Posts Tagged ‘anomalia italiana’

Comprendere l’origine del disastro italiano e del disastro europeo

28 febbraio 2014

Purtroppo le disastrose realtà in cui viviamo, ossia il disastro italiano (che si può anche definire l’anomalia italiana) e il disastro europeo, non hanno un’origine d’immediata e semplice comprensione.

C’è chi marxianamente ne dà un’interpretazione basata sull’economia, c’è chi farnetica di complotti demo-pluto-giudaico-massonici, c’è chi, con maggiore creatività, pensa a complotti satanisti (vedi a questo proposito Wikipedia alla voce Teoria del complotto del Nuovo Ordine Mondiale, data odierna), ecc. ecc.

Fra tutti giganteggia David Icke, secondo il quale ci sarebbe un complotto mondiale ordito da esseri alieni, i rettiliani, che possono prendere all’occorrenza forma umana.

E stupisce che alcuni, come Ida Magli, prendano talmente sul serio le idee deliranti di Icke, da citarlo più volte nelle loro opere (vedi ad esempio Ida Magli, La dittatura europea, Rizzoli, 2011, pag. 153, pag. 179, pag. 199 e pag. 201).

Personalmente, da tempo ho proposto un’interpretazione basata sulla scienza politica.

Tale interpretazione permette, fra l’altro, di spiegare un elemento che nessuno riesce a spiegare in modo adeguato: il perché le sinistre europee, compresa quella italiana, siano compattamente e fanaticamente favorevoli all’euro, il quale, come tutti ormai hanno capito, impoverisce il popolo.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/09/gli-economisti-non-comprendono-perche-in-europa-si-voglia-eliminare-lo-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/09/25/lennesima-dimostrazione-che-gli-economisti-non-capiscono-cose-leuropeismo-lunione-europea-e-leuro/

Innanzitutto occorre comprendere che c’è un elemento comune alla base del disastro italiano (assai antico) e del disastro europeo (assai recente).

È la mancanza dello Stato.

La teoria dello Stato, e cito a questo proposito Machiavelli, Hobbes, Weber, Kelsen e Bobbio, ci indica che lo Stato è l’istituzione politica che ha lo scopo di gestire il potere della forza fisica.

Secondo Bertrand Russell “i tre principali tipi di potere” sono: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda (Bertrand Russell, Bertrand Russell dice la sua, Longanesi, 1968, pagg. 93-94).

Dato che il potere della forza fisica è ineliminabile, lo Stato è necessario.

La domanda quindi è: perché c’è mancanza dello Stato sia nel disastro italiano che nel disastro europeo?

La mia risposta è che la causa di tale mancanza si trova nel Cristianesimo.

È dal Cristianesimo che bisogna partire per dare una spiegazione razionale, ossia basata sulla Ragione, al disastro italiano e al disastro europeo.

Ed è quello che ho fatto nei miei due saggi e nei post di questo blog.

I miei due saggi sono:

Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo

Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/10/il-compromesso-tra-forza-e-caritas/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/01/27/quale-sara-il-futuro-delloccidente/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/02/14/linternazionalismo-di-rockefeller-e-un-millenarismo/

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Quale sarà il futuro dell’Occidente?

27 gennaio 2014

Nei miei due saggi di scienza politica e nei post di questo blog ho esposto la mia visione della verità effettuale dell’Occidente.

L’Occidente è nato dal crollo dell’Impero romano d’Occidente, crollo provocato dalla prevalenza delle istanze del Cristianesimo sulle istanze dello Stato. Questo crollo ha provocato un fenomeno storico anomalo, che è comunemente chiamato Medio Evo.

Il Cristianesimo infatti, a differenza delle altre due religioni monoteiste (Ebraismo e Islam), e anche della religione del mondo greco-romano, condanna la forza, ossia condanna lo Stato, come ho evidenziato più volte nei miei scritti.

In altre parole, il Cristianesimo è assolutamente differente dalle altre religioni sviluppatesi nell’area mediterranea.

Se non si comprende questo, non è possibile comprendere cosa sia l’Occidente.

Nell’Impero romano d’Oriente l’artificio della subordinazione della Chiesa allo Stato, ideato genialmente da Costantino il Grande, impedì quel crollo dello Stato che si ebbe in Occidente e quindi non si ebbe in Oriente quel fenomeno storico anomalo che noi chiamiamo Medio Evo.

Infatti non furono strategie più efficaci oppure confini più sicuri, o altre fanfaluche, a salvare l’Impero romano d’Oriente, fu invece il fatto che la condanna cristiana della forza venne assai attenuata dalla subordinazione della Chiesa allo Stato.

Ma senza la distruzione totale dell’ordine sociale vigente nello Stato romano, ossia senza il Medio Evo, non poté avvenire nell’Impero romano d’Oriente ciò che accadde in Occidente, cioè l’abolizione della schiavitù e poi la nascita della scienza, con Leonardo, Galileo e Newton, secondo un ordine consequenziale e necessario che ho mostrato nei mie due saggi di scienza politica.

Questo è l’incommensurabile beneficio offertoci dal Cristianesimo.

Ma nulla è esente dal rovescio della medaglia, che è in questo caso il precario equilibrio tra le istanze dello Stato e le istanze cristiane (che sono contrarie allo Stato) nel quale vive l’Occidente.

Dopo l’immane disastro del Medio Evo, l’Occidente ha raggiunto un compromesso funzionale tra queste istanze antitetiche, usando due artifici alternativi tra loro: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato (quest’ultimo, inventato da Costantino il Grande, fu adottato dagli inglesi con Enrico VIII).

Per inciso, questo compromesso funzionale è stato raggiunto da tutti i popoli dell’Occidente tranne che dal popolo italiano, il che costituisce l’anomalia italiana.

Ciò è palesemente dovuto al fatto che la sede del capo della Chiesa cattolica si trova sul territorio del popolo italiano e quindi quest’ultimo è inchiodato a una più severa osservanza del principio cardine del Cristianesimo, ossia la proibizione assoluta della forza. Ciò altera in modo decisivo l’equilibrio di cui stiamo parlando.

Avendo l’Occidente raggiunto (ad esclusione dell’anomalia italiana) un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas della Chiesa, si potrebbe pensare che esso non abbia più problemi.

Invece, a partire dalla filosofia politica di John Locke (1690), il suddetto equilibrio è stato minacciato da forme laicizzate delle istanze del Cristianesimo, ossia dalle ideologie antistato di tipo filosofico: anarchismo, comunismo, europeismo e multiculturalismo.

L’Occidente è assai vulnerabile a tali ideologie, perché non ne riconosce l’origine cristiana, non ne riconosce lo scopo di raggiungere il trionfo della città celeste sulla città terrena (per usare la terminologia agostiniana), ossia il trionfo delle istanze del Cristianesimo sulle istanze dello Stato.

Così il futuro dell’Occidente è in grave pericolo, sia perché il compromesso funzionale su cui si basa sta diventando sempre più rapidamente disfunzionale, sia perché l’eterno nemico del Cristianesimo, ossia l’Islam, ha compreso benissimo che l’Occidente è ormai in ginocchio e, come è sempre avvenuto nella storia, lo sta attaccando militarmente.

Tutto ciò l’Occidente non lo capisce affatto e anzi pensa di convincere l’Islam ad aderire al suo progetto suicida di eliminare lo Stato, di far trionfare la città celeste (il Cristianesimo) sulla città terrena (lo Stato), cosa che se non fosse tragica, sarebbe comica: l’Islam non è il Cristianesimo e in esso non esiste alcun dualismo tra religione e Stato.

L’Islam non contiene alcuna istanza contraria allo Stato, non proibisce in alcun modo la forza.

Così il famoso discorso tenuto da Obama al Cairo nel 2009 è un discorso essenzialmente tragicomico.

Così come è essenzialmente tragicomico il progetto internazionalista di David Rockefeller (quindi Bilderberg, Trilaterale, ecc. ecc.), il quale molto probabilmente non si è mai reso conto che tale suo progetto non è altro che il progetto cristiano di far trionfare la città celeste sulla città terrena. E che i popoli non cristiani, per esempio quelli musulmani, ma anche i cinesi, i giapponesi, ecc. ecc., non l’accetteranno mai. Perfino la Russia, che è cristiana ortodossa (ossia discende dall’Impero romano d’Oriente), non l’accetterà mai.

L’accetterebbero se fosse un progetto realizzabile, così come hanno accettato la scienza.

Ma il punto nodale della questione è che tale progetto è irrealizzabile, è un’utopia, una chimera.

E quindi i suddetti popoli non accetteranno mai, com’è ovvio, di suicidarsi in nome di una concezione religiosa che non è la loro.

Ho scritto di Rockefeller qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/08/25/il-sogno-irrealizzabile-di-un-uomo-molto-ricco-un-mondo-senza-stato/

Quale sarà il futuro dell’Occidente?

È semplice: o rinuncerà alle ideologie antistato di tipo filosofico o verrà distrutto, in parte da esse, in parte dall’Islam.

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Rifiutare la realtà

21 gennaio 2014

La notizia del giorno è che Renzi si è accordato con Berlusconi per una nuova legge elettorale.

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera il 21 gennaio:

“Da ieri si chiama ufficialmente «Italicum», così come lo avevamo ribattezzato subito dopo l’incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, sabato scorso. In una politica che di neologismi vive da molti anni, Italicum vuol dire – ha spiegato ieri Renzi in direzione Pd – «una nuova legge elettorale che farà nascere una Nuova Repubblica».”

http://www.corriere.it/politica/speciali/2014/legge-elettorale/notizie/dallo-sbarramento-doppio-turno-cosi-l-italicum-spinge-coalizzarsi-038ddf5c-827b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml

Ecco cosa scrive il Messaggero il 20 gennaio:

Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l’illustrazione del progetto di riforma elettorale e costituzionale avvenuto oggi nella direzione del Pd. «Vogliamo realizzare, in un clima di chiarezza e di rispetto reciproco, un limpido sistema bipolare – ha aggiunto il cavaliere del Lavoro – che garantisca una maggioranza solida [il corsivo è mio] ai vincitori delle elezioni, che riduca impropri poteri di veto e di interdizione, e che favorisca un sistema politico di chiara alternanza, sul modello di quanto accade nelle maggiori democrazie dell’Occidente avanzato. Siamo convinti che ciò corrisponda alle attese della vastissima maggioranza degli italiani», ha concluso il leader di Forza Italia.”

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/

berlusconi_bravo_matteo_corretto_sull39intesa/

notizie/462847.shtml

Ebbene, l’idea che si possa eliminare la proverbiale ingovernabilità italiana con una nuova legge elettorale è un’idea delirante, non significa niente altro che rifiutare la realtà.

La realtà è la seguente: non considerando il ventennio della dittatura di Mussolini (che era, occorre ribadirlo, una dittatura), dal 1861 (anno di nascita dello Stato italiano) a oggi, la durata media dei governi italiani è di un anno circa e mai nessun governo italiano è arrivato a durare cinque anni (che è la durata fisiologica di una legislatura sia nello Statuto Albertino che nella Costituzione della Repubblica Italiana).

Avere “una maggioranza solida” secondo Berlusconi è la chiave di tutto, invece non significa assolutamente nulla, infatti sia il secondo governo Berlusconi che il quarto governo Berlusconi avevano un’enorme maggioranza, però non sono riusciti a governare, non sono riusciti a cambiare l’Italia e non sono durati cinque anni. In definitiva non sono serviti a niente, se non ad arricchire la casistica della ingovernabilità italiana.

La verità è che lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato.

In termini più crudi: lo Stato italiano è uno Stato fallito.

E la causa di ciò è che lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Lo Stato italiano è solo formalmente uno Stato, sostanzialmente non lo è affatto.

Così è appropriato parlare dell’Italia come un’anomalia, l’anomalia italiana, anzi come un disastro, il disastro italiano.

Come ho scritto nel mio saggio Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo (pag. 56):

“In ultima analisi, non ha senso affermare che lo Stato italiano non funzioni bene, perché non è in realtà uno Stato e di conseguenza non può funzionare come tale.

Ciò che ci sembra una patologia dello Stato, in realtà non è altro che la fisiologia di un sistema associato Stato-Chiesa.”

In altre parole, in Italia non è mai stato usato realmente e compiutamente nessuno dei due artifici mediante i quali l’Occidente è riuscito a realizzare un compromesso funzionale tra la forza dello Stato e la caritas del Cristianesimo, ossia tra le istanze dello Stato (che sono insopprimibili dato che sono indispensabili per gestire il potere della forza fisica, che Norberto Bobbio chiama “il sommo potere”, vale a dire la giustizia e l’esercito) e le istanze del Cristianesimo (che sono istanze contrarie allo Stato, dato che il Cristianesimo nacque proprio in antitesi allo Stato romano).

Questi due artifici (alternativi fra loro) sono: la separazione tra Stato e Chiesa e la subordinazione della Chiesa allo Stato.

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L’Italia ha bisogno di una nuova destra

15 ottobre 2013

Nel post precedente ho evidenziato che la sinistra italiana attuale, invece di perseguire il suo scopo legittimo, che è quello di rappresentare e difendere gli interessi della classe lavoratrice, persegue uno scopo illegittimo, che è quello di eliminare lo Stato, adoperando come mezzo l’euro e l’europeismo.

C’è da aggiungere che essa, oltre all’euro e all’europeismo, adopera anche un altro mezzo per eliminare lo Stato: il multiculturalismo e una politica di immigrazione senza freni (vedi ad esempio il Ministro del governo Letta Cécile Kyenge).

Il punto è che lo Stato è indispensabile. Come scrive Norberto Bobbio: “la società senza Stato” è un “salto fuori della storia” (Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124).

Queste parole di Bobbio sono un modo elegante per dire che lo Stato è indispensabile e che è sempre esistito.

Solo la destra può salvare il popolo italiano dalla catastrofe.

Grillo infatti è fuorigioco: egli non può essere un leader politico a causa della sua fedina penale sporca (un incidente stradale di molti anni fa, per il quale fu condannato in via definitiva per omicidio colposo), che gli impedisce di stare in Parlamento. Senza un leader che li guidi dentro il Parlamento, gli eletti del Movimento cinque stelle non riescono, com’è ben noto, a esprimere una linea politica comune. Di conseguenza, non possono raggiungere alcun obiettivo politico. È come un esercito senza comandante, nel quale ciascuno combatte individualmente, senza coordinazione e senza strategia. È ovvio che tale esercito non può vincere.

Non resta quindi che la destra. Ma la destra italiana è una destra antica, irrazionale e soprattutto incapace di criticarsi e di correggersi. È una destra, infatti, ancora prigioniera del mito di Mussolini.

Eppure trattasi di un leader politico che commise due enormi, immensi, imperdonabili errori:

1) allearsi con Hitler e il nazismo. Per esempio le leggi razziali fasciste, che furono emanate nel 1938, sono una delle nefaste conseguenze dell’alleanza con Hitler. Infatti l’Asse Roma Berlino risale al 1936. L’alleanza con Hitler non era inevitabile, come taluni pensano: altri, come Francisco Franco in Spagna, restarono neutrali.

2) vendere lo Stato italiano per un piatto di lenticchie, ossia vendere il Risorgimento. Di che cosa sto parlando? Dei Patti Lateranensi e della creazione dal nulla dello Stato della Città del Vaticano (1929).

Il punto è che non può esistere uno Stato degno di questo nome se c’è accanto il potere temporale della Chiesa. Lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato, ossia è uno Stato fallito, proprio a causa di tale potere temporale, come ho spiegato in dettaglio più volte, nei miei post e nei miei due saggi di scienza politica.

Cosa vuol dire “Stato fallito”? Che niente di ciò che è statale funziona, a cominciare dalla giustizia.

In uno Stato fallito non è possibile far funzionare la giustizia. I politici italiani non comprendono questa elementare verità. Se si vuole far funzionare la giustizia italiana, occorre prima (ripeto: prima) realizzare uno Stato che sia tale non solo sul piano formale, ma anche sul piano sostanziale. E per far questo, occorre eliminare il potere temporale della Chiesa di Roma.

Lo Stato italiano attuale, infatti, non è in realtà uno Stato, bensì è un sistema associato Stato-Chiesa, un’entità ibrida che non può funzionare, in quanto lo Stato e la Chiesa sono due istituzioni troppo diverse fra loro. Tanto per fare un esempio: la Chiesa ha l’obbligo evangelico di perdonare, mentre lo Stato può perdonare (p.e. indulti, amnistie, ecc.), ma solo in casi assolutamente eccezionali, altrimenti si finisce nel caos. Che è precisamente la situazione in cui si trova il popolo italiano.

Sia chiaro che non c’è nulla da dire contro il Cristianesimo, anzi! Il Cristianesimo è indispensabile per l’Occidente (e anche per i paesi cristiani orientali, con la Chiesa Ortodossa). Il problema è solo il potere temporale del clero, non il Cristianesimo. Insomma, la Chiesa si deve occupare della religione, lo Stato si deve occupare della politica. È esiziale confondere questi due ruoli.

Contro una sinistra che, illegittimamente, vuole eliminare lo Stato (e ci sta riuscendo benissimo), l’unica salvezza per il popolo italiano è una nuova destra, moderna e razionale, capace di svincolarsi dagli errori del passato e di guardare al futuro.

Una destra che si assuma la responsabilità della nazione. Una destra che incarni la legittimità.

La realtà è questa: o una nuova destra o la catastrofe.

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La classe dirigente italiana è incapace perfino di controllare un curriculum

25 febbraio 2013

Già in passato avevo scritto della pochezza della classe dirigente italiana, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/31/questo-e-il-fior-fiore-della-classe-dirigente-italiana/

Ma stavolta siamo arrivati a livelli inimmaginabili. Infatti Oscar Giannino, che Crozza ha giustamente definito “il laureato immaginario” (vedi YouTube), era, nientepopodimeno, “un consigliere molto ascoltato” di Emma Marcegaglia (quando era presidente della Confindustria!), come scrive il Corriere della Sera dell’11 febbraio 2013 (pag. 3):

Il caso Già corteggiata da Casini e da Monti, l’ex presidente di Confindustria ha partecipato con un video al meeting di «Fare»

Marcegaglia promuove Giannino: «Programma coraggioso»

ROMA – Non è un endorsement, perché ha deciso da tempo non solo di non candidarsi, ma anche di non scegliere una lista da appoggiare ufficialmente. Ma il videomessaggio inviato da Emma Marcegaglia al meeting milanese di Fare per fermare il Declino esprime tutta la sua simpatia e l’appoggio per il movimento di Oscar Giannino, in ascesa nelle ultime settimane.
Del resto l’amicizia tra l’ex presidente della Confindustria e il dandy ultraliberista della politica è cosa nota. Giannino è stato un consigliere molto ascoltato quando la Marcegaglia reggeva ancora le redini di viale dell’Astronomia e il rapporto non si è mai interrotto [il corsivo è mio]. Ora viene ufficialmente smentita l’appartenenza dell’imprenditrice mantovana alla cabina di regia di Giannino, ma l’apprezzamento verso Fare per fermare il declino c’è tutto. E si è visto nel video di sabato, dove la Marcegaglia ha dichiarato ufficialmente di appoggiare i 10 punti del programma del movimento, lodando in particolare la «chiarezza»: «Siete stati quelli che l’hanno fatto meglio»…”

Ho trovato il suddetto articolo del Corriere della Sera in pdf a questo indirizzo:

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=Marcegaglia+promuove+Giannino:+

%C2%ABProgramma+coraggioso&source=web&cd=5&ved=0CEkQFjAE&

url=http%3A%2F%2Fwww.confindustria.ge.it%2Fchrapp%2FchrCorrelati%

2Fupload%2Fdoc%2Frassegna_stampa_11_febbraio_2013.pdf&ei=anArUdT

vDfH74QSUpoHgDw&usg=AFQjCNGhhFK-hG5C9UmBinWixoMASBoGUA

&cad=rja

L’articolo in questione è citato anche da Dagospia:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-la-buona-notizia-che-alla-fine-di-questa-campagna-elettorale-fregnona-e-noiosa-50709.htm

con tanto di foto della Marcegaglia e di Giannino che si baciano sulle guance.

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Magari è possibile capire ora

13 febbraio 2013

Altro giorno, altro ameno articolo del “Sole24ore”. Oggi è la volta di “«Noi capiremo dopo»” di Roberto Napoletano, che parla dell’abdicazione di papa Ratzinger e si conclude con queste alate parole:

“È caduto un mondo, è vero, ma dietro, mi dicono gli occhi del Professore, ancora una volta ci sono il disegno di Dio e le sue vie infinite. Noi capiremo dopo.”

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-12/capiremo-dopo-063613.shtml?uuid=AbznSYTH

Ma perché non proviamo a usare i nostri tre neuroni, come direbbe Alberto Bagnai? Magari è possibile capire ora.

La verità è che è fallito il tentativo di Ratzinger di continuare l’assetto vaticano della Guerra Fredda, quello iniziato con Wojtyła, eletto papa il 16 ottobre 1978.

Fu un assetto che ebbe successo, papa Wojtyła contribuì indubbiamente alla sconfitta dell’URSS e del comunismo.

Prima di Wojtyła, per trovare un papa non italiano bisogna risalire ad Adriano VI, che fu eletto il 9 gennaio 1522 e che era olandese: si chiamava Adriaan Florenszoon Boeyens. Fu anche tutore del futuro imperatore Carlo V. Non lasciò un gran ricordo di sé, tanto che la “dichiarazione, in una delle sue opere, che il papa può sbagliare nelle questioni di fede (haeresim per suam determinationem aut Decretalem asserendo)” è tuttora fonte di sconcerto, come ci informa Wikipedia alla voce “Papa Adriano VI”.

Perché la Chiesa di Roma ha avuto tutti questi papi italiani? Secondo Wikipedia sono ben 254 su 265 totali.

Semplice: perché Roma si trova in Italia.

C’è un evidentissimo “conflitto di ruolo” della Chiesa di Roma tra il suo ruolo evangelico nei riguardi del mondo intero e il potere temporale, ossia il potere politico, che essa difende in Italia con le unghie e coi denti.

Un papa che non sia italiano, oggi come oggi, significa semplicemente uno straniero che si intromette nelle faccende dello Stato italiano e del popolo italiano.

Ciò fu tollerato con papa Wojtyła perché si era in guerra, sebbene fosse una guerra fredda.

Oggi non può più essere tollerato dal sistema di interessi inerente allo Stato della Città del Vaticano.

La Chiesa di Roma è a un bivio: o abbandona il potere temporale che indebitamente detiene in Italia e in tal caso il fatto che il papa sia un americano o un africano, cioè un rappresentante di quei paesi nei quali i cattolici sono numerosissimi, non costituirà alcuna fonte di conflitto, oppure non lo abbandona e in tal caso il papa deve essere necessariamente italiano se si vuole evitare che il conflitto di ruolo divampi nuovamente.

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Bill Emmott corregge il sito girlfriendinacoma.eu

30 gennaio 2013

Forse colpito dalla mia accusa di essere niente altro che “un predicatore protestante”, Bill Emmott, l’ex direttore della rivista “The Economist”, corregge la home del sito http://girlfriendinacoma.eu/?lang=it .

Infatti nei miei precedenti post avevo scritto:

«…nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/28/bill-emmott-litalia-e-le-diagnosi-puerili/

e

«…tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”…»

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

Ecco la foto della home del sito com’era prima (presa il 29/01/2013 alle 22.19 dalla copia cache di Google visualizzata il 15 gen 2013 13:59:46 GMT) e la foto della home del sito com’è adesso (presa il 29/01/2013 alle 22.28):

girlfriendinacoma1

girlfriendinacoma2

 

P.S.: cliccate sulle foto per ingrandirle.

Bill Emmott, l’Italia e le diagnosi puerili

28 gennaio 2013

Leggo su affaritaliani.it:

«Il 13 febbraio al “MAXXI” di Roma ci sarà la prima proiezione italiana di “Girlfriend in a Coma”, il documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras sul declino – forse terminale – del Paese.»

«Emmott commenta: “Gli italiani stessi forse non se ne rendono conto, ma il loro è un Paese chiave per tutto l’Occidente – per certi versi ne definisce l’anima – e il collasso visibilmente in corso è una tragedia che pagheremo tutti, nei decenni e forse nei secoli”.»

http://affaritaliani.libero.it/politica/nelle-sale-un-docufilm-contro-berlusconi280113.html

Ho già scritto di Emmott e del suo film qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/01/14/come-lex-direttore-della-rivista-the-economist-vede-litalia-e-come-la-vedo-io/

L’ex direttore della rivista “The Economist” provoca sempre in me grande stupore: come è mai possibile dirigere per molti anni (dal 1993 al 2006) quella che è considerata da tutti una delle più famose e autorevoli riviste d’economia del mondo e avere una visione così puerile della cosiddetta “anomalia italiana”?

Come è mai possibile pensare che sia solo una questione di peccati e di peccatori (nella home del sito dedicato al film, girlfriendinacoma.eu, è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”)?

Mr. Emmott, ma cos’è lei, un predicatore protestante?

Una volta, molto tempo fa, trovandomi a Londra, andai ad Hyde Park, dove chiunque, com’è noto, può liberamente arringare gli astanti sugli argomenti più disparati e strampalati.

C’era, fra gli altri, un signore di mezz’età che predicava rumorosamente contro i peccati del mondo e il suo ritornello era un “The Loooord…” urlato all’incirca come usano fare i cronisti di calcio sudamericani quando viene segnato un gol.

Bill Emmott mi ricorda molto quell’invasato di tanti anni fa ad Hyde Park.

Per approfondire vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/02/e-sbagliato-spiegare-i-difetti-della-societa-italiana-in-termini-di-questione-morale/

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Questo non l’ha scritto Bagnai, l’ho scritto io

16 gennaio 2013

Per puro caso, compulsando Google, mi accorgo che in un blog, questo:

DALLAPARTEDELTORTO (arte,politica,poesia,musica..)

http://www.stavrogin2.com/

hanno riportato un mio brano (protetto da copyright), attribuendolo ad Alberto Bagnai:

«Questa obiezioni quindi,a mio parere,non sono le più rilevanti.

Va pure detto che entrambe,sostengono una uscita dall’euro e il recupero di sovranità monetaria (e politica),ma per Bagnai questo non basta.

Infatti: “Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico).”

E qui non ha torto.E ancora…»

http://www.stavrogin2.com/2012/11/programma-manifesto-me-mmt.html

Il brano attribuito a Bagnai l’avevo scritto io, in un mio post del 31 agosto 2012:

«Dal canto mio, vorrei osservare che, se l’euro è certamente un argomento di economia, lo Stato è un argomento di scienza politica.

La teoria dello Stato, che fa parte della scienza politica, è, a mio parere, la chiave per interpretare sia il disastro europeo, sia il disastro italiano.
Quest’ultimo è un disastro doppio, come ho scritto nel post precedente.

Se noi pensassimo che la reintroduzione della lira sia in grado di risolvere da sola la situazione disastrosa dell’Italia, sbaglieremmo completamente: perché in Italia c’è, da sempre, un collasso cronico dello Stato che non c’entra nulla con l’euro e l’europeismo. Perché l’Italia è un’anomalia, l’anomalia italiana.

Per salvare l’Italia occorre eliminare sia l’euro (il male nuovo), sia il collasso cronico dello Stato italiano (il male antico).»

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/31/il-disastro-italiano-e-un-disastro-doppio-e-le-risse-peggiorano-le-cose/

Che dire? Almeno mi hanno dato ragione!

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Come l’ex direttore della rivista “The Economist” vede l’Italia e come la vedo io

14 gennaio 2013

Bill Emmott è un giornalista e saggista inglese (dal 1993 al 2006 è stato direttore della rivista “The Economist”).

Ultimamente, con l’italiana Annalisa Piras, ha anche girato un film sull’Italia: “Girlfriend in a Coma” (che è anche il titolo di una vecchia canzone della band inglese “The Smiths”).

Vedi:

http://girlfriendinacoma.eu/

Leggiamo cosa scrive sull’argomento il “Sole24ore”:

“Girlfriend in a coma ha una struttura e un passo suo. E soprattutto, in stile «Economist», una tesi precisa che si può riassumere così: l’Italia è al bivio finale, il trapasso o la salvezza dipendono da noi italiani, da quanto saremo, cioè, capaci o meno di riscattarci dal peccato nazionale. È l’ignavia, secondo l’autore, l’arma che darà il colpo di grazia alla ragazza in coma, oppure, al contrario, si dissolverà, restituendo al Paese un futuro che, come ricorda Sergio Marchionne, «va sempre costruito, non si presenta mai per automatismi».”

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-12-09/riscatto-amica-coma-081838.shtml?uuid=AbgfySAH

Vedi anche:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-14/emmott-berlusconi-senza-riflettori-155811.shtml?uuid=Ab0zeFKH

Non ho visto il film (presumo che non sia ancora uscito in Italia), ma ho letto attentamente il sito relativo, nel quale Bill Emmott chiede il parere degli italiani sulle varie tematiche affrontate nella sua opera.

In particolare ha attirato la mia attenzione la pagina dedicata alla seguente domanda: “QUALI CAMBIAMENTI OCCORRONO PER RIFORMARE LO STATO?”.

In essa Emmott riporta le sue riflessioni sull’argomento (banalmente moraleggianti, tanto che nella home del sito è scritto addirittura: “Ora tocca a voi denunciare i peccatori”), cita Umberto Eco (che compare nel film) e conclude così:

“Lo Stato deve diventare il liberatore degli italiani, non la loro guardia carceraria o la loro badante. E quindi, che cambiamenti occorre operare nello Stato per far sì che sia così? Ditemelo.”

http://girlfriendinacoma.eu/quali-cambiamenti-occorrono-per-riformare-lo-stato/?lang=it

Di fronte a tale richiesta, così franca e diretta, non ho saputo resistere e ho scritto quanto segue:

“Mr. Emmott, non vorrei essere scortese, e a maggior ragione verso di lei che è inglese (considero la cultura inglese, ossia la comunità linguistica inglese, la cultura più riuscita dell’Occidente), ma, almeno sull’Italia, non sono d’accordo con lei.

E siccome si tratta del mio paese, mi vedo costretto a rispondere al suo invito in modo alquanto critico.

Lei s’immagina evidentemente che esista, nella sostanza, lo Stato italiano.

Ebbene, niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Lo Stato italiano esiste solo formalmente, non sostanzialmente.

Lo Stato italiano non è in realtà uno Stato, bensì un sistema associato Stato-Chiesa.

Non essendo uno Stato, non può comportarsi come tale.

Ho scritto su tale argomento due saggi di scienza politica (e so che sia lei sia Annalisa Piras avete familiarità con tale scienza).

In altri termini, lo Stato italiano è uno Stato fallito. Ed è per questo che non funziona.

Quando Umberto Eco afferma che gli italiani non hanno il senso dello Stato ha ragione a metà: ha centrato il punto, ma non si tratta di una mancanza di virtù civica da parte degli italiani, si tratta di un’oggettiva inesistenza sostanziale dello Stato italiano.

In estrema sintesi: lo Stato italiano è uno Stato cronicamente collassato (un eufemismo per non dire che è uno Stato fallito), perché in Italia non c’è la separazione tra Stato e Chiesa, né tantomeno la cosiddetta soluzione inglese, ossia la subordinazione della Chiesa allo Stato, che è in realtà un’invenzione assai antica di Costantino il Grande (del resto gli inglesi rivendicano come britannica la madre di Costantino).

In tutte le altre culture cristiane lo Stato funziona proprio perché o c’è la separazione tra Stato e Chiesa o c’è la subordinazione della Chiesa allo Stato.

L’Italia è un’anomalia.”

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