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Poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione

5 marzo 2018

Finalmente si è votato e gli italiani, come avevo auspicato nei miei post del 30 e del 31 dicembre scorso, hanno asfaltato Matteo Renzi, il traditore del popolo italiano, e il PD, il partito dei traditori del popolo italiano.

Che dirà ora Eugenio Scalfari? La sinistra italiana che “entro due o tre generazioni” avrebbe dovuto attuare “il meticciato” non esiste quasi più…

Il Conte Richard Coudenhove-Kalergi si starà rivoltando nella tomba!

Il partito di Emma Bonino, +Europa, nonostante il denaro e le Ong di George Soros, il criminale internazionale che sta cercando di attuare concretamente il Piano Kalergi (da tempo ribattezzato Piano Soros), non ha neanche superato lo sbarramento del 3%, mentre Matteo Salvini, contrariamente a tutti i sondaggi pre-elettorali (ma come li fanno questi sondaggi?), ha battuto Silvio Berlusconi, la vecchia cariatide globalista, e dovrebbe fare il Presidente del Consiglio (si spera che il ministro dell’Economia sia Alberto Bagnai oppure Claudio Borghi, ma sarebbe veramente troppo bello).

Il Movimento 5 stelle è il primo partito italiano e ciò significa che gli italiani vogliono cambiare.

Gli italiani si sono comportati estremamente meglio dei francesi (vedi il mio post su Alain Parguez del 23 febbraio), che hanno eletto il globalista Emmanuel Macron.

Tutto sommato, data la tragica situazione dell’Italia, meglio di così non poteva andare.

È proprio il caso di dire: poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Le conferme di un economista alla mia analisi del mondialismo

23 febbraio 2018

Nel 2012 l’economista francese Alain Parguez (Professore Emerito di Economia dell’Université de Franche-Comté at Besançon ed ex consigliere di Mitterrand, 1), di cui ho già scritto diverse volte in questo blog (2), pronunciò un intervento estremamente interessante, anzi direi esplosivo, al convegno sulla Modern Money Theory, MMT, organizzato da Paolo Barnard, il 24-25-26 febbraio di quell’anno, a Rimini, in Italia (gli altri relatori furono: Marshall Auerback, William K. Black, Michael Hudson, Stephanie Kelton e ci fu anche un intervento straordinario di Nino Galloni).

Ecco i due video dell’intervento di Alain Parguez:

Riporto qualche brano della trascrizione del primo video (3):

«Sono qui per parlarvi di una storia oscura e tragica.
Avrete già capito che l’Unione Europea è un mostro che va contro a tutte le regole della teoria monetaria moderna [la Modern Money Theory, MMT, nota mia] e dell’economia moderna. Il problema è: perché esiste un sistema così assurdo?…

…Comincerò la mia presentazione con una citazione del responsabile del Ministero delle Finanze francese [Postel-Vinay, N.d.R.], che fra l’altro appartiene all’ordine dei benedettini ed è il capo dell’Opus Dei francese: e la Commissione Europea è ampiamente controllata, come anche il governo francese, dall’Opus Dei. Ho parlato con lui di questa crisi, e mi ha detto: “Sì, l’economia francese è morta, ma non lo è abbastanza”. E ha aggiunto: “Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo: che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere per sempre la gente; vogliamo creare una nuova tipologia di europeo, una nuova popolazione europea disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà; una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi”.
Questo rappresenterà il cuore del mio intervento.
Occorre anzitutto capire una cosa: che il sistema dell’euro non è mai stato pianificato per portare ad una unione monetaria; e non è stato neanche pianificato come agenda neoliberista…

…Che cos’è dunque l’euro? È un Nuovo Ordine sociale totalitaristico, programmato molto tempo fa, nel periodo tra le due guerre, e poi portato a compimento, per così dire, dal regime di François Mitterrand, come avrò modo di chiarirvi.
In questo nuovo ordine non ci saranno più Stati sovrani: lo Stato deve svanire, o per lo meno lo Stato che trova radici nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica. Nel nuovo ordine il potere dev’essere interamente trasferito a “coloro che lo meritano”; e questo significa un’élite, una classe capitalista di tecnocrati ai quali piace il potere di controllo assoluto…

…nell’ultima parte della mia presentazione cercherò di dimostrare che non esiste modo di risolvere questo problema e “aggiustare” il sistema [il famoso progetto degli “Stati Uniti d’Europa”, N.d.R.], perché questo ordine sociale ha una sua logica e coloro che controllano il sistema non accetteranno mai alcun tipo di cambiamento, soprattutto nessun tipo di intervento della Banca Centrale Europea. Lo accetterebbero unicamente nel caso in cui tale intervento mirasse ad incrementare la ricchezza della banche. Quindi l’unica possibilità di salvare la società europea è di liberarsi di questo sistema…

…Ci sono due fasi nella pianificazione del sistema dell’euro; la prima è nel periodo fra le due guerre e nel periodo che va dal 1940 al ’43; la seconda fase riguarda la realizzazione del sistema, ed è, debbo riconoscerlo, opera in gran parte di François Mitterrand.
Cominciamo dalla metà degli anni ’30, con persone come Robert Schuman e Jean Monnet…

…Che cosa si doveva dunque fare per “costruire l’Europa”? In sintesi:
1. abolire gli Stati nazionali;
2. forzare uno stato di deflazione permanente, andando a ridurre sempre di più la spesa pubblica;
3. trasferire il potere a una classe, diciamo così, super partes di tecnocrati che operasse a livello sovranazionale.
Ma per questi europeisti della prima ora che cosa significava l’Europa? Significava creare un co-dominio di Francia e Germania e un impero coloniale che includesse anche il sud dell’Europa e l’Europa orientale; questo obiettivo era stato chiaramente esplicitato.
Come si poteva sopprimere lo Stato? Semplice: bisognava privarlo di qualunque potere di controllo sulla moneta.
Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich von Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo: l’Europa avrebbe dovuto basarsi su una valuta sovranazionale interamente controllata da una Banca Centrale sovrana che godesse di poteri assoluti, appunto per poter sovrastare gli Stati.
In ultima analisi il loro obiettivo era di imporre la futura valuta europea come un super standard aureo.
Il primo abbozzo, per così dire, del trattato di Maastricht, venne scritto da un economista francese, François Perroux, nel 1943, con il pieno supporto di un trattato fatto dal regime tedesco e dal regime francese pro-nazista di Vichy; il nuovo trattato, che è stato formulato e deciso dal presidente Sarkozy e dalla signora Merkel, è basato esattamente su quello scritto da François Perroux nel ’43…

…Potrei parlare ampiamente di questa questione, perché io sono stato, fra l’altro, personalmente in contatto con il principale collaboratore di Mitterrand, un personaggio di estrema destra, un monarchico che odiava il mondo moderno e gli Stati Uniti, uno che diceva: “odio i poveri”. Si chiamava, anzi si chiama, Jacques Attali [attualmente consigliere del Presidente Hollande, N.d.R.].

De facto Jacques Attali era il primo ministro della Francia; era il responsabile di una serie di ex-marxisti convertiti in sostenitori del nuovo regime, ed era stato incaricato della creazione di una versione più sostenibile del sistema dell’euro. La visione generale era comunque la stessa, sintetizzabile così: “bisogna distruggere i centri commerciali e il consumismo”. I centri commerciali per loro erano espressione di pura infamia, le persone dovevano accettare di essere povere; mi ricordo di alcuni dibattiti su questo tema in seno alla commissione segreta che si occupava dell’entourage di Mitterrand: Mitterrand doveva riuscire a guadagnarsi per questo progetto il supporto dell’allora partito comunista (già, perché anche la Francia aveva un partito comunista, che adesso non esiste più).
Fui quindi incaricato di scrivere una serie di modeste considerazioni keynesiane di teoria economica moderna; la presenza di Attali venne richiesta dai finanziatori della campagna di Mitterrand: fra i massimi finanziatori c’erano anche la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane. Mentre lavoravo Attali mi diceva: “Io ho preso un impegno con il nostro futuro Presidente: appena possibile distruggeremo lo Stato, creeremo una deflazione dell’economia, i salari reali crolleranno; quel che abbiamo in mente è il collasso totale del reddito dei lavoratori della società francese”.
Come riuscire a fare tutto questo? Con il trattato di Maastricht e con la creazione dell’euro.

Voglio concludere il mio primo intervento smascherando alcune menzogne:

mi è capitato di trovarmi piuttosto vicino a François Mitterrand; prima della guerra aveva avuto un legame particolare con mia madre, e ricordo che mia madre mi diceva: “François è così bravo a raccontare balle che può riuscire perfino a far credere che gli interessi far del bene alla gente”; ebbene, François Mitterrand, durante l’unico dibattito sul trattato di Maastricht, ebbe il coraggio di dire, in risposta ad una domanda da parte di uno studente: “Io posso giurare che non esiste alcuna menzione di una Banca Centrale Europea indipendente nel trattato” (sic!)…

…Quello che succederà ora, grazie al nuovo trattato, se effettivamente verrà poi approvato [Fiscal Compact, approvato dall’Italia nel dicembre 2012, N.d.R.], è che ci troveremo di fronte alla totale abdicazione degli Stati, delle politiche fiscali e di qualunque tipo di politica sociale: così sarà finalmente raggiunto il sogno di costituire un Nuovo Ordine.»

Esiste in rete la traduzione in lingua inglese di questo intervento (4), eccone qualche brano:

«Well, I am here to speak of a very dark and tragic story. You already understood that the euro is a monster, contradicting all the rules of both modern money [theory, Modern Money Theory, MMT, nota mia], [and, nota mia] modern economy. So, the problem is why is such an absurd system exists at all…

…So, I shall start my true speech by a quotation from the Chief Executive of the French Ministry of Finance [Postel-Vinay, nota mia]—by the way, is a monk of the Order of Santo Benedict [Order of Saint Benedict, nota mia] and the Chief of the French Opus Dei; and by the way the European Commission is entirely controlled, like the French government, by the Opus Dei. So, I try to discuss with him. He told me, ‘Yes! The French economy is dead, but not enough.’ He told me, ‘Professor, you should understand why the European system exists. What we want is to destroy, forever, the people. We want, forever, to create a new kind of European people, accepting sufferance, poverty, which could accept wages lower than in China’.
And it will be the core of my intervention.
The Eurosystem was never planned to be a monetary union. It was not even planned as a neoliberal agenda…

…So, what is the euro? A new totalitarian social order, which was planned a long time ago in the interwar period and completed by the regime of François Mitterrand. In the new order, there will be no more sovereign state. The state has to vanish, at least the state rooted into democracy, parliament, republic. In the new order, power should be entirely transferred to those who deserve it, which means some elite capitalist class technocrats enjoying absolute power of control…

…In [the] last part, I shall try to prove that there is not the least way of amending the system because as a social order it has its logic. And those who control the system will never accept any kind of change, especially, any kind of intervention of the European Central Bank. Only, indeed, if those interventions aim at increasing the banks’ wealth. So, the sole possibility of saving the European society is to get rid of that system…

…There are two stages into the planning of the Eurosystem. The first in the interwar period and during 1940-1943. And the second stage, the achievement of the system was, I must say, the masterwork of the regime of François Mitterrand. So, we start in the mid-‘30s with people like Robert Schuman, Jean Monnet…

…So, what was required to build Europe: 1. to abolish the state, 2. to force a permanent deflation by squeezing and squeezing public expenditures. 3. to transfer the power to a super-class of technocrats on a supranational scale. But for those early Europeans, what meaned Europe? It mean a condominium between France/Germany and a colonial empire, including Southern Europe and Eastern Europe. They were absolutely explicit on this problem.

But how could we suppress the state? By depriving the State of any power on money. All of them were fanatical followers of Friedrich Hayek, the most right-wing Austrian economist of that time. So, Europe should rely on a supranational currency, entirely controlled by a sovereign central bank enjoying absolute power to ration the state. Indeed, there, finally, what they wished was to impose a future European currency, as a super-gold standard.

[The first outline, nota mia] of the Treaty of Maastricht, was written by a French economist François Perroux in 1943 with the full support of a treaty passed between the [German nazi, nota mia] government and the French [Vichy, nota mia] regime of that time. And the new treaty, which has been decided by President Sarkozy and Madame Merkel, is exactly the blueprint of François Perroux 1943…

…The regime of Francois Mitterrand, I could speak on this question because I had been conscripted by the Chief Advisor of Francois Mitterrand [Jacques Attali, nota mia], who by the way was a fanatical right-winger hating the modern world, hating the United States, a monarchist, who said, ‘I hate the poor.’ So, Jacques Attali was, de facto, the Prime Minister of France. And Attali was in charge with a lot of former Marxists, turned to supporters of the new regime, of drafting a more sustainable version of the Eurosystem. But they had in mind the same vision: We must destroy shopping malls, consumption. Shopping malls were, for them, a pure infamy. People should accept to be poor.

I remember debates at the secret commission who was in charge of the campaign of Mitterrand. Mitterrand had to win the support of the then-Parti Communiste. France had a communist party; now, no more. So, I was charged to write some modest [Keynesian considerations, nota mia]; I would say modern money programme. But Attali was asked by those who funded [the] Mitterrand campaign. And who [were] the major funders? The Chase Manhattan Bank and two other American banks. But we never gave you money to get a programme of full employment. Attali said, I have the commitment of our dear future president, as soon as we could, we will destroy [the State, nota mia], we will cut, we will deflate the economy. Real wages will collapse. And what we have in mind is a total collapse of the share of labour income in the French society. And how to get that? By the Treaty of Maastricht and the creation of the Eurosystem.

I shall end this intervention by emphasising, first, the lies. It happened that I was quiet close to Francois Mitterrand. He was some long time ago, some boyfriend of my mother before the war. My mother told me, Francois lies so well that he could believe that he is for the people. So, Francois Mitterrand during the sole debate on the Treaty of Maastricht dared to say, answering a question from a student, I can swear there is not the least independent [European, nota mia] central bank in the Treaty of Maastricht…

…And, by the way, what is happening now sought to the new treaty is—if it is, indeed, finally endorsed [Fiscal Compact, agreed in December 2012, nota mia]—a total abdication of states, of fiscal policy, and any kind of social policy. And, indeed, the dream of the new order will be achieved.»

È davvero notevole la conferma da parte di Alain Parguez di diversi punti fondamentali della mia analisi del mondialismo, di cui scrivo ormai da vari anni:

I) non si tratta di un processo storico ineluttabile (5), ma bensì di un’ideologia che conduce al progetto di un’élite per la realizzazione concreta di essa, così come la teoria marx-engelsiana, l’ideologia comunista, condusse nel 1917 Lenin e i bolscevichi alla rivoluzione di ottobre e successivamente alla creazione dell’Unione Sovietica.

Come non notare la somiglianza tra il termine “Unione Sovietica” e il termine “Unione Europea”?

Si tratta infatti di due ideologie antistato, il comunismo e il mondialismo, e quindi si parla di “Unione” e non di “Stati Uniti“.

La favoletta del mondialismo (o meglio della mondializzazione) come processo storico ineluttabile non è sostenuta soltanto dai mondialisti, per ovvie ragioni di propaganda, è anche sostenuta da altri, per esempio da Alain de Benoist, che in un’intervista del 2012 affermò:

«Credere anche che il sistema capitalista obbedisca a strategie escogitate in seno al Club Bilderberg e alla Commissione Trilaterale mi sembra molto ingenuo, e anche un pò puerile. Questa inclinazione rappresenta un tratto classico delle “teorie della cospirazione” di destra. Le persone di destra tendono sempre a ridurre il tutto all’azione nociva di un piccolo numero di persone. È per questo che non hanno mai compreso gli effetti sistemici che derivano dalla progettazione di strutture. Organizzazioni come il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale sono al massimo i luoghi della concertazione, insieme con gli strumenti della forma-capitale. Ma non sono luoghi dove si decide. Nessuno sceglie di indirizzare la forma-capitale in una particolare direzione. E’ essa stessa che si sviluppa secondo la sua logica propria, che è la logica dell’illimitato.» (6)

Il mio commento a queste parole fu, in un vecchio post, il seguente:

«Il mondialismo, lungi dall’essere una fase ulteriore del capitalismo, è un’ideologia in piena regola, al pari, per esempio, del comunismo. Lenin e i suoi compagni di partito non decisero nulla nel 1917? O questo è un modo “molto ingenuo, e anche un pò puerile” di concepire la storia?» (7)

II) si tratta di un’ideologia antistato, cioè di un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, che ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato (5, 8, 9), mentre essa non ha affatto lo scopo di creare uno Stato unico mondiale (del resto il termine “Nuovo Ordine” non è adatto a indicare l’unificazione di tutti gli Stati, ciò che non sarebbe affatto un nuovo ordine), come viene spesso affermato, per esempio da Paolo Becchi in una recente intervista:

«Qual era lo scopo della globalizzazione? Creare un impero globale, centralizzato attorno agli Stati Uniti d’America e organizzato a sua immagine. Un processo che doveva portare ad una totale omogeneizzazione dei popoli attraverso la creazione di una entità astratta, cosmopolita, come lo Stato Mondiale.» (10)

III) gli ebrei non sono la causa, l’origine, di quest’ideologia (il concetto fasullo del complotto ebraico mondialista, adoperato in varie forme da quasi tutti quelli che scrivono di mondialismo, è assente nell’intervento di Parguez), mentre invece egli indica l’Opus Dei, i benedettini, ecc. ecc., il che è perfettamente in linea con la mia teoria unificata delle ideologie antistato (5, 8, 11):

«…il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.» (5)

IV) Parguez parla ripetutamente di “tecnocrati“, tuttavia egli non ricollega ciò a Henri de Saint-Simon (8, 12, 13), il socialista utopista, e alla sua opera Nouveau Christianisme (il che spiegherebbe l’Opus Dei, ecc. ecc.). Del resto egli non sembra neanche afferrare il carattere irrazionale del mondialismo, come risulta evidente dal suo intervento, mentre invece tale carattere irrazionale a Renaud Camus non sfugge (8).

V) Parguez identifica molto chiaramente ciò che ho definito come il “mezzo specifico” del mondialismo e cioè l’ultracapitalismo, ossia un capitalismo ingiusto e distruttivo in quanto privo del contrappeso dello Stato, il che comporta la riduzione in miseria del popolo, sia la working class che la middle class (13).

VI) Parguez afferma che tra i massimi finanziatori della campagna di Mitterrand c’erano anche “la Chase Manhattan Bank e altre due banche americane”.

Dire Chase Manhattan Bank significa dire David Rockefeller, che ho sempre indicato (ma non sono certo l’unico!) come il principale realizzatore, il principale attuatore, del mondialismo (8, 14).

Però, pur con tanta intelligenza e con tanta dottrina e, soprattutto, pur essendo stato testimone, in prima persona, degli eventi che ci ha descritto nel suo intervento, cosa ha fatto Alain Parguez alle ultime elezioni presidenziali francesi, quelle che hanno visto il trionfo del globalista Emmanuel Macron?

Non è andato a votare, perché votare per Marine Le Pen gli era proprio insopportabile (!):

«L’esito del ballottaggio è scontato. Malgrado larga parte dei poveri voteranno la Le Pen, Macron vincerà perché avrà l’appoggio sia della destra ufficiale sia dei socialisti, mentre le persone di Sinistra come me semplicemente non andranno a votare.» (15)

Del resto, non avrebbe votato neanche per Donald Trump, perché è «…una persona così demagogica, completamente ignorante del mondo esterno, di una tale volgarità [sic] e sostenuto dal Ku Klux Klan.» (16)

Insomma, è un po’ come essere aggrediti per strada da criminali che ci vogliono uccidere e non reagire, perché reagire sarebbe «una tale volgarità»…

È molto facile fare del sarcasmo sull’atteggiamento di Alain Parguez, ma purtroppo si tratta di un atteggiamento diffusissimo sia in Francia che in Italia.

Ed è per questo che i globalisti vincono, perché noi non abbiamo il coraggio di rivolgerci a chi veramente, senza tanti complimenti, sarebbe in grado di dargli un bel calcio nel culo!

Non di analisi economiche abbiamo bisogno, ma di ben altro!

Del resto, si tratta di legittima difesa.

Il piano di realtà è inesorabilmente questo: è inutile fare come lo struzzo e nascondere la testa nella sabbia per non vedere.

O troveremo questo coraggio o scompariremo (17).

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1.http://www.neties.com/parguez.htm

2.vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/22/i-due-corni-del-problema/

3.http://www.galluranews.org/tempio-pausania-leuroil-nuovo-ordine-totalitaristico-alain-parguez-rivela-1-parte-rubrica-economica-a-cura-di-antonello-loriga/

4.http://mediaroots.org/alain-parquez-at-mmt-summit-2012/

5.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

6.https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=41771

7.https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

8.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9.https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/23/ulteriori-considerazioni-su-george-soros-e-sulloccidente/

10.http://sakeritalia.it/interviste/paolo-becchi-a-saker-italia-e-il-federalismo-lantidoto-alla-globalizzazione/

11.https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

12.https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

13.https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

14.https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/15/le-teste-coronate-doccidente-sono-mondialiste/

15.http://www.retemmt.it/alain-parguez-macron-attali-le-pen-gli-attentati-al-momento-giusto/

16.http://www.retemmt.it/parguez-trump-le-pen/

17.https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Perché gli economisti non si interrogano seriamente sulla volontà europea di distruggere lo Stato?

19 dicembre 2012

Nel post precedente ho scritto che Alberto Bagnai, un economista di tutto rispetto, nel corso di un recente dibattito, ha pronunciato le seguenti parole:

“…perché la macchina europea è una macchina per l’abolizione dello Stato, questo è…”.

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/18/alberto-bagnai-leuro-leconomia-e-lo-stato-il-problema-e-economico-o-politico/

È interessante osservare che Bagnai, nel suo noto libro Il tramonto dell’euro – Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa (Imprimatur, 7 novembre 2012), cita in bibliografia Alain Parguez, per un articolo pubblicato sull’Eastern Economic Journal nel 1999, dal titolo The Expected Failure of the European Economic and Monetary Union: A False Money against the Real Economy (l’articolo è scaricabile gratuitamente in rete qui:  http://ideas.repec.org/a/eej/eeconj/v25y1999i1p63-76.html).

Anche quest’economista, Alain Parguez, nella trasmissione TV di Gianluigi Paragone L’ultima parola del 20 luglio 2012, ha detto chiaro e tondo che l’euro è stato creato proprio per distruggere lo Stato, come ho riportato in un mio vecchio post. Infatti, al punto 00.49.13 del video della suddetta trasmissione TV disponibile all’indirizzo qui sotto, Parguez afferma: “…era chiaro dall’inizio che la creazione dell’euro avrebbe dovuto sfociare nella distruzione dello Stato…”.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-562e7042-d847-4816-921b-ec60c4536332.html#p=0

Ora, la mia domanda è questa: se più economisti di vaglia arrivano ad affermare ciò, che non è proprio una bagatella, perché essi (e i loro colleghi) non si chiedono (e seriamente, vale a dire senza ricorrere alla teoria del complotto o all’argomento della stupidità umana) qual è la causa di questa volontà di eliminare lo Stato?

Io ho un’idea ben precisa di tale causa e ne ho scritto sia nel mio saggio di scienza politica Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (lulu.com, 19 aprile 2012, prima edizione), sia in vari post, ad esempio in questi:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/11/la-fissazione/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/19/bertrand-russell-e-john-locke-2/

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Barnard, gli economisti americani dell’MMT e Reggio Calabria

14 ottobre 2012

Paolo Barnard, il noto giornalista, divulgatore e propugnatore della Modern Money Theory, MMT, in agosto aveva annunciato (per il 20-21 ottobre a Rimini e per il 27-28 ottobre a Cagliari) la seconda conferenza nazionale su tale teoria economica, avendo come relatori vari economisti americani sostenitori di quest’ultima, più Alain Parguez, che è francese (la prima conferenza nazionale si era tenuta a Rimini lo scorso febbraio, riscuotendo un buon successo).

In precedenza, era stato proposto a Barnard di organizzare una conferenza a Reggio Calabria. Ma le lunghe trattative per organizzarla hanno poi prodotto una rottura tra Barnard e la maggior parte degli economisti americani di cui sopra, nel senso che Barnard si è alla fine rifiutato, mentre questi ultimi hanno deciso di andarci senza di lui.

Le cose ora stanno così: la seconda conferenza nazionale MMT si terrà nei giorni e nei luoghi suddetti, con gli interventi di Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez, mentre gli altri economisti americani dell’MMT andranno a un convegno che si terrà a Reggio Calabria (e cioè, pare, nella sede del Consiglio Regionale della Calabria).

Ma, quando tutti, o quasi, biasimavano Barnard per la spaccatura prodotta dal suo rifiuto di andare a Reggio Calabria, ecco il colpo di scena.

Il 9 ottobre La Repubblica esce con quest’articolo:

«Il Viminale scioglie per mafia

il comune di Reggio Calabria

Il ministro Cancellieri: “Un atto sofferto, fatto a favore della città”. La pesantissima relazione del Prefetto»

«Reggio Calabria – Il Viminale ha sciolto per mafia il Comune di Reggio Calabria. E’ la prima volta in 21 anni, da quando esiste la legge, che viene presa una decisione del genere. Una decisione che mette politicamente nei guai l’ex sindaco – ed attuale governatore della Calabria – Giuseppe Scopelliti, già rinviato a giudizio per reati connessi alla sua gestione. Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria “è stato un atto sofferto fatto a favore della città” ha dichiarato il ministro. Già nominato Commissario Vincenzo Perico, attuale Prefetto di Crotone.»

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/09/news/scioglimento-44197399/?ref=HREC1-4

Da notare che la notizia è stata ripresa anche dall’edizione italiana dell’Huffington Post:

http://www.huffingtonpost.it/2012/10/09/il-viminale-scioglie-per-mafia-il-comune-di-reggio-calabria_n_1951822.html

Cos’è l’Huffington Post? Vedi qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Huffington_Post

Ecco cosa aveva scritto Barnard sull’argomento (prima del 9 ottobre, cioè il 5 ottobre):

«Ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo. Mi sono ravveduto, in fretta. Ritengo infatti che se la MMT viene portata in pompa magna, e pubblicamente, a dar lustro a un politico così legalmente compromesso, si rischia la fine della sua credibilità in Italia, di tutto il mio lavoro di tre anni, e di quello di chi ha faticato con me, con un danno tragico al beneficio che la MMT può offrire a questo Paese in crisi disperata. La MMT può e deve andare come consulenza a (quasi) chiunque la richieda, ma non come marchio di prestigio pubblico di un politico o di un partito, meno che meno di quelli indagati o condannati. Significa bollarla e squalificarla per tutto il resto della cittadinanza.

I miei ex relatori Kelton, Auerback e Galbraith, con Black e Tcherneva, non hanno avuto alcuna remora nella loro scelta, devastante, e ciò che più m’indigna è che nel loro Paese – dove per molto meno qualsiasi personaggio pubblico viene distrutto nella reputazione – essi non si sarebbero neppure sognati di compiere una simile scelleratezza. Fra l’altro trovo comico (e indecente), mi si permetta, che il prode criminologo Bill Black siederà pacioso a fianco di un politico già condannato e pluri indagato. In ogni caso essi non posseggono più da questo momento i requisiti di trasparenza ed etica necessari a contribuire a ciò che io, e chi lavora con me, stiamo cercando di costruire in Italia con la MMT. A noi rimangono Warren Mosler, Alain Parguez e Mathew Forstater, un team eccezionale.»

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=463

Che ciò sia stato scritto da Barnard prima del 9 ottobre è provato da vari documenti rintracciabili in rete, p.e. questo:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10907

Tirate le somme, in questa vicenda Barnard è risultato vincente, laddove invece l’avevano dato tutti, o quasi, per perdente.

L’uomo è più in gamba di quanto molti pensassero.

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I due corni del problema

22 luglio 2012

Nella trasmissione TV di Gianluigi Paragone “L’ultima parola” del 20 luglio 2012 c’era anche Paolo Barnard, il giornalista noto per essersi fortemente impegnato nella divulgazione della Teoria Monetaria Moderna (Modern Monetary Theory, o Modern Money Theory, MMT).

Barnard è assai encomiabile per la passione e l’impegno che profonde nel propagandare soluzioni nuove al disastro economico provocato dall’euro e nel propagandare il concetto che senza lo Stato siamo completamente indifesi nei riguardi del sistema finanziario internazionale.
Vedi:

http://paolobarnard.info/

Ebbene, Barnard, nella suddetta trasmissione TV, ha espresso un concetto fondamentale:

“Lei [si rivolgeva a Maroni] si deve porre la domanda: chi crea la liquidità? Chi crea il bene finanziario? 1. Lo Stato 2. Le banche. Con il sistema euro lo Stato è morto.”

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-562e7042-d847-4816-921b-ec60c4536332.html#p=0

O lo Stato o le banche. Sono questi i due corni del problema.

La sinistra politica italiana, spacciatrice di utopie, ha voluto eliminare lo Stato pensando di realizzare il paradiso in terra, di realizzare l’utopia, e invece, senza lo scudo dello Stato, si è trovata davanti il potere delle banche!
Non che lo Stato sovrano non abbia il potere, ma un conto è un potere che ha lo scopo di difendere la comunità, un altro è un potere al quale della comunità non frega niente, un potere per il quale la comunità è solo un pollo da spennare!

Illuminante, sempre nella suddetta trasmissione TV, anche il breve intervento di Alain Parguez (Professore Emerito di Economia dell’Université de Franche-Comté at Besançon, ed ex consigliere di Mitterrand), il quale ha detto chiaro e tondo che l’euro è stato creato proprio per distruggere lo Stato.

Vedi un altro intervento di Alain Parguez, quello pronunciato a Rimini il 25 febbraio 2012 al seminario sulla Teoria Monetaria Moderna organizzato da Paolo Barnard:

http://www.libreidee.org/2012/05/parguez-con-leuro-si-avvera-oggi-il-sogno-dei-fan-di-hitler/

Focalizziamo l’attenzione su un punto di quest’ultimo intervento di Parguez:
“Cito il direttore generale del ministero delle finanze francese, che appartiene all’ordine monastico dei Benedettini ed è anche il capo dell’Opus Dei francese – fra l’altro, anche la Commissione Europea (come il governo francese) è ampiamente controllata dall’Opus Dei.”

Leggiamo adesso questo passo di Bobbio:
“All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato [il corsivo è mio] non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

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