Posts Tagged ‘alberto bagnai’

Poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione

5 marzo 2018

Finalmente si è votato e gli italiani, come avevo auspicato nei miei post del 30 e del 31 dicembre scorso, hanno asfaltato Matteo Renzi, il traditore del popolo italiano, e il PD, il partito dei traditori del popolo italiano.

Che dirà ora Eugenio Scalfari? La sinistra italiana che “entro due o tre generazioni” avrebbe dovuto attuare “il meticciato” non esiste quasi più…

Il Conte Richard Coudenhove-Kalergi si starà rivoltando nella tomba!

Il partito di Emma Bonino, +Europa, nonostante il denaro e le Ong di George Soros, il criminale internazionale che sta cercando di attuare concretamente il Piano Kalergi (da tempo ribattezzato Piano Soros), non ha neanche superato lo sbarramento del 3%, mentre Matteo Salvini, contrariamente a tutti i sondaggi pre-elettorali (ma come li fanno questi sondaggi?), ha battuto Silvio Berlusconi, la vecchia cariatide globalista, e dovrebbe fare il Presidente del Consiglio (si spera che il ministro dell’Economia sia Alberto Bagnai oppure Claudio Borghi, ma sarebbe veramente troppo bello).

Il Movimento 5 stelle è il primo partito italiano e ciò significa che gli italiani vogliono cambiare.

Gli italiani si sono comportati estremamente meglio dei francesi (vedi il mio post su Alain Parguez del 23 febbraio), che hanno eletto il globalista Emmanuel Macron.

Tutto sommato, data la tragica situazione dell’Italia, meglio di così non poteva andare.

È proprio il caso di dire: poscia, più che l’euro, poté l’immigrazione.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Troppa scienza economica rende ciechi

14 novembre 2016

Rimango stupefatto alle seguenti parole dell’economista Alberto Bagnai, pronunciate dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane 2016 (al minuto 3.19):

«Il mondo della finanza ha bisogno di una moneta forte, questo succedeva al tempo di Churchill in Inghilterra e succede al tempo di Obama negli Stati Uniti, il mondo dell’industria ha bisogno di una moneta un po’ più debole. La vittoria di Trump viene vista come la vittoria dei diseredati, dell’antiglobalizzazione, o dei razzisti, o della Russia: queste sono tutte scemenze. Trump è un pezzo di establishment, è il pezzo di establishment al quale fa più comodo un dollaro un po’ più debole. Punto.»

Quindi, secondo Bagnai, non c’entra nulla l’argomento “Nationalism vs. Globalism” di cui ha scritto Robert W. Merry nel suo articolo intitolato appunto Trump vs. Hillary Is Nationalism vs. Globalism, 2016 e pubblicato da The National Interest (4 maggio 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/02/donald-trump-grida-il-re-e-nudo/

E, sempre secondo Bagnai, non c’entrano nulla la povertà e la guerra, come ha detto invece Peter Thiel nel suo famoso discorso in favore di Donald Trump al National Press Club (31 ottobre 2016):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/10/le-contraddizioni-della-silicon-valley/

No, si tratta solo e semplicemente di un bisticcio tra capitalisti: tra i capitalisti del mondo della finanza e i capitalisti del mondo dell’industria.

Certo, come no.

Troppa scienza economica rende ciechi.

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Il mondialismo e la massoneria

9 aprile 2016

Purtroppo sul mondialismo si scrivono molte sciocchezze, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/12/19/le-sciocchezze-che-si-scrivono-sul-mondialismo/

Una delle più comuni sciocchezze sul mondialismo è quella della sua pretesa origine massonica.

Come ho più volte mostrato, l’origine del mondialismo è il Cristianesimo (o meglio il millenarismo cristiano) e si vorrà convenire, almeno lo spero, che il Cristianesimo e la massoneria non sono esattamente la stessa cosa.

Che poi la massoneria attuale sia piena di gente che crede nell’ideologia mondialista non significa proprio nulla: potremmo dire lo stesso dei condomìni italiani, dato che il PD è in data odierna il primo partito d’Italia in tutti i sondaggi politici (con una percentuale di poco superiore al 30%) e che il PD è il partito mondialista italiano per antonomasia.

Una delle varie farneticazioni internettiane sull’origine massonica del mondialismo riguarda il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, un filosofo austriaco (ottenne un dottorato in filosofia all’Università di Vienna nel 1917) che pubblicò nel 1923 un libro intitolato Pan-Europa, in cui egli propone l’istituzione degli “Stati federati d’Europa”, cosa in realtà del tutto impossibile da attuare per via del grande numero delle lingue europee, come personalmente ho scritto più e più volte sia nei miei saggi che in questo blog (a partire dal 19 aprile 2012) e come è stato scritto successivamente anche da altri, p.e. da Giovanni Sartori e da Alberto Bagnai, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/06/21/le-idee-confuse-di-jacques-sapir/

E dato che il conte filosofo era fra l’altro massone, ecco che molti minus habentes ritengono che il mondialismo abbia origini massoniche.

Ma basta dare un’occhiata a Wikipedia in inglese per apprendere che il Cristianesimo è uno dei punti fondamentali dell’ingenua, infantile e irrealizzabile utopia del conte filosofo (infatti egli era di religione cristiana) e che la bandiera della International Paneuropean Union riporta una croce rossa inscritta in un cerchio giallo (si trova anche sulla copertina del libro Pan-Europa):

https://en.wikipedia.org/wiki/Paneuropean_Union

Di cosa è simbolo la croce?

P.S.: anche la bandiera dell’Unione Europea ha un’innegabile simbologia cristiana (sebbene meno palese), cioè la “corona di dodici stelle” descritta nell’Apocalisse di Giovanni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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L’Unione Europea è contro la Ragione

15 luglio 2015

Leggo un’intervista di Pietro Vernizzi ad Alberto Bagnai, intitolata ACCORDO GRECIA-UE/ Bagnai: Atene, uscita rimandata (ma con più danni di prima) e pubblicata il 14 luglio 2015 su ilsussidiario.net:

«In che senso la Germania non può fare altro da quello che sta facendo?

All’interno di un’unione monetaria fra Paesi diversi, o gli Stati forti pagano per quelli deboli oppure li sottopongono a un’austerità forsennata. In Italia per esempio il Nord paga per il Sud, perché esiste un senso di solidarietà nazionale. La Baviera del resto ha appena salvato la Regione austriaca della Carinzia, dove il fallimento di una banca rischiava di avere ripercussioni più ampie. Quei soldi sarebbero bastati per salvare la Grecia, ma si è fatta questa scelta perché esiste un senso di identità nazionale. Nell’Eurozona questo è impossibile.»

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/7/14/ACCORDO-GRECIA-UE-Bagnai-Atene-uscita-rimandata-ma-con-piu-danni-di-prima-/2/624591/

È esattamente quello che avevo scritto pochi giorni fa:

«Il punto nodale della questione è: i popoli europei che stanno economicamente bene sono disposti a dare soldi ai popoli europei che stanno economicamente male?

Assolutamente no, per esempio i tedeschi non sono assolutamente disposti a dare soldi ai greci, agli italiani, agli spagnoli e così via.

E perché questo? Semplicemente perché sono altri popoli, perché essi non sono tedeschi.

I tedeschi ritengono (e giustamente) di non avere nessun obbligo economico verso coloro che non riconoscono come propri, verso coloro per i quali non hanno nessun sentimento di identità.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/07/lintervento-di-dio-non-ci-sara/

Purtroppo l’Unione Europea è contro la Ragione e quindi non può funzionare, perché nel mondo reale ciò che è contro la Ragione non funziona.

Ma se l’Unione Europea è contro la Ragione, su cosa si basa?

Si basa sul millenarismo cristiano, si basa su un’ideologia di natura religiosa.

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Mr. Wolf risolverebbe in pochi istanti

13 giugno 2015

È stato autorevolmente affermato che neanche Mr. Wolf, il personaggio creato da Quentin Tarantino per Pulp Fiction e interpretato da Harvey Keitel, potrebbe risolvere la tragica situazione dell’Italia.

Ebbene, a dispetto di Umberto Eco, che in questi giorni ha pubblicamente e turpemente perorato la necessità della censura per internet, vorrei dire la mia: a Mr. Wolf basterebbero pochi istanti per risolvere la tragica situazione dell’Italia.

Giusto il tempo di ordinare la nomina a ministro dell’Economia di Claudio Borghi o di Alberto Bagnai (o magari di tutti e due, uno ministro e l’altro vice ministro) e di ordinare l’uscita immediata dall’euro.

Sulla necessità di uscire dall’euro perfino Stefano Fassina è d’accordo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/26/fassina-parla-come-marine-le-pen/

Che poi non si abbia il coraggio di farlo è un altro discorso, che non attiene all’ineluttabilità (in realtà immaginaria) della nostra tragica situazione, bensì alla mancanza di coraggio.

Ineluttabile anche questa?

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By Mass Communication Specialist 2nd Class Edwin L. Wriston [Public domain], via Wikimedia Commons

La sinistra è stata rimpiazzata dall’ultracapitalismo

11 giugno 2015

L’ultracapitalismo è la nuova via che oggi l’Occidente sta percorrendo per raggiungere la meta agognata da duemila anni: l’eliminazione dello Stato.

L’Occidente è proprio questo: il prodotto del compromesso tra la prescrizione dell’Apocalisse di Giovanni, vale a dire liquidare lo Stato romano («Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra», Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008), e le esigenze del piano di realtà, vale a dire la necessità dello Stato.

Ma oggi i mondialisti (si potrebbe dire i millenaristi), usando senza scrupoli tutti i mezzi a loro disposizione, compresa la minaccia di una guerra nucleare in Europa, stanno cercando di rompere questo compromesso, stanno cercando di eliminare lo Stato.

In tutto il mondo.

Si vuole precipitare l’umanità intera in un nuovo Medio Evo.

È per questo motivo che Obama, l’uomo dei Rockefeller per gli USA, aggredisce ripetutamente il popolo russo, che di eliminare lo Stato non ne vuole proprio sapere.

E poi toccherà al popolo cinese.

Chi non comprende questo, non può comprendere lo scenario mondiale attuale né quelli precedenti.

Non può comprendere né il presente né il passato dell’Occidente.

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Così Matteo Renzi, si parva licet componere magnis, non è affatto il leader della sinistra italiana, è invece l’agente del mondialismo per l’Italia, l’uomo dell’ultracapitalismo in Italia.

E mi dispiace per Alberto Bagnai, ottimo economista, che però si ostina a dirsi di sinistra: la sinistra italiana (ed europea) non c’è più, è scomparsa, oggi c’è solo l’ultracapitalismo.

L’ultracapitalismo è il nostro Moloch, il nostro nightmare: o lo distruggiamo o saremo da esso distrutti.

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Un mio ragionamento che ha avuto fortuna

2 febbraio 2015

Mi riferisco a un concetto di cui avevo scritto in questo blog nel 2012:

l’unione politica dei popoli europei è una chimera, semplicemente perché è impossibile conseguire l’unione politica di popoli che parlano così tante lingue diverse.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/11/lidea-degli-stati-uniti-deuropa-e-unidea-aberrante-anzi-delirante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/01/cretinismo-europeista/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Ieri su Voci dall’estero ho letto un recente articolo di Alberto Bagnai, il quale, dopo Giovanni Sartori, ripete anche lui il mio ragionamento:

Bagnai: Dal terrore dello spread allo spread del terrore

«…come possiamo supporre che l’Europa sia in grado di gestire le armi (che in linea di principio sono progettate, costruite, vendute, e comprate per uccidere persone), se non riesce nemmeno a gestire una valuta (che in linea di principio è un dispositivo relativamente innocuo – anche se i nostri governi sono stati così saggi da trasformare la nostra in un motore di distruzione)? La ragione per la quale non possiamo permetterci di avere un esercito unico è la stessa per cui non possiamo permetterci una moneta unica: perché non abbiamo, e non avremo mai, una volontà politica comune. Mai. Mai. Mai. Perché affinché possa emergere una volontà comune con un metodo democratico, dovremmo essere in grado di parlare la stessa lingua, e non lo siamo (come sicuramente il mio inglese sta a dimostrare).

Senza logos non c’è polis. Non abbiamo un logos comune, non siamo un’unica polis.

E’ molto semplice.»

http://vocidallestero.it/2015/01/12/bagnai-dal-terrore-dello-spread-allo-spread-del-terrore/

Lo stesso articolo Bagnai l’aveva precedentemente riportato in lingua inglese nel suo blog, Goofynomics (8 gennaio 2015):

From the terror of spread to the spread of terror

«…how can we suppose Europe to be able to manage weapons (which in principle are designed, built, sold, and bought to kill people), if it cannot ever manage a currency (which in principle is a relatively harmless device – although our governments were so wise as to transform ours in an engine of destruction)? The very reason why we cannot afford to have a single army is the same why we cannot afford a single currency: because we do not have, and will never have, a common political will. Never. Never. Never. Because for a common will to emerge in a democratic way, we should be able to speak the same language, and we are not (as my English, for sure, will prove enough).

Without logos there is no polis. We do not have a common logos, we are not a single polis.

As simple as that.»

http://goofynomics.blogspot.it/2015/01/from-terror-of-spread-to-spread-of.html

Sono contento che i miei ragionamenti abbiano così tanta fortuna.

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L’idea di un referendum sull’euro è un’idea sbagliata

1 gennaio 2014

Alcuni propongono di fare un referendum sull’euro, ad esempio Grillo, vedi il Messaggio di fine anno 2013 di Beppe Grillo:

L’euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno.”

http://www.beppegrillo.it/2013/12/

messaggio_di_fine_anno_2013_di_beppe_grillo.html

Da parecchio tempo ormai si dibatte sulla fattibilità concreta e/o sull’opportunità di un referendum sull’euro, basta dare uno sguardo a Google.

Da questo dibattito è emersa più di una ragione per non promuovere l’idea di tale referendum.

Questa, com’è noto, è la posizione di Alberto Bagnai, vedi ad esempio qui:

http://goofynomics.blogspot.it/2012/09/quelli-che-facciamo-il-referendum.html

Bagnai cita Roger Bootle, un economista inglese che il 5 luglio 2012 vinse il Wolfson Economics Prize 2012, indetto sul seguente argomento: “the best exit plan for an EMU member state”.

Vedi qui:

http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfson_Economics_Prize

Sia Bagnai, sia Bootle sono contrari a un referendum sull’euro dal punto di vista della scienza economica.

Per la posizione di Bootle vedi qui:

http://www.policyexchange.org.uk/images/WolfsonPrize/

wolfson%20economics%20prize%20winning%20entry.pdf

Dal punto di vista della scienza economica è infatti fortemente indicato uscire dall’euro senza annunci (ossia all’improvviso o quasi), in modo da minimizzare i danni all’economia.

Ma gli economisti non si rendono conto che questo sarebbe possibile solo per un governo autocratico.

È del tutto evidente che uscire dall’euro senza annunci sarebbe meglio, il punto è che in democrazia questo non è possibile.

L’idea del referendum sull’euro è comunque criticabile da un altro punto di vista.

A che serve un referendum se ci sono le elezioni?

L’uscita dall’euro è una decisione politica, sono quindi le elezioni stesse a costituire un referendum.

La legittimità della decisione di uscire dall’euro è fornita dalle libere elezioni democratiche.

Non c’è affatto bisogno di legittimare questa decisione due volte: la prima con le elezioni, la seconda con il referendum.

Altrimenti dovremmo fare un referendum per ciascun punto del programma politico di un partito che vinca le elezioni.

Ma questo Grillo non lo sa?

Il sospetto che Grillo parli di referendum per menare il can per l’aia e rimandare all’infinito l’uscita dall’euro è molto forte, anzi di più.

Le vie per uscire veramente dall’euro sono quindi due: o passare all’autocrazia e fare come dicono gli economisti o votare democraticamente per un partito che condanni energicamente e senza ambiguità l’euro.

A tutt’oggi c’è solo partito ad avere questa posizione: la Lega Nord di Matteo Salvini.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/12/16/finalmente-un-leader-italiano-che-condanna-energicamente-e-senza-ambiguita-leuro/

Se nessun altro partito assumerà questa posizione, l’unica è votare alle prossime elezioni la Lega Nord.

Anche se si abitasse, poniamo, in Sicilia.

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L’assordante silenzio della destra italiana

28 dicembre 2013

I nostri fratelli francesi si muovono:

«Adesso però, oltre a tallonare i Pigs, Merkel ha di fronte una sfida politica: la tenuta dell’Unione minacciata dalle spinte anti-euro interpretate al meglio dalla leader francese Marine Le Pen, in testa nei sondaggi per le prossime elezioni europee di primavera.»

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-20/come-sara-2014-europa-stretta-due-donne-angela-merkel-e-marine-pen-083816.shtml?uuid=ABfAFNe

E l’economista francese di sinistra Jacques Sapir non ha problemi a legittimare Marine Le Pen:

«“Un sacco di politici sono venuti da me, sia Gaullistes che Socialisti. Sono d’accordo con me, ma non vogliono esprimersi pubblicamente. Vogliono che qualcun altro prenda l’iniziativa. Se Marine Le Pen vuole usare il mio lavoro, io non ho alcun problema, “ha detto Sapir.»

http://www.investireoggi.it/economia/la-trionfante-giovanna-darco-francese-promette-di-riportare-il-franco-e-distruggere-leuro/

In Italia invece c’è uno scenario differente.

A tutt’oggi l’unico leader politico italiano che condanni energicamente e senza ambiguità l’euro è Matteo Salvini, che è davvero encomiabile, però è il leader di un partito regionale, la Lega Nord, non di un partito nazionale.

E per quanto riguarda gli economisti italiani, non posso fare a meno di notare che Alberto Bagnai ha la hybris di convincere la sinistra italiana ad abbandonare l’euro, spingendosi fino al punto di affermare che “quello dell’euro è un regime fascista”, affermazione piuttosto ridicola per chiunque abbia studiato storia al liceo, o forse anche alle medie, o forse anche alle elementari.

Ve lo figurate Mussolini propugnare una moneta plurinazionale e che distrugge l’economia nazionale italiana?

Vedi infatti qui un’intervista a Bagnai:

«“Il tonfo ce lo potevamo aspettare. I mercati hanno spesso reazioni emotive. A questo punto il problema è estremamente semplice. Noi sappiamo che lo spread dipende dal comportamento della Bce e quindi fondamentalmente dalla volontà della Germania. I casi sono due. O si instaura a livello europeo un atteggiamento cooperativo di riflessione sulla costruzione europea o, se la decisione sarà quella di manganellare l’Italia con lo spread, un numero sempre maggiore di cittadini capirà che quello dell’euro è un regime fascista [il corsivo è mio] che usa la violenza”.»

http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/13/02/intervista_bagnai_m5s.html

Ed Emiliano Brancaccio non gli è da meno, insistendo che occorre uscire dall’euro da sinistra, vedi qui:

«In questo scenario, possibile che le sinistre rifiutino anche solo di avviare una riflessione sulle decisioni da assumere in caso di precipitazione dell’Unione? Possibile che tuttora manchi una indicazione di massima su una exit strategy dall’euro che permetta di tutelare gli interessi del lavoro subordinato? La questione, si badi bene, è cruciale. Le modalità di abbandono di un regime di cambi fissi come l’eurozona sono infatti molteplici, e ognuna può ricadere in modi diversi sui diversi gruppi sociali. In altre parole: esistono modi “di destra” e modi “di sinistra” di gestire una eventuale uscita dall’euro. E la sinistra è in netto ritardo.»

http://www.emilianobrancaccio.it/2013/07/03/uscire-dalleuro-ce-modo-e-modo-3/

Egregi economisti italiani, la sinistra lotterà per l’euro fino alla morte, fatevene una ragione!

In questo scenario desolante risuona un assordante silenzio: è quello della destra italiana.

A questo proposito mi viene in mente un famoso passo di Giuseppe Prezzolini:

«Lo vedemmo [Machiavelli] accanto a Napoleone I ricordargli nell’orecchio d’essere nato italiano e fargli creare il primo esercito nazionale, nel quale lombardi e veneti, toscani e napoletani combatterono insieme e riabituarono alle armi un popolo di larve e di morti.»

(Giuseppe Prezzolini, Vita di Nicolò Machiavelli fiorentino, Mondadori, 1927, pag. 253).

In internet il libro di Prezzolini su Machiavelli è integralmente disponibile, vedi qui:

https://archive.org/stream/vitadinicolmachi00prez/

vitadinicolmachi00prez_djvu.txt

Ecco, ci vorrebbe un nuovo Napoleone.

Per resuscitare un popolo di larve e di morti.

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“Proposta choc” di Berlusconi sull’economia?

24 gennaio 2013

Si sta propagando in internet la voce che Berlusconi intenda avanzare “una «proposta choc» sull’economia”.

Ecco qui:

“Non solo Imu, detassazione per nuovi assunti, fisco leggero, ma anche – giura qualcuno – una «proposta choc» sull’economia potrebbe arrivare come sorpresa finale della campagna elettorale per giocare il tutto per tutto in una sfida che resta difficilissima.”

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_24/berlusconi-proposta-choc_c8a7c1f8-65ef-11e2-a999-f4ff91782969.shtml

Non si sa ancora di che cosa si tratti.

Spero che sia ciò che avevo indicato nel mio post del 18 gennaio, intitolato Berlusconi vuole vincere? Proponga l’uscita dall’euro:

“Berlusconi vuole vincere? Proponga seriamente l’uscita dall’euro. Ne faccia il suo cavallo di battaglia, non si limiti a qualche battutina (da smentire il giorno dopo). Chieda pubblicamente a un economista antieuro italiano, ad esempio Alberto Bagnai o Loretta Napoleoni (i primi che mi vengono in mente), di far parte del suo governo.”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/18/berlusconi-vuole-vincere-proponga-luscita-dalleuro/

Spero troppo? Sì, ma la situazione dell’Italia è tragica e quando si è in una situazione tragica si spera e si prega.

Se Berlusconi farà quanto da me scritto il 18 gennaio, diventerà il Salvatore della Patria: tutto gli sarà perdonato e diventerà intoccabile.

Se non lo farà, non resterà che votare per Grillo.

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