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Svelare la verità sul mondialismo, oppure morire tutti di guerra nucleare?

20 ottobre 2018

Sono, a mia conoscenza, l’unico a scrivere in modo esplicito e chiaro che il mondialismo (o globalismo) è un prodotto del Cristianesimo, cioè un prodotto di quella che fu, in un lontano passato, la rivoluzione sociale cristiana contro lo Stato schiavista romano (1, 2).

Ciò vale ovviamente anche per tutte le altre ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato, 3).

Esistono fili invisibili, ma tenacissimi, che ci legano al passato, anche remoto.

Fili che ci fanno muovere come marionette inconsapevoli, perché questi fili sono relegati nell’inconscio collettivo.

Per diventare consapevoli, cioè per smettere di comportarci come marionette, bisogna far uscire questi fili dall’inconscio collettivo, bisogna renderli visibili.

Bisogna portare alla luce il rimosso.

Bisogna svelare la verità sul mondialismo e sulle ideologie antistato.

Altrimenti l’Occidente perirà.

E, addirittura, potrebbe perire l’umanità intera, dato che l’Occidente mondialista, cioè l’Occidente in preda al delirio culturale costituito dall’ideologia mondialista (4), è pronto a scatenare la guerra nucleare contro la Russia nazionalista, pur di attuare la prescrizione di eliminare lo Stato creata duemila anni fa mediante l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, allo scopo di far cadere lo Stato schiavista romano (1, 2).

Questa è la vera spiegazione dell’attuale isteria antirussa dell’Occidente mondialista, altro che le sciocchezze della geopolitica (5).

Perché i russi, pur essendo cristiani, non sono in preda al delirio culturale mondialista?

Perché sono gli eredi dell’Impero romano d’Oriente, che, a differenza di quello d’Occidente, resistette egregiamente alla rivoluzione sociale cristiana, grazie alla geniale invenzione di Costantino il Grande: il cesaropapismo.

Ovviamente questa operazione di svelare la verità sul mondialismo, pur essendo a mio giudizio assolutamente necessaria, pena la scomparsa dell’umanità intera, è osteggiata da molti, che cercano disperatamente capri espiatori per spiegare il mondialismo (ebrei, massoneria, capitalismo, imperialismo degli inglesi e/o degli americani, e così via, in una spirale di baggianate sempre più grandi e sempre più deliranti, fino ad arrivare ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani).

Ma le false spiegazioni, i capri espiatori, non portano alla luce il rimosso e quindi non risolvono nulla.

Il problema è: moriremo tutti di guerra nucleare, oppure troveremo la forza e il coraggio di svelare la verità sul mondialismo?

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1) L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/10/08/lunione-europea-e-il-nuovo-ordine-mondiale-sono-tentativi-di-attuare-il-regno-di-cristo-sulla-terra/

2) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

3) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

4) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

5) Alexander Dugin, China, the Great Game, and Globalism, 20 gennaio 2017

http://katehon.com/article/china-great-game-and-globalism

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’Unione Europea e il Nuovo Ordine Mondiale sono tentativi di attuare il Regno di Cristo sulla terra

8 ottobre 2018

Da tempo scrivo che l’ideologia del globalismo (in inglese “the ideology of globalism”) è un delirio culturale causato da un meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins, 1).

Questo meme egoista consiste nella prescrizione di eliminare lo Stato.

Esso ebbe origine, quasi duemila anni fa, dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (libro scritto, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano).

La prescrizione di eliminare lo Stato fu, nel contesto della rivoluzione sociale costituita dal Cristianesimo, un’arma estremamente potente (ma anche estremamente pericolosa, perché conduce all’autodistruzione), che venne creata dalla granitica volontà degli schiavi dell’Impero romano di far crollare quest’ultimo.

Il sistema sociale schiavista di Roma era un sistema sociale iniquo, malvagio e scellerato: infatti Roma è chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra” (2).

Così l’Impero romano si divise in due parti: la parte orientale, a causa del cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, rimase in piedi, mentre la parte occidentale si dissolse e dette luogo al Medio Evo.

Purtroppo la prescrizione di eliminare lo Stato, quest’arma estremamente potente ed estremamente pericolosa, che aveva avuto pienamente successo, non scomparve dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, ma prese stabile dimora nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali.

La Chiesa di Roma cercò in seguito, e giustamente, di neutralizzarla mediante l’interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni che venne escogitata da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) dopo il Sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (il quale, si noti bene, è l’avveramento della caduta di “Babilonia la grande” descritta nel 95 d.C dall’Apocalisse di Giovanni, 3).

L’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona di fatto annulla l’Apocalisse di Giovanni, come ho scritto più volte.

Purtroppo tale interpretazione allegorica funziona solo se c’è un clero che la fa attivamente funzionare.

Ma, prima con la traduzione del Nuovo Testamento nelle lingue dei popoli nati dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente, poi con la Riforma, la cui caratteristica fondamentale è la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, quello che ho chiamato “filtro interpretativo agostiniano” venne ovviamente a cadere, lasciando via libera alla interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni.

Basta guardare i fatti storici: come nacque l’attesa del Regno di Cristo sulla terra (cioè l’attesa della seconda venuta di Cristo) da parte dei Taboriti boemi, da loro prevista per il 10-14 febbraio 1420 (4)?

Nacque perché i Taboriti boemi erano l’ala radicale degli Hussiti, cioè dei seguaci del boemo Jan Hus, il quale a sua volta era seguace di John Wycliffe.

Chi era John Wycliffe? Era un teologo inglese, nato nello Yorkshire all’inizio del Trecento, che con i suoi collaboratori tradusse la Bibbia dal latino in inglese: la Wycliffe’s Bible.

Oggi i mondialisti vogliono realizzare il Nuovo Ordine Mondiale (nominato per esempio da George H. W. Bush, ossia George Bush senior, in un suo famoso discorso del 1991, 5), in inglese New World Order, di cui l’Unione Europea è il work in progress più avanzato.

Il Nuovo Ordine Mondiale è la versione moderna e secolarizzata del Regno di Cristo sulla terra descritto nell’Apocalisse di Giovanni.

Come giustamente ha scritto Norman Cohn nel suo fondamentale The Pursuit of the Millennium:

«The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.» (6)

Quindi, quando voi pensate all’élite globalista, per esempio Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, ecc. ecc., non dovete lasciarvi fuorviare dalle loro sembianze moderne, che sono solo una maschera.

Dietro questa maschera, altro non c’è che la folla medievale, urlante e ripugnante come in un quadro di Bruegel o di Bosch, che nel febbraio dell’anno 1420, nelle vicinanze di Praga, in preda a un delirio collettivo (7), aspettava la seconda venuta di Cristo.

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1) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

2) “Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra».”

Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008

3) “Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato».”

Ibidem, 18, 2-3

4) «Le grandi assemblee furono percorse da una ventata di millenarismo che sperava di veder annientare il male senza più indugi. L’antico mondo stava per essere purificato dal fuoco, al più tardi fra il 10 e il 14 febbraio dell’anno 1420. A questa data molti collegavano il ritorno di Cristo, che avrebbe instaurato il suo regno immediato…

…Trascorso il 15 febbraio 1420 senza che all’attesa febbrile dell’intervento divino seguisse una manifestazione concreta, ci si mise a pensare che bisognava prima, con la forza, spianare la via del Signore eliminando, anche con il ricorso alla violenza, le posizioni occupate dall’Anticristo.»

Amedeo Molnár (a cura di), I Taboriti, Claudiana Editrice, 1986, pagg. 8-9

5) Il video del famoso discorso del 1991 in cui George Bush senior nomina il New World Order si può trovare facilmente in internet, per esempio qui:

youtu.be/byxeOG_pZ1o

6) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

7) Robert E. Bartholomew, Erich Goode, Mass Delusions and Hysterias: Highlights from the Past Millennium, Skeptical Inquirer, Volume 24.3, May / June 2000

https://www.csicop.org/si/show/mass_delusions

_and_hysterias_highlights_from_the_past_millennium

Da notare che Robert E. Bartholomew ed Erich Goode, che sono sociologi, usano nel suddetto articolo come sinonimi tre termini: “mass delusion”, “social delusion”, “collective delusion”.

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Due articoli di Sputnik sulla data dell’Apocalisse

5 ottobre 2018

Leggo su Sputnik, la nota agenzia di stampa russa, i due seguenti articoli.

a) Trovata una profezia sinistra negli scritti di Newton (27 settembre 2018)

«Il famoso scienziato inglese Isaac Newton [il neretto è mio] in una delle sue opere predisse l’apocalisse. Il fisico, in particolare, scrisse che non più tardi del 2060 l’universo avrebbe visto un “nuovo inizio”. Lo riporta il Daily Star.

Nel suo lavoro Newton analizzò i testi della Bibbia. Credeva che nel libro più importante del mondo, ci fossero delle previsioni criptate sul futuro. Lo scienziato ha firmato questo lavoro come Jehovah Sanctus Unus.

Un ricercatore ed esperto di Newton, l’astronomo e blogger austriaco Florian Freistetter, è giunto alla conclusione che lo scienziato inglese è stato in grado di calcolare la data dell’apocalisse. In particolare, Newton era fiducioso che la fine del mondo potesse accadere più tardi del tempo previsto da lui, ma non prima. Allo stesso tempo, il ricercatore dice che il fisico non aveva dubbi che dopo questo evento il nostro pianeta sarebbe diventato “la casa di Dio” [il neretto è mio]

https://it.sputniknews.com/mondo/201809276551872-profezia-sinistra-scritti-newton/

b) Pastore trova nella Bibbia la data dell’apocalisse e il ruolo che avrà la Russia (4 ottobre 2018)

«Il dottor Kenton Beshor, deceduto nel 2016, era presidente della World Bible Society [che ha sede in California, nota mia] e ha dedicato parte della sua carriera a cercare i significati segreti del Vangelo.

Gli appunti di Beshor sono stati recentemente resi pubblici. Stando agli scritti del pastore, la prima fase della fine del mondo inizierà nel 2021 e terminerà con la venuta di Gesù Cristo [il neretto è mio] nel 2028. Beshor arrivò a questa conclusione quando trovò nel testo una predizione di due guerre mondiali e la creazione di Israele.»

https://it.sputniknews.com/mondo/201810046586738-pastore-data-apocalisse-russia/

I due suddetti articoli di Sputnik avvalorano la mia tesi che l’Occidente sia da tempo in preda a un delirio culturale di origine religiosa (1).

Perfino il grande Isaac Newton ne era affetto (ne avevo già accennato in precedenza, 2).

Questo delirio culturale ha prodotto le ideologie antistato di tipo filosofico (Teoria unificata delle ideologie antistato, 3), delle quali l’ultima, e la più letale di tutte (4), è il mondialismo, l’ideologia recentemente rigettata all’ONU da Donald Trump (5).

Questo delirio culturale ha origine nell’Apocalisse di Giovanni, come scrivo da tempo (6).

Il mondo protestante è severamente colpito da questo delirio culturale, perché è caratteristica fondamentale della Riforma la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, dimodoché quello che ho chiamato “filtro interpretativo agostiniano” (7, 8), cioè l’interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni proposta da Agostino d’Ippona dopo il Sacco di Roma da parte dei Visigoti, viene ovviamente a cadere.

Anche il mondo cattolico è colpito da questo delirio culturale, sebbene in misura notevolmente minore rispetto a quello protestante.

Invece il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, è completamente immune a esso (7, 8, 9).

Per quanto riguarda l’eccezione costituita dalla Grecia, come ho scritto in un vecchio post:

«Anche il popolo greco fa parte del Cristianesimo orientale, ma tale popolo venne cooptato dall’Occidente, perché quest’ultimo giustamente vide nella Grecia antica la culla del pensiero occidentale: così lo Stato greco venne creato nell’Ottocento soprattutto ad opera delle grandi potenze occidentali e il popolo greco, fortemente imbevuto di cultura occidentale, si comporta oggi come un popolo dell’Occidente.» (10)

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1) Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, 2° ed., lulu.com, 2018

2) Le solenni cretinate di Stephen Hawking sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/17/le-solenni-cretinate-di-stephen-hawking-sul-mondialismo/

3) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

4) Perché il mondialismo durerà meno del comunismo

https://luigicocola.wordpress.com/2016/03/07/perche-il-mondialismo-durera-meno-del-comunismo/

5) Donald Trump: “We reject the ideology of globalism”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/09/26/donald-trump-we-reject-the-ideology-of-globalism/

6) Vedi per esempio:

Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

7) L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

8) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

9) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

10) Il disastro europeo e l’inconscio collettivo dell’Occidente

https://luigicocola.wordpress.com/2015/07/20/il-disastro-europeo-e-linconscio-collettivo-delloccidente/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il fallimento di tre secoli di filosofia politica presenta oggi il conto

10 settembre 2018

L’Occidente e il resto del mondo sono oggi al cospetto dei risultati del fallimento conclamato di ben tre secoli di filosofia politica: dai Two Treatises of Government di John Locke (1690) fino ai nostri giorni.

In realtà il pastrocchio l’aveva combinato (volutamente e ingegnosamente) Thomas Hobbes una quarantina d’anni prima, col suo Leviathan, nel quale aveva confuso pro domo sua lo Stato con la forma di governo (1, 2).

Il povero Locke, che notoriamente non ebbe il dono di una brillante intelligenza (Bertrand Russell, che era invece un genio assoluto, nella sua History of Western Philosophy ce lo fa capire molto bene, 3), non seppe districare la matassa ingarbugliata ad arte da Hobbes e se ne uscì con l’idiozia dello “state of Nature” come “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation” (4), idiozia rinforzata nel Settecento da Jean-Jacques Rousseau, che era certamente intelligente, ma che in compenso era malato di mente (come ci informa Russell, 5).

Che sia un’idiozia lo ha dimostrato in modo inequivocabile un articolo scientifico pubblicato recentemente su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (6), che ha smentito le idee assurde e ridicole di Locke e di Rousseau sullo stato di natura (7).

Locke trasformò il millenarismo religioso, che la Chiesa di Roma, dopo il Sacco di Roma del 410 da parte dei Visigoti, aveva tentato di annullare mediante l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, in millenarismo secolarizzato (8, 9, 10, 11).

Perché affermo ciò? Perché se lo “state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation”, allora lo Stato è inutile, anzi dannoso, e, guarda caso, il vero scopo del millenarismo (che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo) è proprio quello di far crollare lo Stato schiavista romano: l’Apocalisse di Giovanni, l’unico testo sacro in cui si trova la dottrina del millenarismo (checché se ne dica), venne scritta, secondo la tradizione, nel 95 d.C., cioè dopo la persecuzione di Nerone e nel corso della persecuzione di Domiziano.

Se non si comprende questo, non è possibile capire cosa sia il mondialismo, o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme.

Il mondialismo non è un prodotto degli ebrei, o della massoneria, o del capitalismo, o dell’imperialismo degli inglesi-americani, o dell’Illuminismo, o dei satanisti, o degli extraterrestri rettiliani, o di qualsiasi altro capro espiatorio.

È il prodotto del millenarismo o chiliasmo (in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm, come recita l’Enciclopedia Britannica, in francese millénarisme o chiliasme, come recita l’Enciclopedia Larousse, 12, 13).

La mia interpretazione del millenarismo si discosta alquanto dall’interpretazione corrente e ne ho scritto ampiamente in post precedenti (8, 9, 10, 11).

È ovvio che noi oggi viviamo in uno scenario politico di estrema difficoltà, esposti per giunta al terrificante pericolo di una guerra nucleare tra Nato e Russia (14, 15, 16), proprio perché questo scenario politico è il risultato di ben tre secoli di concezioni assurde e ridicole di filosofia politica.

A questo proposito, ho scritto più volte di “rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale” (17, 18).

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1) Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., lulu.com, 2012, pagg. 37-48

2) Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 19-25

3) «Some of Locke’s opinions are so odd that I cannot see how to make them sound sensible. He says that a man must not have so many plums that they are bound to go bad before he and his family can eat them, but he may have as much gold and as many diamonds as he can lawfully get, because gold and diamonds do not go bad. It does not occur to him that the man who has the plums might sell them before they go bad.»

Bertrand Russell, History of Western Philosophy, George Allen and Unwin Ltd, 1947, pag. 661

disponibile su:

https://archive.org/details/westernphilosoph035502mbp

4) John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19

prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought

disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

5) Bertrand Russell, op. cit., pag. 717

6) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

7) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

8) Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) Considerazioni sul millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/05/considerazioni-sul-millenarismo/

10) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

11) Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

https://luigicocola.wordpress.com/2018/08/23/questa-e-la-terribile-verita-che-vi-piaccia-o-meno/

12) millenarismo in inglese:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

13) millenarismo in francese:

http://www.larousse.fr/archives/grande-encyclopedie/page/8992

14) «The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still.»

Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 286

15) «And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Ibidem, pag. 213

16) «The Pursuit of the Millennium and Europe’s Inner Demons are related also in a deeper sense. Fundamentally, both are concerned with the same phenomenon – the urge to purify the world through the annihilation of some category of human beings imagined as agents of corruption and incarnations of evil.»

Norman Cohn, Europe’s Inner Demons – The Demonization of Christians in Medieval Christendom, Pimlico, 2005, pag. XI

17) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

18) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/09/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale-ii/

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno

23 agosto 2018

Leggo su ZeroHedge un articolo di Alastair Crooke (ex spia del MI6 e diplomatico UE, come viene riportato), intitolato Former MI6 Spy Alastair Crooke: The Metaphysics To Our Present Global Anguish (21 agosto 2018):

«Clearly, from the very outset, Trump has been “perceived by the globalist neo-liberal order as a mortal danger to the system which has enriched them” Jatras observes [James George Jatras, un ex diplomatico degli USA, nota mia, *]. The big question that Jatras poses in the wake of these events, is how could such collective hysteria have blossomed in to such visceral hostility, that parts of the ‘Anglo’ establishment are ready to intensify hostilities toward Russia – even to the point of risking “a catastrophic, uncontainable [nuclear] conflict”. How is it that the élite’s passion ‘to save globalism’ is so completely overwhelming that it demands their risking human extinction? Jatras suggests that we are dealing here with hugely powerful psychic impulses

…Professor John Gray, writing in his book, Black Mass [nota mia, **], notes that “the world in which we find ourselves … is littered with the debris of utopian projects which – though they were framed in secular terms that denied the truth of religion – were in fact, vehicles for religious myth”

…The aim is a global, cosmopolitan society disembarrassed of religion, national culture and community, gender and social class. Processes of toleration that, formerly, were construed as essential to freedom have undergone an Orwellian metamorphosis to emerge as their antonyms: as instruments, rather, of repression. Any national leader standing against this project, any contrary national culture, or national pride displayed in a nation’s achievements, plainly constitutes an obstacle to this prospective universal realm – and must be destroyed

…So, how is it, precisely, that Russia and Mr Putin has come to constitute the antithesis to the utopian project, and the trigger to such fear and hysteria amongst the globalist élites?»

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-20/former-mi6-spy-alastair-crooke-metaphysics-our-present-global-anguish

https://www.strategic-culture.org/news/2018/08/20/metaphysics-to-our-present-global-anguish.html

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Note mie:

* James George Jatras, Lenin Updated: ‘Turn the Globalist War into a Race War’ (11 agosto 2018)

https://www.zerohedge.com/news/2018-08-11/lenin-updated-turn-globalist-war-race-war

https://www.strategic-culture.org/news/2018/08/11/lenin-updated-turn-globalist-war-into-race-war.html

** John Gray, Black Mass – Apocalyptic Religion and the Death of Utopia, Farrar, Straus and Giroux, 2008

In questo libro John Gray si basa largamente sulle tematiche esposte in Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970

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Ebbene, ci sono notevoli affinità tra ciò che scrive Alastair Crooke in questo suo articolo e alcuni argomenti di cui scrivo, ormai da diversi anni, su questo blog, a proposito del mondialismo e del millenarismo (1).

Norman Cohn (1915-2007), alla fine del suo fondamentale (ma per diversi aspetti errato e fuorviante) The Pursuit of the Millennium (la cui prima edizione è del 1957), molto giustamente scrive:

«The old religious idiom has been replaced by a secular one, and this tends to obscure what otherwise would be obvious. For it is the simple truth that, stripped of their original supernatural sanction, revolutionary millenarianism and mystical anarchism are with us still [il neretto è mio]

Norman Cohn, op. cit., pag. 286

The Pursuit of the Millennium è integralmente scaricabile qui in formato epub (in data odierna):

https://archive.org/details/NormanCohnThePursuitOf

TheMillenniumRevolutionaryMillenariansAndMysticalAnarchist

Le mie critiche a ciò che Norman Cohn scrive in questa sua fondamentale opera sono principalmente tre: a) innanzitutto a Cohn sfugge il punto nodale della questione, che è, semplicemente e banalmente, l’eliminazione dello Stato dalla faccia della terra; b) per conseguenza, egli non si riferisce soltanto all’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e al Cristianesimo, il quale è nato proprio come rivolta degli schiavi dello Stato schiavista romano (ecco perché il millenarismo vuole eliminare lo Stato!), ma bensì estende il millenarismo a scenari in cui non c’è affatto la volontà di eliminare lo Stato, come per esempio l’Ebraismo (il padre di Cohn era ebreo, mentre sua madre era cattolica); in tal modo, partendo da ciò che Cohn scrive in questa sua opera, si può facilmente arrivare ad estendere il millenarismo a qualsiasi evento rivoluzionario (rivoluzionario nel significato più estensivo della parola) della storia dell’Occidente e ciò è assurdo e grottesco; in conclusione, confondere il millenarismo con il messianismo è errato: il millenarismo è un tipo particolare di messianismo, è un messianismo che vuole eliminare lo Stato ed esso si trova solo e unicamente nell’Apocalisse di Giovanni (non si trova affatto nei Vangeli, né in altri libri della Bibbia); c) Cohn non menziona il mondialismo, nel quale non sono i poveri e i privi di potere, ma i ricchissimi e i potentissimi ad essere ferocemente e ossessivamente alla ricerca (in inglese pursuit) del Millennium (1), cioè del Regno di Cristo sulla terra, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

Per un approfondimento, vedi questo mio post:

Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

La verità insomma è questa: il millenarismo rivoluzionario e l’anarchismo mistico (il “revolutionary millenarianism and mystical anarchism” di cui scrive Cohn) si sono incarnati oggi (vale a dire dal 1954, anno della prima riunione del Bilderberg) in una ideologia dell’élite occidentale e questa ideologia si chiama mondialismo o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme.

Oggi non si tratta più dei poveri senza radici (“rootless poor“) di cui scrive Cohn in The Pursuit of the Millennium.

E neanche dei proletari di cui scrivono Karl Marx e Friedrich Engels nel Manifest der Kommunistischen Partei (“Proletarier aller Länder, vereinigt euch!”, in italiano “Proletari di tutti i paesi unitevi!”).

Si tratta dell’élite, degli uomini più ricchi del pianeta, come David Rockefeller, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, George Soros, ecc. ecc., unitamente alle teste coronate dell’Occidente, come il Principe Bernhard dei Paesi Bassi, la Regina dei Paesi Bassi Beatrix, il Re dei Paesi Bassi Willem-Alexander, la Regina del Regno Unito Elizabeth II, ecc. ecc.

Ad essi si è unito anche, come millenarista religioso (mentre i suddetti sono millenaristi secolarizzati), Papa Francesco, cioè Jorge Mario Bergoglio.

Notare che il nome di Francesco, che egli ha assunto in onore di San Francesco d’Assisi, non è stato mai usato da nessun papa, proprio perché San Francesco d’Assisi è connesso al millenarismo di Gioacchino da Fiore (come scrive anche Norman Cohn in The Pursuit of the Millennium) e la Chiesa di Roma da Sant’Agostino in poi è sempre stata ufficialmente, fino a Bergoglio, contro il millenarismo (vedi per esempio il Catechismo della Chiesa Cattolica di Ratzinger e Wojtyła, 2).

Il fatto è che i mondialisti, per eliminare lo Stato, vogliono sterminare tutti i popoli della terra che hanno uno Stato, dai popoli europei al popolo degli USA e al popolo russo (poi ovviamente toccherà a tutti gli altri), in una evidentissima logica di genocidio (3) (genocidio lento e incruento, cioè senza spargimento di sangue, nel caso dei popoli europei e del popolo degli USA, genocidio veloce e cruento, cioè con spargimento di sangue, nel caso del popolo russo), logica di genocidio che è una caratteristica fondamentale dei millenarismi, sia religiosi che secolarizzati, come spiegato molto bene da Norman Cohn:

«And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.»

Norman Cohn, op. cit., pag. 213

E anche:

«The Pursuit of the Millennium and Europe’s Inner Demons are related also in a deeper sense. Fundamentally, both are concerned with the same phenomenon – the urge to purify the world through the annihilation of some category of human beings imagined as agents of corruption and incarnations of evil.»

Norman Cohn, Europe’s Inner Demons – The Demonization of Christians in Medieval Christendom, Pimlico, 2005, pag. XI

Il mondialismo è un genocidio.

Questa è la terribile verità, che vi piaccia o meno.

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1) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm [in italiano millenarismo o chiliasmo, nota mia], the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

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«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

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«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

3) «genocìdio (raro genicìdio) s. m. [comp. del gr. γένος «stirpe» e –cidio: voce coniata in forma ingl. (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946)]. – Grave crimine, di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.»

http://www.treccani.it/vocabolario/genocidio/

«Genocide, the deliberate and systematic destruction of a group of people because of their ethnicity, nationality, religion, or race. The term, derived from the Greek genos (“race,” “tribe,” or “nation”) and the Latin cide (“killing”), was coined by Raphael Lemkin, a Polish-born jurist who served as an adviser to the U.S. Department of War during World War II…

…The momentum created by the Nürnberg trials and the ensuing revelations of Nazi atrocities led to the passage by the United Nations (UN) General Assembly of Resolution 96-I (December 1946), which made the crime of genocide punishable under international law, and of Resolution 260-III (December 1948), which approved the text of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide, the first UN human rights treaty. The convention, which entered into force in 1951, has been ratified by more than 130 countries. Although the United States played a major role in drafting the convention and was an original signatory, the U.S. Senate did not ratify it until 1988.

Article 2 of the convention defines genocide as

any of the following acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as such: (a) Killing members of the group; (b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group; (c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part; (d) Imposing measures intended to prevent births within the group; (e) Forcibly transferring children of the group to another group.

In addition to the commission of genocide, the convention also made conspiracy, incitement, attempt, and complicity in genocide punishable under international law.»

https://www.britannica.com/topic/genocide

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

28 luglio 2018

I) Prima tappa: l’Apocalisse di Giovanni (scritta, secondo la tradizione, nel 95 d.C.)

Il millenarismo o chiliasmo, in inglese millennialism o millenarianism o chiliasm, come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), è la credenza nell’avveramento futuro di un Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi.

La fonte di tale credenza è solo e unicamente l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento:

«E vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi quelli che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per mille anni.
Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare. Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.»

Apocalisse di Giovanni, 20, 1-10, Bibbia CEI 2008

Questo passo del Nuovo Testamento è di una potenza quasi inimmaginabile, perché ha causato, come millenarismo religioso, le invasioni barbariche, la caduta di Roma nel V secolo (nel 410 il sacco di Roma da parte dei Visigoti e nel 455 quello da parte dei Vandali), il Medio Evo, i Taboriti boemi, i Puritani inglesi e americani, ecc. ecc., e, come millenarismo secolarizzato (ossia laicizzato), il sansimonismo, l’anarchismo, il comunismo (ossia la teoria marx-engelsiana) e infine il mondialismo dei nostri giorni (teoria unificata delle ideologie antistato, 2).

Tenere presente che è la stessa Chiesa di Roma a indicare il comunismo come un millenarismo secolarizzato, vedi il numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica (la cui pubblicazione in varie lingue è terminata nel 1997) e la relativa nota 641 (in lingua italiana, mentre in lingua inglese è la nota 577) (3).

Ovviamente l’estrema potenza del passo succitato dell’Apocalisse di Giovanni non è causata da parole magiche: si tratta invece dell’espressione della granitica volontà degli schiavi dell’Impero romano di far crollare la Roma schiavista, chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “la grande prostituta” e “Babilonia la grande”.

La mia spiegazione del millenarismo è la seguente:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

…In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.» (4)

Dopo il crollo dello Stato schiavista romano, questa idea irrazionale ed esiziale, che lo Stato deve essere eliminato (pur avendo esaurito la sua utilità per gli schiavi dell’Impero romano, in quanto la loro strategia ebbe un enorme successo), è rimasta nell’inconscio collettivo dei popoli occidentali, diventando così un perfetto esempio di “meme egoista“, vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins (5).

II) Seconda tappa: Two Treatises of Government, in italiano Due trattati sul governo, di John Locke (1690)

Come ho scritto molte volte, John Locke trasformò il millenarismo da millenarismo religioso in millenarismo secolarizzato:

«And here we have the plain difference between the state of Nature and the state of war, which however some men have confounded, are as far distant as a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation; and a state of enmity, malice, violence and mutual destruction are one from another. Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature [il neretto è mio].» (6)

È possibile avanzare qui due considerazioni:

a) se “the state of Nature” è “a state of peace, goodwill, mutual assistance, and preservation“, lo Stato è un’istituzione politica inutile, anzi dannosa: è il mito della dannosità dello Stato (7).

b) se “Men living together according to reason without a common superior on earth, with authority to judge between them, is properly the state of Nature”, la Ragione (“reason”) conduce inevitabilmente all’eliminazione dello Stato: ho chiamato ciò “la mistificazione di origine lockiana(8).

Nel Settecento Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) riprese e rafforzò gli errori lockiani sullo stato di natura.

Da ricordare che un recente articolo scientifico pubblicato su Nature (il 21 gennaio 2016) e intitolato Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya (9) ha smentito le idee cristiane di Locke e di Rousseau sullo stato di natura e ha confermato invece quelle non cristiane (cioè atee) di Thomas Hobbes e di Charles Darwin (10).

È legittimo affermare che da John Locke in poi si è costituito in seno al patrimonio intellettuale laico dell’Occidente un vero e proprio delirio culturale:

la conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.

Come ho scritto nel 2016:

«Generazioni e generazioni e generazioni di filosofi, di politologi, di sociologi, di antropologi culturali, di accademici e di intellettuali hanno ripetuto questo colossale errore.

Essi sono vissuti dentro questo colossale errore.

È tempo che questo colossale errore, che è un vero e proprio delirio culturale, venga compreso ed eliminato.» (11)

Dirò di più: siamo al cospetto di un rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale, come ho affermato più volte (12).

III) Terza tappa: Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Nell’Ottocento Henri de Saint-Simon (13) scoperchiò il Vaso di Pandora: fu lui il primo in assoluto a ideare il principio fondamentale del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), che è quello di sostituire lo Stato con la tecnocrazia (14, 15), fu lui il primo in assoluto a ideare un’ideologia antistato di tipo filosofico, il sansimonismo, del quale il mondialismo è semplicemente e banalmente un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo) (16), fu lui il primo in assoluto a ideare quella che in seguito venne chiamata Unione Europea (e ciò dimostra in modo definitivo che l’Unione Europea non è altro che un aspetto del mondialismo) (17).

Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo, e Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), gli ideatori del comunismo, ossia della teoria marx-engelsiana, vennero dopo di lui e da lui presero spunto, prendendo poi strade proprie, ma rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato (2), come ha mostrato Norberto Bobbio (18).

In un mio precedente post (a cui rimando) ho evidenziato che il programma politico dichiarato pubblicamente e ripetutamente da George Soros (in libri, articoli e interviste) è esattamente il programma politico dichiarato da Saint-Simon ben due secoli fa:

«Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.» (19)

In realtà i mondialisti non sono altro che sansimonisti pervertiti (16) (si può anche dire sansimoniani, in lingua italiana si può dire in due modi).

È assai singolare che il rapporto tra ideologia sansimonista e ideologia mondialista, che è estremamente evidente, sia ignorato da quasi tutti coloro che scrivono attualmente sul mondialismo (tranne, per esempio, Claudio Finzi, 15): essi non fanno altro che costruire false teorie esplicative, basate sull’ignoranza, sul pregiudizio e sulla ricerca di capri espiatori (ebrei, massoneria, capitalismo, imperialismo anglo-americano, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate, fino ad arrivare ai satanisti e agli extraterrestri rettiliani) (20).

IV) Quarta tappa: Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

Nel Novecento Richard Coudenhove-Kalergi riprese pedissequamente le tematiche di Saint-Simon e/o dei suoi numerosi seguaci, i sansimonisti, aggiungendovi solo qualche elemento originale: la fase teorica del mondialismo era così completata (21).

È uso piuttosto diffuso quello di scrivere su Coudenhove-Kalergi come se egli fosse l’ideatore originale delle suddette tematiche, come per esempio l’Unione Europea (vedi a questo proposito Wikipedia, in data odierna), l’esaltazione della tecnologia, l’ammirazione per gli ebrei (in quanto questi avevano stabilito legami industriali e politici tra i popoli), l’emancipazione femminile, ecc. ecc., ma ciò è solo il frutto della più nera ignoranza.

Nel suo libro Praktischer Idealismus, che non è stato mai tradotto in forma di libro cartaceo dal tedesco originale in altre lingue (e se ne capisce facilmente il perché), egli scrive:

a) «Die Folge ist, daß Mischlinge [il neretto è mio] vielfach Charakterlosigkeit, Hemmungslosigkeit, Willensschwäche, Unbeständigkeit, Pietätlosigkeit und Treulosigkeit mit Objektivität, Vielseitigkeit, geistiger Regsamkeit, Freiheit von Vorurteilen und Weite des Horizontes verbinden.»

Praktischer Idealismus, pag. 21 dell’edizione originale del 1925

Traduciamo in italiano:

«Pertanto, i meticci [il neretto è mio] combinano spesso la mancanza di carattere, la mancanza di inibizioni, la debolezza di volontà, l’incostanza, l’empietà e l’infedeltà con l’obiettività, la versatilità, la vivacità spirituale, l’assenza di pregiudizi e l’apertura di nuovi orizzonti.»

b) «Der Mensch der fernen Zukunft wird Mischling [il neretto è mio] sein. Die heutigen Rassenund Kasten werden der zunehmenden Überwindung von Raum, Zeit und Vorurteil zum Opfer fallen. Die eurasisch-negroide Zukunftsrasse, äußerlich der altägyptischen ähnlich, wird die Vielfalt der Völker durch eine Vielfalt der Persönlichkeiten ersetzen.»

Praktischer Idealismus, pagg. 22-23 dell’edizione originale del 1925

Traduciamo in italiano:

«L’umano del lontano futuro sarà un meticcio [il neretto è mio]. Le razze e le caste di oggi saranno vittime del superamento sempre più grande dello spazio, del tempo e dei pregiudizi. La razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile nell’aspetto a quella dell’antico Egitto, sostituirà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.»

La scorsa estate, il 6 agosto 2017, Eugenio Scalfari ha scritto sull’Espresso un editoriale intitolato C’è l’Africa nel nostro futuro, eccone un passo:

«Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato [il neretto è mio], la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana [il neretto è mio].» (22)

Ciò di cui scrive oggi Eugenio Scalfari è esattamente ciò che nel 1925 prevedeva, o meglio voleva realizzare (come si evince chiarissimamente dal contesto del suo libro), Richard Coudenhove-Kalergi (23).

Si tratta, né più né meno, di un genocidio lento, cioè del genocidio lento dell’Occidente.

La storia ci insegna che la dinamica genocidiaria facilmente e spesso compare nei millenarismi, sia religiosi che secolarizzati (vedi per esempio i Taboriti boemi, i Puritani inglesi, il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi, ecc. ecc.) (24).

Tale dinamica genocidiaria si scatena quando i capi del millenarismo in questione si convincono che il popolo è contro la seconda venuta di Cristo, più precisamente la parusìa intermedia (25), cioè che il popolo non vuole l’avveramento del Regno di Cristo sulla terra (ovviamente nel caso dei millenarismi secolarizzati ciò va preso in senso metaforico).

La dinamica genocidiaria può venire indirizzata non solo contro il proprio popolo, ma anche contro altri popoli, in effetti contro chiunque si opponga alla parusìa intermedia:

«And beyond the extermination of all evils lay the Millennium. These people were utterly convinced that while the earth was being cleansed of sinners Christ would descend ‘in glory and great power’.» (26)

Nel caso del mondialismo potremmo quindi arrivare facilmente a una guerra nucleare contro il popolo russo, che palesemente ed esplicitamente (a causa del cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande) non vuole il mondialismo, cioè l’avveramento del Regno di Cristo sulla terra, cioè il Nuovo Ordine Mondiale in cui non esiste lo Stato.

Il casus belli dell’Ucraina è stato creato da Obama e da Hillary Clinton proprio per questo scopo.

È possibile che tale esiziale pericolo non sia attualmente ben compreso nei suoi risvolti millenaristici (che sono assolutamente irrazionali) dalle autorità americane e russe, neanche ai più alti livelli.

V) Quinta tappa: David Rockefeller e il Principe Bernhard dei Paesi Bassi creano i Bilderberg Meetings (1954)

Perfino le teste coronate d’Europa e perfino rappresentanti ufficiali del Papa della Chiesa di Roma partecipano a tali incontri annuali (27).

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1) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018

3) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

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«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

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«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

Vedi anche questo mio post:

Il Catechismo della Chiesa Cattolica è straordinariamente interessante

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e anche questo:

Per chi vuole capire veramente cos’è il millenarismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

4) Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

5) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976, first edition), pagg. 162-172

Vedi anche:

Il millenarismo è un meme egoista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

6) John Locke, Two Treatises of Government, Essay Two, Chapter III, 19

Prepared by Rod Hay for the McMaster University Archive of the History of Economic Thought

Disponibile su:

www.efm.bris.ac.uk/het/locke/government.pdf

7) Il mondialismo e il nazionalismo sono il prodotto di due diverse Weltanschauung

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

8) Joseph Stiglitz racconta menzogne e fa propaganda mondialista

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/11/joseph-stiglitz-racconta-menzogne-e-fa-propaganda-mondialista/

Questo specifico punto debole di Locke è stato criticato sia da Bertrand Russell che da Norberto Bobbio, cfr. Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pag. 29, nota 4 e pag. 37, nota 5

9) M. Mirazón Lahr et al., Inter-group violence among early Holocene hunter-gatherers of West Turkana, Kenya, Nature 529, 394–398 (21 January 2016)

http://www.nature.com/articles/nature16477

10) Smentite le idiozie di Locke e di Rousseau sullo stato di natura

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

11) Il mondialismo è un delirio culturale

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

12) Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

13) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

14) «All’estremo opposto l’ideale della fine della società politica e della classe politica che ne trae un abusivo vantaggio è stato predicato da una concezione che oggi si direbbe tecnocratica dello Stato, come quella esposta da Saint-Simon secondo cui nella società industriale ove protagonisti non sono più i guerrieri e i legisti ma diventano gli scienziati e i produttori, non ci sarà più bisogno della «spada di Cesare». Questo ideale tecnocratico peraltro si accompagna in Saint-Simon con una forte ispirazione religiosa (il nouveau christianisme), quasi a suggerire l’idea che questo salto fuori della storia che è la società senza Stato non sia pensabile prescindendo da un’idea messianica.»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

15) «Inutile che qui io rifaccia la storia della tecnocrazia. Basta ricordarne alcuni principi fondamentali, che poi sono quelli fissati già dal fondatore o inventore: il francese Claude Henri de Rouvroy, conte di Saint-Simon, e poi affinati, adattati, rielaborati in due secoli di sviluppo senza però mai tradire alcuni presupposti irrinunciabili…

…Ogni volta che nella storia l’uomo ha tentato di realizzare l’utopia, di realizzare l’irrealizzabile, la natura umana e la realtà concreta del mondo si sono ribellate all’impossibile, cosicché lo scontro fra una pretesa utopica e la realtà ha sempre portato al disastro, a lutti, dolori, morti. Così avverrebbe anche nel tentativo di attuare l’ideologia tecnocratica. E se l’utopia marxista ha provocato un numero di morti misurabile in decine o centinaia di milioni di uomini, certamente molto peggio avverrebbe nel tentativo di attuare la tecnocrazia.»

Claudio Finzi, Ideologia tecnocratica e globalizzazione, in Agostino Carrino (a cura di), L’Europa e il futuro della politica, Società Libera, 2002, pagg. 235-252

È  riportato anche qui:

http://www.teleion.it/users/garbolino/

librisoclibera/testi/europafutpol/19_europapf.shtml

16) Ulteriori precisazioni sul mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

17) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è integralmente scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche:

Chi ideò l’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

18) Norberto Bobbio, op. cit., pagg. 122-125

Vedi anche:

Conseguenze di due interpretazioni del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

19) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

20) La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

21) Richard Coudenhove-Kalergi scrisse (in tedesco):

Pan-Europa (1923)

Disponibile su:

https://archive.org/details/PanEuropaCoudenhoveKalergi

e Praktischer Idealismus (1925)

Disponibile su:

https://archive.org/details/Coudenhove-Kalergi-Praktischer_Idealismus-1925

Esiste in rete anche una traduzione in francese di Praktischer Idealismus, disponibile qui:

https://archive.org/details/R.N.CoudenhoveKalergiIdealismePratique1925FR

e qui:

http://www.profusif.eu/author/gyuio678jhdipom56/

22) Eugenio Scalfari, C’è l’Africa nel nostro futuro, L’Espresso, 6 agosto 2017

http://espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312

23) Quello che ha scritto Scalfari è il piano Kalergi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/15/quello-che-ha-scritto-scalfari-e-il-piano-kalergi/

24) Il mondialismo e il genocidio cambogiano di Pol Pot e dei Khmer Rossi

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/17/il-mondialismo-e-il-genocidio-cambogiano-di-pol-pot-e-dei-khmer-rossi/

25) L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

26) Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium – Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages, Oxford University Press, 1970, pag. 213

27) Piccolo giallo della lista dei partecipanti del Bilderberg 2018

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/09/piccolo-giallo-della-lista-dei-partecipanti-del-bilderberg-2018/

N.B: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

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Lo spettacolare e stupefacente rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale II

9 luglio 2018

Leggo su ZeroHedge un inqualificabile articolo di Duncan Whitmore (8 luglio 2018):

Is Libertarianism Utopian?

«With all of this in mind, therefore, we can turn to the question of the existence of the state. Without a shadow of a doubt, the state is the most violent and aggressive institution humans have ever spawned [il neretto è mio]. There is not a single conflict that is worthy of mention in the history books that was not caused by the state or a proto-state entity, nor is there any such conflict that would not have been ameliorated by either reduced or absent state involvement. It is for this reason that libertarians focus all of their efforts on this institution. Thus, the objection to libertarianism on account of the allegation that it is contrary to “human nature” concerns, primarily, the question of whether the state is a phenomenon of “human nature” that we have to put up with and is, consequently, useless to fight.

From our preceding analysis, it should already be clear that this is not the case. The state exists for no other purpose than to serve as the ultimate vehicle of pursuing the violent method of achieving ones goals – of forcibly taking from some in order to benefit others [il neretto è mio].

The state has not existed as a uniform entity throughout human history. Rather, it has blossomed and withered in accordance with people’s desire to use it as such a tool of exploitation and the conviction of the public to either tacitly accept or actively promote its existence. All of the “great” institutions of states that we see today – parliament buildings, executive departments, highly trained armed forces and the complex weaponry and equipment they use, and so on – none of these things is in any way “natural”. Rather, they owe their existence to the fact that specific people, at specific times and places, believed that creating them was a worthwhile endeavour. Their final form that we see today is simply the outcome of centuries of consciously chosen behaviour…

The state, therefore, is firmly and undeniably a consequence of human choice, not of human nature, and, as such, it is entirely legitimate to expose it to moral examination.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-07-08/libertarianism-utopian

https://mises.org/wire/libertarianism-utopian

Quando, più volte, ho parlato di «rimbecillimento dell’intellighenzia occidentale» (a partire dai Two Treatises of Government di John Locke), intendevo proprio questo genere di baggianate, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

Lo Stato è «the most violent and aggressive institution humans have ever spawned», proprio perché lo Stato è l’istituzione politica deputata a gestire il potere della forza fisica, che (probabilmente Duncan Whitmore non lo sa) è uno dei tre principali poteri secondo Bertrand Russell: il potere della forza fisica, il potere economico e il potere della propaganda.

Lo Stato è l’istituzione politica che, usando come mezzo il potere della forza fisica, ha lo scopo supremo di difendere la comunità dalle aggressioni esterne e dai torti reciproci interni (per usare la terminologia di Thomas Hobbes), altro che le fesserie di cui scrive Whitmore (che sicuramente non ha mai letto il Leviathan).

Esattamente ciò che Karl Popper, concordando con Hobbes su tale argomento, chiama così:

«teoria protezionistica dello stato» (in inglese «protectionist theory of the state»)

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Platone totalitario, vol. I, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The Spell of Plato, vol. I, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 148

Karl Popper è il filosofo dell’«Open Society», in italiano «Società Aperta», il termine di cui si è fraudolentemente appropriato il noto criminale mondialista George Soros (Popper non è affatto un mondialista), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

Anche Norberto Bobbio concorda:

«le due funzioni essenziali» dello Stato sono «la milizia e i tribunali»

Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pag. 124

Per non parlare di Niccolò Machiavelli:

«E’ principali fondamenti che abbino tutti li stati, così nuovi, come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme.»

Niccolò Machiavelli, Il Principe, Rizzoli, 1991, pag. 128

Del resto, è presente in copiosa quantità, in tutto l’inqualificabile articolo surriportato, un misto di ignoranza e di deliberata menzogna, che è tipico dei millenaristi secolarizzati e della loro propaganda di guerra (per quanto riguarda i millenaristi religiosi, come per esempio Bergoglio, non ne parliamo neanche).

Per una mia spiegazione del millenarismo:

«Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

Tutte le ideologie antistato (comunismo, mondialismo, ecc. ecc.) sono un prodotto del millenarismo, anzi sono forme secolarizzate, ossia laicizzate, di millenarismo (teoria unificata delle ideologie antistato).

Ritornando all’inqualificabile articolo di Whitmore, prendiamo quest’altra proposizione: «The state has not existed as a uniform entity throughout human history.»

È vero l’esatto contrario: lo Stato è sempre esistito nella storia ed è sempre esistito come tale, cioè come centro di comando unico del potere della forza fisica di una comunità, centro di comando che ha lo scopo supremo di difendere quella comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e dai torti reciproci interni (mediante la legge).

Come ho mostrato nella mia teoria dello Stato, ciò è spiegabile in base alla Ragione:

Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., lulu.com, 2013, pagg. 9-25

Lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è addirittura un universale culturale, esattamente come il tabù dell’incesto e i riti funebri.

Il solo periodo storico in cui lo Stato scomparve è il Medio Evo, che fu un peculiare periodo storico localizzato solo e unicamente sul territorio dell’Impero romano d’Occidente, a causa della rivoluzione cristiana (non c’era più un centro di comando unico del potere della forza fisica).

Sul territorio dell’Impero romano d’Oriente non ci fu alcun Medio Evo, lo Stato non venne distrutto dalla rivoluzione cristiana, perché Costantino il Grande ideò genialmente il cesaropapismo e così neutralizzò la volontà del Cristianesimo di abbattere lo Stato (romano).

Lo Stato costituito dall’Impero romano d’Oriente rimase in piedi non perché avesse confini più sicuri (come si diceva una volta) e neanche perché avesse strategie più efficaci (come ha erroneamente sostenuto in tempi recenti Edward Luttwak): rimase in piedi solo grazie al cesaropapismo.

La geniale invenzione di Costantino il Grande, comunque, non poté salvare l’Impero romano d’Occidente, nel quale il Papa di Roma aveva ormai troppo potere.

Non dobbiamo però pensare che il Cristianesimo sia interamente negativo, al contrario, in un’analisi costi-benefici il risultato complessivo da esso prodotto è nettamente positivo:

«L’eccezionale successo storico dell’Occidente è iniziato in questo modo: facendo crollare lo Stato schiavista romano.

Il Cristianesimo ha donato al genere umano sia l’eliminazione dello schiavismo che la scienza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

Che lo Stato sia sempre esistito non è solo una mia opinione, per esempio è anche l’opinione di Norberto Bobbio:

«la società senza Stato» è un «salto fuori della storia»

Norberto Bobbio, op. cit., pag. 124

«Una tesi ricorrente percorre con straordinaria continuità tutta la storia del pensiero politico: lo Stato, inteso come ordinamento politico di una comunità, nasce dalla dissoluzione della comunità primitiva fondata sui legami di parentela e dalla formazione di comunità più ampie derivanti dall’unione di più gruppi familiari per ragioni di sopravvivenza interne (il sostentamento) ed esterne (la difesa). Mentre per alcuni storici contemporanei, come si è detto, la nascita dello Stato segna l’inizio dell’età moderna [cioè per gli storici mondialisti, nota mia], secondo questa più antica e più comune interpretazione la nascita dello Stato rappresenta il punto di passaggio dall’età primitiva, via via distinta in selvaggia e barbara, all’età civile, dove ‘civile’ sta insieme per ‘cittadino’ e ‘civilizzato’ (Adam Ferguson).»

Ibidem, pag. 63

E anche di Karl Popper:

«Tornando ora alla storia di questi movimenti, sembra che la teoria protezionistica dello stato sia stata formulata per la prima volta dal sofista Licofrone, seguace di Gorgia.»

Karl R. Popper, op. cit., pag. 148

È facile capire che, se Licofrone formulò ciò che Popper chiama la «protectionist theory of the state», allora lo Stato ai tempi di Licofrone già esisteva.

Popper considera lo Stato un male necessario, quindi non ha niente a che fare con il mondialismo, il cui scopo è quello di eliminare lo Stato dalla faccia della terra:

«Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo stato.»

Ibidem, pag. 145

«il potere dello Stato è fatalmente destinato a restare sempre un male pericoloso, anche se necessario.»

Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici – Hegel e Marx falsi profeti, vol. II, Armando Editore, 1996 (trad. it. di The Open Society and its Enemies – The high tide of prophecy: Hegel, Marx and the aftermath, vol. II, Routledge & Kegan Paul, 1969), pag. 152

«Lo Stato è un male necessario. I suoi poteri non dovrebbero essere accresciuti oltre il necessario. Si potrebbe chiamare questo principio il “rasoio liberale” (sulla scorta del rasoio di Ockham, cioè del celebre principio secondo il quale gli enti metafisici non devono essere moltiplicati più del necessario).»

Karl R. Popper, Alla ricerca di un mondo migliore, Armando Editore, 2002 (trad. it. di Auf der Suche nach einer besseren Welt: Vorträge und Aufsätze aus dreissig Jahren, Piper Verlag, 1984), pag. 160

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La spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata

30 giugno 2018

Leggo su ZeroHedge un articolo di Dmitry Orlov (29 giugno 2018):

Orlov: Barbarians Rampage Through Europe’s Cemetery

«Around the world, very few people are capable of wrapping their heads around the European reaction to the migrant crisis.

On the side of the migrants, we have avid displays of barbarism, fanaticism and aggression;

On the side of the Europeans, we have abject fear of appearing… intolerant.

In an out-of-control situation where we would expect people to organize, protest, put up road blocks and vote en masse for nationalist parties, we are instead subjected to the ridiculous spectacle of meek, effeminate Europeans dressed up in unisex outfits chalking “No to terrorism!” on sidewalks.

Most people around the world see in this an orchidaceous display of anthropological nullity. “Is Europe dead?” they wonder aloud.

Lest you think that this impression is politically incorrect or undiplomatic or somehow marginal rather than mainstream, Russia’s FM Sergei Lavrov, a senior Russian statesman and a diplomat’s diplomat, is on the record saying that the European Union is “committing suicide” by letting in the invading hordes from the Middle East and North Africa

…It is quite difficult to understand the rationale behind such enforced cowardice. Why are the European elites so insistent on ramming “tolerance” down the throats of their citizens and replacing them with imported barbarians? What happened to the spirit of bloodthirsty empires that had bled the entire planet dry for centuries, accumulating countless treasure?

What I believe happened is that the Europeans became too comfortable. Yes, they did experience some hardship during the two world wars, but it was nothing compared to what many other nations went through, Russia and China especially. When life is a struggle, experience is vivid, simple joys are profoundly felt, intelligent choices are critical to survival and acts of heroism are both necessary and valued. When life is comfortable, people become satiated and hard to satisfy, tastes become decadent and effete, questions of safety are pushed off on specialists and spontaneous acts individual heroism and bravery come to be treated as symptoms of social maladaptation.»

https://www.zerohedge.com/news/2018-06-28/orlov-barbarians-rampage-through-europes-cemetery

http://cluborlov.blogspot.com/2018/06/barbarians-rampage-through-europes.html

In lingua italiana:

barbari si scatenano nel cimitero-Europa

«In tutto il mondo, sono in pochi a capirci qualcosa della reazione europea alla crisi dei rifugiati. Da parte dei migranti vediamo accanite dimostrazioni di barbarie, fanatismo e violenza, da parte degli Europei c’è la spregevole paura di apparire… intolleranti. In un contesto ormai fuori controllo, dove ci si aspetterebbe che la gente si organizzasse, protestasse, facesse blocchi stradali e votasse in massa per i partiti nazionalisti, dobbiamo invece assistere al ridicolo spettacolo di docili ed effeminati Europei che, in abbigliamento unisex, scrivono col gesso sui marciapiedi “No al terrorismo!” La maggior parte delle persone, in tutto il mondo, vede in questo un’ostentata dimostrazione di nullità antropologica. “E’ morta l’Europa?”, si chiedono ad alta voce.

Nel caso pensiate che questa opinione si politicamente scorretta, priva di tatto o in qualche modo marginale, invece che ampiamente condivisa (sappiate che) il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, uno statista russo di provata esperienza, nonchè “diplomatico dei diplomatici” ha dichiarato, in forma ufficiale, che l’Unione Europea sta “commettendo un suicidio” lasciandosi invadere dalle orde che arrivano dal Medio Oriente e dal Nord Africa

…E’ abbastanza difficile capire il razionale che sta dietro ad una simile codardia imposta dall’alto. Perchè le elites europee insistono così tanto ad ingozzare di “tolleranza” i loro cittadini e a sostituirli con barbari d’importazione? Che cosa è successo allo spirito di quegli imperi assetati di sangue, che per secoli hanno svenato il mondo intero, accumulando tesori inestimabili?

Ciò che è successo, credo, è che gli Europei stanno troppo bene. Certamente, hanno avuto qualche momento difficile nelle due guerre mondiali, ma questo non è nulla in confronto a quello che hanno passato molte altre nazioni, sopratutto Russia e Cina.

Quando la vita è una lotta, l’esperienza è vivida, le gioie semplici rappresentano sensazioni profonde, le scelte intelligenti sono essenziali alla sopravvivenza e gli atti di eroismo sono necessari e tenuti nella massima considerazione. Quando la vita è confortevole, la gente diventa sazia e difficile da soddisfare, i gusti si fanno decadenti e leziosi, i problemi della sicurezza vengono demandati agli specialisti e i gesti individuali e spontanei di eroismo e di coraggio arrivano ad essere trattati come sintomi di disadattamento sociale.»

https://www.maurizioblondet.it/barbari-si-scatenano-nel-cimitero-europa/

A mio giudizio la spiegazione di Dmitry Orlov è semplicistica e sbagliata, mentre il quadro che egli descrive, quello del suicidio europeo (su cui anche Sergei Lavrov è d’accordo), è corretto.

Da tempo mi interrogo sul suicidio europeo: dopo diversi anni di riflessioni, la mia spiegazione è che esso è causato dall’ideologia mondialista (non nominata da Orlov nel suddetto articolo, neanche sotto forma di sinonimi) e che il mondialismo è un delirio culturale, cioè è un fenomeno appartenente alla stessa classe cui appartengono, per esempio, la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa) e il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979).

Il delirio culturale mondialista è storicamente un side effect (in italiano effetto collaterale), assai tardivo, della rivoluzione cristiana di duemila anni fa contro lo Stato schiavista romano, contro “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra”, come l’Apocalisse di Giovanni chiama Roma (Apocalisse di Giovanni, 17, 5, Bibbia CEI 2008).

Detto in altro modo, è la nemesi dell’Occidente, conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo e del millenarismo (la dottrina del quale è contenuta nell’Apocalisse di Giovanni):

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/10/luci-e-ombre-del-pensiero-di-renaud-camus-sul-mondialismo/

In forma cartacea:

Luigi Cocola, Il mondialismo è un delirio culturale, lulu.com, 2018

Questa mia analisi (o spiegazione, o interpretazione, o in qualunque altro modo vogliate chiamarla) è molto più complessa di quella, estremamente semplicistica, di Orlov.

Del resto, come ho già notato in altri post, non solo i russi non possono criticare il Cristianesimo (Dmitry Orlov è nato a San Pietroburgo), dato che Vladimir Putin l’ha posto (giustamente) a fondamento della rinascita del popolo russo dopo il tramonto del comunismo, essi non hanno affatto bisogno di criticarlo, perché vivono in uno scenario che, rispetto al Cristianesimo occidentale (sia cattolico che protestante), è uno scenario privilegiato, scenario nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa (grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande):

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/27/in-occidente-negare-la-realta-non-funziona/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

C’è però un problema: la mia analisi non è un’analisi rassicurante, essa fa paura, perché descrive uno scenario in cui la classe dirigente dell’Occidente è in preda a un delirio collettivo, un delirio culturale, un delirio dell’intera cultura occidentale, che è sostanzialmente analogo al delirio culturale di Pol Pot e dei khmer rossi (nel senso che il popolo verrà eliminato).

Ovviamente anche il popolo dell’Occidente condivide questo delirio, ma ora esso si sta ribellando perché vede la morte in faccia:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/18/ancora-su-diego-fusaro-e-il-mondialismo/

https://luigicocola.wordpress.com/2018/06/28/la-mia-analisi-del-mondialismo-fa-paura/

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

12 maggio 2018

L’ignoranza è una brutta cosa.

Perché ci fa prendere fischi per fiaschi, lucciole per lanterne.

Se noi iniziamo a studiare, anche solo superficialmente, il pensiero del Conte Henri de Saint-Simon (1) (ma egli aveva rinunciato al titolo nobiliare e si firmava “Henri Saint-Simon”), l’ideatore sia del principio fondamentale del mondialismo (sostituire lo Stato con la tecnocrazia) (2), sia dell’Unione Europea (3), e anche “one of the chief founders of Christian socialism” come riporta l’Enciclopedia Britannica (1), e anche l’autore di Nouveau Christianisme, tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto e tutto sarà chiaro.

Altro che complotto ebraico, massonico e satanista.

Queste sono tutte baggianate prodotte dall’ignoranza.

Occorre ribadirlo: fu Saint-Simon (1760-1825) a scoperchiare il Vaso di Pandora, fu lui il primo a ideare (e ciò avvenne nell’Ottocento) un’ideologia antistato di tipo filosofico (4), che da lui prese il nome, il sansimonismo, di cui il mondialismo è un pervertimento novecentesco (in quanto, a differenza del sansimonismo, è contro il popolo).

Egli venne infatti prima di Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865), l’ideatore dell’anarchismo (5), e di Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), la coppia che ideò il comunismo, e, come è ben noto, li influenzò tutti e tre, anche se Proudhon e la coppia Marx-Engels presero poi strade originali proprie (rimanendo comunque sempre nell’ambito delle ideologie antistato, come ha magistralmente mostrato Norberto Bobbio) (2).

E sbagliarono Marx ed Engels a bollare con la formula di “socialismo utopistico” (che comunque ha avuto enorme successo) il pensiero di Saint-Simon, di Proudhon e di altri: non si tratta di utopie, ma bensì di forme modernizzate e laicizzate di millenarismo (o chiliasmo), il quale è la dottrina della seconda venuta di Cristo, con conseguente Regno di Cristo sulla terra della durata di mille anni (donde il nome “millenarismo” per indicare tale dottrina), di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6).

Non sono certamente l’unico a usare il termine “millenarismo” (o “chiliasmo”) per indicare le teorie dei suddetti pensatori, ecco un esempio fornito da Karl Mannheim:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.» (7)

E anche il comunismo è un millenarismo, del resto lo afferma addirittura il Catechismo della Chiesa Cattolica (8).

Notare che tutti questi pensatori erano cristiani, anche Marx lo era (ricevette il battesimo luterano all’età di sei anni e il padre si era convertito al Cristianesimo luterano prima della sua nascita, inoltre a 16 anni, nel 1834, ricevette la confermazione luterana nella Chiesa della Trinità di Treviri), come è ben noto e come risulta anche da tutto ciò che egli scrisse, a meno che non si ritenga, come ritenevano i nazisti, che gli ebrei siano una razza biologica, il che è veramente troppo ridicolo perché valga la pena di confutarlo (sebbene The Race Question, lo Statement dell’UNESCO del 1950, abbia fatto proprio questo) (9).

Nei post precedenti ho scritto più volte del programma politico di George Soros (che è il programma politico del mondialismo), vedi qui:

«Shuster: Where is the main focus of the Open Society [Open Society Foundations, nota mia] today?

Soros: We are basically supporting the development of open societies [il neretto è mio] in individual countries and what I call a global open society [il neretto è mio]—international law, international institutions, strengthening the world order. So those are the two aspects.» (10)

Vedi anche qui:

«In questo libro sostengo che le democrazie del mondo dovrebbero formare una alleanza con il duplice scopo di: 1) favorire lo sviluppo di società aperte [il neretto è mio] all’interno dei singoli paesi; 2) potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale [il neretto è mio].» (11)

Come ho già scritto, per capire cosa intende George Soros occorre capire il suo linguaggio: egli usa il termine “open society” (in italiano “società aperta“) nel senso popperiano di democrazia liberale (antitetica agli assolutismi di qualsiasi tipo) (12).

Mentre egli usa il termine “global open society” (in italiano “società aperta globale“) in senso antipopperiano, cioè nel senso di eliminazione dello Stato dalla faccia della terra (Karl Popper ritiene necessario lo Stato) (12), vedi infatti qui:

«Siamo riusciti a unirci al livello dello Stato sovrano: abbiamo degli Stati democratici, in cui vige lo stato di diritto e il rispetto verso il prossimo. Ora è necessario affrontare la questione su scala globale.
La soluzione non può essere la stessa: uno Stato mondiale costituirebbe una minaccia alla libertà più grave di quella rappresentata dalla molteplicità di Stati nazionali. La soluzione non può neppure essere progettata astrattamente…» (13)

Vedi anche qui:

«When I speak of a global society, I do not mean a global state. States are notoriously imperfect even at the national level. We need to find new solutions for a novel situation…» (14)

In conclusione, cosa vuole fare George Soros?

Primo: imporre dappertutto la democrazia liberale; secondo: eliminare gli Stati.

Ebbene, questo programma politico è proprio il programma politico originale del Conte Henri de Saint-Simon.

Ecco, infatti, cosa egli scrive nella sua opera L’Organizzatore (L’Organisateur), pubblicato sotto forma di dispense nel 1819-1820 e tradotto in italiano a cura di Francesco Gentile (1968):

«QUARTA LETTERA

Dopo esserci elevati alla concezione precisa del sistema capace di soddisfare i desideri politici della maggioranza della nazione, nell’attuale stato della civiltà, noi avremmo dovuto fare il seguente ragionamento.
Avremmo dovuto dire: Visto che ci è evidentemente impossibile fondare subito il nuovo sistema [cioè sostituire lo Stato con la tecnocrazia, nota mia] (36), visto che questo sistema deve essere preparato e organizzato prima di poter essere messo in pratica, noi dobbiamo cercare di vivere nel modo più sopportabile, senza peraltro uscire dal vecchio sistema, fino al tempo in cui saremo in grado di distruggerlo interamente.
La seconda cosa che avremmo dovuto affrontare nel 1789 doveva essere il problema seguente:
Qual è il tipo di organizzazione che riduce gli inconvenienti del vecchio sistema?
La soluzione non era certo difficile da trovare; infatti l’esperienza ha provato che si tratta della costituzione inglese; il regime parlamentare è l’organizzazione sociale meno viziosa nell’ambito del vecchio sistema (37).» (15)

E ancora:

«QUINTA LETTERA

Adottare la costituzione inglese, come regime provvisorio, come costituzione transitoria, come una specie di capestro che era necessario alzare per poi poter procedere comodamente alla costruzione di un nuovo edificio sociale, è dunque la seconda cosa che avremmo dovuto fare.» (16)

Nell’originale francese:

«QUATRIÈME LETTRE.

Après nous être élevés à la conception nette du système qui peut satisfaire les désirs politiques de la très-grande majorité de la nation, dans l’état présent des lumières, nous aurions dû faire le raisonnement suivant :
Nous aurions dû dire : attendu qu’il nous est évidemment impossible d’établir immédiatement le nouveau système; attendu que ce système a besoin d’être préparé, d’être organisé avant de pouvoir être mis en pratique, nous devons chercher à vivre de la manière la plus supportable possible, sans sortir de l’ancien système, jusqu’à l’époque où nous serons en mesure de l’abroger entièrement.
Ainsi, la seconde chose dont nous aurions dû nous occuper en 1789 aurait dû être de la question suivante :
Quel est le mode d’organisation dans lequel l’ancien système a le moins d’inconvénient ?
Cette solution n’était pas difficile à trouver, car l’expérience a prouvé que c’est la constitution anglaise, c’est-à-dire le régime parlementaire, qui est l’organisation sociale la moins vicieuse dans l’ancien système.»

«CINQUIÈME LETTRE.

Adopter la constitution anglaise comme régime provisoire, comme constitution transitoire, comme une espèce d’échafaud qu’il était néces saire d’élever pour exécuter commodément la construction du nouvel édifice social, est donc la seconde chose que nous aurions dû faire.» (17)

Da tutto ciò possiamo trarre tre importanti conclusioni, che, a quanto mi risulta, molti ignorano:

a) Che George Soros sia ebreo non c’entra assolutamente nulla, egli è stato indottrinato a pensare, probabilmente durante i suoi studi universitari, che lo Stato sia un male non necessario (2), concetto che vive nell’inconscio collettivo dell’Occidente da molti secoli e che ha un’origine chiaramente e inequivocabilmente cristiana, derivando dal millenarismo prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (6). Questo concetto, che è un tipico esempio di meme egoista (18), si è svincolato dalla religione cristiana a causa dell’opera filosofica di John Locke (19), entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente. Si tratta di un “messianismo secolarizzato”, il termine usato proprio dal Catechismo della Chiesa Cattolica per indicare la forma modernizzata, laicizzata e politica del millenarismo, millenarismo che oggi (1997) la Chiesa Cattolica condanna nel suddetto Catechismo, ma che fu storicamente il pensiero ufficiale della stessa Chiesa Cattolica fino a Sant’Agostino, cioè fino ai primi anni del V secolo. Tutto ciò l’ho mostrato in dettaglio più e più volte (20).

Anzi, addirittura, il mondialismo è un’ideologia antisemita (21), perché esso usa vari mezzi per eliminare gli Stati dalla faccia della terra, mezzi fra i quali c’è l’islamizzazione dell’Europa prima e l’islamizzazione dell’Occidente intero poi.

Gli ebrei che sostengono il mondialismo sono, tragicamente, i suoi “utili idioti“.

b) Il mondialismo non è un americanismo, come molti scioccamente affermano: tutte le ideologie antistato di tipo filosofico (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato) (4) nacquero in Europa, nell’Ottocento (Saint-Simon nacque nel secolo precedente, ma tutte le sue opere le scrisse nell’Ottocento), da pensatori di religione cristiana e di nazionalità francese e tedesca (Saint-Simon e Proudhon erano francesi, Marx ed Engels erano tedeschi). Anche il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972) e il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004) non erano certamente americani. L’unico americano tra gli ideatori e i principali attuatori del mondialismo è David Rockefeller (1915-2017) e questo è troppo poco per definire il mondialismo come un americanismo. Perfino George Soros (nato a Budapest il 12 agosto 1930) è europeo, soltanto nel 1961 egli acquisì la nazionalità USA. Tutti i suddetti sono cristiani, tranne Soros.

c) Il programma politico di George Soros, che è il programma politico del mondialismo, non c’entra nulla col pensiero di Karl Popper (ebreo anche lui), anzi l’uso propagandistico che Soros fa del termine popperiano “open society” è una frode bella e buona, essendo Popper assolutamente ed esplicitamente contrario all’eliminazione dello Stato, come ho mostrato dettagliatamente in un post precedente (12).

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1) C’è qualche confusione sul nome di Saint-Simon. Ho usato in questo blog il nome che usa l’Enciclopedia Britannica:

«Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-125

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/23/conseguenze-di-due-interpretazioni-del-mondialismo/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

3) Saint-Simon pubblicò nel 1814 la sua opera De la réorganisation de la société européenne, ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique, en conservant a chacun son indépendance nationale, che è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k10497526/f7.image

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/20/chi-ideo-lunione-europea/

4) Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 6° ed., lulu.com, 2018, pagg. 141-143

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/21/ulteriori-precisazioni-sul-mondialismo/

5) «La nascita dell’A. [Anarchismo] si suole attribuire a Proudhon (1809-65)…»

Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pag. 41

6) «Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

7) Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pagg. 202-203

8) Ciò viene affermato al numero 676 del Catechismo della Chiesa Cattolica e alla relativa nota 641 (641 per la versione italiana, per quella inglese è la nota 577), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/26/il-catechismo-della-chiesa-cattolica-e-straordinariamente-interessante/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

9) UNESCO, The Race Question, 1950, pag. 6

Lo Statement è scaricabile qui:

unesdoc.unesco.org/images/0012/001282/128291eo.pdf

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/04/21/tre-pezzi-facili-da-confutare/

10) Consequences of the War on Terror (September 20, 2006)

http://www.lawac.org/EventDetail/eventid/612

(si trova anche su Google Scholar, cercando Consequences of the War on Terror)

11) George Soros, La società aperta – Per una riforma del capitalismo globale, Ponte alle Grazie, 2001 (trad. it. di Open Society – Reforming Global Capitalism, Public Affairs, 2000), pag. 8

12) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/01/luso-del-termine-open-society-da-parte-di-george-soros-e-una-frode/

13) Ibid., pag. 180

14) George Soros, Toward a Global Open Society, The Atlantic, January 1998

https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1998/01/toward-a-global-open-society/307878/

15) Henri de Saint-Simon, L’Organizzatore (trad. it. di L’Organisateur, dal XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869), a cura di Francesco Gentile, Editrice R.A.D.A.R., 1968, Quarta Lettera, pag. 85

16) Ibid., Quinta Lettera, pag. 87

17) La versione originale in francese del XX° vol. delle Oeuvres de Saint-Simon et d’Enfantin, ed. Dentu, 1869, è scaricabile qui:

http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6101761v/f47.image.r=

Oeuvres%20de%20Saint-Simon%20&%20d%27Enfantin

18) Richard Dawkins, Il gene egoista, Zanichelli, 1979 (trad. it. di The Selfish Gene, Oxford University Press, 1976), pagg. 162-172

19) John Locke, Due trattati sul governo (trad. it. di Two Treatises of Government), Edizioni Plus, 2007

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

20) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/04/22/per-chi-vuole-capire-veramente-cose-il-millenarismo/

21) Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/23/il-mondialismo-e-unideologia-antisemita/

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Considerazioni sul millenarismo

5 maggio 2018

Perché si insiste da più parti sul fatto (falso) che il millenarismo appartenga anche all’Ebraismo?

Perché si vuole scagionare il Cristianesimo dal fatto (vero) che fu tale religione, e non quella ebraica, a far cadere Roma: proprio per scagionare il Cristianesimo da tale accusa Agostino d’Ippona scrisse, dopo il sacco di Roma da parte dei Visigoti (410), De Civitate Dei contra Paganos, in italiano La Città di Dio, nella quale opera presentò la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, annullando di fatto l’ultimo libro del Nuovo Testamento, come ho già scritto più volte.

Del resto il Cristianesimo aveva raggiunto il suo obiettivo, quello di annientare lo Stato schiavista romano, e quindi esso andava corretto, per renderlo compatibile con la sua ambizione di essere una religione universale, ambizione che non poteva ovviamente prescindere dal concetto dello Stato (perché lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale).

Ecco infatti cosa scrive Karl Mannheim:

«The very idea of the dawn of a millenial kingdom on earth always contained a revolutionizing tendency, and the church made every effort to paralyse this situationally transcendent idea with all the means at its command.»

Karl Mannheim, Ideology and Utopia, Routledge & Kegan Paul, 1954, pag. 190

E ancora:

«Revolutionary anarchism, for instance, in which the Chiliastic mentality is preserved in its purest and most genuine form, regards modern times, since the decline of the Middle Ages, as a single revolution.»

ibid., pagg. 202-203

Ma non tutto ciò che scrive Mannheim in Ideology and Utopia è condivisibile.

Ritornando alla domanda con cui ho iniziato questo post, non solo viene spesso affermato che il millenarismo si trova anche nell’Ebraismo, si arriva addirittura ad affermare che esso è «a cross-cultural concept», vedi la voce Millennialism dell’Enciclopedia Britannica, scritta da Richard Landes:

«More broadly defined, it is a cross-cultural concept grounded in the expectation of a time of supernatural peace and abundance on earth.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

Vedi anche la voce Millenarismo dell’Enciclopedia Treccani, scritta da Luciano Pellicani:

«Le scienze sociali hanno altresì elaborato modelli teorici che hanno l’ambizioso obiettivo di individuare le condizioni, i fattori e gli agenti presenti ovunque si produca il fenomeno dell’insorgenza di un movimento millenaristico.»

http://www.treccani.it/enciclopedia/millenarismo_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

La verità, invece, è che il millenarismo appartiene unicamente e solo al Cristianesimo e non anche all’Ebraismo, all’Islam, al nazismo, ecc. ecc.

Il punto è che l’intellighenzia occidentale non solo vuole oscurare le responsabilità del Cristianesimo nei riguardi delle ideologie antistato (vedi la mia Teoria unificata delle ideologie antistato), vuole anche oscurare la vera natura del mondialismo.

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