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Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

—————

1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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Il Catechismo della Chiesa Cattolica è straordinariamente interessante

26 aprile 2018

Nel post precedente (del 22 aprile) ho riportato ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica scrive circa il millenarismo (676).

Quest’ultimo è esplicitamente condannato (“la Chiesa ha rigettato”), “anche sotto la sua forma mitigata”.

Inoltre è scritto (sempre nel 676): “soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641”

641 è la nota che rimanda ad altri testi, in primis alla Lettera Enciclica Divini Redemptoris di Papa Pio XI, in cui viene condannato il “comunismo bolscevico“:

http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19370319_divini-redemptoris.html

In altre parole, il Catechismo della Chiesa Cattolica, preparato da una commissione presieduta da Papa Ratzinger quando era ancora Cardinale e approvato da Papa Wojtyła, scrive in modo inequivocabile che il comunismo deriva dal millenarismo, è una forma di millenarismo.

È esattamente ciò che io ho scritto nella mia Teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Vedi anche:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Ci sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica anche altre cose assolutamente interessanti, ma, purtroppo, devo sottolineare che oggi (26 aprile 2018) non si riesce a navigare nell’indice della versione italiana (si possono solo scaricare pdf parecchio pesanti), mentre il 22 aprile, quando ho scritto il post precedente, ciò si poteva fare benissimo:

http://www.vatican.va/archive/ccc_it/ccc-it_index_it.html

Si naviga ancora bene, invece, nell’indice delle versioni latina ed inglese:

http://www.vatican.va/archive/catechism_lt/index_lt.htm

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/_INDEX.HTM

Ecco cos’altro ho trovato nel Catechismo della Chiesa Cattolica:

1) esso condanna palesemente non solo il comunismo, ma anche l’ultracapitalismo (in inglese ultra-capitalism), che, come ho sempre scritto, è il mezzo specifico del mondialismo (in inglese globalism):

«2425 The Church has rejected the totalitarian and atheistic ideologies associated in modem times with “communism” or “socialism.” She has likewise refused to accept, in the practice of “capitalism,” individualism and the absolute primacy of the law of the marketplace over human labor.206 Regulating the economy solely by centralized planning perverts the basis of social bonds; regulating it solely by the law of the marketplace fails social justice, for “there are many human needs which cannot be satisfied by the market.”207 Reasonable regulation of the marketplace and economic initiatives, in keeping with a just hierarchy of values and a view to the common good, is to be commended.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P8C.HTM

Data di accesso: 26 aprile 2018

2) esso ritiene che lo Stato è necessario (proprio come scrive Karl Popper, mentre George Soros scrive il contrario, come ho mostrato in post precedenti):

«2431 The responsibility of the state. “Economic activity, especially the activity of a market economy, cannot be conducted in an institutional, juridical, or political vacuum. On the contrary, it presupposes sure guarantees of individual freedom and private property, as well as a stable currency and efficient public services. Hence the principal task of the state is to guarantee this security, so that those who work and produce can enjoy the fruits of their labors and thus feel encouraged to work efficiently and honestly…. Another task of the state is that of overseeing and directing the exercise of human rights in the economic sector. However, primary responsibility in this area belongs not to the state but to individuals and to the various groups and associations which make up society.”216»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P8D.HTM

Data di accesso: 26 aprile 2018

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Ormai è chiaro: i globalisti inglesi tentano di influenzare le elezioni russe

17 marzo 2018

Dopo Theresa May, anche Boris Johnson attacca furiosamente Vladimir Putin:

«…the U.K.’s top diploma, Boris Johnson, directly accused Vladimir Putin, saying it was “overwhelmingly likely” that he personally ordered the nerve-agent attack on British soil.

In a dramatic escalation of a diplomatic crisis between the two countries, the Foreign Secretary said the U.K.’s problem was not with the Russian people but with the Russian leader [il neretto è mio].

“Our quarrel is with Putin’s Kremlin and with his decision – and we think it overwhelmingly likely that it was his decision – to direct the use of a nerve agent on the streets of the U.K., on the streets of Europe, for the first time since World War II,” Johnson said in London.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-03-16/kremlin-furious-after-boris-johnson-accuses-putin-murder

Ancora una volta senza fornire alcuna prova, parlando soltanto di probabilità (!), Johnson specifica meglio della May qual è il punto nodale della questione: gli elettori russi non devono votare per Putin, il problema non sono i russi, il problema è Putin.

Come ho già scritto, tutto ciò è molto stupido ed è spiegabile soltanto con lo spirito messianico globalista che anima Theresa May e Boris Johnson: gli elettori russi, infatti, voteranno ancora di più per Putin dopo questa ridicola aggressione inglese al loro leader.

Ma la fallacia del ragionamento degli inglesi, che un tempo ragionavano molto bene, non si ferma qui, c’è anche un altro errore: se Putin venisse disarcionato, il suo successore non sarebbe affatto più arrendevole di lui.

Lo spirito messianico dei globalisti inglesi li rende ottusi e ad essi sfugge completamente che il cesaropapismo dei cristiani ortodossi impedisce ai russi di abbracciare il mondialismo, che è un’ideologia antistato (il cesaropapismo anglicano introdotto da Enrico VIII, meno marcato rispetto a quello dei cristiani ortodossi, è stato travolto dal mondialismo ormai da molto tempo, basta notare la cattiva fama che ha oggi in Inghilterra Enrico VIII, quando invece egli è stato il sovrano che ha posto le basi della grandezza dell’Inghilterra, gli inglesi dovrebbero fargli un monumento).

I russi, è vero, abbracciarono un’altra ideologia antistato, il comunismo, ossia la teoria marx-engelsiana (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), ma essi la trasformarono velocemente in forma nazionalista e poterono fare ciò per la peculiarità di tale teoria, in quanto essa rimanda l’eliminazione dello Stato a un indeterminato futuro.

Gli inglesi, invece di leggere Karl R. Popper (1), che è molto sopravvalutato nel campo della filosofia politica, dovrebbero leggere Norberto Bobbio (2).

———————-

(1) “La teoria dell’estinzione dello Stato [di Marx e di Engels] è assolutamente irrealistica e penso che possa essere stata adottata da Marx e da Engels soprattutto per sottrarre ai loro rivali un’arma efficace di proselitismo. I rivali ai quali mi riferisco sono Bakunin e gli anarchici; Marx non amava vedere il proprio radicalismo superato da quello di nessun altro. Come Marx, gli anarchici si proponevano di rovesciare l’ordine sociale esistente, dirigendo tuttavia il loro attacco contro il sistema politico-legale, invece che contro il sistema economico. Per essi lo Stato era il nemico mortale che doveva essere distrutto. Se non fosse stato per i suoi concorrenti anarchici, Marx, partendo dalle sue premesse, avrebbe facilmente potuto ammettere la possibilità che l’istituzione dello Stato, sotto il socialismo, debba svolgere nuove e indispensabili funzioni, cioè le funzioni di salvaguardia della giustizia e della libertà attribuite ad essa dai grandi teorici della democrazia.”

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pagg. 404-5.

(2) “La più popolare delle teorie che sostengono l’attuabilità o addirittura l’avvento necessario di una società senza Stato è quella marxiana o per meglio dire engelsiana, in base a un ragionamento che ridotto ai minimi termini può essere esposto così: lo Stato è nato dalla divisione della società in classi contrapposte per effetto della divisione del lavoro, allo scopo di consentire il dominio della classe che sta sopra sulla classe che sta sotto; quando in seguito alla conquista del potere da parte della classe universale (la dittatura del proletariato) verrà meno la società divisa in classi, verrà meno anche la necessità dello Stato. Lo Stato si estinguerà, morirà di morte naturale, perché non sarà più necessario. Questa teoria è forse la più ingegnosa fra quelle che difendono l’ideale della società senza Stato ma non è meno discutibile: perché tanto la premessa maggiore del sillogismo (lo Stato è uno strumento di dominio di classe) quanto la premessa minore (la classe universale è destinata a distruggere la società di classe) non hanno resistito a quel formidabile argomento che sono, come avrebbe detto Hegel, le «dure repliche della storia».”

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 123.

È palese la mancanza di profondità di Popper a proposito di Marx, egli non ne ha affatto compreso il pensiero. E non si capisce perché egli, essendo un filosofo della scienza, si sia dedicato alla filosofia politica.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La storia non va in linea retta? Falso

25 settembre 2015

Leggo una recentissima intervista (22 settembre) a Noam Chomsky di Tommaso Segantini, intitolata History Doesn’t Go In a Straight Line – Noam Chomsky on Bernie Sanders, Jeremy Corbyn, and the potential for ordinary people to make radical change.:

«The neoliberal policies are certainly a regression [il neretto è mio]. For the majority of the population in the US, there’s been pretty much stagnation and decline in the last generation. And not because of any economic laws. These are policies. Just as austerity in Europe is not an economic necessity — in fact, it’s economic nonsense. But it’s a policy decision undertaken by the designers for their own purposes. I think basically it’s a kind of class war, and it can be resisted, but it’s not easy. History doesn’t go in a straight line [il neretto è mio].»

https://www.jacobinmag.com/2015/09/noam-chomsky-bernie-sanders-greece-tsipras-grexit-austerity-neoliberalism-protest/

Ecco una parziale traduzione italiana intitolata “La storia non è una linea retta”. Noam Chomsky e la nuova lotta di classe nella dittatura dell’austerità:

«Le politiche neoliberiste sono una regressione della storia [il neretto è mio]. Per la maggior parte della popolazione negli Stati Uniti, ad esempio, c’è stata una situazione di stagnazione e declino nell’ultima generazione. E non a causa di tutte le leggi economiche.Proprio come l’austerità in Europa non è una necessità economica – in realtà, è una sciocchezza economica. Ma si tratta di una decisione politica intrapresa da chi ha in mente progetti precisi per scopi personali precisi. Penso che in fondo sia una sorta di lotta di classe, e si può resistere, ma non è facile. La storia non va in linea retta [il neretto è mio]“.»

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12760

La storia non va in linea retta? Falso, almeno per quanto riguarda l’argomento di cui parla Chomsky.

Per Chomsky, che è un anarchico (vedi infatti qui:  http://globetrotter.berkeley.edu/people2/Chomsky/chomsky-con0.html  ), è così semplicemente perché egli non riesce a vedere il disegno complessivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Per me invece, almeno su quest’argomento, non c’è alcuna inversione di rotta, alcuna regressione della storia: il punto è che, una volta fallita la via anticapitalista per eliminare lo Stato, si è logicamente passati a un’altra via, quella ultracapitalista.

Ma l’obiettivo è sempre quello del millenarismo: abbattere lo Stato.

C’è infine un aspetto notevole di tutto questo: come può una mente estremamente raffinata come quella di Noam Chomsky credere alla narrazione estremamente infantile e rozza dell’anarchismo (quella che ho descritto qui: https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/ )?

La risposta è che si tratta di un argomento di natura religiosa.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il disastro europeo e l’inconscio collettivo dell’Occidente

20 luglio 2015

La causa del disastro europeo si trova nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

È qui che è depositato l’antico imperativo cristiano (dell’Apocalisse di Giovanni) di distruggere lo Stato romano, di distruggere la Roma delle persecuzioni cristiane.

Tale imperativo inconscio agisce sulla coscienza degli occidentali: così sono nate le ideologie antistato quali l’anarchismo, il comunismo, l’europeismo, il multiculturalismo, il mondialismo e così nasce l’adesione popolare a tali ideologie.

Infatti il francese Proudhon, l’ideatore dell’anarchismo, era cristiano e così anche gli ideatori del comunismo, i tedeschi Marx ed Engels.

Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Poiché lo Stato, come ho mostrato più volte, è una necessità razionale, una necessità della Ragione, eliminarlo vuol dire andare incontro al disastro.

Infatti lo Stato è un universale culturale (come p.e. il tabù dell’incesto e i riti funebri): esso serve a gestire il potere della forza fisica (l’esercito e la legge), ossia, come scrisse Hobbes, serve a difendere il popolo dall’aggressione di stranieri e dai torti reciproci.

Senza Stato, inoltre, non può ovviamente esserci lo stato sociale, il welfare state.

Nel Cristianesimo orientale l’imperativo cristiano di distruggere lo Stato romano venne annullato dalla geniale invenzione di Costantino il Grande: la subordinazione della Chiesa al Principe, ossia allo Stato, ciò che prende il nome di cesaropapismo.

Così nell’inconscio collettivo dei russi non c’è l’imperativo cristiano di distruggere lo Stato.

Anche il popolo greco fa parte del Cristianesimo orientale, ma tale popolo venne cooptato dall’Occidente, perché quest’ultimo giustamente vide nella Grecia antica la culla del pensiero occidentale: così lo Stato greco venne creato nell’Ottocento soprattutto ad opera delle grandi potenze occidentali e il popolo greco, fortemente imbevuto di cultura occidentale, si comporta oggi come un popolo dell’Occidente.

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Il millenarismo è un meme egoista

5 marzo 2015

Le ideologie antistato (le quali, come ho scritto più volte, sono tutte esempi di millenarismo cristiano) hanno due importanti caratteristiche.

1. Ignorano sempre, e ostentatamente, i due micidiali pericoli a cui sono sottoposte le comunità umane: l’aggressione di stranieri e i torti reciproci, per usare le parole di Hobbes.

Ignorano, cioè, la necessità dell’esercito e della legge, che sono, come scrive Bobbio, le due funzioni essenziali dello Stato.

L’esempio più semplice e chiaro (o meglio più rozzo) è la narrazione dell’anarchismo: l’umanità, dopo essersi liberata dello Stato, diventa repentinamente solidale e cooperativa, viene a trovarsi all’improvviso in un nuovo paradiso terrestre, dove il male non è nemmeno immaginabile.

2. Nella loro teoria c’è sempre un salto logico, un venir meno della Ragione.

Già l’anarchismo è un esempio di ciò, ma farò a questo proposito altri due esempi:

a) nell’ideologia comunista il passaggio dalla società socialista (la dittatura del proletariato) a quella comunista (lo stadio finale), passaggio che la teoria marx-engelsiana spiega in un modo assolutamente artificioso e puerile (vedi l’analisi di Bobbio che ho riportato in post precedenti).

Infatti tale passaggio non è mai avvenuto in nessuna delle società socialiste esistenti ed esistite.

b) nell’ideologia europeista il buon funzionamento dell’euro, buon funzionamento che, come è noto, prima della sua stessa introduzione, diversi eminenti economisti avevano giudicato essere tecnicamente impossibile. Non solo, ma oggi a questo coraggioso drappello di economisti si è aggiunto un intero esercito (nel quale è possibile notare, nelle retrovie, Stefano Fassina, vedi un mio post precedente).

In altre parole, il buon funzionamento dell’euro è in contraddizione con i principi e le regole della scienza economica.

Nell’ottica del millenarismo, la genesi delle suddette due caratteristiche delle ideologie antistato è facilmente spiegabile.

L’eliminazione dello Stato che le ideologie antistato propugnano altro non è che l’eliminazione dello Stato romano, lo Stato della “grande prostituta” (Apocalisse di Giovanni, 17, 1, Bibbia CEI 2008), cioè di Roma, la Roma delle persecuzioni cristiane.

L’eliminazione dello Stato romano coincide con l’eliminazione (provvisoria, cioè per mille anni) di “Satana”, ossia del Male (ibid., 20, 1-3).

Per un approfondimento, vedi qui, dove il millenarismo viene descritto dal punto di vista teologico:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

e qui, dove viene descritto dal punto di vista filosofico:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

È sufficiente leggere i capitoli 17, 18, 19 e 20 dell’Apocalisse per comprendere ciò di cui sto parlando.

Contrariamente alla sua fama, l’Apocalisse non è difficile da capire, l’unico problema interpretativo che ho personalmente trovato nei suddetti capitoli è quello della “grande prostituta”, chiamata anche “Babilonia”, termini che notoriamente Giovanni usa per indicare Roma (che egli non nomina esplicitamente), come del resto è scritto anche qui:

http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.Ricerca?Libro=Apocalisse&capitolo=17

Il punto nodale è questo: avendo Dio (l’angelo di cui scrive Giovanni) incatenato Satana (ossia il Male) per mille anni, non ci potranno ovviamente essere né aggressione di stranieri né torti reciproci, da cui la suddetta prima caratteristica delle ideologie antistato.

Eliminato il Male, si vivrà in una condizione di perfezione trascendente, in un mondo trasfigurato, che non possiamo neanche descrivere, perché è al di là della nostra immaginazione terrena.

Ne discende la suddetta seconda caratteristica delle ideologie antistato: in esse c’è sempre un salto logico, che corrisponde al salto nel mondo trasfigurato dei millenaristi. Questi ultimi non possono spiegare alcunché, semplicemente perché le parole di questo mondo terreno non sono in grado di descrivere il mondo di perfezione trascendente che essi aspettano.

Del resto, ciò che alla Ragione sembra impossibile, viene reso possibile dall’intervento di Dio.

Ed ecco perché, infine, i seguaci dell’euro insistono parossisticamente sull’austerità, sulle riforme e sulla corruzione: perché dobbiamo essere moralmente pronti alla seconda venuta di Cristo, altrimenti non potremo regnare con lui per mille anni sulla terra, come è scritto nell’Apocalisse. Regneranno con lui, infatti, soltanto coloro che hanno seguito il volere di Dio.

Tanto grande è la potenza di questo meme cristiano: il millenarismo.

Esso si è propagato superando le barriere del tempo (agisce da circa duemila anni) e dello spazio (si è diffuso, sotto forma di mondialismo, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, oltreché ovviamente in tutta Europa, sotto forma di europeismo), sovvertendo la Ragione degli ospiti e spingendoli ad azioni per loro deleterie.

È, senza alcun dubbio, un meme egoista (*).

——–

(*) I termini “meme” (in inglese “meme”) e “meme egoista” (in inglese “selfish meme”) sono stati coniati da Richard Dawkins nella sua fondamentale opera “Il gene egoista”, Zanichelli, 1979 (trad. it. di “The Selfish Gene”, Oxford University Press, 1976, first edition), pagg. 162-172.

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Le tre vie delle ideologie antistato

12 febbraio 2015

Per ragionare di ideologie antistato, occorre partire da Norberto Bobbio.

Egli elenca diverse ideologie antistato (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125).

Come ho scritto più volte, la mia analisi porta ad affermare che tutte le ideologie antistato originano dal Cristianesimo, analisi che può essere definita Teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Bisogna anche notare che le varie ideologie antistato non prevedono l’eliminazione dello Stato nello stesso modo: ciascuna di esse percorre una sua particolare via.

Tali vie possono essere raggruppate fra di loro in virtù delle loro similitudini, di modo che, alla fine, abbiamo tre vie principali: la via religiosa, la via anticapitalista, la via capitalista (o meglio ultracapitalista).

1. la via religiosa

È quella percorsa dal Cristianesimo occidentale, che ha portato molti secoli fa al crollo dell’Impero romano d’Occidente e al Medio Evo.

Il Medio Evo costituisce l’unico esempio storico di eliminazione dello Stato portata a compimento.

Tale eliminazione però è stata solo transitoria, in quanto lo Stato è una necessità razionale e quindi esso è ricomparso.

Dopo il Medio Evo, in Occidente, tra lo Stato (ossia la forza) e il Cristianesimo (ossia la caritas) si è arrivati progressivamente a un compromesso funzionale, tranne che in Italia, dove vige un compromesso disfunzionale tra forza e caritas, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Oggi però la Chiesa di Roma ha fatto proprie molte istanze dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento (vedi avanti).

Facendo ciò, a rigor di logica, ha compromesso il suo stesso futuro, se non altro per l’invasione di immigrati islamici, ma anche per le concezioni mondialiste sul sesso e sulla famiglia, in quanto esse vanno a colpire le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

È interessante notare che Papa Bergoglio mostra palesemente di essere molto più in linea con le suddette ideologie antistato che non Papa Ratzinger. Vedi p.e. le esternazioni su tale argomento di Antonio Socci, Magdi Cristiano Allam, Pietro De Marco, ecc. ecc.

In ogni caso la via religiosa all’eliminazione dello Stato non ha oggi grande importanza, semplicemente perché la religione non ha più grande importanza nel mondo occidentale.

L’eccezione è proprio l’Italia, in quanto, come ho più volte scritto, lo Stato italiano è uno Stato solo formalmente. Sostanzialmente è un sistema associato Stato-Chiesa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/21/rifiutare-la-realta/

2. la via anticapitalista

È quella percorsa dal comunismo e dall’anarchismo, le due ideologie antistato laiche nate nell’Ottocento.

Sono fallite entrambe nel Novecento, senza realizzare l’eliminazione dello Stato.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/09/04/perche-il-comunismo-e-unideologia-contraria-allo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

Da notare che il comunismo ha attecchito non solo presso popoli occidentali (p.e. Cuba), ma anche presso popoli orientali. Questo è avvenuto a causa della peculiarità della teoria marx-engelsiana, la quale prevede sì l’eliminazione dello Stato, ma in un indeterminato futuro, ossia in un periodo successivo alla dittatura del proletariato. Nel frattempo c’è appunto una dittatura. Ciò ha sedotto diversi popoli orientali, i quali storicamente sono sempre stati propensi all’autocrazia.

3. la via capitalista (o meglio ultracapitalista)

È quella dell’europeismo, del multiculturalismo e del mondialismo, le ideologie antistato nate nel Novecento.

Sono le ideologie antistato laiche attualmente in azione.

Per un approfondimento vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

Il mondialismo, essendosi manifestato pubblicamente molto di recente, non ha una denominazione unica, una denominazione usata da tutti, tanto è vero che Wikipedia in italiano, in data odierna, non riporta questa voce, bisogna andare alla versione francese di Wikipedia per trovare una voce ad hoc: Mondialisme.

Bisogna anche purtroppo notare che Wikipedia in italiano, in data odierna, accenna sì al mondialismo, ma lo fa alla voce Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale e quindi essa afferma implicitamente che il mondialismo non esiste, che è semplicemente una fantasia. Che dire? Al peggio non c’è mai fine (o cose analoghe).

Sinonimi di mondialismo sono: globalismo, internazionalismo liberale, internazionalismo di David Rockefeller (è lo stesso Rockefeller che usa il termine “internazionalismo”, vedi David Rockefeller, Memoirs, Random House, 2003, pag. 405; del resto occorre distinguerlo da altri tipi di internazionalismo, p.e. l’internazionalismo marxista).

Ad aumentare la confusione, spesso si parla impropriamente di mondializzazione e di globalizzazione, che, avendo il suffisso -zione e non il suffisso -ismo, non sono dottrine, ma bensì atti, azioni.

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La Chiesa si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

5 febbraio 2015

Se la mia analisi, quella che ho esposto nei miei saggi e in questo blog, è corretta, come effettivamente penso, allora siamo di fronte a un fenomeno piuttosto singolare.

Che è il seguente: l’Occidente, da circa due secoli, non fa che sfornare bislacche ideologie (nell’Ottocento il comunismo e l’anarchismo, nel Novecento l’europeismo, il multiculturalismo e il mondialismo) al solo scopo di attuare l’antico imperativo cristiano di eliminare lo Stato (romano).

Ho chiamato tale mia interpretazione teoria unificata delle ideologie antistato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

Il punto che più colpisce è che c’è stata una netta separazione tra la forma religiosa della volontà di eliminare lo Stato e la sua sostanza.

In altre parole, le suddette ideologie sono laiche, anzi quelle ottocentesche sono assai contrarie alla religione.

Quelle novecentesche lo sono meno vistosamente, ma lo sono anch’esse.

Tanto è vero che il mondialismo non accetta assolutamente le concezioni cristiane sul sesso e sulla famiglia, andando così a colpire proprio le basi fondamentali della Weltanschauung cristiana.

Come mai quindi la Chiesa di Roma non osteggia le ideologie antistato nate nel Novecento, come ha sempre osteggiato invece quelle nate nell’Ottocento?

Forse perché si è lasciata sedurre dall’illusione millenarista?

Del resto Rockefeller, Brzezinski, Soros, ecc., ecc., sono infinitamente più rispettabili e frequentabili di quanto non lo siano mai stati Marx e Proudhon.

Insomma, si tratta di gente molto, molto, per bene, mica di disgraziati come i due ideatori, rispettivamente, del comunismo e dell’anarchismo!

E se questa opera di seduzione fosse l’opera, la tentazione, del Maligno?

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L’unico modo per evitare che l’Islam attacchi l’Occidente

19 gennaio 2014

Ho scritto diversi post sull’attuale conflitto tra Occidente e Islam, conflitto che si è imposto agli occhi di tutti con l’attacco dell’11 settembre 2001.

Credo che il problema principale, se non l’unico, sia quello di evitare che l’Islam attacchi ancora l’Occidente.

Che poi i musulmani non gradiscano la democrazia è un problema da lasciare a filosofi come Bernard-Henri Lévy.

Ebbene, l’unico modo per evitare che l’Islam attacchi ancora l’Occidente è quello di rinunciare all’eliminazione dello Stato, utopia incarnata in passato dall’anarchismo e dal comunismo e attualmente dall‘europeismo e dal multiculturalismo, che sono tutte ideologie antistato.

È difficile rinunciare alle illusioni e ai sogni, ma soltanto quando l’Islam vedrà che l’Occidente non è più debole e inetto com’è attualmente, soltanto allora deporrà le armi.

Gli islamici sono diversi da noi, ma questo non vuol dire affatto che siano stupidi: sono solo diversi.

Ed è una diversità che va rispettata. È una cultura che esiste da circa 1400 anni, ha dimostrato di essere vitale. Perché volete costringerla a cambiare? In nome di cosa?

Tutto ciò non richiede alcuna guerra, alcuna ingerenza negli affari dei paesi islamici.

Richiede invece un cambiamento culturale dell’Occidente.

Perché l’Occidente deve cambiare e l’Islam no?

Perché è l’Occidente che sta sbagliando, è l’Occidente che si vuole suicidare, non l’Islam.

E soltanto quando l’Occidente dimostrerà concretamente di non voler rinunciare allo Stato, ossia alla spada, quella spada che sta sulla bandiera dell’Arabia Saudita, il paese fondamentale dell’Islam, soltanto allora quest’ultimo capirà che è inutile combattere, che non ha alcuna speranza di vittoria.

La spada è l’antico simbolo biblico della forza (vedi Bibbia Emmaus, pag. 2450).

La definizione universalmente accettata di Stato è quella di Max Weber: “…lo Stato è quella comunità umana che all’interno di un determinato territorio – quello del «territorio» costituisce un segno distintivo – rivendica per sé (con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.” (Max Weber, La politica come professione, Armando, 2005, pagg. 32-33).

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Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo

15 gennaio 2014

Le comunità cristiane hanno l’enorme problema di mantenere un compromesso funzionale tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

L’eccezionale successo che l’Occidente ha storicamente avuto sta proprio in questo compromesso, che ha permesso di conseguire due incommensurabili benefici: l’eliminazione dello schiavismo e la nascita della scienza.

Vedi a questo proposito i miei due saggi di scienza politica, le cui icone stanno sotto il titolo del mio blog.

Ma si tratta di un compromesso assai instabile, che da funzionale può facilmente diventare disfunzionale.

Per quanto riguarda le Chiese cristiane, l’Occidente è riuscito efficacemente, sebbene solo dopo l’immane disastro del Medio Evo, a mantenere questo compromesso funzionale, e ciò per mezzo di due artifici alternativi fra loro: la separazione fra Stato e Chiesa oppure la subordinazione della Chiesa allo Stato.

Questo secondo artificio è in realtà l’invenzione antichissima di Costantino il Grande, la quale salvò l’Impero romano d’Oriente dal disastro del Medio Evo.

L’Occidente è però assai vulnerabile alle istanze cristiane espresse in forma laicizzata, intendo, cioè, quelle forme laicizzate delle istanze cristiane che possiamo chiamare ideologie antistato di tipo filosofico.

Esse prendono origine dal concetto di stato di natura di John Locke, che risale al 1690.

È questo concetto a condurre, nel Settecento, a Rousseau e poi, nell’Ottocento, a Marx, Engels e al comunismo da un lato e a Proudhon e all’anarchismo dall’altro.

Il comunismo e l’anarchismo, com’è ben noto, sono entrambi falliti nel Novecento.

Come ho scritto nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi (pagg. 38-39):

«Oggi, dopo che la storia ha cacciato fuori dalla porta l’anarchismo e il comunismo, le due decrepite ideologie antistato di tipo filosofico, l’idea esiziale di eliminare lo Stato è rientrata dalla finestra con le sembianze dell’europeismo e del multiculturalismo.

Sono queste le nuove forme dell’Utopia, i nuovi nomi di una vecchia illusione.»

L’illusione è quella dell’eliminazione dello Stato, ossia del trionfo della città celeste sulla città terrena, come teorizzato da Agostino d’Ippona nel suo De Civitate Dei contra Paganos, vedi il post precedente.

Da ricordare che Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino (il quale, oltreché santo, è anche uno dei 35 Dottori della Chiesa), nacque e morì in Numidia (354 – 430), che corrisponde all‘incirca alla parte nord occidentale dell’attuale Algeria.

Infatti, prima del VII secolo, il bacino del Mediterraneo era cristiano anche nella sua porzione africana.

Ippona venne distrutta dagli islamici nel 698.

Oggi tutta la porzione africana del bacino del Mediterraneo è islamica.

L’Islam non ha istanze contrarie allo Stato e può quindi gestire il potere della forza fisica senza alcun compromesso o esitazione.

Oggi che l’Occidente si è indebolito a causa dell’europeismo e del multiculturalismo, l’Islam ha ricominciato ad attaccarlo militarmente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/18/senza-lunione-europea-non-ci-sarebbe-mai-stato-l11-settembre/

Calza a pennello l‘aforisma di George Santayana: “Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo (nell’originale inglese: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it”).

La politica di Obama, con la sua famosa frase: “vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno”, è la vivida rappresentazione di questa incapacità di ricordare.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/01/il-fallimento-dellutopia/

Dato che l’Islam non aspira affatto al trionfo della città celeste sulla città terrena, quella di Obama non è soltanto incapacità di ricordare il passato, è anche una clamorosa incomprensione culturale.

Le offerte di pace di Obama vengono interpretate nel mondo islamico come palese segno di debolezza.

Speriamo che l’Occidente si ravveda, altrimenti farà la fine della Numidia di Sant’Agostino.

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