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Luci e ombre del pensiero di Renaud Camus sul mondialismo

10 febbraio 2018

Ho letto in internet diverse interviste a Renaud Camus, lo scrittore francese che ha coniato il felicissimo termine “Le Grand Remplacement”, in italiano “La Grande Sostituzione”, in inglese “The Great Replacement”, per indicare la sostituzione dei popoli occidentali con popoli africani e mediorientali che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Questo termine è il titolo di un suo libro del 2011, che stranamente (o anche no) non è stato ancora tradotto né in italiano, né in inglese, né, a quanto pare, in nessuna altra lingua.

Nelle interviste che ho letto c’è un concetto per me assai interessante.

Ecco come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata da Libero il 5 ottobre 2015:

“Che responsabilità ha l’ élite intellettuale di sinistra?

«Oh, non tanto più grandi degli intellettuali di destra, i quali sono ugualmente favorevoli alla Grande Sostituzione (Camus li definisce remplacistes, ndr). La sola linea di separazione che conta veramente oggi, intellettualmente, moralmente, politicamente e quasi militarmente, è quella tra i remplacistes e gli antiremplacistes. Questi ultimi sono i sostituibili che non vogliono farsi sostituire, E naturalmente ci sono anche i remplaçants [rimpiazzi, sostituti, nota mia], sempre più numerosi e potenti. Sono come gli uccelli nel film di Hitchcock: attendono il loro turno. I remplacistes sono pazzi: sostituiscono un popolo rincretinito dall’ insegnamento dell’ oblio e dall’ industria dell’ ebetudine, frustrato, rabbioso, lobotomizzato, senza identità, con un popolo ultraidentitario. Scavano la loro tomba. Il problema è che nello stesso tempo stanno scavando anche la nostra [il neretto è mio]».”

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

Ecco come lo scrittore francese l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Primato Nazionale il 6 febbraio 2016:

“La Grande Sostituzione deve essere concepita come la sostituzione di una civiltà per mano di un’altra (per esempio la civiltà europea rimpiazzata dalla civiltà arabo-islamica) o – come personalmente credo – come la creazione di una non-civiltà in cui tutti gli uomini e tutti i popoli siano sostituibili, come la vittoria della sostituibilità universale?

Ah, lei punta subito il dito sulla grande contraddizione del sostituzionismo (*), l’ideologia globale e, a mio avviso, totalitaria, che promette e instaura la Grande Sostituzione. Dal punto di vista di tale ideologia, è la seconda parte dell’alternativa che lei ha posto che è all’opera: solo che, nella sua ottica, quella che si tratta di creare non è una non-civilità, ma, al contrario, la civiltà stessa: liberale, intelligente, umana, egualitaria, fraterna, armoniosa e civilizzata, perché non ci saranno più differenze o discriminazioni tra i suoi membri, tutti fratelli, nel villaggio universale senza frontiere. Questa è la sovrastruttura, per così dire, l’ideale reclamizzato e condiviso in buona fede da una larga parte delle masse sostituzioniste. Beninteso, sappiamo bene, noi, e lo constatiamo ogni giorno, che questo ideale è falso e che ciò che prepara l’enorme macchina sostituzionista è, in effetti, come dice lei, una non-civiltà, una barbarie post-industriale e iper-economista in cui sarebbe compiuta la fabbricazione, da parte di quella che chiamo “l’industria dell’ebetudine”, dell’uomo sostituibile: de-originato, de-nazionalizzato, de-culturato, de-sessuato, cosificato, intercambiabile e delocalizzabile a piacimento. Ma c’è una contraddizione nella contraddizione. Il sostituzionismo, che è una nemesi, ha la sua propria nemesi. In effetti, esso sostituisce un popolo che ha perfettamente preparato alla Grande Sostituzione, il popolo degli uomini sostituibili, con un popolo ferocemente identitario, arabo-musulmano, islamico quando non islamista. Per dirla in un altro modo, esso sostituisce un popolo di bovini (industriali) con un popolo di iene. E così facendo scava la propria fossa. Ma è una magra consolazione [il neretto è mio]…

…Credo che le origini della Grande Sostituzione siano liberali e marxiste allo stesso tempo. Lei è d’accordo ? O, in alternativa, quale ritiene che siano le radici ideologiche di tale dinamica?

La Grande Sostituzione è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale al suo stadio ultimo, post-fordiano, post-industriale, e dell’antirazzismo nella sua fase senile.

Quando la Grande Sostituzione sarà compiuta, il risultato sarà un mondo infernale, persino per le élite immigrazioniste che l’hanno favorita. Perché allora queste perseguono perseguono tale obbiettivo?

Non sono sicuro che ci sia da qualche parte una volontà espressa in azione, anche se alcuni documenti dell’Onu raccomandano papale papale una sostituzione degli europei. Credo piuttosto ad enormi meccanismi incontrollabili: egualitarismo, dogma dell’inesistenza delle razze, economicismo, dittatura della piccola borghesia: “Ciò significa – dice Agamben – che la piccola borghesia planetaria è verosimilmente la forma nella quale l’umanità sta andando incontro alla sua propria distruzione”.

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(*) Camus utilizza le espressioni “remplacisme” e “remplacistes” per indicare rispettivamente l’ideologia e i partigiani del Grand Remplacement, ovvero della Grande Sostituzione. Per renderli in italiano abbiamo scelto i neologismi, benché cacofonici, “sostituzionismo” e “sostituzionisti”, al fine di conservare il legame linguistico con il concetto di “sostituzione” che è l’idea madre di tutto il pensiero di Camus. [NdT].”

http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/renaud-camus-39456/

Ed ecco infine come Camus l’ha espresso nell’intervista pubblicata dal Tempo il 21 aprile 2016:

“Che cos’è «la Grande Sostituzione»?

«Niente di più semplice: è la sostituzione di uno o più popoli con un altro. Comincia dai palazzi, dalle strade, poi è la volta di quartieri interi, città, grandi metropoli, province e infine le nazioni. Questo crimine fa comodo ad alcune persone, ma è soprattutto il risultato di enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti».

Qual è il suo obiettivo?

«Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile. Le due tradizioni convergono per promuovere l’uomo sostituibile, de-originato, de-etnicizzato, de-storicizzato, de-culturalizzato, de-civilizzato, ebete. Intercambiabile, appunto. Questa “industria dell’ebetizzazione”, attraverso l’insegnamento della dimenticanza nelle scuole e l’imbecillimento delle masse attraverso la televisione, produce una materia umana indifferenziata che si vende in vasi di conserva, su cui è scritto a grosse lettere il nome della marca: “Diversità”».

Il risultato della «sostituzione» è l’islamizzazione?

«È stata ingaggiata una gara mortale fra i due totalitarismi che si dividono la zona occidentale, il “sostituzionismo” e l’Islam. Malgrado qualche scaramuccia, non sono in lotta aperta. Fra loro c’è un patto tedesco-sovietico permanente, o piuttosto tedesco-turco. Ma la guerra è inevitabile. La Nemesi dei sostituzionisti è che sostituiscono un popolo ben preparato alla sostituzione etnica dalle loro menzogne, abbruttito dall’industria dell'”ebetizzazione”, con un popolo di iene, o se vogliamo dirlo in modo più accettabile, di lupi affamati. I rimpiazzanti non sono per nulla sostituzionisti, loro. Al contrario, sono feroci identitari, fieri della loro appartenenza, dei loro codici di comportamento diversi, del loro spirito di conquista e, soprattutto, della loro religione [il neretto è mio]».”

http://www.iltempo.it/politica/2016/04/21/gallery/uno-spettro-si-aggira-in-europa-il-suo-nome-e-sostituzionismo-1007848/

Premetto di non concordare affatto con Camus quando egli indica la causa della Grande Sostituzione in “enormi meccanismi che agiscono nella società da decenni e che nessuno ha veramente voluto, a parte il conte Coudenove-Kalergi, uno dei fondatori dell’Ue, teorico del meticciato per le classi sociali meno abbienti” e quando egli afferma che “Il “sostituzionismo” è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell’antirazzismo anche lui al suo stadio senile”.

Anzi penso che questi sono concetti errati (criterio di verità) e dannosi (criterio di utilità) e che inoltre portano chiaramente all’assoluzione di chi ha ideato, voluto e attuato il mondialismo: il Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825), il Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972), il marito della Regina Juliana dei Paesi Bassi, cioè il Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004), il capitalista David Rockefeller (1915-2017) (1).

Il mondialismo (in inglese globalism, in francese mondialisme) è un’ideologia perversa che ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra, cioè ha lo scopo di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale in cui non c’è lo Stato, ed è perversa in quanto lo Stato è una necessità della Ragione, anzi è un universale culturale, come i riti funebri e il tabù dell’incesto, e infatti lo Stato è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Ho mostrato in questo blog che cos’è il mondialismo e qual è la sua causa, vedi per esempio qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

Il mondialismo, come ho scritto più volte, è la nemesi dell’Occidente, nemesi conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo, operazione certamente giusta e sacrosanta (non si poteva permettere ai romani di vivere usando tutti gli altri esseri umani, quelli che non erano romani, come oggetti o come animali!), la quale, però, per essere vincente, richiese la creazione e l’uso di un’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione): quest’arma è l’idea che possa esistere sulla terra una comunità che non ha bisogno di un’istituzione deputata a gestire il potere della forza fisica, vale a dire lo Stato (che ha due funzioni essenziali, l’esercito e la legge), una comunità in cui non esistono aggressioni esterne (quindi l’esercito non serve più) e non esistono torti reciproci interni (quindi la legge non serve più), in definitiva una comunità in cui il Male è bandito.

Questa comunità è il Regno di Cristo sulla terra di cui parla (unicamente e solo) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, che non è uno Stato monarchico, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto Cristo, il Messia cristiano, a differenza del Messia ebraico, ha sia natura umana, sia natura divina.

In conseguenza di tale natura divina, il Male è bandito dalla terra e quindi non c’è più bisogno dello Stato.

Il Regno di Cristo sulla terra avrà una durata di mille anni, da cui il nome “millenarismo” per indicare la credenza nel suo avveramento. Il millenarismo può anche essere definito come la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

Vedi a questo proposito qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

In altre parole, per far crollare lo Stato schiavista romano, fu inculcata nel popolo, mediante il potere della propaganda, l’idea che si dovesse eliminare non lo Stato schiavista romano, ma bensì lo Stato tout court.

Fu quest’idea a produrre le invasioni barbariche, che culminarono poi nel sacco di Roma da parte dei Visigoti (410) e in quello da parte dei Vandali (455), perché i romani avevano rifiutato psicologicamente lo Stato, e quindi l’esercito, che è una delle sue due funzioni essenziali.

“L’impero romano in Occidente cadde soltanto perché i suoi sudditi non vollero combattere per difenderlo.” (2). Come hanno affermato gli storici della Columbia University negli anni Settanta del secolo scorso, se i romani avessero combattuto, i barbari sarebbero stati respinti facilmente: “…le tribù barbariche, che di norma erano formate da circa 20 000 combattenti, non sarebbero riuscite a invadere l’Italia, la Francia, la Spagna e a dominare una popolazione di circa 10 milioni di individui.” (3).

I dati numerici sono fatti oggettivi, incontrovertibili e non possono essere ignorati.

Così cadde la grande Roma, sconfitta in realtà dai cristiani, cioè da quello che Arnold J. Toynbee chiamò “proletariato interno” (4), in inglese “internal proletariat” (5), e non da pochi barbari.

Dopo il primo sacco di Roma, avendo capito la situazione, Agostino d’Ippona ideò e scrisse la sua interpretazione allegorica dell’Apocalisse di Giovanni, interpretazione che altro non è che uno stratagemma per annullare la dottrina del millenarismo, per annullare l’arma estremamente pericolosa (perché porta all’autodistruzione) usata dal Cristianesimo per far cadere Roma, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Anche recentemente, nel 1995, la Chiesa di Roma, nella persona del Cardinale Ratzinger, ha ribadito la condanna del “…millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.” (6), in italiano: “…millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».” (7).

Ma tutto questo purtroppo non è bastato, anche perché i protestanti, disgustati dalla corruzione della Chiesa di Roma all’epoca del Rinascimento, si misero in testa di leggere la Bibbia senza l’intermediazione del clero: cadde così il filtro interpretativo agostiniano.

Comunque anche nel cattolicesimo il millenarismo non è mai stato soffocato del tutto, basti pensare a Gioacchino da Fiore, il millenarista medievale.

Oppure a Bergoglio, il millenarista di oggi.

Per inciso, nel Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, il millenarismo fu sempre completamente neutralizzato dal cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, infatti Costantinopoli non cadde per mano di pochi barbari, ma bensì, mille anni dopo la caduta di Roma, per mano dell’Islam.

In Occidente ci si poteva magari aspettare che il millenarismo col passare dei secoli scomparisse, invece non è affatto scomparso, anzi è diventato, caricandosi come una molla per quasi due millenni, un potentissimo e letale meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins), che ha prodotto il mondialismo e tutte le altre ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato), ideologie antistato che non sono niente altro che deliri culturali.

Altri esempi di deliri culturali: la caccia alle streghe (1450 circa – 1750 circa), il genocidio cambogiano di Pol Pot (1975-1979), ecc. ecc.

Ritornando al concetto assai interessante espresso da Renaud Camus nelle interviste da me citate: tale concetto mostra e sottolinea la pazzia dei mondialisti (“I remplacistes sono pazzi”), i quali non si rendono minimamente conto che la loro rivoluzione, la rivoluzione mondialista, non raggiungerà affatto lo scopo che essi si prefiggono.

Questo è un concetto assente nelle altre interpretazioni del mondialismo, per le quali esso è perfettamente razionale, anzi è addirittura il frutto dell’Illuminismo e della Ragione: è facile quindi capire perché la critica del mondialismo è attualmente il paradiso degli oscurantisti, mentre invece è proprio la Ragione a svelarci la fallacia e la follia del mondialismo.

Indipendentemente da Camus, ho scritto molte volte un concetto simile, come per esempio qui:

3. In terzo luogo, a Diego Fusaro sfugge l’irrazionalità del mondialismo, che è invece palese e che è la diretta conseguenza della natura delirante di tale ideologia

Non si tratta dunque di lotta di classe, che non ha nulla di irrazionale, ma bensì di delirio culturale, che è irrazionale per definizione.

Gli islamici, non appena comanderanno in Europa (e ciò, anche per il loro notevolissimo tasso di natalità, non accadrà in un remoto futuro), restaureranno gli Stati, cioè nullificheranno lo scopo dei signori del globalismo: l’Open Society sarà spazzata via.

Solo chi condivide il delirio culturale dell’Occidente cristiano costituito dalle ideologie antistato può pensare che l’Islam sia, o possa essere, contro lo Stato.”

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Appare però evidente, almeno da queste interviste, che a Renaud Camus sfugge il motivo a causa del quale i mondialisti, cioè i remplacistes, sono pazzi, mentre la mia spiegazione è che si tratta di un delirio culturale causato da un potentissimo e letale meme egoista (il millenarismo), che ovviamente opera contro l’interesse del suo portatore (altrimenti non sarebbe egoista), sovvertendo la sua capacità di ragionare e spingendolo ad azioni per lui deleterie.

Ecco perché i mondialisti sono pazzi: perché eseguono gli ordini del meme egoista costituito dalla prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra (il millenarismo), meme egoista di cui essi sono i portatori, gli ospiti.

Possiamo anche usare sinonimi più incisivi di “meme egoista”: “virus memetico” e “possessione memetica”.

Sono arrivato perfino a usare il termine “psicosi religiosa collettiva”, in quanto la prescrizione di eliminare lo Stato dalla faccia della terra è una prescrizione originale dell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Un altro notevole concetto espresso dallo scrittore francese in un’intervista è questo:

Grand Remplacement, appunto: non una teoria, ma un nome per un fenomeno. Può spiegare brevemente ai nostri lettori di che tipo di fenomeno storico si tratta? E in che senso esso ha come condizione necessaria ma non sufficiente l’Anti-razzismo?

Faccio riferimento al semplice fatto che per quasi quindici secoli l’Europa è stata abitata da popoli quasi perfettamente stabili, e che nel giro di due o tre generazioni essi sono stati sostituiti da altri popoli e da altre civilizzazioni. L’antirazzismo della prima ora apriva alla giustizia fra le razze. Quello attuale erige a dogma il fatto che esse non esistano. Bisognava, infatti, che non esistessero perché la sostituzione potesse avere luogo, e soprattutto perché fosse impossibile opporvisi (opporsi, appunto, in nome di che cosa?).”

http://www.iassp.org/2017/07/06/renaud-camus-quando-la-penna-diventa-unarma-di-spietata-denuncia/

È proprio quello che ho scritto pochi giorni fa:

Ma perché mai il mondialismo vuole negare l’esistenza delle razze umane?

Per rendere più facile e indolore la Grande Sostituzione (“Grand Remplacement“, termine coniato da Renaud Camus) che questa perversa ideologia sta già attuando in Europa e che successivamente attuerà anche negli Stati Uniti d’America, cioè nell’Occidente intero, proprio quella Grande Sostituzione invocata esplicitamente, anzi ostentatamente, da Eugenio Scalfari nel suo editoriale C’è l’Africa nel nostro futuro (6 agosto 2017)”

https://luigicocola.wordpress.com/2018/02/03/perche-i-mondialisti-affermano-che-le-razze-umane-non-esistono/

Non si tratta dunque di complottismo.

I mondialisti (Eugenio Scalfari è uno di loro) ce lo dicono in faccia.

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1. Essi sono tutti e quattro di religione cristiana, quindi il cosiddetto complotto ebraico è soltanto un mito, o meglio un capro espiatorio, come ho scritto più volte.

Inoltre, il loro status sociale mostra la caratteristica saliente del mondialismo, in contrapposizione alle altre ideologie antistato (per esempio il comunismo): che è un’ideologia dell’élite.

In altre parole: il mondialismo sta al comunismo, come la serrata sta allo sciopero.

Comunque, sia il mondialismo che il comunismo vogliono eliminare lo Stato (teoria unificata delle ideologie antistato), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Occorre anche ricordare che Henri de Saint-Simon, pur avendo ideato lui il principio fondamentale del mondialismo, cioè la sostituzione dello Stato con i tecnocrati, era a favore del popolo, come ho scritto in un post precedente. Nondimeno egli, di fronte alla storia, è responsabile quanto gli altri che ho citato, se non di più: senza il suo modello tecnocratico della società, il mondialismo non sarebbe mai nato.

2. John A. Garraty, Peter Gay, Storia del mondo (a cura della Columbia University), Mondadori, 1973, pag. 239.

3. ibid.

4. Arnold J. Toynbee, Storia comparata delle civiltà, Compendio di D.C. Somervell, Newton Compton, 1974, Vol. 1, pag. 26.

5. Arnold J. Toynbee, A Study of History, Abridgement of Volumes I – VI by D. C. Somervell, Oxford University Press, 1956, p. 11.

Disponibile su:

https://archive.org/details/ArnoldToynbeeAStudy

OfHistoryAbridgementOfVol.IVID.C.Somervell

Data di accesso: 9 febbraio 2018

6. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

“The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.

— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]”

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

Data di accesso: 9 febbraio 2018

7. In italiano:

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641

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(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.”

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

Data di accesso: 9 febbraio 2018

Tutto ciò implica logicamente che Papa Ratzinger sa benissimo che il mondialismo e le altre ideologie antistato (comunismo, ecc. ecc.) originano dal millenarismo.

È evidente che non l’ho creato io il concetto che il millenarismo è la causa delle ideologie antistato: lo sanno in molti, ma nessuno vuole dirlo (almeno non ad alta voce).

E, da tutto ciò che ho scritto qui, se ne capisce facilmente il perché.

Copyright © 2018 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

                                                                                                     

Conte Henri de Saint-Simon (1760-1825)

Charles Baugniet [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894-1972)

See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

Principe Bernhard dei Paesi Bassi (1911-2004)

Yousuf Karsh [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons

 

 

David Rockefeller (1915-2017)

By Unknown or not provided (U.S. National Archives and Records Administration) [Public domain], via Wikimedia Commons

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Analisi miserevoli VI: la tesi di Douglas Murray

18 gennaio 2018

Leggo un articolo di Robert W. Merry pubblicato il 4 gennaio 2018 su The American Conservative, poi, l’8 gennaio, su Strategic Culture Foundation e infine tradotto in italiano su Voci dall’estero:

How Europe Built Its Own Funeral Pyre, Then Leapt In
Mass immigration, guilt and a continent on the brink of ‘societal catastrophe.’

«The single most significant issue of our time is not North Korea’s drive to develop long-range nuclear missiles. It is not the threat posed to Europe by the Russian land power or the threat posed to America’s Asian dominance by Chinese sea power. It is not Iran’s growing Mideast influence, nor the ongoing investigation into Russian meddling in U.S. elections and possible “collusion” by the Trump campaign.

No, the defining issue of our day is mass immigration into the nations of Western heritage [il neretto è mio]. This growing inflow threatens to remake those nations and overwhelm their cultural identity. This is the issue that played the largest role in getting Donald Trump elected. It drove Britain’s Brexit vote. It is roiling the European continent, mounting tensions inside the EU and driving a wedge between the elites of those nations and their general populations.

Indeed, the central battlefront in the immigration wars is Europe, which accepted a trickle of immigrants in the immediate postwar era due to labor shortages. But over the years the trickle became a stream, then a growing river, and finally a torrent—to the extent that ethnic Britons are now a minority in their own capital city [il neretto è mio], refugee flows into Germany went from 48,589 in 2010 to 1.5 million in 2015, and Italy, a key entry point, received at one point an average of 6,500 new arrivals a day.

Throughout all this, the European elites celebrated the change and imposed a kind of thought enforcement regime against those who raised questions [il neretto è mio]. The in-migration was initially hailed as an economic boon; then as a necessary corrective to an aging population; then as a means of spicing up society through “diversity”; and finally as a fait accompli, an unstoppable wave wrought by the world’s gathering globalization [il neretto è mio]. Besides, argued the elites, the new arrivals would all become assimilated into the European culture eventually, so what’s the problem? Meanwhile, public opinion surveys over decades showed that large majorities of Europeans harbored powerful misgivings about these changes…»

http://www.theamericanconservative.com/articles/how-europe-built-its-own-funeral-pyre-then-leapt-in/

https://www.strategic-culture.org/news/2018/01/08/how-europe-built-its-own-funeral-pyre-then-leapt-in.html

In italiano:

Come l’Europa si è costruita la sua pira funeraria, e poi ci è saltata sopra

«Immigrazione di massa, senso di colpa e un continente sull’orlo della catastrofe sociale
Il principale problema della nostra epoca non è la spinta nordcoreana allo sviluppo di missili nucleari a lungo raggio. Non è nemmeno la minaccia all’Europa rappresentata dalla Russia o la minaccia al dominio americano sull’Asia rappresentata dalla potenza marittima cinese. Non è neppure la crescente influenza dell’Iran sul Medio Oriente, e nemmeno l’attuale indagine sul coinvolgimento russo nelle elezioni USA e la possibile “collusione” con la campagna di Trump.

No, il problema che definisce la nostra epoca è l’immigrazione di massa nelle nazioni occidentali [il neretto è mio]. Il crescente influsso minaccia di rimodellare queste nazioni e travolgere la loro identità culturale. Questo è il tema che ha giocato il ruolo più importante nell’elezione di Donald Trump. Che ha spinto il voto sulla Brexit. Che sta intorbidendo il continente europeo, creando tensioni all’interno dell’UE ed erigendo una netta separazione tra le élite di queste nazioni e la loro popolazione.

Il campo di battaglia principale nella guerra dell’immigrazione è infatti l’Europa. Che ha accolto uno stillicidio di immigrati nell’era successiva alla guerra a causa della mancanza di manodopera. Ma negli anni lo stillicidio è divenuto un flusso, poi un fiume crescente, e infine una piena – al punto che gli uomini di etnia britannica sono ormai una minoranza nella loro stessa capitale [il neretto è mio], i flussi di immigrati in Germania sono passati da 49.589 nel 2010 a 1,5 milioni nel 2015 e l’Italia, uno dei principali punti di sbarco, ha ricevuto per un certo periodo flussi di 6.500 arrivi in media al giorno.

Nel frattempo, le élite europee festeggiavano, e imponevano una sorta di regime di costrizione del pensiero nei confronti di chi sollevava dubbi a riguardo [il neretto è mio]. L’immigrazione è stata inizialmente osannata come un beneficio economico, poi come un necessario correttivo per una popolazione in via di invecchiamento; quindi come una maniera di vivacizzare la società attraverso la “diversità”; e infine come un fatto compiuto, un’onda inarrestabile portata dall’inarrestabile processo di globalizzazione [il neretto è mio]. Inoltre, sostenevano le élite, i nuovi arrivati sarebbero stati assimilati alla cultura europea, prima o poi, quindi qual era il problema? Nel frattempo, i sondaggi di opinione pubblica nei decenni mostravano che una grande maggioranza degli europei aveva forti perplessità su questi cambiamenti…»

http://vocidallestero.it/2018/01/10/come-leuropa-si-e-costruita-la-sua-pira-funeraria-e-poi-ci-e-saltata-sopra/

In questo articolo Robert W. Merry commenta il recente libro di Douglas Murray: The Strange Death of Europe: Immigration, Identity, Islam.

La diagnosi, l’islamizzazione dell’Europa e dell’Occidente, è giusta, ma la spiegazione di ciò è sbagliata.

Quindi non ho esitazioni a mettere la tesi esplicativa di Murray, che Merry evidentemente approva, nella classe delle analisi miserevoli, classe di cui ho già scritto in questo blog.

La tesi di Douglas Murray è questa: gli europei, anzi gli occidentali, si vogliono suicidare perché sono afflitti da un senso di colpa storico che egli chiama «tyranny of guilt», in italiano «tirannia del senso di colpa».

Ma scherziamo?

Il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism) è un fenomeno di dimensioni colossali, che non può essere spiegato in questo modo così banale ed elementare, oserei dire ridicolo.

Ho proposto nel 2014 una spiegazione razionale del mondialismo con la Teoria unificata delle ideologie antistato, vedi per esempio il mio post precedente:

https://luigicocola.wordpress.com/2018/01/10/la-mia-analisi-del-mondialismo-e-delle-ideologie-antistato/

Merry scrive nel suo articolo: «Forse la maggioranza rinuncerà semplicemente alla propria opinione per sposare quella delle élite globaliste, basata sulla loro fede nel trionfo finale dell’ethos liberale [il neretto è mio] e sul loro odio dei confini nazionali. Ma forse no. Potrebbe attenderci una potente reazione.»

La «fede nel trionfo finale dell’ethos liberale» altro non è che la fede nella seconda venuta di Cristo, cioè nella parusìa intermedia, cioè nel ritorno glorioso di Cristo.

Infatti il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che la versione laica e moderna del Regno di Cristo sulla terra di cui parla (solo e unicamente) l’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Un esempio poetico è quello della canzone Imagine di John Lennon, che tutti conoscono.

Si tratta di un delirio culturale (in inglese cultural delusion) provocato da un potentissimo e letale meme egoista (in inglese selfish meme): la prescrizione di eliminare lo Stato contenuta nell’Apocalisse di Giovanni, prescrizione che va sotto il nome di millenarismo (in inglese millenarianism o millennialism).

Questo meme egoista, il millenarismo, si è caricato come una molla per quasi due millenni e adesso si sta scaricando di colpo sotto forma di mondialismo, manovrando i suoi portatori come marionette: essi sono totalmente inconsapevoli della causa dei loro pensieri e delle loro azioni.

Essendo possedute da questo potentissimo e letale meme egoista, le attuali élites occidentali sono impermeabili alla Ragione: non si può ragionare con esse, bisogna semplicemente spazzarle via, eliminarle.

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La mia analisi del mondialismo e delle ideologie antistato

10 gennaio 2018

La mia analisi del mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è molto diversa dalle analisi correnti.

Da puntualizzare che il termine corretto da adoperare è mondialismo (o globalismo), mentre mondializzazione (o globalizzazione) è un termine inesatto e improprio: come ho scritto molte volte, esso viene usato dagli adepti di questa ideologia come trucco semantico per propagandare, in modo subdolo e fraudolento, il concetto che trattasi di un processo storico ineluttabile e quindi indipendente dalla nostra volontà (il suffisso -zione è il suffisso dei nomi di azione, mentre il suffisso -ismo è il suffisso dei nomi astratti, come per esempio marxismo, comunismo, anarchismo, sansimonismo, ecc. ecc.).

Inoltre l’ineluttabilità (cioè l’inevitabilità) sottintesa subdolamente e fraudolentemente dai mondialisti quando parlano di globalizzazione corrisponde a una precisa interpretazione filosofica della storia: la storia come piano provvidenziale, che è l’interpretazione filosofica della storia propria del millenarismo e del Cristianesimo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/21/il-mondialismo-e-la-storia-come-piano-provvidenziale/

Ciò conferma la mia analisi: il mondialismo è un’ideologia antistato ed è, come tutte le ideologie antistato, un portato del millenarismo, la dottrina eversiva contenuta (solo e unicamente) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Teoria unificata delle ideologie antistato è il nome che ho dato alla mia analisi.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

Ho mostrato qui qual è l’origine del mondialismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Ho mostrato qui la nemesi dell’Occidente, conseguente alla sua hybris di eliminare lo Stato schiavista romano per mezzo del Cristianesimo e del millenarismo:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/03/13/la-nemesi-delloccidente-possiamo-fermarla-con-la-ragione/

E infatti la bandiera dell’Unione Europea è costituita da dodici stelle disposte in cerchio su sfondo blu e ciò altro non è che la riproduzione visiva di un passo dell’Apocalisse di Giovanni (l’unico libro della Bibbia in cui si trova il termine “dodici stelle”), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Le altre analisi del mondialismo (p.e. quelle di Alexander Dugin, Alain De Benoist, Diego Fusaro, Maurizio Blondet, The Saker, ecc. ecc.) NON indicano nel millenarismo e nel Cristianesimo l’origine del mondialismo, ma bensì ne indicano l’origine in capri espiatori, i capri espiatori del mondialismo:

gli ebrei (o l’Ebraismo, cioè la religione degli ebrei, o il sionismo, cioè il nazionalismo degli ebrei), la massoneria, l’Illuminismo, il capitalismo, l’imperialismo dei popoli di lingua inglese, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate fino ad arrivare ai satanisti (è colpa del Diavolo!) e ai rettiliani (è colpa degli alieni!).

In particolare, coloro che credono dogmaticamente nel materialismo storico, il canone di interpretazione storica di Marx e di Engels secondo il quale gli eventi storici sono determinati da fattori economici, non possono comprendere quale sia l’origine del mondialismo, proprio perché tale origine non è determinata da fattori economici.

Ho adottato la teoria dei memi di Richard Dawkins per spiegare come si sia formata l’ideologia mondialista (e tutte le ideologie antistato) e tale teoria è in contrasto con il materialismo storico.

Le ideologie antistato sono contrarie alla Ragione, come ho scritto molte volte, e danneggiano gravissimamente coloro che credono in esse, in quanto sono potentissimi e letali memi egoisti.

Sinonimi di meme egoista sono: virus memetico, possessione memetica, ecc. ecc.

Ho anche usato per descrivere il mondialismo il termine “delirio culturale“, termine che pone l’accento sul carattere irrazionale e autolesionistico di tale ideologia e che è complementare al termine “meme egoista”.

In quest’ottica di complementarità il meme egoista costituisce l’eziologia del delirio culturale.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/14/ce-delirio-e-delirio/

Per quanto riguarda Richard Dawkins, diversamente da lui io non sono affatto contrario alle religioni, perché le religioni non danneggiano coloro che credono in esse (se non quando si arrivi al fanatismo religioso, ma questo è un altro discorso), anzi hanno una funzione estremamente positiva, perché il genere umano non può vivere senza la religione.

Non userei mai i termini di “meme egoista” o di “virus memetico” o di “possessione memetica” per una religione, ma per le ideologie antistato sono perfetti, perché esse sono negative al 100%.

La verità è che Dawkins è un ateo militante, come lo fu a suo tempo Bertrand Russell, ma questo nulla toglie all’importanza e alla validità delle opere di Dawkins e di Russell.

Ritornando al mondialismo, esso ha prodotto nell’Occidente un esiziale movimento antistato che ha dimensioni colossali, tanto per fare due esempi:

1) i Reali d’Europa sono mondialisti, compresa la Regina Elizabeth II, che passerà alla storia come il sovrano d’Inghilterra che permise l’islamizzazione dell’Inghilterra, tanto che l’ex moglie del Principe ereditario Charles, e madre del Principe William e del Principe Henry, prima di morire in tragiche quanto oscure circostanze era sul punto di sposare un mussulmano, Dodi Al-Fayed.

Se non fosse morta, i Reali d’Inghilterra sarebbero diventati una famiglia sia cristiana che mussulmana.

E oggi Londra, per la prima volta nella storia, ha un sindaco mussulmano: Sadiq Khan.

Per un approfondimento sui Reali d’Europa, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

2) i mondialisti sono riusciti a far insediare un antipapa, Bergoglio, che è a tutti gli effetti un millenarista: egli rifiuta l’antimillenarismo che la Chiesa di Roma ha sempre adottato da Agostino d’Ippona in poi, cioè dal V secolo fino a Bergoglio.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/12/19/lapocalisse-di-giovanni-il-millenarismo-e-il-mondialismo/

Da tempo scrivo che Bergoglio è un millenarista, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/08/la-spiegazione-e-questa/

Perché adesso scrivo che Bergoglio è un antipapa?

Perché nella storia della Chiesa non sono mai esistiti due Papi contemporaneamente, se non in questa forma: che uno era il Papa (quindi legittimo) e l’altro un antipapa (quindi illegittimo).

Uno dei due, Bergoglio o Ratzinger, deve essere un antipapa.

E che lo sia Ratzinger è impossibile, per semplici ragioni cronologiche.

Che il movimento mondialista abbia potuto fare ciò e che l’abbia fatto accettare al mondo intero come un evento normale, come il pensionamento di Papa Ratzinger (!), è incredibile e ci fa capire quanto siano colossali le sue dimensioni.

A fronte di tale gigantesco scenario, cosa dicono quelli che io ho chiamato nazionalisti antisemiti?

Che è tutto un complotto ebraico!

Non so se ridere o piangere.

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L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

19 dicembre 2017

È evidente che c’è molta disinformazione in internet sull’Apocalisse di Giovanni e sul millenarismo.

Non parliamo poi di Wikipedia, che su tali argomenti, come del resto anche su altri, è disastrosa e ciò per un errore basilare: il copyleft funziona perfettamente nel campo del software, campo in cui c’è un’immediata verifica sperimentale di ciascuna modifica, mentre non funziona affatto in altri campi, nei quali tale verifica non c’è, né ci può essere.

E allora facciamo chiarezza, usando come testo di riferimento la Bibbia CEI 2008.

L’Apocalisse di Giovanni è l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Il millenarismo o chiliasmo (1) è la credenza nell’instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi, credenza nata appunto dall’Apocalisse di Giovanni, che è l’unico testo sacro in cui si parla di ciò.

Dobbiamo quindi focalizzare la nostra attenzione sul concetto della seconda venuta di Cristo sulla terra.

Nei Vangeli c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, con il significato di seconda e ultima venuta, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi, vedi per esempio il Vangelo secondo Matteo, 24-25, Bibbia CEI 2008.

Se si legge con attenzione il capitolo 25, si comprende perfettamente che Matteo sta descrivendo il giudizio universale e non un Regno di Cristo sulla terra.

Matteo usa sia il termine “regno dei cieli” che quello equivalente di “regno di Dio”, mentre Marco, Luca e Giovanni usano solo quest’ultimo. Nessuno di loro usa il termine “regno di Cristo”.

Nell’Apocalisse di Giovanni, pur non essendo mai nominati i suddetti tre termini, c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, ma con un significato diverso da quello espresso nei Vangeli, cioè con il significato di seconda e non ultima venuta: si può quindi parlare di parusìa intermedia (“parusìa” è una parola di origine greca che vuol dire “presenza, venuta”).

Questi infatti sono gli eventi descritti (in ordine cronologico) nel capitolo 20: Satana viene incatenato per mille anni, quindi viene instaurato il regno di Cristo (seconda venuta o parusìa intermedia), che dura appunto mille anni, poi Satana ritorna libero, dopodiché si ha la battaglia finale nella quale egli viene definitivamente sconfitto, in ultimo c’è il giudizio universale e la fine dei tempi (Apocalisse di Giovanni, 20, Bibbia CEI 2008).

In totale, quindi, secondo l’Apocalisse di Giovanni sono tre le venute di Cristo sulla terra, cioè, se vogliamo dirlo alla greca, le parusìe (sebbene il termine “parusìa” non venga usato per indicare la vita di Cristo fino all’Ascensione, ma solo per il suo ritorno glorioso).

Questa è ovviamente la lettera dell’Apocalisse di Giovanni, poi si può interpretarla come si vuole, basta avere un po’ di fantasia, vedi p.e. l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, secondo la quale per Regno di Cristo si deve intendere la Chiesa e per mille anni si deve intendere il lasso di tempo che va dall’Ascensione di Cristo fino al suo ritorno glorioso per il giudizio universale e la fine dei tempi.

Secondo tale interpretazione quindi le venute di Cristo sulla terra sono solo due: la prima è quella che va dalla sua nascita fino all’Ascensione, la seconda è la parusìa per il giudizio universale e la fine dei tempi, vale a dire che viene confermato il concetto evangelico della seconda venuta di Cristo con il significato di seconda e ultima venuta, mentre viene annullato ciò che scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

Perché non si vuole interpretare l’Apocalisse di Giovanni in senso letterale, come sarebbe normale e logico, e si ricorre al senso allegorico?

Perché il senso letterale dell’Apocalisse conduce inevitabilmente a una dottrina eversiva, cioè a voler eliminare lo Stato (infatti il Regno di Cristo non è uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, cioè Cristo, ha sia natura umana che natura divina, diversamente dal Messia ebraico che, quando apparirà, avrà solo natura umana), e questo era funzionale allo scopo politico originario del Cristianesimo, cioè far crollare lo Stato schiavista romano (vedi la mia teoria del Cristianesimo, 2), ma poi le invasioni barbariche, iniziate nel 166 e culminate nel sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (Agostino d’Ippona iniziò a scrivere il De civitate Dei contra paganos, opera nella quale espone la suddetta interpretazione allegorica, nel 413) e nel sacco di Roma da parte dei Vandali nel 455, portarono alla comprensione che questa dottrina eversiva è esiziale.

Infatti lo Stato è una necessità della Ragione, anzi un universale culturale allo stesso modo dei riti funebri e del tabù dell’incesto (come ho scritto più e più volte, vedi la mia teoria dello Stato, 3), e ha due funzioni essenziali: proteggere la comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e proteggerla dai torti reciproci interni (mediante la legge). Su tali due funzioni essenziali dello Stato concordano, come ho scritto molte volte, Niccolò Machiavelli (Il Principe), Thomas Hobbes (Leviathan) e Norberto Bobbio (Stato, governo, società). Del resto che lo Stato sia ineliminabile viene attestato dal fatto che esso è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Questo è il motivo per cui l’interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni venne rifiutata, tranne che nei primi secoli del Cristianesimo (per far cadere lo Stato schiavista romano) e poi, ma solo parzialmente, nel Medio Evo (vedi p.e. Gioacchino da Fiore), anche se bisogna puntualizzare che tale interpretazione letterale non venne mai giudicata eretica, ma bensì solo un errore.

Occorre anche puntualizzare che nel Medio Evo la Chiesa di Roma non accettò l’interpretazione letterale, infatti Gioacchino da Fiore non fu mai dichiarato Santo, né Dottore della Chiesa, come lo fu invece Agostino d’Ippona.

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: ci sono solo due venute di Cristo, non c’è la parusìa intermedia, il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Oggi però con Papa Bergoglio la situazione è radicalmente cambiata e si è ritornati alle origini, cioè ai primi secoli del Cristianesimo: egli è un Papa apocalittico e millenarista, come ho scritto molte volte e come notato anche da altri (4).

Egli non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il millenarista del Medio Evo.

Papa Ratzinger invece, perfettamente in linea con quella che è la tradizione della Chiesa di Roma da Agostino in poi, ha condannato esplicitamente il millenarismo (5) ed è suggestivo supporre che per tale condanna egli sia stato estromesso.

Del resto nella storia della Chiesa non sono mai esistiti due Papi contemporaneamente, se non in questa forma: che uno era il Papa (quindi legittimo) e l’altro un antipapa (quindi illegittimo).

Chi è l’antipapa: Bergoglio o Ratzinger?

Il millenarismo è ben rappresentato nei movimenti religiosi nati dalla Riforma, come p.e. il Puritanesimo, in quanto è caratteristica fondamentale di essa la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, dimodoché è facile che il filtro interpretativo agostiniano venga a cadere.

Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, tanto che dichiarò nel 1522 di non ritenerla un libro canonico.

È mia opinione che il millenarismo sia diventato nel corso dei secoli un potentissimo meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins) e che come tale abbia dato origine a tutte le ideologie antistato di tipo filosofico: anarchismo, comunismo e mondialismo (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato, 6).

Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato del Cristianesimo, non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio e peculiare del Cristianesimo e che è del tutto assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam.

Il mondialismo è interpretabile sia come virus memetico, per usare la terminologia della teoria dei memi, sia come delirio culturale, interpretazione forse più appropriata, dato che pone l’accento sul suo carattere irrazionale e autolesionistico. Del resto esse sono due interpretazioni tra loro complementari: l’una non esclude l’altra, anzi la rafforza.

Il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, non è affatto soggetto all’influenza del millenarismo e ciò ha portato Mosca, la terza Roma, a essere l’antagonista dell’Occidente mondialista e millenarista dei nostri giorni.

———————

1. In lingua inglese: millennialism o millenarianism o chiliasm.

Ecco infatti cosa riporta l’Enciclopedia Britannica:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2. Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

3. Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

4. James V. Schall

Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto
The Pope’s July 9th address in Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, described how terrible things are in the world and how idyllic they can be

http://www.catholicworldreport.com/2015/07/24/apocalyptic-and-utopian-on-pope-francis-bolivian-manifesto/

5. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

«The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.
— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

In italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

6. Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 5° ed., 2017, lulu.com

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Perché il terrorismo islamico sta insanguinando il suolo europeo?

20 agosto 2017

Il terrorismo islamico sta insanguinando il suolo europeo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/19/attentato-barcellona-3-italiani-tra-14-morti-un-terrorista-fuga-forse-francia-nel-covo-106-bombole-di-butano/3803456/

http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_19/due-morti-accoltellati-finlandia-polizia-terrorismo-italiano-feriti-902016a6-84b6-11e7-a2db-15c045197363.shtml

Un tempo il suolo europeo era difeso strenuamente dai suoi abitanti, infatti gli europei sconfissero l’invasione islamica e ricacciarono in Africa e in Medio Oriente i mussulmani con la vittoria di Carlo Martello nella battaglia di Poitiers (nota anche come battaglia di Tours) nel 732, con la vittoria di don Giovanni d’Austria nella battaglia navale di Lepanto nel 1571 e con la vittoria di Giovanni III di Polonia nella battaglia di Vienna nel 1683.

Oggi i discendenti degeneri degli europei che difesero con le armi il proprio territorio, permettendo così in Inghilterra prima la rivoluzione scientifica e poi la rivoluzione industriale (senza le quali, tanto per dirne una, l’informatica e la Silicon Valley non esisterebbero), cosa fanno invece?

Vogliono eliminare gli Stati dalla faccia della terra, predicando l’Open Society e l’eliminazione dei confini degli Stati.

E proprio a questo scopo invocano esplicitamente e permettono concretamente l’invasione islamica dell’Europa e dell’Occidente intero, senza rendersi minimamente conto che gli islamici, non appena diventeranno maggioranza in Occidente, imporranno lo Stato islamico, perché l’Islam, come l’Ebraismo e al contrario del Cristianesimo, non concepisce l’assenza dello Stato, vedi p.e. cosa arriva a scrivere a questo proposito Eugenio Scalfari:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/15/eugenio-scalfari-e-lislamizzazione-delleuropa/

È importante comprendere l’irrazionalità che anima questi discendenti degeneri degli europei dei secoli passati, altrimenti non è possibile interpretare correttamente il fenomeno in questione e si penserebbe ad altro, p.e. a interessi economici e di potere, come fa p.e. Diego Fusaro:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/07/15/il-mondialismo-non-e-una-lotta-di-classe-e-un-delirio-culturale/

Si tratta infatti di un vero e proprio delirio culturale, il cui nome corretto è mondialismo (o anche globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme), delirio culturale che è di origine religiosa neotestamentaria, cioè cristiana.

La sua origine, come quella di tutte le ideologie antistato (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato), si trova infatti nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, come ho mostrato molte volte, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Del resto Martin Lutero, che tradusse la Bibbia in tedesco, dichiarò nel 1522 di non ritenere l’Apocalisse di Giovanni un libro canonico: evidentemente ne aveva compreso i pericoli.

Proprio quell’Apocalisse di Giovanni da cui è tratta la bandiera dell’Unione Europea, ossia “12 stelle dorate disposte in cerchio su uno sfondo blu”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

Ma perché, oltre all’invasione islamica, c’è anche il terrorismo islamico?

Il terrorismo islamico che sta insanguinando l’Europa è un effetto indiretto del mondialismo, che fornisce un ambiente permissivo per l’invasione islamica, in quanto è una caratteristica storica e culturale della cultura islamica imporre con il potere della forza fisica la propria religione e i propri usi e costumi (è il ben noto proselitismo bellico dell’Islam).

Pensare che gli esseri umani, di qualsiasi cultura siano, si comportino tutti allo stesso modo, vuol dire, né più né meno, ignorare l’antropologia culturale e la sociologia, cioè essere ignoranti tout court.

Da tempo infatti scrivo che le élites mondialiste sono élites ignoranti, ma bisogna puntualizzare che tale ignoranza non è il frutto di poco studio, al contrario è il frutto di studi universitari, perché le università occidentali da ben tre secoli, ossia dalla pubblicazione di Two Treatises of Government (1690) di John Locke, il filosofo che convertì in tesi filosofica la tesi religiosa cristiana dell’eliminazione dello Stato, non fanno che propagandare il concetto che lo Stato è inutile, anzi dannoso, e pertanto va eliminato, vedi p.e. qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/10/23/il-mito-della-dannosita-dello-stato/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/06/07/lo-spettacolare-e-stupefacente-rimbecillimento-dellintellighenzia-occidentale/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/08/07/stato-di-natura-mark-zuckerberg-e-dennis-prager/

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Anche Zbigniew Brzezinski è morto

3 giugno 2017

Dopo David Rockefeller è morto anche Zbigniew Brzezinski (26 maggio 2017).

Ecco un brano di un suo libro del 1970, Between Two Ages:

«Yet it is generally true, as the author of a suggestive paper notes, that “the vision and objectives of society [have] changed. Today a new concept of man and his world is challenging the concepts of the Renaissance which have guided man’s behavior for the past five hundred years.” The nation-state as a fundamental unit of man’s organized life has ceased to be the principal creative force [il neretto è mio]: “International banks and multinational corporations are acting and planning in terms that are far in advance of the political concepts of the nation-state.” 44 [44. A. Barber, The 20th Century Renaissance, private paper, Institute of Politics and Planning, Washington, D.C., 1968, pp. 1, 8.]»

Zbigniew Brzezinski, Between Two Ages. America’s Role in the Technetronic Era, The Viking Press, 1970, pag. 28

https://archive.org/details/pdfy-z5FBdAnrFME2m1U4

«Lo stato-nazione come unità fondamentale della vita organizzata dell’uomo ha cessato di essere la principale forza creativa», questo scrive Zbigniew Brzezinski, citando inoltre virgolettati di A. Barber.

Questo brano conferma pienamente la definizione del mondialismo (o globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller) che ho dato più e più volte in questo blog: è l’ideologia che vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra usando come mezzo specifico l’ultracapitalismo.

Come ho scritto più e più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato (il quale è sempre esistito, non è affatto un’invenzione rinascimentale di cinquecento anni fa, come credono o fanno finta di credere Barber e Brzezinski) è un concetto neotestamentario che si trova (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/05/30/sul-puritanesimo-costanzo-preve-ha-torto/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/08/10/ma-lo-stato-e-sempre-esistito-oppure-e-uninvenzione-recente/

Come ho già scritto in un vecchio post, se noi andiamo a vedere la bandiera dell’Unione Europea, troviamo la conferma che tutto ciò nasce dall’Apocalisse di Giovanni:

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.»

Apocalisse di Giovanni, 12, 1-2, Bibbia CEI 2008

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/08/lapocalisse-e-lunione-europea/

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Sul puritanesimo Costanzo Preve ha torto

30 maggio 2017

Leggo un’intervista di Emanuele Guarnieri a Costanzo Preve, il filosofo scomparso il 23 novembre 2013:

Intervista a Costanzo Preve: «Filosofia della crisi»
L’altra faccia della moneta – Per una filosofia della sovranità politica e finanziaria n. 4/2013

«…D. Cosa accadrà sul piano geopolitico? Da quale tipo di ideologia è supportata l’attuale egemonia globale?

R. Gli USA hanno vinto due guerre mondiali e la Guerra Fredda, o Terza Guerra Mondiale. Questa vittoria ha permesso di estendere il dominio sui Paesi dell’Europa dell’Est e adesso, con la cosiddetta Primavera Araba, fenomeno completamente occidentalizzante, anche in Medio Oriente. Queste sono due gigantesche vittorie geopolitiche. Non vi sono potenze avversarie e quelle emergenti (Brasile, Russia Cina e India) non hanno intenzione di opporsi in modo strategico. Molto pericolosa è l’ideologia che gli USA portano con sé, un’ideologia puritano-protestante, di origine veterotestamentaria [il neretto è mio], che li spinge a ritenersi il popolo eletto. Persino i non credenti si considerano parte di questo popolo, eletto dalla Storia e da Dio. È una concezione che si arroga il diritto di portare il bene del mondo attraverso gli interventi militari. Questo capitalismo messianico ha ereditato alcuni aspetti del vecchio messianesimo comunista, ridipingendoli in forma ultracapitalista, ed è un fattore di instabilità permanente…»

http://www.bietti.it/riviste/laltra-faccia-della-moneta-per-una-filosofia-della-sovranita-politica-e-finanziaria/intervista-a-costanzo-preve-filosofia-della-crisi/

Non è affatto vero che l’ideologia puritano-protestante degli United States sia di origine veterotestamentaria, come afferma Costanzo Preve.

Non si deve confondere il Messia ebraico (quello dell’Antico Testamento) con il Messia cristiano (quello del Nuovo Testamento): il Messia ebraico, che non è Cristo, ha solo natura umana, mentre il Messia cristiano, che è Cristo, ha sia natura umana, sia natura divina.

Ecco perché il Regno di Cristo descritto (solo e unicamente!) nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, pur chiamandosi “Regno”, non è affatto uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Ecco perché il mondialismo (o globalismo) vuole eliminare lo Stato dalla faccia della terra: per attuare finalmente il Regno di Cristo.

I termini “Regno di Cristo”, “seconda venuta di Cristo”, “parusia intermedia” e “millenarismo” esprimono tutti lo stesso concetto.

Certo, è possibile usare “Regno di Cristo” con il significato di “Regno di Dio/Regno dei Cieli” (dato il dogma della Trinità) ed è possibile usare “seconda venuta di Cristo” con il significato di “seconda e ultima venuta di Cristo, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi”, ma ciò vuol dire giocare deliberatamente sull’equivoco.

I globalisti ritengono irrazionalmente che sia possibile fare a meno dello Stato (il quale, come ho scritto molte volte, è una necessità della Ragione, è un universale culturale), perché sono vittime del meme egoista costituito dal concetto espresso dai termini che ho elencato sopra.

Questo concetto è: “lo Stato deve essere eliminato”.

Questo concetto non esiste nell’Ebraismo e tantomeno nell’Islam.

Questo concetto ha prodotto nel corso del tempo tutte le ideologie antistato (teoria unificata delle ideologie antistato).

Sì, anche il comunismo, perché Karl Marx fu battezzato all’età di sei anni e suo padre si era convertito al Cristianesimo prima della sua nascita, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2013/06/24/di-quale-religione-era-karl-marx/

In realtà c’è solo un modo per rendere possibile una società senza Stato, p.e. l’Open Society di George Soros, ed è che la seconda venuta di Cristo avvenga davvero: ma ciò, mi dispiace dirlo, non si verificherà mai.

La religione è necessaria al genere umano per vari scopi, p.e. per poter sopportare la vita e la morte, ma non deve assolutamente interferire sulla nostra percezione del piano di realtà, altrimenti:

a) la nostra sopravvivenza viene messa in pericolo, in quanto essa si basa proprio sulla corretta percezione del piano di realtà

b) sarà stato del tutto inutile ciò che i grandissimi pensatori dell’Occidente, della nostra cultura occidentale, hanno prodotto nei secoli, vale a dire la scienza.

La scienza è il prodotto più alto del genere umano ed è l’orgoglio e il vanto dell’Occidente.

I globalisti sono contro la scienza e contro la Ragione (anche se impudentemente affermano il contrario), vedi infatti qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/01/25/smentite-le-idiozie-di-locke-e-di-rousseau-sullo-stato-di-natura/

e qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/04/02/il-mondialismo-e-il-nazionalismo-sono-il-prodotto-di-due-diverse-weltanschauung/

I globalisti sono campioni della menzogna, dell’inganno e della frode.

I globalisti si sentono giustificati nell’usare qualsiasi mezzo, anche ignobile, perché hanno il fine di attuare il Regno di Cristo.

Il fine giustifica i mezzi.

A tale proposito vorrei citare un brano della voce Machiavellismo del Dizionario di Filosofia di Nicola Abbagnano:

«…poichè Machiavelli ha soprattutto in vista l’applicazione delle sue regole politiche alla società italiana per la costituzione di uno stato unificato, si spiega la sua insistenza su certe massime immorali di condotta politica: insistenza che è malamente espressa o generalizzata nella massima che il fine giustifica i mezzi. Questa massima fu in realtà propria della morale gesuitica. Hegel la cita nella forma che essa aveva ricevuta dal padre gesuita Busenbaum (1602-68): «Quando il fine è lecito, anche i mezzi sono leciti» (Medulla theologiae moralis, IV, 3,2)…»

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pagg. 552-3)

Per quanto riguarda poi l’uso della forza, i puritani inglesi non furono affatto i primi a usarla per imporre il Regno di Cristo, basti pensare ai taboriti boemi, che sono addirittura antecedenti alla Riforma.

Bisogna sempre tener presente la complessità del Cristianesimo: in esso l’uso della forza è sia proibito, sia permesso.

Per fare un altro esempio della complessità del Cristianesimo: vi siete mai chiesti come sia possibile giurare sulla Bibbia, nonostante che il Vangelo di Matteo (Matteo, 5, 33-37) proibisca categoricamente i giuramenti?

Vedi a questo proposito: Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com, 2.4 L’insieme dei quattro Vangeli e la psicologia della Gestalt, pagg. 76-81.

Vedi anche qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/08/17/tre-caratteristiche-necessarie-del-mondialismo/

La complessità del Cristianesimo è una sua peculiare caratteristica, non c’è tale complessità nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam, perché il Cristianesimo ha due radici: la cultura ebraica, con la sua incrollabile fede in un Dio unico, e il miracolo greco, vale a dire la brillante e sofisticata cultura dell’antica Grecia.

La complessità del Cristianesimo è un prodotto inconfondibile della cultura greca.

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Il non detto mostruoso e ripugnante dell’Occidente attuale

9 marzo 2017

L’Occidente dei nostri giorni ha un segreto ripugnante, un non detto mostruoso.

Che è il seguente.

La sua classe dirigente è costituita da fanatici religiosi che vogliono distruggere i loro popoli, per adempiere la prescrizione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni di eliminare lo Stato.

È una élite in preda a una letale possessione memetica.

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Ulteriori considerazioni su George Soros e sull’Occidente

23 gennaio 2017

Ho già scritto su George Soros:

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/20/george-soros-insulta-il-popolo-degli-stati-uniti-damerica/

Ci sono da fare due ulteriori considerazioni su di lui e sull’Occidente.

1) La sua Open Society (che è una società senza Stato) è l’ennesima prova che la mia interpretazione del mondialismo è veritiera (cioè che il mondialismo appartiene alla classe delle ideologie antistato, vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato).

Contrariamente a ciò che molti pensano, il mondialismo (detto anche globalismo, o internazionalismo liberale, o internazionalismo di David Rockefeller; in inglese globalism, in francese mondialisme) non ha affatto lo scopo di creare un unico Stato mondiale e quindi un unico governo mondiale, bensì ha lo scopo di eliminare lo Stato dalla faccia della terra.

2) George Soros è un ebreo internazionalista e, come ho scritto più volte, gli ebrei internazionalisti sono tali a causa della Diaspora (e non a causa della loro religione):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/04/14/il-ruolo-degli-ebrei-nel-mondialismo/

Ma, oltre a ciò, occorre anche considerare un fatto fondamentale:

«In 1951, Soros earned a Bachelor of Science in philosophy and a Master of Science in philosophy in 1954, both from the London School of Economics.[32]»

https://en.wikipedia.org/wiki/George_Soros

Questo significa che George Soros è stato profondamente indottrinato a quell’autentico delirio culturale che è il mondialismo.

Il mondialismo è un delirio culturale della cultura occidentale, delirio culturale che ha la sua origine nel millenarismo, la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento).

Come ho scritto in un post precedente:

«Da circa tre secoli (ossia dal 1690, anno di pubblicazione dei Two Treatises of Government di John Locke) questo delirio culturale ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

La conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/01/14/le-idee-politiche-di-richard-dawkins-non-centrano-nulla-con-la-teoria-dei-memi/

Quindi il globalismo di George Soros, con tutta probabilità, è dovuto più al Cristianesimo che alla Diaspora.

L’Occidente, che è un prodotto del Cristianesimo occidentale (a differenza di quello orientale, si tratta di un Cristianesimo eversivo), non può incolpare per la sua eversione nessun altro se non se stesso, il suo proprio nucleo costitutivo:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/28/per-una-visione-storica-del-mondialismo/

Quest’eversione in passato ha avuto anche effetti estremamente positivi (da cui l’estremo successo storico dell’Occidente):

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Ma oggi ha solo e unicamente effetti negativi.

Infatti, come ho scritto in un post precedente:

«Si tratta, in altre parole, della persistenza altamente irrazionale e altamente nociva dell’imperativo cristiano di eliminare lo Stato nell’inconscio collettivo dell’Occidente.

Ciò accade perché l’Occidente non ha consapevolezza delle origini storiche del Cristianesimo: non ha affatto sviluppato una capacità critica nei suoi confronti.

La cultura occidentale è per conseguenza una cultura apocalittica e altamente instabile.

E ciò è terrificante, considerando le armi nucleari dell’Occidente.»

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

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Le idee politiche di Richard Dawkins non c’entrano nulla con la teoria dei memi

14 gennaio 2017

Dovrebbe essere ovvio.

Ma siccome l’attuale Zeitgeist è quello di un feroce rincretinimento generale, mi sembra opportuno sottolinearlo.

Ho scritto più volte che la teoria dei memi di Richard Dawkins (in particolare il concetto di meme egoista) è fondamentale per capire l’origine del mondialismo, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/07/06/lorigine-del-mondialismo/

Che poi Richard Dawkins sia un fervente sostenitore del global warming (mi dispiace, ma su questo argomento, non sapendone nulla, mi fido assai più di Carlo Rubbia, un fisico, che di Richard Dawkins, un biologo), che gli stia notevolmente antipatico Donald Trump, che sia contro la Brexit, ecc. ecc., insomma che egli sia un mondialista, non c’entra assolutamente nulla con la teoria dei memi.

Come scrissi in un vecchio post:

Un pensatore va giudicato dalle verità originali che ha prodotto, non dai suoi errori o, peggio ancora, dai suoi difetti.

https://luigicocola.wordpress.com/2012/11/16/unidea-perniciosa/

Perché Richard Dawkins è un mondialista?

Come da tempo sostengo, il mondialismo è un’ideologia antistato e come tutte le ideologie antistato è un portato del millenarismo, che è la dottrina eversiva contenuta nell’Apocalisse di Giovanni (l’ultimo libro del Nuovo Testamento).

Le ideologie antistato costituiscono un vero e proprio delirio culturale della cultura occidentale, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/11/18/il-mondialismo-e-un-delirio-culturale/

Da circa tre secoli (ossia dal 1690, anno di pubblicazione dei Two Treatises of Government di John Locke) questo delirio culturale ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

La conseguenza è che, da generazioni e generazioni, gli studenti delle università occidentali vengono sistematicamente indottrinati a questo delirio culturale.

Richard Dawkins è un Emeritus Fellow (in italiano si direbbe Professore Emerito) della University of Oxford: è ovvio che egli sia un mondialista.

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