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Il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo

28 gennaio 2019

Sostengo da tempo, e cioè dal 2014 (1), che il mondialismo (o globalismo, in inglese globalism, in francese mondialisme) è un effetto del Cristianesimo, religione che all’origine nacque come reazione allo Stato schiavista romano (teoria unificata delle ideologie antistato):

«Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato dell’ideologia cristiana, esse non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio del Cristianesimo…

…Tutte le ideologie antistato di tipo filosofico sono interpretabili come esempi di millenarismo (o chiliasmo), che è un fenomeno caratteristico del Cristianesimo.

Questa interpretazione delle ideologie antistato può essere definita come teoria unificata delle ideologie antistato.» (1)

Occorre notare che proprio il Catechismo della Chiesa Cattolica di Ratzinger e Wojtyła (la cui pubblicazione in varie lingue terminò nel 1997 con l’edizione in latino), al numero 676 e relativa nota 641 (in lingua italiana, mentre in lingua inglese è la nota 577), definisce il comunismo (che, come mostra Norberto Bobbio, è un’ideologia antistato, 2) come un millenarismo secolarizzato, cioè laicizzato (3).

Inoltre il Catechismo della Chiesa Cattolica di Ratzinger e Wojtyła condanna sia il millenarismo religioso, sia il millenarismo secolarizzato:

«…anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641» (3)

In inglese:

«…the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577» (3)

In francese:

«…même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).» (3)

In realtà, da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa), cioè dal V secolo, fino a Papa Francesco I (cioè Jorge Mario Bergoglio) la Chiesa di Roma ha sempre ufficialmente condannato il millenarismo.

Invece Papa Francesco I è, palesemente ed esplicitamente, un Papa millenarista (4, 5).

Il millenarismo secolarizzato (che si incarna nelle ideologie antistato di tipo filosofico, delle quali la prima in ordine cronologico fu il sansimonismo, creato da Henri de Saint-Simon all’inizio dell’Ottocento, 6, 7, 8, 9, 10) è definibile come una degenerazione del Cristianesimo.

I russi, dopo aver sperimentato e rigettato il comunismo, hanno trovato nel Cristianesimo orientale, che essi ereditarono dall’Impero romano d’Oriente (Mosca è la terza Roma), il cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, cesaropapismo che li immunizza dal millenarismo sia religioso, sia secolarizzato (11).

Sfortunatamente, la maggior parte (per non dire la totalità) degli oppositori del mondialismo, invece di svelare la verità, proprio nel senso di togliere il velo che la copre, cerca capri espiatori, i capri espiatori del mondialismo:

gli ebrei (o l’Ebraismo, cioè la religione degli ebrei, o il sionismo, cioè il nazionalismo degli ebrei), la massoneria, l’Illuminismo, il capitalismo, l’imperialismo dei popoli di lingua inglese, ecc. ecc., in un impressionante crescendo di baggianate fino ad arrivare ai satanisti (è colpa del Diavolo!) e ai rettiliani (è colpa degli alieni!).

Invece bisogna dirlo chiaramente e ad alta voce:

il mondialismo è una degenerazione del Cristianesimo.

Come ha scritto Michel Houellebecq:

«La vérité est scandaleuse. Mais, sans elle, il n’y a rien qui vaille.» (12)

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1) La teoria unificata delle ideologie antistato

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/20/la-teoria-unificata-delle-ideologie-antistato/

2) Norberto Bobbio, Stato, governo, società, Einaudi, 1995, pagg. 122-123

3) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica in italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

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«(640) Cf Sant’Offizio, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839.

(641) Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna « il falso misticismo » di questa « contraffazione della redenzione degli umili » (p. 69); Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042.»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

In inglese:

«676 The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgement. the Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism,576 especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.577»

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«576 Cf. DS 3839.

577 Pius XI, Divini Redemptoris, condemning the “false mysticism” of this “counterfeit of the redemption of the lowly”; cf. GS 20-21.»

http://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P1V.HTM

In francese:

«676 Cette imposture antichristique se dessine déjà dans le monde chaque fois que l’on prétend accomplir dans l’histoire l’espérance messianique qui ne peut s’achever qu’au-delà d’elle à travers le jugement eschatologique : même sous sa forme mitigée, l’Église a rejeté cette falsification du Royaume à venir sous le nom de millénarisme (cf. DS 3839), surtout sous la forme politique d’un messianisme sécularisé, ” intrinsèquement perverse ” (cf. Pie XI, enc. ” Divini Redemptoris ” condamnant le ” faux mysticisme ” de cette ” contrefaçon de la rédemption des humbles ” ; GS 20-21).»

http://www.vatican.va/archive/FRA0013/__P1R.HTM

4) James V. Schall

Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto
The Pope’s July 9th address in Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, described how terrible things are in the world and how idyllic they can be

http://www.catholicworldreport.com/2015/07/24/apocalyptic-and-utopian-on-pope-francis-bolivian-manifesto/

5) Papa Bergoglio è un millenarista

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

6) «Henri de Saint-Simon, in full Claude-Henri de Rouvroy, Comte (count) de Saint-Simon, (born Oct. 17, 1760, Paris, Fr.—died May 19, 1825, Paris), French social theorist and one of the chief founders of Christian socialism. In his major work, Nouveau Christianisme (1825), he proclaimed a brotherhood of man that must accompany the scientific organization of industry and society.»

https://www.britannica.com/biography/Henri-de-Saint-Simon

7) Il programma politico di Soros è proprio quello di Saint-Simon

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/12/il-programma-politico-di-soros-e-proprio-quello-di-saint-simon/

8) Le tappe principali della genesi storica del mondialismo

https://luigicocola.wordpress.com/2018/07/28/le-tappe-principali-della-genesi-storica-del-mondialismo/

9) Perché si censura il ruolo di Henri de Saint-Simon nella genesi storica del mondialismo e dell’Unione Europea?

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/13/perche-si-censura-il-ruolo-di-henri-de-saint-simon-nella-genesi-storica-del-mondialismo-e-dellunione-europea/

10) Non capire nulla di George Soros

https://luigicocola.wordpress.com/2018/12/12/non-capire-nulla-di-george-soros/

11) Ho sognato una gara di chef

https://luigicocola.wordpress.com/2018/05/06/ho-sognato-una-gara-di-chef/

12) Devo ammetterlo: qui Michel Houellebecq ha proprio ragione

https://luigicocola.wordpress.com/2018/11/04/devo-ammetterlo-qui-michel-houellebecq-ha-proprio-ragione/

N.B.: tutti i link sono stati verificati in data odierna.

Copyright © 2019 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

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L’Apocalisse di Giovanni, il millenarismo e il mondialismo

19 dicembre 2017

È evidente che c’è molta disinformazione in internet sull’Apocalisse di Giovanni e sul millenarismo.

Non parliamo poi di Wikipedia, che su tali argomenti, come del resto anche su altri, è disastrosa e ciò per un errore basilare: il copyleft funziona perfettamente nel campo del software, campo in cui c’è un’immediata verifica sperimentale di ciascuna modifica, mentre non funziona affatto in altri campi, nei quali tale verifica non c’è, né ci può essere.

E allora facciamo chiarezza, usando come testo di riferimento la Bibbia CEI 2008.

L’Apocalisse di Giovanni è l’ultimo libro del Nuovo Testamento.

Il millenarismo o chiliasmo (1) è la credenza nell’instaurazione di un Regno di Cristo e dei giusti sulla terra della durata di mille anni, prima del giudizio universale e della fine dei tempi, credenza nata appunto dall’Apocalisse di Giovanni, che è l’unico testo sacro in cui si parla di ciò.

Dobbiamo quindi focalizzare la nostra attenzione sul concetto della seconda venuta di Cristo sulla terra.

Nei Vangeli c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, con il significato di seconda e ultima venuta, dopo la quale ci sarà il giudizio universale e la fine dei tempi, vedi per esempio il Vangelo secondo Matteo, 24-25, Bibbia CEI 2008.

Se si legge con attenzione il capitolo 25, si comprende perfettamente che Matteo sta descrivendo il giudizio universale e non un Regno di Cristo sulla terra.

Matteo usa sia il termine “regno dei cieli” che quello equivalente di “regno di Dio”, mentre Marco, Luca e Giovanni usano solo quest’ultimo. Nessuno di loro usa il termine “regno di Cristo”.

Nell’Apocalisse di Giovanni, pur non essendo mai nominati i suddetti tre termini, c’è il concetto della seconda venuta di Cristo, ma con un significato diverso da quello espresso nei Vangeli, cioè con il significato di seconda e non ultima venuta: si può quindi parlare di parusìa intermedia (“parusìa” è una parola di origine greca che vuol dire “presenza, venuta”).

Questi infatti sono gli eventi descritti (in ordine cronologico) nel capitolo 20: Satana viene incatenato per mille anni, quindi viene instaurato il regno di Cristo (seconda venuta o parusìa intermedia), che dura appunto mille anni, poi Satana ritorna libero, dopodiché si ha la battaglia finale nella quale egli viene definitivamente sconfitto, in ultimo c’è il giudizio universale e la fine dei tempi (Apocalisse di Giovanni, 20, Bibbia CEI 2008).

In totale, quindi, secondo l’Apocalisse di Giovanni sono tre le venute di Cristo sulla terra, cioè, se vogliamo dirlo alla greca, le parusìe (sebbene il termine “parusìa” non venga usato per indicare la vita di Cristo fino all’Ascensione, ma solo per il suo ritorno glorioso).

Questa è ovviamente la lettera dell’Apocalisse di Giovanni, poi si può interpretarla come si vuole, basta avere un po’ di fantasia, vedi p.e. l’interpretazione allegorica di Agostino d’Ippona, secondo la quale per Regno di Cristo si deve intendere la Chiesa e per mille anni si deve intendere il lasso di tempo che va dall’Ascensione di Cristo fino al suo ritorno glorioso per il giudizio universale e la fine dei tempi.

Secondo tale interpretazione quindi le venute di Cristo sulla terra sono solo due: la prima è quella che va dalla sua nascita fino all’Ascensione, la seconda è la parusìa per il giudizio universale e la fine dei tempi, vale a dire che viene confermato il concetto evangelico della seconda venuta di Cristo con il significato di seconda e ultima venuta, mentre viene annullato ciò che scrisse Giovanni nell’Apocalisse.

Perché non si vuole interpretare l’Apocalisse di Giovanni in senso letterale, come sarebbe normale e logico, e si ricorre al senso allegorico?

Perché il senso letterale dell’Apocalisse conduce inevitabilmente a una dottrina eversiva, cioè a voler eliminare lo Stato (infatti il Regno di Cristo non è uno Stato, ma bensì una condizione di perfezione trascendente, in quanto il Messia cristiano, cioè Cristo, ha sia natura umana che natura divina, diversamente dal Messia ebraico che, quando apparirà, avrà solo natura umana), e questo era funzionale allo scopo politico originario del Cristianesimo, cioè far crollare lo Stato schiavista romano (vedi la mia teoria del Cristianesimo, 2), ma poi le invasioni barbariche, iniziate nel 166 e culminate nel sacco di Roma da parte dei Visigoti nel 410 (Agostino d’Ippona iniziò a scrivere il De Civitate Dei contra Paganos, opera nella quale espone la suddetta interpretazione allegorica, nel 413) e nel sacco di Roma da parte dei Vandali nel 455, portarono alla comprensione che questa dottrina eversiva è esiziale.

Infatti lo Stato è una necessità della Ragione, anzi un universale culturale allo stesso modo dei riti funebri e del tabù dell’incesto (come ho scritto più e più volte, vedi la mia teoria dello Stato, 3), e ha due funzioni essenziali: proteggere la comunità dalle aggressioni esterne (mediante l’esercito) e proteggerla dai torti reciproci interni (mediante la legge). Su tali due funzioni essenziali dello Stato concordano, come ho scritto molte volte, Niccolò Machiavelli (Il Principe), Thomas Hobbes (Leviathan) e Norberto Bobbio (Stato, governo, società). Del resto che lo Stato sia ineliminabile viene attestato dal fatto che esso è sempre esistito, contrariamente a quanto affermato con straordinaria impudenza dalla propaganda mondialista.

Questo è il motivo per cui l’interpretazione letterale dell’Apocalisse di Giovanni venne rifiutata, tranne che nei primi secoli del Cristianesimo (per far cadere lo Stato schiavista romano) e poi, ma solo parzialmente, nel Medio Evo (vedi p.e. Gioacchino da Fiore), anche se bisogna puntualizzare che tale interpretazione letterale non venne mai giudicata eretica, ma bensì solo un errore.

Occorre anche puntualizzare che nel Medio Evo la Chiesa di Roma non accettò l’interpretazione letterale, infatti Gioacchino da Fiore non fu mai dichiarato Santo, né Dottore della Chiesa, come lo fu invece Agostino d’Ippona.

Da Agostino d’Ippona in poi, la posizione ufficiale della Chiesa di Roma è quella agostiniana: ci sono solo due venute di Cristo, non c’è la parusìa intermedia, il millenarismo è una falsa credenza dovuta a un errore d’interpretazione.

Oggi però con Papa Bergoglio la situazione è radicalmente cambiata e si è ritornati alle origini, cioè ai primi secoli del Cristianesimo: egli è un Papa apocalittico e millenarista, come ho scritto molte volte e come notato anche da altri (4).

Egli non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il millenarista del Medio Evo.

Papa Ratzinger invece, perfettamente in linea con quella che è la tradizione della Chiesa di Roma da Agostino in poi, ha condannato esplicitamente il millenarismo (5) ed è suggestivo supporre che per tale condanna egli sia stato estromesso.

Del resto nella storia della Chiesa non sono mai esistiti due Papi contemporaneamente, se non in questa forma: che uno era il Papa (quindi legittimo) e l’altro un antipapa (quindi illegittimo).

Chi è l’antipapa: Bergoglio o Ratzinger?

Il millenarismo è ben rappresentato nei movimenti religiosi nati dalla Riforma, come p.e. il Puritanesimo, in quanto è caratteristica fondamentale di essa la rivendicazione del libero esame personale della Bibbia, dimodoché è facile che il filtro interpretativo agostiniano venga a cadere.

Martin Lutero, traducendo la Bibbia in tedesco, capì perfettamente il problema prodotto dall’Apocalisse di Giovanni, tanto che dichiarò nel 1522 di non ritenerla un libro canonico.

È mia opinione che il millenarismo sia diventato nel corso dei secoli un potentissimo meme egoista (vedi la teoria dei memi di Richard Dawkins) e che come tale abbia dato origine a tutte le ideologie antistato di tipo filosofico: anarchismo, comunismo e mondialismo (vedi la mia teoria unificata delle ideologie antistato, 6).

Così le ideologie antistato di tipo filosofico non sono altro che un portato del Cristianesimo, non sono altro che l’espressione in forma laicizzata delle istanze cristiane, mantenendo intatto il carattere antitetico allo Stato che è proprio e peculiare del Cristianesimo e che è del tutto assente nelle altre due grandi religioni monoteistiche, l’Ebraismo e l’Islam.

Il mondialismo è interpretabile sia come virus memetico, per usare la terminologia della teoria dei memi, sia come delirio culturale, interpretazione forse più appropriata, dato che pone l’accento sul suo carattere irrazionale e autolesionistico. Del resto esse sono due interpretazioni tra loro complementari: l’una non esclude l’altra, anzi la rafforza.

Il Cristianesimo orientale, cioè ortodosso, grazie al cesaropapismo introdotto da Costantino il Grande, non è affatto soggetto all’influenza del millenarismo e ciò ha portato Mosca, la terza Roma, a essere l’antagonista dell’Occidente mondialista e millenarista dei nostri giorni.

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1. In lingua inglese: millennialism o millenarianism o chiliasm.

Ecco infatti cosa riporta l’Enciclopedia Britannica:

«Millennialism, also called millenarianism or chiliasm, the belief, expressed in the book of Revelation to John, the last book of the New Testament, that Christ will establish a 1,000-year reign of the saints on earth (the millennium) before the Last Judgment.»

https://www.britannica.com/topic/millennialism

2. Luigi Cocola, Il leviatano senza spada – Una teoria del popolo italiano e del Cristianesimo, 3° ed., 2012, lulu.com

3. Luigi Cocola, Le nuove forme dell’utopia: europeismo e multiculturalismo – Come e perché l’Occidente cerca ripetutamente di suicidarsi, 3° ed., 2013, lulu.com

4. James V. Schall

Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto
The Pope’s July 9th address in Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, described how terrible things are in the world and how idyllic they can be

http://www.catholicworldreport.com/2015/07/24/apocalyptic-and-utopian-on-pope-francis-bolivian-manifesto/

5. Dalla voce Millennialism di Wikipedia in lingua inglese:

«The Antichrist’s deception already begins to take shape in the world every time the claim is made to realize within history that messianic hope which can only be realized beyond history through the eschatological judgment. The Church has rejected even modified forms of this falsification of the kingdom to come under the name of millenarianism, especially the “intrinsically perverse” political form of a secular messianism.
— Joseph Cardinal Ratzinger, Catechism of the Catholic Church, 1995[21]»

https://en.wikipedia.org/wiki/Millennialism

In italiano:

«676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641»

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s2c2a7_it.htm

6. Luigi Cocola, La teoria unificata delle ideologie antistato e altri discorsi politici, 5° ed., 2017, lulu.com

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

In Occidente negare la realtà non funziona

27 febbraio 2017

Negare la realtà è la grande trovata dei cattolici tradizionalisti: essi sostengono che il Cristianesimo non c’entra nulla con il mondialismo e che anzi ne è nemico dichiarato.

Vedi invece la mia teoria unificata delle ideologie antistato:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

https://luigicocola.wordpress.com/2016/12/04/il-mondialismo-la-parusia-intermedia-e-la-teoria-dei-memi/

Uno di costoro è Maurizio Blondet, il quale, pur scrivendo a volte cose vere e intelligenti (e ciò, a mio parere, è un’aggravante piuttosto che un’attenuante), cerca sempre capri espiatori del mondialismo, al fine di scagionare il Cristianesimo e il Papato dalla colpa di essere l’origine della catastrofe che oggi sta avvenendo in Italia e nell’Occidente intero.

Purtroppo per lui ha davanti Papa Bergoglio, che è campione autentico del millenarismo cristiano.

E non c’è niente da fare, anzi è proprio il caso di dire: non ci sono santi che tengano!

Lo ha perfino scritto un accademico gesuita, James V. Schall, ex Professor di Political Philosophy alla Georgetown University, in un suo articolo del 2015 intitolato infatti Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto, di cui possiamo leggere le seguenti frasi:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [in italiano Gioacchino da Fiore e Agostino d’Ippona, ossia Sant’Agostino]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Come ho scritto in un precedente post:

«E la Chiesa di Roma oggi ha disotterrato l’ascia di guerra, è (ri)diventata apocalittica con Papa Bergoglio, che non a caso ha assunto il nome di Francesco: nel XIII secolo San Francesco d’Assisi fu considerato l’iniziatore dell’Età dello Spirito Santo preconizzata da Gioacchino da Fiore, il noto millenarista medievale.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/09/22/lo-psicodramma-delloccidente-il-vissuto-rimosso-che-ritorna/

Blondet arriva al punto di argomentare, nel suo articolo intitolato Non criticherò più El Papa. E’ inutile. (14 gennaio 2016):

«Francesco è massone? Lo affermano alcuni siti. Lo fa’ pensare il comunicato ufficiale con cui il Grande Oriente d’Italia, a firma del suo gran maestro Giuliano Raffi, il 23 marzo 2013 – poche ore dopo l’elezione dell’argentino – già proclamava che “con Papa Francesco nella Chiesa nulla sarà più come prima”…

…Ma non è necessario sospettare in Bergoglio un massone. Basta vedere quello che è: un modernista.»

http://www.maurizioblondet.it/non-critichero-piu-el-papa-e-inutile/

Se fosse vero ciò che afferma Blondet, che Papa Bergoglio è un modernista, come si potrebbe mai spiegare il fatto che un modernista si riallacci a Gioacchino da Fiore, cioè a un millenarista medievale?

Ma stiamo scherzando?

Veramente i cattolici tradizionalisti arriverebbero ad affermare, senza vergognarsi affatto, che il bianco è nero e che il nero è bianco, pur di scagionare il Cristianesimo e il Papato dalla colpa di essere l’origine del mondialismo, come, del resto, di tutte le ideologie antistato.

Il punto nodale della questione è che essi pensano che in Occidente si possa combattere il mondialismo allo stesso modo in cui lo combatte il grande popolo russo: ribadendo la tradizione cristiana.

Ma la tradizione cristiana occidentale (sia quella cattolica che quella protestante) non è la tradizione cristiana ortodossa, né la cultura occidentale è la cultura russa.

Per fare degli esempi: nella tradizione cristiana cattolica c’è il millenarismo gioachimita (a cui oggi si riallaccia Papa Bergoglio) e in quella cristiana protestante c’è il puritanesimo inglese (a cui oggi si riallaccia l’internazionalismo di David Rockefeller, vale a dire il mondialismo), che fu anch’esso animato dalla prescrizione millenarista di attuare sulla terra il Regno di Cristo.

Come ho scritto in un precedente post:

«Proprio per tale motivo ai russi non serve capire cos’è veramente il mondialismo e qual è la sua vera origine: essi si trovano in uno scenario privilegiato, nel quale, per poter resistere efficacemente al mondialismo, è sufficiente ribadire la tradizione cristiana ortodossa.

Agli occidentali questo assolutamente non basta, perché nella tradizione cristiana occidentale (sia in quella cattolica che in quella protestante) sono presenti storicamente cospicui elementi di eversione (dei quali Papa Bergoglio rappresenta la ricomparsa), senza contare poi che con John Locke, come ho mostrato in dettaglio più volte, la prescrizione di eliminare lo Stato ha assunto forma filosofica, svincolandosi così dalla religione cristiana ed entrando così a far parte del patrimonio culturale laico dell’Occidente.

È imperativo quindi che l’Occidente capisca cos’è il mondialismo e qual è la sua origine.

Non c’è altra via di salvezza.»

https://luigicocola.wordpress.com/2017/02/15/il-mondialismo-e-un-virus-memetico/

Copyright © 2017 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Svelare la verità

7 giugno 2016

C’è chi (citando burocraticamente i relativi Decreti del S. Uffizio) rifiuta esplicitamente il millenarismo, il quale, come ho scritto più volte, nacque dall’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, e arriva a scrivere perentoriamente: «Le venute di Cristo in terra sono solo due: la prima 2000 anni fa nella sua Natività, la seconda nel Giudizio universale alla fine del mondo.», ciò che è in piena contraddizione con quanto scrisse a suo tempo Giovanni nell’Apocalisse, la cui lettura è accessibile a tutti.

Vedi qui:

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2014/12/30/apocalisse-5-xx-1/

È infatti da lunghissimo tempo che la Chiesa di Roma ha la tradizione di negare, arrampicandosi sugli specchi, il palese manifesto della rivoluzione politica contro l’Impero romano contenuto nell’Apocalisse (vedi p.e. la fantasiosa interpretazione di Agostino d’Ippona). Tutti questi sforzi però non possono mai raggiungere appieno lo scopo, perché basta leggere l’Apocalisse per comprendere molto facilmente cosa essa sia in realtà e cioè uno sfrenato incitamento alla rivoluzione contro lo Stato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2016/05/11/discolparsi-incolpando-altri/

Tanto è vero che il millenarismo, messo a tacere dalla Chiesa di Roma per parecchi secoli, fu poi ripreso con forza dai protestanti, i quali, com’è noto, si basano sulla lettura personale della Bibbia e non sull’interpretazione di essa da parte del clero come fanno i cattolici.

Certo, prima di Gutenberg il clero poteva dire quello che voleva sulla Bibbia: fu proprio l’invenzione della stampa a portare alla Riforma (figurarsi adesso che c’è internet!).

Il punto fondamentale della questione è il seguente: il millenarismo, piuttosto che essere contenuto nell’Apocalisse di Giovanni, è l’Apocalisse di Giovanni.

A perfetta conferma di ciò, Papa Bergoglio ha rotto oggi la tradizione plurisecolare del rifiuto del millenarismo da parte della Chiesa di Roma: è un papa evidentissimamente millenarista.

Lo afferma implicitamente, come ho già scritto in altri post, James Vincent Schall, gesuita ed ex “Professor of Political Philosophy in the Department of Government at Georgetown University”, nel suo articolo Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto pubblicato su The Catholic World Report il 24 luglio 2015:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [Gioacchino da Fiore è il noto millenarista medievale]…

This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!

For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about [il neretto è mio]…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Come è possibile che Papa Bergoglio rigetti la negazione del millenarismo fatta da Agostino d’Ippona (Santo e Dottore della Chiesa) e accetti il millenarismo gioachimita, ossia la versione del millenarismo di Gioacchino da Fiore (né Santo né Dottore della Chiesa), senza provocare grandissimo scandalo nella Chiesa di Roma?

Perché il millenarismo è parte integrante del Nuovo Testamento, ecco perché!

Papa Bergoglio accetta il millenarismo invece di rifiutarlo (al contrario di come ha fatto tradizionalmente la Chiesa di Roma per secoli fino ad oggi) e lo può fare proprio perché non è possibile negare l’Apocalisse di Giovanni, in quanto fa parte del Nuovo Testamento.

Papa Bergoglio è dunque un papa rivoluzionario, un papa che vuole eliminare lo Stato, come del resto lo vogliono eliminare i mondialisti David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski.

Questa convergenza (apparentemente strana e incomprensibile, quasi contronatura) è facilmente spiegata dalla mia teoria unificata delle ideologie antistato, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Non c’è affatto bisogno di ricorrere a capri espiatori e a idee deliranti (complotti di ebrei, massoni, kazari, satanisti, rettiliani, ecc. ecc.) per spiegare tale convergenza.

È sufficiente usare la Ragione.

Certo, occorre accettare il fatto che la Ragione svela cose che magari si vorrebbe mantenere velate.

Copyright © 2016 Luigi Cocola. Tutti i diritti riservati.

Come da copione

14 settembre 2015

Pochi giorni fa Papa Bergoglio ha rinnovato il suo monito contro la corruzione, una costante del suo pontificato:

«La lotta alla corruzione di Francesco è iniziata fin da subito dopo l’elezione al pontificato. È rimasto celebre l’auspicio, rivolto a 6mila giornalisti tre giorni dopo la fumata bianca, il 16 marzo 2013, di una “Chiesa povera e per i poveri”. Di lì il termine corruzione è entrato a pieno titolo tra le parole chiave del pontificato di Bergoglio

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/12/papa-ai-banchieri-aria-della-corruzione-e-dappertutto-fate-crescere-economia-dellonesta/2029856/

Ho scritto in post precedenti che Papa Bergoglio, rompendo una norma plurisecolare della Chiesa di Roma contraria al millenarismo (o chiliasmo), è manifestamente ed esplicitamente un papa millenarista (o chiliasta), come notato non solo da me, ma anche da altri, per esempio da James Vincent Schall, un gesuita ex “Professor of Political Philosophy in the Department of Government at Georgetown University”, vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/08/la-spiegazione-e-questa/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/13/il-gusto-amaro-di-aver-ragione/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/18/papa-bergoglio-e-un-millenarista/

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/22/fischi-per-fiaschi/

Per chi non sa cosa sia il millenarismo (che comunque non può essere considerato un’eresia), vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

In un altro mio post avevo scritto che l’insistenza sul tema della corruzione è una caratteristica peculiare dei millenaristi:

«Ed ecco perché, infine, i seguaci dell’euro insistono parossisticamente sull’austerità, sulle riforme e sulla corruzione: perché dobbiamo essere moralmente pronti alla seconda venuta di Cristo, altrimenti non potremo regnare con lui per mille anni sulla terra, come è scritto nell’Apocalisse. Regneranno con lui, infatti, soltanto coloro che hanno seguito il volere di Dio.

Tanto grande è la potenza di questo meme cristiano: il millenarismo.»

https://luigicocola.wordpress.com/2015/03/05/il-millenarismo-e-un-meme-egoista/

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Fischi per fiaschi

22 agosto 2015

Leggo un articolo di Sandro Magister pubblicato sull’Espresso il 12 agosto 2015, intitolato Da Perón a Bergoglio. Col popolo contro la globalizzazione:

«…Ma il vero “manifesto” politico di papa Bergoglio è stato il lunghissimo discorso tenuto a Santa Cruz, in Bolivia, ai “movimenti popolari” no global dell’America latina e del resto del mondo, da lui convocati attorno a sé per la seconda volta in meno di un anno, la precedente a Roma, in entrambi i casi con in prima fila il presidente “cocalero” della Bolivia Evo Morales…

…Il “popolo” in cui papa Francesco vede l’avanguardia di una rivoluzione mondiale contro l’impero transnazionale del denaro è quello che lui stesso descrive come composto da “cartoneros, riciclatori, venditori ambulanti, sarti, artigiani, pescatori, contadini, muratori, minatori”. Appartiene a questi – dice – il futuro dell’umanità. Grazie a un processo di loro ascesa al potere che “trascenda i procedimenti logici della democrazia formale”.

A giudizio del gesuita James V. Schall, già docente di filosofia politica alla Georgetown University di Washington, il discorso di Santa Cruz è “Bergoglio allo stato puro”, con una visione politica “più vicina a Gioacchino da Fiore che ad Agostino di Ippona”…

…Applauditissimo e con al fianco un compiaciuto Sánchez Sorondo, Vattimo ha perorato la causa di una nuova Internazionale comunista e insieme “papista”, con Francesco come suo indiscusso leader, l’unico capace di guidare una rivoluzione politica, culturale e religiosa contro lo strapotere del denaro, nella “guerra civile” in corso nel mondo che – ha detto – è travestita di lotta al terrorismo ma è in realtà la lotta di classe del XXI secolo contro la moltitudine di tutti gli oppositori al capitalismo…»

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351113

Ho già scritto di questo discorso di Papa Bergoglio nel post precedente.

Sandro Magister non comprende la situazione: il fatto che i millenaristi che seguono la via religiosa per abbattere lo Stato siano in disaccordo con i millenaristi che seguono allo stesso scopo la via ultracapitalista è del tutto secondario e non deve oscurare il fatto di gran lunga più importante.

E cioè che entrambi vogliono, appunto, abbattere lo Stato.

Vedi qui:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/12/le-tre-vie-delle-ideologie-antistato/

Scrivere che Papa Bergoglio è contro la globalizzazione, per inciso è più adatto il termine “globalismo” in quanto trattasi di un’ideologia, è assolutamente fuorviante.

Sia la Chiesa di Roma sia i globalisti vogliono portare l’Occidente (e possibilmente il mondo intero) nel Secondo Medio Evo.

E anche Gianni Vattimo ha preso fischi per fiaschi.

Ho già scritto in passato sulla miseria mentale dell’intellighenzia italiana:

https://luigicocola.wordpress.com/2014/03/27/la-tragedia-della-societa-italiana/

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Papa Bergoglio è un millenarista

18 agosto 2015

Qualche giorno fa ho scritto un post in cui concludevo che Papa Bergoglio è un millenarista:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/08/08/la-spiegazione-e-questa/

Da notare che il millenarismo è da molti secoli una dottrina rifiutata dalla Chiesa di Roma:

https://luigicocola.wordpress.com/2015/02/06/il-problema-del-millenarismo/

Ed ecco alcune frasi di un recente articolo di James Vincent Schall, il quale, come scrive Wikipedia, è un gesuita ed è stato “Professor of Political Philosophy in the Department of Government at Georgetown University”.

L’articolo si intitola Apocalyptic and Utopian: On Pope Francis’ Bolivian Manifesto:

«…Whatever else might be said of other papal address in Bolivia, this one at Santa Cruz was pure Bergoglio. It contains his vision of the world and what is wrong with it. He is telling us—not asking our opinions. He has already made his conclusions. It is what I would call a very apocalyptic and utopian address. It describes both how terrible things are and how idyllic they can be. There is little room for a common sense middle, for a view that the world might just go on its own way as it has for millennia. It was a “second commandment” (“love thy neighbor”) and not a “first commandment” (“Seek ye first the Kingdom of God”) exhortation. It was closer to Joachim of Fiora than to Augustine of Hippo [il corsivo è mio]…

…This end that Pope Francis seems to envision is nothing less than a world transformation of mankind to save itself, soon—indeed, now!…

…For many, it is the state itself that causes most of the dangerous problems that the Pope is worried about…»

http://www.catholicworldreport.com/Item/4051/

apocalyptic_and_utopian_on_pope_francis_bolivian_manifesto.aspx

Leggiamo sul Dizionario di filosofia di Nicola Abbagnano la voce Chiliasmo, che è sinonimo di millenarismo:

Chiliasmo (ingl. Chiliasm; franc. Chiliasme; ted. Chiliasmus). C. o millenarismo si chiama ogni credenza nell’avvento di un radicale rinnovamento del genere umano e nell’instaurazione di uno stato definitivo di perfezione. L’Apocalisse di S. Giovanni è il maggior documento di una credenza del genere che fu abbastanza frequente nei primi tempi del Cristianesimo e si ripresentò spesso anche nel Medioevo. Gioacchino da Fiore (sec. XII) preconizzò l’imminente avvento di una terza epoca della storia umana, quella dello Spirito Santo (Concordia Novi et Veteris Testamenti, IV, 35)…

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, 1971, UTET, pag. 126)

È molto interessante notare che in passato è stato attribuito (a torto o a ragione) anche a Obama un grande interesse per Gioacchino da Fiore, vedi qui:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1344430

Tutto ciò supporta la mia tesi: alla base degli sconvolgimenti politici epocali a cui stiamo assistendo c’è il millenarismo cristiano e l’euro è solo un particolare del quadro, è solo un mezzo per abbattere gli Stati europei, vedi infatti questi miei vecchi post:

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/18/alberto-bagnai-leuro-leconomia-e-lo-stato-il-problema-e-economico-o-politico/

https://luigicocola.wordpress.com/2012/12/19/perche-gli-economisti-non-si-interrogano-seriamente-sulla-volonta-europea-di-distruggere-lo-stato/

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