro del Medio Evo.

L’Occidente è però assai vulnerabile alle istanze cristiane espresse in forma laicizzata, intendo, cioè, quelle forme laicizzate delle istanze cristiane che possiamo chiamare ideologie antistato di tipo filosofico.

Esse prendono origine dal concetto di stato di natura di John Locke, che risale al 1690.

È questo concetto a condurre, nel Settecento, a Rousseau e poi, nell’Ottocento, a Marx, Engels e al comunismo da un lato e a Proudhon e all’anarchismo dall’altro.

Il comunismo e l’anarchismo, com’è ben noto, sono entrambi falliti nel Novecento.

Come ho scritto nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (pagg. 38-39):

«Oggi, dopo che la storia ha cacciato fuori dalla porta l’anarchismo e il comunismo, le due decrepite ideologie antistato di tipo filosofico, l’idea esiziale di eliminare lo Stato è rientrata dalla finestra con le sembianze dell’europeismo e del multiculturalismo.

Sono queste le nuove forme dell’Utopia, i nuovi nomi di una vecchia illusione.»

L’illusione è quella dell’eliminazione dello Stato, ossia del trionfo della città celeste sulla città terrena, come teorizzato da Agostino d’Ippona nel suo De Civitate Dei contra Paganos, vedi il post precedente.

Da ricordare che Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino (il quale, oltreché santo, è anche uno dei 35 Dottori della Chiesa), nacque e morì in Numidia (354 – 430), che corrisponde all‘incirca alla parte nord occidentale dell’attuale Algeria.

Infatti, prima del VII secolo, il bacino del Mediterraneo era cristiano anche nella sua porzione africana.

Ippona venne distrutta dagli islamici nel 698.

Oggi tutta la porzione africana del bacino del Mediterraneo è islamica.

L’Islam non ha istanze contrarie allo Stato e può quindi gestire il potere della forza fisica senza alcun compromesso o esitazione.

Oggi che l’Occidente si è indebolito a causa dell’europeismo e del multiculturalismo, l’Islam ha ricominciato ad attaccarlo militarmente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/18/senza-lunione-europea-non-ci-sarebbe-mai-stato-l11-settembre/

Calza a pennello l‘aforisma di George Santayana: “Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo (nell’originale inglese: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it”).

La politica di Obama, con la sua famosa frase: “vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno”, è la vivida rappresentazione di questa incapacità di ricordare.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/01/il-fallimento-dellutopia/

Dato che l’Islam non aspira affatto al trionfo della città celeste sulla città terrena, quella di Obama non è soltanto incapacità di ricordare il passato, è anche una clamorosa incomprensione culturale.

Le offerte di pace di Obama vengono interpretate nel mondo islamico come palese segno di debolezza.

Speriamo che l’Occidente si ravveda, altrimenti farà la fine della Numidia di Sant’Agostino.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il compromesso tra forza e caritas

10 gennaio 2014

Nicola Abbagnano nel suo Dizionario di Filosofia alla voce RAGIONE elenca diversi significati del termine, il primo dei quali è:

“Guida autonoma dell’uomo in tutti i campi nei quali un’indagine o una ricerca è possibile. In questo senso si dice che la R. è una «facoltà» propria dell’uomo e che distingue l’uomo dagli altri animali…

Questo è il senso fondamentale, dal quale la parola desume quella potenza di significato che ha fatto di essa, da secoli, l’emblema della ricerca libera. La R. è la forza che libera dai pregiudizi, dal mito, dalle opinioni radicate ma false, dalle apparenze e consente di stabilire un criterio universale o comune per la condotta dell’uomo in tutti i campi. Dall’altro lato, come guida propriamente umana, la R. è la forza che consente all’uomo di liberarsi degli appetiti che ha in comune con gli animali, sottoponendoli a controllo e mantenendoli nella giusta misura. Questa è la duplice funzione che è stata attribuita alla R. sin dai primordi della filosofia occidentale. La polemica di Eraclito e Parmenide contro le opinioni dei più, cioè contro le credenze stabilite, discordi tra loro e fallaci, è condotta in nome di una R. che sia l’unico criterio di guida per tutti gli uomini.”

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 723)

Il disastro europeo in cui oggi noi, purtroppo, viviamo è il risultato del disprezzo della Ragione.

L’uomo è uno strano essere, capace di usare la Ragione, e anche di ignorarla completamente.

Un essere che riesce a vedere la luce e che, al contempo, può decidere di chiudere gli occhi per non vederla.

Usando la Ragione è possibile comprendere che l’Occidente vive costantemente sul filo di un equilibrio precario, ossia di un instabile compromesso fra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili, come spiegato in modo approfondito per la prima volta da Thomas Hobbes, dato che servono a gestire il potere della forza fisica nelle comunità umane) e le istanze cristiane (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Queste istanze cristiane possono anche presentarsi in forma laicizzata, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio del Cristianesimo.

Come ho evidenziato nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, le ideologie antistato di tipo filosofico (comunismo, anarchismo, europeismo, multiculturalismo) hanno la loro origine nel concetto di stato di natura che si trova nei Due trattati sul governo di John Locke (1690).

Secondo Locke l’uomo è un essere virtuoso e razionale, che allo stato di natura vive in armonia coi propri simili.

Ne consegue che lo Stato non serve a nulla, se non ad arrecare oppressione, dolore e danno.

La filosofia politica di Locke è un portato dell’ideologia cristiana, ideologia che troviamo ben teorizzata nel capolavoro di Agostino d’Ippona, La Città di Dio (De Civitate Dei), che risale al 426.

In tale opera Agostino descrive due città: la città di Dio, ossia la città celeste, e la città degli uomini, ossia la città terrena.

“Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amor di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé.”

(Agostino d’Ippona, La Città di Dio, disponibile su:

http://www.augustinus.it/italiano/cdd/index2.htm,

data di accesso odierna, Libro XIV, 28).

Nell’originale latino:

“Fecerunt itaque civitates duas amores duo, terrenam scilicet amor sui usque ad contemptum Dei, caelestem vero amor Dei usque ad contemptum sui.”

(Agostino d’Ippona, De Civitate Dei contra Paganos, disponibile su:

http://www.augustinus.it/latino/cdd/index2.htm,

data di accesso odierna, Libro XIV, 28)

La città celeste e quella terrena sono mescolate tra loro e ciascuno deve interrogarsi per capire a quale delle due città appartiene.

C’è una lotta tra le due città, lotta che è destinata a finire con il trionfo della città celeste.

Vedi a questo proposito: Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 839-840.

Lo stato di natura di Locke altro non è che la versione laica della città celeste di Agostino.

Le ideologie antistato di tipo filosofico (comunismo, anarchismo, europeismo, multiculturalismo), che nascono tutte dal concetto di stato di natura lockiano, sono quindi anch’esse versioni laiche della città celeste descritta da Agostino d’Ippona.

Tali ideologie hanno in comune lo scopo di eliminare lo Stato, ossia la città terrena di Agostino.

Non comprendere per mezzo della Ragione tutto ciò è esiziale, perché l’instabile compromesso tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, se non è sorretto e guidato dalla Ragione, da compromesso funzionale può facilmente diventare disfunzionale.

Quando tale compromesso diventa disfunzionale, ci si ritrova nel disastro.

Ridurre tutto ciò a materia economica è semplicemente ridicolo: il fallimento dell’euro è solo un epifenomeno, un piccolo particolare del quadro.

Se non si vede il quadro nella sua interezza, non si comprende nulla e quindi non si possono adottare misure preventive razionali.

Se non si adotteranno tali misure, l’Occidente, una volta superato il disastro europeo, andrà inevitabilmente incontro a nuovi disastri, così come è accaduto dopo che si è superato il disastro comunista.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Stato confusionale

19 ottobre 2012

Per caso, compulsando Google, capito su un post che ha come titolo una frase di Agostino d’Ippona:

“UNO STATO SENZA GIUSTIZIA NON E’ ALTRO CHE UNA BANDA DI LADRI”

http://www.cortiledeigentili.com/it/blog/nuovo-umanesimo/item/550-11-uno-stato-senza-giustizia-non-e-altro-che-una-banda-di-ladri.html

Questa frase è diventata d’attualità perché è stata citata recentemente dal papa Benedetto XVI.

Ma la cosa assai divertente è che nel suddetto post c’è, proprio sotto il titolo, una grande immagine.

Cos’è quest’immagine? È quella, famosissima, riportata sul frontespizio della prima edizione (la cosiddetta “Head edition” del 1651) del “Leviatano” di Thomas Hobbes.

Vedi infatti:

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Leviathan_gr.jpg

Ora, unire insieme una citazione di Sant’Agostino (il quale, oltreché santo, è anche uno dei 35 Dottori della Chiesa) con il “Leviatano” di Hobbes è cosa al contempo spiritosa e scellerata.

È appena il caso di ricordare che tutto ciò che scrisse Hobbes (l’opera omnia) fu messo all’indice dalla Chiesa di Roma (cioè nell’Index librorum prohibitorum), vedi qui:

http://search.beaconforfreedom.org/search/censored_publications/

Basta inserire il solo cognome, in questo caso Hobbes, e cliccare su Search.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.