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Ma il mostro di Bruxelles è buono o cattivo?

7 febbraio 2013

Leggo “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela” di Hans Magnus Enzensberger (Einaudi, 2013) e mi chiedo: ma questo mostro è buono o cattivo?

A me sembra cattivo, perché a Enzensberger sembra buono? Eppure egli ha scritto questo saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Vediamone un brano, scritto con il suo inconfondibile stile:

“Non solo al loro interno le istituzioni europee dimostrano di soffrire di una megalomania che non conosce confini. La loro sfrenata spinta ad ampliarsi è notoria. Paesi che si fanno beffe di ogni criterio di adesione vengono integrati contro le regole e senza tante storie. Ogni volta i nostri piccoli geopolitici anelano ad ampliare sempre più la loro Europa. Perché non avanzare fino al Caucaso o al Maghreb? Essere una potenza mondiale sarebbe così bello! Certo non è possibile tener conto del fatto che gli europei si entusiasmino poco a progetti del genere.

A Bruxelles la loro resistenza è spiegabile solo con il fatto che si tratta di gente ignorante ma ribelle, che non sa quale sia la cosa migliore per lei. Per questo si fa bene a non consultarla neppure. Nell’eurocrazia la semplice idea di un referendum scatena immediatamente il panico. I segni lasciati da ben nove referendum popolari falliti spaventano tutti i responsabili. Ogni volta i norvegesi, i danesi, gli svedesi, gli olandesi, gli irlandesi e i francesi hanno detto di no. Stando ai manager dell’Unione, una cosa del genere non deve più capitare. Fastidioso è anche il fatto che, evidentemente, ai popoli che hanno inventato la democrazia in Europa, come i britannici e gli svizzeri, pesi dire addio a tale forma di governo.

Per questo i portavoce di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo si sono inventati una strategia che li immunizzi contro ogni critica. Chi si oppone ai loro piani viene additato come antieuropeo. Questo kidnapping dei concetti ricorda vagamente la retorica del senatore Joseph McCarthy e del Politburo del Pcus. Ciò che a loro non andava bene veniva di solito calunniato. Gli uni parlavano di un-American activities, gli altri di «attività antisovietiche».”

(Hans Magnus Enzensberger, “Il mostro buono di Bruxelles – ovvero L’Europa sotto tutela”, Einaudi, 2013, pagg. 75-77)

Ritornando al mio interrogativo iniziale (ma perché mai questo mostro è buono?), posso solo avanzare due ipotesi: a) Enzensberger ha usato “buono” in senso ironico b) ha tenuto conto di quelle che egli definisce “buone notizie”, che ha riportato nel primo capitolo.

Se fosse vera l’ipotesi b), direi che Enzensberger si sbaglia, perché l’elenco che egli fornisce parte da un concetto assolutamente falso (l’Unione Europa mantiene la pace in Europa) e arriva a questioni irrilevanti o comunque troppo poco importanti, che francamente mi ricordano ciò che tempo fa ha dichiarato Al Bano Carrisi in TV (Quinta Colonna, 31 luglio 2012), ossia che l’euro è meglio della lira perché quando si va all’estero non c’è bisogno di cambiare valuta.

Ma il nostro buon Al Bano è un cantante, mentre Hans Magnus Enzensberger, come apprendo da Wikipedia, “ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo in Brisgovia, Amburgo e alla Sorbona di Parigi, ricevendo un dottorato nel 1955 per una tesi sulla poesia di Clemens Brentano”. Inoltre, come riportato nella quarta di copertina del suddetto saggio, “è il maggior poeta e saggista tedesco contemporaneo”.

Che il concetto dell’Unione Europea quale garante della pace in Europa sia assolutamente falso, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/02/06/ecco-come-finiscono-le-utopie/

Non posso però prendermela troppo con Enzensberger, perché, come dicevo prima, egli ha scritto il suddetto saggio proprio per evidenziare che la democrazia nell’Unione Europea è del tutto assente.

Cosa dovrei dire allora di Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008, che nel suo libro “Fuori da questa crisi, adesso!” arriva a scrivere:

“Da circa sessant’anni l’Europa è impegnata in un nobile esperimento, il tentativo di riformare un continente lacerato dalla guerra con un’integrazione economica, nell’intento di garantire per sempre pace e democrazia. Tutto il mondo ha interesse alla riuscita di questo esperimento, e soffrirà in caso di fallimento.”

(Paul Krugman, “Fuori da questa crisi, adesso!”, Garzanti, gennaio 2013, pag. 190)

Per inciso, queste sciocchezze scritte da Paul Krugman avvalorano la mia tesi che gli americani non comprendono affatto (dato che egli è americano) cosa stia succedendo in Europa, come ho scritto in un post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/27/gli-usa-non-capiscono-che-cosa-stia-succedendo-in-europa/

Del resto, il motivo per il quale l’Unione Europea è concettualmente incompatibile con la democrazia, l’ho spiegato in vari post, ad esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/10/lignoranza-della-scienza-politica-contagia-anche-wikipedia/

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