Posts Tagged ‘americani’

Se questo è il sistema democratico

30 settembre 2016

È un orrendo spettacolo questo delle elezioni USA 2016, con i media americani e occidentali che sparano una balla dopo l’altra pur di sostenere il candidato globalista, Hillary Clinton, un candidato insostenibile, un candidato “unfit” come non s’era mai visto prima.

Disonesta, bugiarda, guerrafondaia, con una pregressa trombosi cerebrale diagnosticata ufficialmente: ma i globalisti non potevano trovarsi un candidato migliore?

Si deve concludere che Hillary Clinton è esattamente il candidato che li rappresenta.

Il globalismo mostra il suo vero volto ed è un volto che suscita odio e disprezzo.

Se questo è il sistema democratico, allora è preferibile la dittatura.

Il modello occidentale mostra al mondo e alla storia il suo fallimento.

Gli americani hanno distrutto la legittimità della democrazia.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

Il parere dell’esperto in fallimenti di politica estera

13 settembre 2015

Siria: Obama, sostegno russo ad Assad è un «grande errore»
Il presidente Usa invia un avvertimento a Mosca: l’accresciuta presenza «è destinata al fallimento». «dovrebbero essere un po’ più furbi»

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_11/siria-obama-sostegno-russo-ad-assad-grande-errore-155d666c-58c6-11e5-8460-7c6ee4ec1a13.shtml

Ma che aspettano gli americani a cacciar via Obama?

Cacciarono Nixon, eppure non li aveva messi in ridicolo in tutto il mondo come sta facendo adesso Obama.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Povero Alberoni

9 luglio 2014

Leggo con un ritardo di due anni un vecchio articolo di Francesco Alberoni, pubblicato sul Giornale l’11 giugno 2012 e intitolato Quegli anglosassoni così poco altruisti:

http://www.ilgiornale.it/news/quegli-anglosassoni-cos-poco-altruisti.html

L’incipit è fenomenale nella sua ridicolaggine:

“Il mondo anglosassone – Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia- costituisce una civiltà totalmente diversa da quella europea continentale.”

Ah, davvero? Forse Alberoni dimentica che senza lo scisma di Enrico VIII, Isaac Newton, invece di essere nominato baronetto e presidente della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge, avrebbe fatto la fine di Galileo, la scienza in Inghilterra sarebbe stata annientata come lo fu in Italia, e noi oggi, probabilmente, andremmo ancora a cavallo.

Avrebbe preferito questo? A giudicare dalle sciocchezze che scrive si direbbe di sì. Perché è evidentemente un oscurantista, una persona contraria alla ragione e alla scienza.

Inoltre è veramente superficiale non distinguere fra inglesi e americani.

Ma egli non si ferma qui:

“Nel Medioevo la gente considerava scientifico solo ciò che era scritto in latino ed aveva l’imprimatur della Chiesa. Gli anglosassoni molto semplicemente leggono solo quello che è scritto in inglese e che è pubblicato da loro. Negli ultimi decenni hanno imposto questo loro modo di pensare anche in Europa. Oggi anche da noi nessuna idea viene considerata scientifica se non è scritta in inglese e approvata dall’accademia anglosassone. L’alta cultura europea, la filosofia, le scienze umane non hanno più niente da dire, sono sparite, ammutolite.”

Queste sono parole di una gravità inaudita, di una persona che ha perso il ben dell’intelletto. È sicuro Alberoni di star bene?

E pensare che una volta, tanto tempo fa, diciamo negli anni 80, mi era personalmente simpatico.

Povero Alberoni, come è invecchiato male…

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

I’m not the only one…

21 giugno 2013

Il 15 giugno ho scritto un post piuttosto critico su Obama e internet (e, si badi bene, sono sempre stato filoamericano).

In esso, fra l’altro, ho affermato:

“Ma il punto nodale della situazione non è la legittimità della ragion di Stato, bensì il fatto, evidentissimo, che ormai la posizione di Obama è difensiva. Egli si è chiuso in un fortino. Altro che visione! Altro che sogno!”

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/15/loccidente-sta-cercando-di-suicidarsi-e-obama-si-e-chiuso-in-un-fortino/

Ebbene, non sono il solo ad affermare che Obama manca di visione.

Ecco cosa scrive Vittorio Emanuele Parsi nel suo articolo sul Sole24ore, intitolato Dalla Cina alla Siria Obama vacilla:

“Tornano così ad accendersi le critiche nei confronti del carattere autoritario del presidente e ci si interroga nuovamente sulla qualità della sua leadership, o perlomeno sui suoi risultati, soprattutto in campo internazionale…

…Il quadro che ne esce è quello di un leader debole, confuso, a corto di vision: l’esatto opposto di quanto aveva promesso nel 2008.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-15/dalla-cina-siria-obama-081329.shtml?uuid=AbDCiC5H

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Gli USA non capiscono che cosa stia succedendo in Europa

27 gennaio 2013

Non sono un esperto di politica USA, però è evidente che gli americani non capiscono l’europeismo e le sue problematiche.

Consideriamo infatti l’intervista di Benedetta Frigerio a Edward N. Luttwak del 9 novembre 2012, cioè subito dopo la vittoria di Obama.

Ecco cosa dice Luttwak:

“Il processo di cambiamento dell’America, e quindi della sua classe dirigente, non è veloce come potrebbe apparire dal voto. A dirlo è il fatto che la Camera è ancora repubblicana. Questa negli Stati Uniti è molto più importante del presidente, perché è lì che si decide della politica interna del paese. Gli americani hanno scelto una Camera ancora conservatrice. Se dunque la classe politica, insieme al paese, tendono a europeizzarsi siamo ancora lontani dal traguardo. Certo preoccupa che gli Stati più in crisi abbiano votato Obama, significa che preferiscono affidarsi all’assistenzialismo invece che agire secondo la strada tradizionale.”

Ed ecco cosa risponde alla seguente domanda (in neretto):

I mercati finanziari non hanno festeggiato la vittoria di Obama. Rimane preoccupante il debito pubblico generato dalla presidenza Obama. Cosa si farà per rispondere?

Obama non può fare nulla, andrà avanti con la sua politica europeista e con la Camera che si opporrà ad essa. È un peccato perché Romney avrebbe tranquillizzato i mercati, riprendendo una politica classica, più sussidiaria, leggera e capace di generare lavoro.”

http://www.tempi.it/luttwak-leuropa-che-esulta-per-obama-e-masochista

Appare evidente che Luttwak identifica l’europeismo con lo statalismo.

Ho parlato qui dello statalismo, che non va confuso con il concetto di Stato:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/07/non-bisogna-confondere-lo-statalismo-con-lo-stato/

In altre parole gli americani non comprendono affatto la natura destabilizzante e sovversiva dell’europeismo, lo scopo che esso ha di eliminare lo Stato (al pari del comunismo e dell’anarchismo).

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/23/il-comunismo-e-leuropeismo-hanno-lo-stesso-scopo-eliminare-lo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/18/perche-loccidente-cerca-ripetutamente-di-suicidarsi/

Gli americani inoltre non si rendono conto che il loro modello politico non è esportabile in Europa. Non è possibile creare gli Stati Uniti d’Europa. E ciò per il semplice motivo che negli Stati Uniti d’America la regola è che si parli inglese, mentre le lingue ufficiali dell’Unione Europea sono attualmente ben 23 (ventitré!), come ho più volte scritto in post precedenti.

Vedi qui per quanto riguarda gli USA:

«English is the de facto national language of the United States, with 82% of the population claiming it as a mother tongue, and some 96% claiming to speak it “well” or “very well.”»

http://en.wikipedia.org/wiki/Languages_of_the_United_States

Vedi qui per quanto riguarda l’Unione Europea:

http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/eu-languages_it.htm

Sull’argomento “Stati Uniti d’Europa” vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/17/sartori-ed-io-sugli-stati-uniti-deuropa-scriviamo-le-stesse-cose/

Probabilmente essi non comprendono neanche le problematiche del multiculturalismo, di cui ho scritto qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/07/15/multiculturalismo-razzismo-e-politiche-di-immigrazione/

Per lo stesso motivo di cui sopra (la regola di parlare inglese), gli USA non possono essere considerati un paese multiculturale.

Infatti l’elemento fondante di una cultura è la lingua.

Gli USA sono invece storicamente sempre stati un paese multirazziale (intendo nel senso “forense”, in inglese “forensic”, del termine: la loro popolazione è costituita da caucasici, africani e mongolici), mentre in Europa la stragrande maggioranza della popolazione è caucasica.

Non c’è assolutamente niente di male a essere un paese multirazziale, ma non bisogna confondere ciò con il multiculturalismo, il quale è, al pari dell’europeismo, un’ideologia antistato, ossia quanto di più lontano ci possa essere dagli USA.

Per gli americani il concetto di Stato non è affatto in discussione.

Tanto è vero che USA è l’acronimo di United States of America.

Copyright © 2013 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Sono gli europei ad essersi rincretiniti

17 ottobre 2012

«Obama: “Mi batterò per chi lavora a fare grande questa nazione”»

http://www.huffingtonpost.it/2012/10/16/elezioni-americane-second_n_1970564.html?utm_hp_ref=elezioni-americane

Come è facile constatare, gli americani sono per lo stato-nazione.

Sono gli europei ad essersi rincretiniti.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Essere per lo Stato non vuol dire essere antinglesi e antiamericani

27 luglio 2012

In alcuni di coloro che auspicano l’uscita dall’euro e il ripristino dello Stato (quello vero, lo Stato sovrano, non le parodie di Stato che ci sono oggi in Europa) è possibile notare un certo atteggiamento antinglese e antiamericano, più o meno pronunciato.

Ciò, sul piano della ragione, è assurdo.

Gli inglesi sono notoriamente euroscettici: infatti non hanno accettato l’euro e si sono tenuti ben stretta la loro sterlina.

Gli statunitensi, poi, hanno un’idea estremamente salda dello Stato e della sua sovranità (chi s’immagina il contrario, semplicemente non li conosce). Del resto anche gli inglesi la pensano così.

Non che nel Regno Unito o negli Stati Uniti d’America non esistano pazzi, illusi e sognatori (“You may say I’m a dreamer…” cantava John Lennon nel suo inno alla fratellanza universale e all’anarchismo, prima di morire ammazzato in mezzo alla strada).

Ma essi non riescono a influenzare in modo significativo la loro politica nazionale, ciò che invece, purtroppo, accade altrove, perfino nella grande e gloriosa cultura francese, la cultura che con Carlo Martello, il nonno di Carlo Magno, salvò l’intero Occidente nel 732, vincendo la battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) contro gli islamici.

Copyright © 2012 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.