Posts Tagged ‘anomalia italiana’

Forse mi è venuto l’Alzheimer

25 settembre 2016

«È tornato sul tema del suo ritorno in chiusura di giornata, Grillo, quando ha salutato la folla con il suo intervento conclusivo: «Vi ricordate quando ho fatto un passo di lato? Io non ci ho mai proprio veramente creduto. Ho cercato di dividere il politico dal comico perché voi, la stampa, volevate quella cosa lì», ha aggiunto. Parlando di Renzi lo ha definito: «Questo menomato morale che abbiamo al governo». Ha intonato un blues prima di parlare, poi ha ripercorso, ma in tono più giocoso tutti i temi già affrontati durante la giornata, ricordando spesso Gianroberto Casaleggio che prima sentiva 4-5 volte al giorno, «lo facevo ridere» racconta «e ora lo sento tutti i giorni con sedute spiritiche» [il neretto è mio]. «Volevo fare un passo di lato ma la scomparsa di Gianroberto mi pone di nuovo qua. E ho di nuovo entusiasmo. Mi sto allenando per fare a nuoto da Malta a Palermo», ha concluso Beppe Grillo la prima giornata di “Italia 5 stelle” a Palermo…

…All’ipotesi di farsi da parte per lasciare il campo a un altro leader, Grillo ha risposto di no: «Io farò il capo politico, prenderò delle decisioni, perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni [il neretto è mio], prima le prendeva Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, non farò nessun passo di lato. Voglio stare con il Movimento fino alle elezioni e vincerle. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi».»

http://www.corriere.it/politica/16_settembre_24/grillo-palermo-ora-che-possiamo-vincere-cambiano-legge-elettorale-movimento-5-stelle-73127306-824b-11e6-8b8a-358967193929.shtml

«PALERMO – Nessun passo di lato. Anzi. Beppe Grillo si riprende la guida del M5s anche perché – dirà subito dopo – “io a quel passo di lato” annunciato un anno fa da Imola “non ci ho mai creduto”. Piuttosto, “siamo davanti alla prima fase di un grande esperimento, ci sarà una seconda fase e la inaugureremo stasera”. Il leader del Movimento 5 stelle annuncia la svolta. E riafferma il proprio ruolo al vertice: “Io farò il capo politico – è la vera novità rilanciata nel corso della giornata – e prenderò delle decisioni perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni [il neretto è mio]. Prima le prendeva Gianroberto Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, nessun passo di lato. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi”…

…A salire sul palco di Palermo, oltre a Grillo, anche i membri del direttorio. Roberto Fico (Vigilanza Rai) ha sottolineato: “Quando Beppe dice di tornare alle origini dice che le origini sono fondamentali: quelle sono la bussola del M5s ed è così che si diradano le nebbie. Fedeli a noi stessi”. E poi: “Credo in un movimento senza leader [il neretto è mio], trasparente, orizzontale. Un Movimento che non ha paura di dirsi le cose in faccia”. E, tra gli applausi della platea conclude: “Mai più leader [il neretto è mio], mai più deleghe”.»

http://palermo.repubblica.it/politica/2016/09/24/news/grillo

_a_palermo_bagno_di_folla_al_foro_italico_per_italia_5_stelle_-148430788/

Forse mi è venuto l’Alzheimer: non riesco a capire bene quanto riportato dal Corriere della Sera e dalla Repubblica.

È Beppe Grillo il leader del Movimento cinque stelle, come afferma Grillo stesso, oppure il Movimento cinque stelle non ha un leader, come afferma Roberto Fico?

Grillo sente sul serio Gianroberto Casaleggio “tutti i giorni con sedute spiritiche”, oppure è una battuta?

Ho le idee confuse.

Sarà l’Alzheimer.

Oppure lo Zeitgeist, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/02/viviamo-in-unepoca-di-rincretinimento/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Annunci

Gli italiani non hanno coraggio

1 luglio 2016

Leggo i risultati di un recentissimo sondaggio italiano, quello effettuato da Demopolis dal 21 al 23 giugno, ossia prima del voto sulla Brexit, da cui risulta che:

il 68% degli italiani non ha fiducia nell’Unione Europea

l’81% degli italiani valuta negativamente le politiche dell’UE in tema d’immigrazione

il 70% degli italiani valuta negativamente le politiche economiche dell’UE

l’80% degli italiani voterebbe “restare nell’UE” se si votasse oggi in Italia per un Referendum sull’uscita dall’UE

http://www.termometropolitico.it/1224205_sondaggi-referendum-exitaly-italexit.html

Che si deve concludere?

Che gli italiani non hanno coraggio.

L’avevo già scritto qui, senza conoscere il suddetto sondaggio di Demopolis:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/06/24/e-iniziata-la-fine-del-delirio-mondialista/

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La tara irrimediabile della destra italiana

29 luglio 2015

La destra italiana ha purtroppo una tara irrimediabile: ha una Weltanschauung che rifiuta la Ragione.

Marine Le Pen, per esempio, non è affetta da questa perversione del pensiero e lo dimostra chiaramente in ciò che dice e in ciò che fa.

Rifiutare la Ragione, disprezzarla come chiave interpretativa del mondo, è contro la tradizione culturale dell’Occidente, a cominciare da Parmenide, che circa 2500 anni fa scrisse queste immortali parole: “…giudica con la ragione…”.

Tanto più che il metodo scientifico è stato inventato e applicato per la prima volta proprio da due italiani: Leonardo e Galileo.

I miracoli della scienza e della tecnologia accanto ai quali viviamo non sono doni di Dio o della natura, sono doni della Ragione.

Coloro che disprezzano e rifiutano la Ragione e la modernità siano coerenti: non usino i computer, i cellulari, i televisori e le radio; non usino le auto, i treni, le navi a motore e gli aerei; non si facciano curare con i mezzi della medicina scientifica e non sperino di guarire dalle malattie; non usino i condizionatori d’estate e i termosifoni d’inverno; e così via.

Certo, è più facile e comodo usufruire dei doni della Ragione e contemporaneamente predicare contro di essa.

Finché non cambierà Weltanschauung la destra italiana non potrà che fallire, perché essa ha a che fare con una realtà, quella moderna, che non capisce, che le è estranea.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il tabù cristiano della forza

28 luglio 2015

Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, ha comunicato alla stampa quali sono, secondo lui, i mezzi adatti a combattere il terrorismo islamico:

«Riguardo al suo incontro previsto per domani con il ministro della Cultura tunisino, Latifa Lakhdher, Rossi ha rivelato la proposta da parte del ministro di allestire una mostra all’interno della cornice museale del Bardo con le opere conservate nei depositi degli Uffizi di Firenze, proposta che secondo il presidente della Regione Toscana rappresenta “una buona risposta nella lotta contro il terrorismo”.»

https://www.agi.it/estero/notizie/governatore_toscana_sostegno_all_economia_tunisina-201507242145-est-rt10223

Sono passati cinque secoli dall’aggressione militare di Carlo VIII, re di Francia, alla Toscana del Rinascimento (1494) e la caratteristica inibizione italiana all’uso della forza è ancora cospicuamente presente.

Tale inibizione, come ho mostrato nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, è l’effetto del tabù cristiano della forza, il quale altresì produce il collasso cronico dello Stato italiano.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il tradizionalismo non si addice all’Italia

5 luglio 2015

Sempre mi sorprende la stupidità di talune idee politiche, per esempio il tradizionalismo quale fondamento basilare di una certa destra.

Com’è noto l’alfiere di quest’idea esiziale è Julius Evola, ripescato recentemente da Alexander Dugin, il filosofo politico russo.

In Italia quest’ultimo è stato presentato addirittura come “l’«ideologo di Putin»”, il che è una balla colossale, vedi qui:

http://www.nuovarivistastorica.it/?p=6028

Bisogna dare però atto a Dugin di non essere stupido come quella destra nostrana che vede nel tradizionalismo di Evola il suo fondamento basilare.

Per un russo, infatti, fare ricorso al tradizionalismo vuol dire evocare la forza e la sovranità dello Stato russo: Ivan il Terribile e Pietro il Grande, la vittoria su Napoleone e la vittoria su Hitler, e così via.

Cosa potrebbe evocare, invece, il tradizionalismo per un italiano?

Come gli italiani del Rinascimento permisero il sacco dell’Italia da parte di tutti gli eserciti d’Europa, a cominciare dall’esercito di Carlo VIII?

Come gli italiani dei secoli seguenti non riuscirono a unificare con la spada l’Italia se non molto tardivamente e in un modo assolutamente ridicolo?

Come l’esercito fascista di Mussolini (forse questo Dugin non se lo ricorda) dovette ignominiosamente farsi salvare in Grecia dall’esercito tedesco?

Come l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma, per mezzo del tabù cristiano della forza, ha letteralmente castrato, per secoli e secoli, il popolo italiano e continua tuttora a farlo?

È questa la tradizione dell’Italia!

Ed è veramente ridicolo pensare in questo contesto agli antichi romani: non erano italiani, erano un altro popolo, con un’altra lingua e un’altra religione.

Ma per salvare l’Italia non c’è affatto bisogno di ripudiare il Cristianesimo: è sufficiente eliminare l’illegittimo potere temporale della Chiesa di Roma.

In parole povere: eliminare totalmente i Patti Lateranensi del 1929.

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Vaneggiamenti

26 maggio 2015

Cosa manca all’Italia per essere una potenza mediterranea
http://www.limesonline.com/cosa-manca-allitalia-per-essere-una-potenza-mediterranea/76776

Uno Stato?

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

C’è voluto un po’

16 maggio 2015

Tre teorie da me formulate (ossia una teoria dell’anomalia italiana, una teoria del Cristianesimo e una teoria dello Stato) rimangono per me validissime ancora oggi, dopo molte riflessioni e cogitazioni, esattamente come le avevo concepite fin dall’inizio.

Invece il mio pensiero sull’origine prima dell’impulso di morte dell’Occidente ha avuto una sua evoluzione.

Dapprima ritenevo primum movens la filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

A mia discolpa devo puntualizzare che fin dall’inizio, nel mio saggio Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, ho riconosciuto la “matrice inconfondibilmente religiosa” delle ideologie antistato di tipo filosofico (pag. 38).

Ma introspettivamente ritengo di non aver avuto il coraggio di porre questa “matrice inconfondibilmente religiosa” al centro della questione.

Non è stato un errore di comprensione, bensì un cedimento del mio coraggio intellettuale.

Solo più tardi, in questo blog, sono riuscito a formulare quella che è a questo proposito la mia concezione attuale, cioè la teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/23/un-consuntivo/

Così la filosofia politica di Locke da primum movens è diventata una tappa intermedia dell’intero processo, sebbene sia comunque una tappa molto importante, dato che essa rappresenta la mutazione delle istanze antistato del Cristianesimo dalla forma religiosa alla forma filosofica.

Questa mutazione è letale, come ho scritto qui:

“Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa…”

https://luigicocola.wordpress.com/2014/09/30/siamo-sullorlo-dellapocalisse/

Copyright © 2015 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse

30 settembre 2014

Ho esposto più volte in questo blog la mia personale e innovativa interpretazione della crisi attuale dell’Occidente.

Comprendere le vere cause di essa è imperativo, perché senza una corretta diagnosi non è possibile attuare una corretta terapia.

L’Occidente, innanzitutto, cos’è? È l’insieme delle culture nate dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo che fu provocato dal Cristianesimo (da cui il Medio Evo).

I pilastri dell’Occidente sono storicamente stati: la cultura italiana, quella inglese, quella francese e quella tedesca.

Se si va a leggere un manuale elementare di fisica, molto probabilmente ci si imbatterà in una breve biografia dei più importanti fisici della storia: sarà così possibile notare che quasi tutti appartengono a una delle quattro culture che ho citato.

La straordinaria fortuna dell’Occidente si deve infatti alla scienza, soprattutto perché mediante essa è possibile inventare armi più potenti.

Ma l’Occidente ha dentro di sé il germe dell’autodistruzione, perché, a differenza dell’altra sponda del Cristianesimo, quella orientale, ha nel suo DNA la volontà di abbattere lo Stato.

Il Cristianesimo infatti si divise fin dalla sua origine nella parte occidentale, in cui prevalse questa volontà (e quindi si ebbe il Medio Evo), e nella parte orientale, in cui Costantino il Grande, invece di combattere il Cristianesimo come avevano fatto i suoi predecessori (l’ultimo fu Diocleziano), genialmente lo incorporò nello Stato romano, subordinandolo ad esso. Per far questo, dovette abbandonare Roma, come del resto aveva fatto anche Diocleziano, perché in essa il potere teocratico della Chiesa era ormai troppo forte e non poteva più essere subordinato allo Stato.

La parte orientale del Cristianesimo rappresenta il tentativo (perfettamente riuscito) dell’Impero romano di neutralizzare le istanze eversive di questa nuova religione, ma per ottenere questo, esso dovette accettare di inglobarla dentro di sé e anche di perdere l’Occidente, dove il potere della Chiesa di Roma era invincibile.

Così l’Occidente seguì lo scopo originario del Cristianesimo, quello di abbattere lo Stato romano. A breve termine si ebbe un effetto assolutamente negativo, il Medio Evo, ma poi, e del tutto inaspettatamente, si ebbe (come ho mostrato in dettaglio nei miei due saggi, le icone dei quali stanno sotto il titolo del blog) uno straordinario effetto positivo, ossia la nascita della scienza, con il Rinascimento, Leonardo, Galileo e poi, in terra inglese, Newton.

Alla fine le diverse culture dell’Occidente trovarono un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, e ciò mediante due accorgimenti alternativi tra loro: uno “soft”, ossia la separazione tra Stato e Chiesa, l’altro “hard”, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato (come aveva fatto Costantino il Grande in Oriente).

L’eccezione è la cultura italiana (l’anomalia italiana), dove c’è un compromesso disfunzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, in quanto la sede del capo della Chiesa di Roma si trova proprio nel territorio della cultura italiana e ciò inchioda il popolo italiano a una maggiore caritas, che assume così un carattere nettamente preponderante. Da cui il collasso cronico dello Stato italiano.

Ma la sequenza di DNA dell’Occidente che codifica l’abbattimento dello Stato continuò ad esprimersi e ciò avvenne particolarmente nella filosofia politica di John Locke, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

Così il programma antistato del Cristianesimo da religioso divenne filosofico, mutando di forma ma non di sostanza.

Questo mutamento di forma neutralizza le difese della cultura occidentale nei riguardi dell’idea esiziale di eliminare lo Stato: il programma antistato del Cristianesimo risulta in questo modo vincente, perché non si presenta più a carattere religioso, ma filosofico o addirittura, più recentemente, scientifico.

È quindi in sintonia con la modernità dell’Occidente, nel quale la scienza ha oggi una fortissima valenza.

Ma ovviamente si tratta di un inganno. La scientificità delle ideologie antistato è del tutto falsa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/05/05/la-teoria-dei-giochi-dimostra-che-lo-stato-e-inutile-e-falso/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/07/28/loccidente-camuffa-da-scienza-la-propria-ideologia/

L’accelerazione impressa al programma antistato dell’Occidente da Obama (e dall’internazionalismo di David Rockefeller, del quale Obama è fedele esecutore) ha prodotto quegli effetti devastanti che sono sotto gli occhi di tutto il mondo: la crisi economica senza speranza dell’Unione Europea e la stolida apertura di due fronti di guerra, quello russo e quello islamico.

È appena il caso di notare che Napoleone e Hitler persero proprio per aver aperto due fronti, uno dei quali era quello russo.

Vedremo fra poco, quando arriverà il Generale Inverno, cosa accadrà in Ucraina. Perché è evidente che solo allora si arriverà al culmine del conflitto su tale fronte.

Ci sono qui due contendenti (entrambi dotati di armi nucleari) che non possono perdere, pena la loro stessa sopravvivenza: l’internazionalismo di David Rockefeller e lo Stato russo.

C’è da aver paura, molta paura.

Siamo sull’orlo dell’Apocalisse.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La realtà è testarda

25 agosto 2014

Leggo l’articolo Lo sconcerto dell’uomo europeo del cardinale Angelo Scola, pubblicato ieri dal Sole24ore:

«Ciò che sta succedendo sia pur con connotazioni assai diverse in Iraq, in Siria, ma anche in Ucraina, in Afghanistan ed in Libia, costituisce per l’uomo europeo una radicale messa in questione. Le notizie e soprattutto le immagini – pensiamo all’osceno, raccapricciante video della decapitazione di James Foley – arrivate da quelle terre hanno travolto la diga di paura mista ad indifferenza dietro cui la nostra stanca Europa si stava difendendo, lasciando emergere un drammatico sconcerto.

Scoperta dolorosa e destabilizzante, non c’è dubbio, ma anche possibile punto di partenza per un sano ritorno alla realtà, come ritiene Galli della Loggia, senza però false divisioni tra realtà e pensiero. La riflessione europea, infatti, lo ha definitivamente chiarito: non esiste pensiero che non sia pensiero della realtà e non esiste realtà che non sia pensata. Detto questo non siamo certo al riparo dal rischio dell’astrazione, della separazione, che finisce per sostituire la realtà con una nostra immagine di essa, cadendo nell’ideologia. Ma la realtà è testarda: alla fine si impone sempre, e se ignorata lo fa spesso in modo violento.

Come, allora, rendere fecondo questo sconcerto? Anzitutto non continuando a rimuovere questioni decisive con cui, invece, occorre fare i conti. [il corsivo è mio]»

Sante parole! Le sottoscrivo in pieno (quelle in corsivo).

Ma ovviamente il cardinale Scola non può rinunciare alla propria ideologia cristiana e infatti poi scrive:

«Allora, per stare all’Europa, il cristianesimo non può essere considerato una specie del genere religione. Esso realizza, nel qui ed ora della storia, l’inaudita autocomunicazione di Dio che viene incontro alla finitudine e alla povertà dell’uomo. Gesù Cristo nel dono d’amore che fa di Sé sulla croce assicura a tutti la prospettiva della Risurrezione. L’insuperabile rapporto verità-libertà secondo la fede cristiana è visibile contemplando il Crocifisso Glorioso, segnato dalle piaghe della Sua passione. Del resto questa è l’esperienza di ogni umano amore. Amando fino in fondo fedelmente, oblativamente, la singola persona che a sua volta mi dona amore, imparo ad amare tutti: nel singolare l’universale.»

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-08-24/lo-sconcerto-uomo-europeo-081257.shtml?uuid=ABGmoumB

Ecco come stanno le cose: l’Occidente è solito camuffare da discorso razionale la propria ideologia cristiana, tantoché perfino il giornale della Confindustria, invece di dedicarsi esclusivamente ad argomenti di industria ed economia, pubblica articoli scritti da cardinali e arcivescovi, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/04/29/finalmente-ho-capito-di-cosa-si-occupa-il-giornale-della-confindustria/

Però alla fine tutti i nodi vengono al pettine!

Per usare le stesse parole di Angelo Scola:

«Ma la realtà è testarda: alla fine si impone sempre, e se ignorata lo fa spesso in modo violento.»

Il resto del mondo non vuole assolutamente accettare il folle progetto occidentale di eliminare lo Stato (la città terrena di Sant’Agostino), un progetto già realizzato nella storia, quando cadde lo Stato romano d’Occidente e si ebbe il Medio Evo.

Il resto del mondo non accetterà mai il millenarismo dell’Occidente, non accetterà mai di suicidarsi.

Ed è proprio l’Occidente (capeggiato dagli Stati Uniti d’America) che, allo scopo di imporre universalmente la sua ideologia suicida, sta destabilizzando l’intero pianeta, causando dappertutto violenza e guerra: è assurdo (anzi ignobile) che poi se ne lamenti, che ne resti sconcertato.

Insomma, lo «sconcerto dell’uomo europeo» (o meglio: dell’uomo occidentale) è quello di chi, volendo costringere al suicidio il suo prossimo, resta sorpreso di fronte alla reazione violenta di quest’ultimo!

Ma non c’è proprio limite all’abiezione umana!

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

La tragedia della società italiana

27 marzo 2014

È desolante ascoltare in TV i politici italiani e i loro maggiordomi quando parlano della situazione nella quale stiamo tutti vivendo: il disastro italiano e il disastro europeo.

Non trovo parole adeguate per definirli, mostrano di essere totalmente scollati dalla realtà, più che a programmi televisivi di politica sembra di assistere a riunioni di un gruppo di sostegno.

E forse sono proprio questo.

D’altro canto gli intellettuali italiani, coloro che dovrebbero indicare la via, sono quanto di peggio si possa immaginare, persi tra le vecchie idee di Marx, Hegel, Nietzsche, Evola e altri rifiuti della filosofia.

Ci vorrebbe un Rimbaud per descriverli in modo appropriato.

E non parliamo poi degli economisti, questi contabili che hanno ormai acquisito la hybris di interpretare il mondo.

La tragedia della società italiana è l’effetto inevitabile di tutta questa miseria mentale.

Copyright © 2014 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.